Il convento della Santissima Trinità è un ex complesso francescano situato a Lugano, nel Canton Ticino, lungo la Salita dei Frati. Fondato nel XVII secolo dai frati cappuccini, fu attivo fino al XX secolo e oggi ospita la Biblioteca Salita dei Frati e spazi per attività culturali. L'intero complesso è riconosciuto come bene protetto dal Cantone Ticino.Bernhard Anderes, Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Trelingue, 1980, pp. 266–267.FAI, Convento della Santissima Trinità e Biblioteca Salita dei Frati, Bellinzona, 2019.

Storia Risalente al 1646, il convento della Santissima Trinità fu costruito per iniziativa dell'Ordine cappuccino con il sostegno della comunità di Lugano e di alcune famiglie benefattrici locali.Siro Borrani, Il Ticino sacro. Memorie religiose della Svizzera italiana, Lugano, Tipografia Cattolica, 1896, pp. 338–339. La fondazione avvenne nel quadro della riforma e dell'espansione cappuccina in Svizzera italiana nel corso del Seicento, quando i frati, già insediati a Sorengo, ottennero dal Consiglio di Lugano il permesso di edificare un nuovo convento all'interno della cinta urbana.Archivio di Stato del Cantone Ticino, Fondo Ufficio beni culturali, fasc. Cappuccini di Lugano, costruzione e consacrazione, 1646–1654.

I lavori, diretti da maestranze locali e intelvesi, si protrassero fino al 1653, anno dell'insediamento stabile della comunità religiosa. La chiesa conventuale, dedicata alla Santissima Trinità, fu consacrata nel 1654 dal vescovo di Como, monsignor Lazzaro Carafino.

Nel corso del XVII e del XVIII secolo il complesso si arricchì di decorazioni a stucco, di una biblioteca monastica e di ambienti destinati allo studio e alla predicazione. L'attività dei frati si concentrò sull'assistenza spirituale e caritativa, con una rete di cappellanie e missioni nel territorio del Sottoceneri.Archivio Cattedrale di Lugano, Libri della Fabrica 1620–1750, ff. 12r–24v.

Nel XIX secolo furono eseguiti interventi di ristrutturazione al chiostro e alla facciata, con la costruzione del portico antistante la chiesa e del nuovo campanile, su progetto dell'architetto Giuseppe Bordonzotti (1909–1914).Patrimonio culturale della Città di Lugano, scheda Chiesa e convento della Santissima Trinità, 1909–1914. Durante la stessa fase furono avviati i lavori di consolidamento delle strutture e di ampliamento della biblioteca interna.

Nel XX secolo il convento conobbe una progressiva riduzione della presenza monastica. Tra il 1976 e il 1983 il complesso fu restaurato dall'architetto Mario Botta, che curò la riorganizzazione degli spazi conventuali e la realizzazione della biblioteca interrata Salita dei Frati, inaugurata nel 1984.

Dalla seconda metà del XX secolo l'edificio è passato sotto la tutela del Comune di Lugano e del Cantone Ticino, con destinazione a funzioni culturali e archivistiche. L'antico convento è oggi sede della Biblioteca Salita dei Frati e di spazi per mostre e attività culturali.Repubblica e Cantone Ticino, Restauri alla Cattedrale e al complesso della Santissima Trinità, Bellinzona, 2018, pp. 12–17.

Architettura Il convento si sviluppa attorno a un chiostro rettangolare con corridoi voltati e portici in muratura; le celle e gli ambienti di servizio sono disposti su due livelli attorno al cortile centrale. Sul lato meridionale si apre la chiesa conventuale della Santissima Trinità, a navata unica con cappelle laterali e coro dei frati.

Impianto conventuale e chiostro Il chiostro conserva l'impianto seicentesco con pilastri intonacati e volte a crociera; i corpi conventuali includono refettorio, cucina, biblioteca storica e ambienti di lavoro. L'assetto planimetrico, documentato da rilievi ottocenteschi e perizie novecentesche, è rimasto sostanzialmente invariato, con adeguamenti funzionali non invasivi in età contemporanea.Patrimonio culturale della Città di Lugano, scheda Chiesa e convento della Santissima Trinità, 1909–1914; aggiornamenti inventariali 1976–1984.

Materiali e tecniche costruttive I materiali prevalenti sono la pietra di Saltrio e il marmo d'Arzo, con murature miste di conci e laterizi secondo la prassi dei cantieri insubrici fra XVII e XVIII secolo; tali litotipi sono attestati dalle forniture documentate per l'area lariana e ticinese e da riscontri stratigrafici eseguiti in occasione dei restauri.Gianluca Poldi – Andrea Rossi (a cura di), Pietre e marmi tra Lombardia e Svizzera italiana, Milano, CNR–Lares, 2009, pp. 53–66.Bernhard Anderes, Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Trelingue (SSAS), 1980, p. 259.

Interni e decorazioni del convento Gli interni conservano decorazioni a stucco del Seicento riconducibili alla bottega dei fratelli Torricelli, attivi in area mendrisiotta e lariana, e un affresco con San Francesco in estasi attribuito a Giuseppe Antonio Petrini.SIKART – Dizionario dell'arte in Svizzera, voci Giovanni Antonio Torricelli e Giuseppe Antonio Maria Torricelli, consultazione 2025.SIKART – Dizionario dell'arte in Svizzera, voce Giuseppe Antonio Petrini, consultazione 2025. Parte degli arredi lignei del coro e della biblioteca è stata oggetto di interventi conservativi nel secondo Novecento, documentati nelle relazioni tecniche cantonali.Repubblica e Cantone Ticino, Relazioni conservative – Complesso della Santissima Trinità (1979–1983; 2011–2017), Ufficio dei beni culturali, Bellinzona, arch. tecn.

