Vestivamo alla marinara è un romanzo autobiografico di Susanna Agnelli, pubblicato nel 1975 da Arnoldo Mondadori Editore. L'opera racconta in forma narrativa l'infanzia e l'adolescenza dell'autrice e dei suoi fratelli, tra cui Gianni Agnelli, Umberto Agnelli e Giorgio Agnelli, sullo sfondo della vita familiare e aristocratica tra gli anni Venti e gli anni Trenta italiani.
Trama Il romanzo si apre con i ricordi d'infanzia di Susanna Agnelli, narrati con tono ironico e al tempo stesso nostalgico. La protagonista rievoca l'ambiente della famiglia Agnelli, caratterizzato da un'educazione severa, ma cosmopolita, che alternava il rigore delle consuetudini aristocratiche alla leggerezza della vita mondana.
La narrazione procede attraverso episodi che vedono al centro i fratelli Gianni, Umberto e Giorgio, mettendo in risalto il loro carattere e le loro inclinazioni. Emergono i ritratti dei genitori, Edoardo Agnelli e Virginia Bourbon del Monte, figura carismatica e anticonformista, spesso percepita come "scandalosa" dalla società torinese del tempo.
Il titolo allude alle divise marinare che i bambini indossavano durante la loro infanzia, simbolo di una condizione agiata ma anche di un'infanzia regolata da convenzioni sociali.
Attraverso i ricordi familiari, l'autrice intreccia il racconto personale con il contesto storico-politico del periodo, segnato dall'ascesa del fascismo e dai mutamenti della società italiana tra le due guerre mondiali.
Progetto di trasposizione cinematografica Negli anni '70 si discusse una possibile trasposizione cinematografica del romanzo, con la regia affidata a Mauro Bolognini, regista noto per le sue opere di ambientazione storica e letteraria.
Il progetto non fu mai realizzato a causa dell'opposizione di Gianni Agnelli, che acquistò i diritti del libro per impedirne l'adattamento. Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, la scelta fu motivata dalla volontà di non esporre alla pubblica opinione aspetti intimi e controversi legati soprattutto alla figura della madre Virginia Bourbon del Monte, che aveva suscitato scandalo nella Torino aristocratica per il suo stile di vita indipendente e non convenzionale.
Accoglienza e critica Alla sua uscita nel 1975, il libro riscosse un notevole successo di pubblico e venne accolto come un racconto vivido e originale dell'infanzia in una delle famiglie più influenti d'Italia. La critica sottolineò lo stile semplice e ironico di Susanna Agnelli, che seppe coniugare la leggerezza narrativa con l'osservazione attenta della società e delle dinamiche familiari.
Il romanzo è stato più volte ristampato e continua a essere considerato un tassello importante nella memoria collettiva della famiglia Agnelli e, più in generale, della storia sociale e culturale italiana del Novecento.
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Romanzi di autori italiani Categoria:Romanzi autobiografici Categoria:Opere vincitrici del Premio Bancarella Categoria:Romanzi ambientati a Torino