Al-Wathiq è descritto nelle fonti come un uomo dotto, affascinato dalla cultura, ma anche quale poeta e bevitore, che si allietava in presenza di poeti e musicisti oltre che di studiosi. Durante il suo breve regno furono portate avanti le politiche di suo padre, al-Mu'tasim, poiché il potere continuò a rimanere nelle mani degli stessi funzionari che al-Mu'tasim aveva nominato. Tra gli avvenimenti principali accaduti mentre amministrò il califfato si deve ricordare la soppressione di varie rivolte, spesso contrarie ai combattenti turchi insopportabilmente rapaci e iattanti nei confronti dei civili. Delle insurrezioni di ribelli beduini si verificarono infatti a Bilad al-Sham, in Siria, nell'842, nell'Hegiaz nell'845 e nello Yamāma nell'846. Più difficile fu riappacificare l'Armenia, per cui ci vollero diversi anni. Un'ultima insurrezione ebbe luogo nella stessa Baghdad nell'846, guidata da Ahmad ibn Nasr al-Khuza'i. Questi protestò per via la grande considerazione che al-Wathiq riservava alla dottrina del mutazilismo e perché il califfo aveva ripristinato il meccanismo del miḥna per sradicare gli oppositori. Negli affari esteri, il perenne stato di guerra con l'Impero bizantino non si arrestò e gli Abbasidi ottennero persino una significativa vittoria nella battaglia di Mauropotamos, ma dopo uno scambio di prigionieri nell'845, le lotte si placarono per diversi anni.

Biografia Primi anni Al-Wathiq era figlio di al-Mu'tasim e di una schiava romea (in arabo umm al-walad) di nome Qaratis. Nacque il 17 aprile 812 (varie fonti forniscono date leggermente precedenti o successive nell'811-813), sulla strada per La Mecca... Fu chiamato Harun in onore di suo nonno, il califfo Hārūn al-Rashīd (al potere dal 786 all'809), e gli fu dato il tecnonimo Abu Ja'far...

I primi anni di vita di al-Wathiq restano avvolti nel mistero, probabilmente anche perché suo padre era un principe minore senza prospettive di successione. È noto che Harun ibn Ziyad fu il suo primo precettore; fu invece suo zio a insegnargli calligrafia, recitazione e letteratura, il califfo Al-Maʾmūn (regnante dall'813 al 833).. Fonti successive lo soprannominano il "Piccolo Maʾmūn" per via della sua erudizione e del suo carattere morale.

Quando al-Mu'tasim divenne califfo, si preoccupò che il figlio ed erede designato acquisisse esperienza di governo. Così, al-Wathiq rimase a capo della capitale Baghdad nell'835, quando al-Mu'tasim si trasferì a nord per fondare una nuova capitale a Samarra. Nei suoi scritti, Ṭabarī lo indica come l'ambasciatore che accolse cerimoniosamente il generale Afshin durante il suo ritorno vittorioso dalla soppressione della rivolta di Babak Khorramdin nell'838. Lo storico persiano testimonia inoltre che rivestì la carica di vice di suo padre durante il sacco di Amorio dell'838.

Al-Wathiq viene poi menzionato nell'841 come colui che portò un cesto di frutta ad Afshin, caduto in quel momento in disgrazia e imprigionato. Temendo che la frutta fosse avvelenata, il generale rifiutò di accettare il dono e chiese a qualcun altro di trasmettere un messaggio al califfo. A Samarra, la residenza di al-Wathiq era immediatamente adiacente al palazzo del padre ed egli era una presenza fissa a corte. Come ha sottolineato lo storico John Turner, questi eventi dimostrano che al-Wathiq agiva nel «ruolo di fidato consigliere del padre, che gli fece prendere contatto a più riprese con il mondo che ruotava attorno al potere». Resta comunque pur vero che al-Wathiq non fu mai affidato un compito militare ed egli non partecipò nemmeno alla campagna di Amorio, un atteggiamento in controtendenza con la precedente prassi abbaside.