Interventi novecenteschi e contemporanei Tra il 1909 e il 1914 l'architetto Giuseppe Bordonzotti progettò un portico neorinascimentale e un nuovo campanile per la chiesa; opere e sistemazioni di facciata coinvolsero anche il fronte conventuale verso la Salita dei Frati. Tra il 1976 e il 1983 Mario Botta diresse un cantiere di restauro e rifunzionalizzazione del complesso, comprendente il riordino di percorsi e impianti e la costruzione della biblioteca interrata Salita dei Frati (inaugurata nel 1984), con accessi indipendenti e salvaguardia dell'impianto storico.FAI – Fondo Ambiente Italiano, Convento della Santissima Trinità e Biblioteca Salita dei Frati, 2019.Repubblica e Cantone Ticino, Restauri alla Cattedrale e al complesso della Santissima Trinità, 2018, pp. 12–17.

Chiesa conventuale

La chiesa conventuale presenta all'esterno porticato e facciata in stile neorinascimentale, realizzati nel 1909 da Giuseppe Bordonzotti. L'interno, a navata unica con cappelle laterali, conserva affreschi e stucchi seicenteschi dei fratelli Torricelli e opere di Giuseppe Antonio Petrini, pertinenti alla decorazione conventuale e alla devozione cappuccina locale.SIKART – Dizionario dell'arte in Svizzera, voci Giovanni Antonio Torricelli; Giuseppe Antonio Petrini, consultazione 2025.

Funzioni attuali Dopo la partenza dei religiosi, parte del complesso è stata destinata a uso pubblico e culturale. Dal 1984 ospita la Biblioteca Salita dei Frati, istituzione cittadina dedicata alla conservazione e allo studio delle fonti storiche ticinesi e svizzere.Biblioteca Salita dei Frati, Catalogo storico e attività culturali 1984–2024, Lugano, 2024.

Nel convento si svolgono mostre, conferenze e incontri promossi dal Comune di Lugano e dal Cantone. Alcune sale sono adibite ad archivio e a sede temporanea di attività accademiche e culturali.Repubblica e Cantone Ticino, Inventario beni culturali – Ex convento dei Cappuccini di Lugano, 2017.

Una parte degli ambienti è stata temporaneamente adattata per accogliere persone rifugiate in situazioni di emergenza umanitaria, secondo programmi cantonali di accoglienza.LaRegione.ch, La SS. Trinità riapre grazie a fra Roberto, 2023.

Persone legate al convento Tra i religiosi che vissero nel convento si ricordano: fra Giovanni Pozzi, studioso e poeta, che trascorse gli ultimi anni nel complesso; fra Roberto Pasotti, promotore della riapertura della chiesa per eventi liturgici e artistici contemporanei; Mario Botta, architetto responsabile del restauro del 1979–1983. FAI, Convento della SS. Trinità (1646) e Biblioteca Salita dei Frati, Bellinzona, 2019.

Tutela e valorizzazione Il convento della Santissima Trinità è inserito nell'Inventario dei beni culturali svizzeri d'importanza cantonale e regionale e figura nel registro patrimoniale della città di Lugano. Gli interventi di restauro e manutenzione sono regolati dall'Ufficio dei beni culturali del Cantone Ticino. Patrimonio Lugano, Scheda Ex convento dei Cappuccini, n. 106786, aggiornamento 2020.

Dal 2018 il complesso rientra nel percorso tematico "Conventi storici del Ticino" promosso dal Dipartimento del territorio e dal FAI Svizzera, con finalità di studio e valorizzazione turistica controllata.FAI, Percorsi conventuali della Svizzera italiana, 2019.

Note

Bibliografia Bernhard Anderes, Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Trelingue, 1980. Siro Borrani, Il Ticino sacro. Memorie religiose della Svizzera italiana, Lugano, Tipografia Cattolica, 1896. Mario Botta, Restauro del convento e della chiesa della Santissima Trinità, Lugano, Archivio comunale, 1984. Gianluca Poldi – Andrea Rossi (a cura di), Pietre e marmi tra Lombardia e Svizzera italiana, Milano, CNR-Lares, 2009. Repubblica e Cantone Ticino, Restauri alla Cattedrale e al complesso della Santissima Trinità, Bellinzona, 2018.

Voci correlate Cappuccini Giuseppe Antonio Petrini

Collegamenti esterni Ufficio dei beni culturali del Cantone Ticino – portale ufficiale (schede, restauri e documentazione sul complesso della Santissima Trinità). Città di Lugano – sezione patrimonio culturale e informazioni storico-artistiche sul convento (portale comunale). – storia, attività e informazioni sulla biblioteca realizzata nel complesso conventuale. Studio Mario Botta – progetti e note sul restauro del convento e sulla Biblioteca Salita dei Frati (schede tecnico-architettoniche). SIKART: Giovanni Antonio Torricelli – scheda dell’artista attivo nelle decorazioni seicentesche del complesso. SIKART: Giuseppe Antonio Petrini – scheda dell’artista con opere presenti nel convento/chiesa.

Categoria:Architetture di Lugano Categoria:Conventi del Canton Ticino