Regno

Alla morte di suo padre, avvenuta il 5 gennaio 842, al-Wathiq gli successe in maniera incontestata... Ereditando un ricco tesoro, il nuovo califfo effettuò delle generose donazioni alla gente comune, specialmente a Baghdad e nelle città sacre islamiche di La Mecca e Medina. Sua madre, Qaratis, accompagnò il fratello di al-Wathiq Ja'far (il futuro califfo al-Mutawakkil) in pellegrinaggio nell'842, ma morì durante il viaggio ad Al-Hira il 16 agosto 842. Fu poi sepolta a Kufa..

Elite al potere

Il regno di Al-Wathiq fu breve e viene generalmente considerato essenzialmente una prosecuzione di quello di al-Mu'tasim, poiché la gestione dello Stato continuò a rimanere in mano a uomini il cui potere era cresciuto sotto al-Mu'tasim. È questo il caso dei comandanti militari turchi Itakh, Wasif e Ashinas, il visir Muhammad ibn al-Zayyat e la guida dei qadi Ahmad ibn Abi Duwad... Questi uomini erano stati leali ad al-Mu'tasim, ma non erano legati allo stesso modo a suo figlio al-Wathiq; nella sostanza, secondo Turner, questo circolo ristretto «controllava le maglie del potere e di conseguenza [minava] l'autonomia del califfo»..

In un gesto probabilmente volto a cementare un'alleanza tra il califfo e il suo comandante più potente, al-Wathiq conferì una corona ad Ashinas nel giugno/luglio 843, e nell'occasione gli affidò una vasta autonomia gestionale sulle province occidentali, da Samarra al Maghreb. Secondo lo studioso egiziano del XV secolo al-Suyuti, tale atto andrebbe considerato la prima occasione in cui il potere reale venne delegato a un suddito... Ashinas morì nell'844 e Itakh gli succedette nell'incarico di generale supremo e nel suo speciale status di amministrazione di cui godeva nelle province occidentali... Il nuovo califfo si impegnò a Samarra nella costruzione di molti edifici, rendendo il luogo di residenza del sovrano una vera e propria città, con mercati e un porto adeguati alle sue esigenze. Ciò rese Samarra non solo un insediamento dotato di maggiori servizi per i suoi abitanti, ma le consentì anche di attirare commercianti interessati a compiere affari in quella regione. Inoltre, l'ampliamento della città consentì all'élite aristocratica abbaside e a quella militare di sperimentare condizioni di vita migliori, considerando che questi erano stati costretti a trasferirsi nella nuova capitale da al-Mu'tasim..

Nell'843/844 il califfo, presumibilmente su istigazione del visir Ibn al-Zayyat, o, secondo una versione riportata da Ṭabarī, ispirato dalla caduta dei Barmecidi sotto Harun al-Rashid, arrestò, torturò e impose pesanti multe a diversi funzionari del governo centrale, nel tentativo di riscuotere denaro funzionale a retribuire le truppe turche.. La misura perseguiva forse al contempo lo scopo di creare un cuneo tra le élite civili e militari,. o a ridurre il potere dei principali comandanti turchi, come Itakh e Ashinas, poiché la maggioranza dei funzionari arrestati e costretti a pagare era al loro servizio..

Soppressione delle ribellioni

Già durante gli ultimi mesi della vita di al-Mu'tasim, era scoppiata in Palestina una rivolta su larga scala sotto istigazione di un certo al-Mubarqa. Al-Mu'tasim spedì il generale Raja ibn Ayyub al-Hidari per affrontare i ribelli e sedare i tumulti... Quando al-Wathiq salì al potere, inviò al-Hidari contro Ibn Bayhas, ritenuto reo di aver capeggiato una ribellione tribale di Qaysiti attorno a Damasco. Se vi fosse una qualche correlazione di questa sommossa con quella di al-Mubarqa, come teorizzato da alcuni studiosi, non risulta chiaro. Approfittando dei dissensi tra i membri della tribù, al-Hidari sconfisse rapidamente Ibn Bayhas, dopodiché rivolse il suo sguardo a sud e affrontò le forze di al-Mubarqa vicino a Ramla. La battaglia si concluse con una vittoria decisiva per l'esercito del califfo, con al-Mubarqa che fatto prigioniero e portato a Samarra, dove venne gettato in prigione; da quel momento in poi, scompare dalle fonti..

Dopo essere salito al trono, al-Wathiq nominò Khalid ibn Yazid al-Shaybani governatore dell'irrequieta provincia dell'Armenia. Alla testa di un grande esercito, Khalid sconfisse l'opposizione dei principi musulmani e cristiani locali nella battaglia di Kawakert. Khalid morì poco dopo, ma suo figlio, Muhammad, gli succedette in carica e continuò le operazioni condotte da suo padre.

Nella primavera dell'845 scoppiò un'altra ribellione nei dintorni di Medina. Una tribù locale, quella di Banu Sulaym, era stata coinvolta in un conflitto con le tribù dei Banu Kinana e dei Bahila a ridosso di Medina, provocando scontri che causarono alcuni morti tra febbraio e marzo dell'845. Il governatore locale, Muhammad ibn Salih ibn al-Abbas, mandò contro di loro Hammad ibn Jarir al-Tabari con una forza mista, composta da truppe regolari e abitanti di Medina, in particolare famiglie ansar e Quraysh. Sebbene i Banu Sulaym, non più di circa 650 uomini, fossero riluttanti a combattere, Hammad li attaccò, finendo per essere sconfitto e ucciso con quasi tutta il suo seguito. I Banu Sulaym si diedero allora a saccheggi alle porte di Mecca e Medina, costringendo a maggio al-Wathiq a incaricare uno dei suoi generali turchi, Bugha al-Kabir, di occuparsi dei tafferugli. Accompagnato dalle truppe dei reggimenti di guardia shākiriyya, turchi e dai maghāriba, Bugha surclassò parte dei Sulaym nella città di al-Suwariqiyyah, costringendo il grosso della tribù ad arrendersi. Inoltre, imprigionò circa 1.000 membri della tribù a Medina e lasciò in libertà il resto. Dopo essere andato a Medina e alla Mecca in agosto, costrinse altresì i Banu Hilal ad accettare le stesse condizioni.. Dopo alcuni mesi, i prigionieri, circa 1.300 in totale, tentarono di fuggire, ma furono ostacolati dagli abitanti di Medina, che procedettero ad assediare il palazzo che veniva utilizzato come prigione. I prigionieri vennero tutti trucidati negli scontri che ne seguirono e molti membri delle tribù che si trovavano a Medina subirono la stessa sorte. Nel frattempo, Bugha colse l'occasione per intimidire le tribù beduine della regione e si conviene ad affrontare militarmente i Banu Fazara e i Banu Murra. Le tribù fuggirono prima della sua avanzata, con molti che si arresero e altri che viaggiarono in tutta fretta in direzione della Giordania centrale. Bugha sottomise a quel punto i Banu Kilab, conducendo circa 1.300 prigionieri a Medina nel maggio 846..

Una rivolta minore scatenata dai kharigiti nell'845/846 si verificò nel Diyar Rabi'a sotto istigazione di un certo Muhammad ibn Abdallah al-Tha'labi (o Muhammad ibn Amr), ma fu presto repressa dal governatore di Mosul.. Nello stesso anno, il generale Wasif soppresse le tribù ribelli dei Curdi in Esfahan, nel Jibal (odierno Iran occidentale) e nel Fars..

Nel settembre 846, al-Wathiq inviò Bugha al-Kabir per fermare le razzie dei Banu Numair in Yamāma. Il 4 febbraio 847, Bugha combatté un importante scontro contro circa 3.000 Numairidi nelle acque di Batn al-Sirr. All'inizio fu messo a dura prova e le sue forze furono quasi del tutto sopraffatte. In seguito, alcune truppe che stavano depredando i cavalli numairidi tornarono, si avventarono sulle forze che attaccavano Bugha e le sbaragliarono completamente. Secondo una fonte dell'epoca, morì in quell'occasione un numero massimo di 1.500 Numairidi. Bugha trascorse alcuni mesi a riappacificare la regione, garantendo un lasciapassare a chi si arrendeva e perseguitando i restanti insorti, prima di tornare a Bassora nel giugno/luglio 847. Oltre 2.200 beduini di varie tribù giunsero al suo seguito come prigionieri..

Il mutazilismo e il fallito colpo di Stato di al-Khuza'i