Il deismo (dal latino: deus) è una filosofia religiosa razionalista ma non necessariamente anticlericale, che sostiene l'esistenza di un Dio Essere Supremo, ordinatore, ma esterno al mondo, con caratteri di "religione naturale", dedotta tramite una teologia razionale.

Sviluppatasi nei secoli XVII e XVIII in Gran Bretagna,, diffusa successivamente in Francia, Germania e Stati Uniti d'America. Il deismo esclude dogmi, autorità religiose, ed elementi sovrannaturali, oltre che la maggioranza di ciò che viene collegato al paranormale e al misticismo religioso rivelato, considerati come mera superstizione ed errori che nascondono il vero carattere razionale della divinità. Nato in un'epoca fortemente segnata dalle guerre di religione combattute allora tra cattolici e protestanti, il deismo intendeva porre fine ai contrasti fra le religioni rivelate in nome di quell'univocità della ragione sentita, in particolare nell'ottica dell'Illuminismo, come l'unico elemento in grado di unire in fratellanza tutti gli esseri umani. In quest'ambito Kant nella Critica della ragion pura diede una definizione dei due termini di deismo e teismo che precedentemente erano sinonimi (come si nota nel Dizionario filosofico del deista VoltaireAlla voce Teismo ad esempio, nell'Emilio di Rousseau e ne Il buon senso dell'ateo d'Holbach); scrive Kant:

Il deismo assume quindi a priori l'esistenza di un Essere Supremo, creatore e regolatore delle leggi dell'universo, indispensabile a spiegarne l'ordine, l'armonia e la regolarità. Nega però sia la necessità di una rivelazione, dalla quale comunque prescinde ritenendo che sia solo per gli incolti, sia la storicità di qualsiasi pretesa rivelazione. A seconda dei casi ammette o meno l’esistenza di una provvidenza, di qualcosa che agisce nella storia oltre le azioni contingenti dell'uomo.

La negazione della rivelazione ha come conseguenza il rifiuto di qualsiasi dogma, testo sacro o autorità religiosa. L'uso corretto della ragione consente all'uomo di elaborare una religione naturale e razionale completa e autosufficiente, capace di spiegare il mondo e l'uomo.

Il deismo viene definito anche come "religione naturale", in quanto non fondato su testi sacri ma sulla ragione che, ribadendo l'esistenza di Dio, lo configura in termini differenti da quelli delle religioni rivelate. Esso assume anche alcuni elementi del panteismo di Spinoza (Deus sive Natura), come in Rousseau, o reputa Dio come ciò che è inconoscibile dalla ragione speculativa, ma verso cui tende tutto l'uomo da un punto di vista morale, come in Kant, o come qualcosa di esterno e disinteressato al mondo come in Hume e Voltaire.

Organizzazioni e culti organizzati con credenze deiste includono il culto dell'Essere Supremo durante la rivoluzione francese, la teofilantropia, la massoneria e l'Unione Mondiale dei Deisti.

Storia

Nonostante le difficoltà iniziali a superare la censura non solo ecclesiastica (cattolica e protestante) per le posizioni di estremo razionalismo, il deismo diventò ben presto una delle principali correnti d'interpretazione filosofica della religione, anticipando tematiche che avrebbero trovato pieno sviluppo nel Settecento con l'Età dei Lumi.

Se l'amico di Cartesio, Marin Mersenne, nel 1624 sente l'urgenza di denunciare il diffondersi del deismo e di altre correnti filosofiche antireligiose in Europa, pubblicando L'impiété des déistes, athées et libertins de ce temps, combatue et renversée de point en point par raisons tirées de la philosophie et de la théologie, il filosofo cattolico francese Blaise Pascal qualche decennio dopo denunciò come deisti tutti coloro che pretendono di assurgere alla conoscenza di Dio prescindendo dalla rivelazione tramandata dalla tradizione ecclesiastica, e contrapporrà al «Dio dei filosofi», raggiunto con il lume naturale, il «vero Dio» rivelato dei testi sacri ebraici e cristiani.

L'empirista ed illuminista scozzese David Hume è il filosofo che ha espresso la critica più feroce dell'antropomorfismo sotteso sia alle religioni monoteiste, sia alla concezione deistica del mondo, tuttavia sostenne l'esistenza di un ordine morale del mondo, sebbene non conoscibile razionalmente. Nei suoi Dialoghi sulla religione naturale (1779) sostenne che «la materia può essere suscettibile di numerose e grandi rivoluzioni durante i periodi infiniti di durata eterna del mondo», contro la tradizione che da Anassagora si estende fino a Cartesio e oltre, attacca il privilegio accordato «a questa piccola agitazione del cervello che noi chiamiamo pensiero», facendone il modello di risoluzione di tutti gli enigmi posti dall'esistenza e dal funzionamento dell'universo e proprio in virtù delle sue tendenze antirazionaliste ammise la potenza dell'abitudine e della consuetudine in rapporto a conoscenze di ordine fisico-naturale (induzione) e in rapporto a conoscenze morali, valorizzando molto le componenti sensitive su quelle razionali e ammettendo, seppur in maniera problematica, una certa validità al senso comune.

Anche il culto massonico del Grande Architetto dell'Universo può essere considerato una forma di deismo, così come l'unitarianismo.

Deismo in Europa e in America

Isole britanniche Tra il Seicento e il Settecento molti furono i filosofi, scienziati, matematici, scrittori, intellettuali e politici illustri dell'Illuminismo europeo e americano che sostennero la critica alla religione del deismo, diffuso anche all'interno della massoneria, e furono deisti a loro volta; in Inghilterra tra i più noti vi sono stati illuministi ed empiristi (seguaci dell'assioma per cui la conoscenza tramite l'esperienza e il metodo scientifico diffuso da Galileo) come Edward Herbert di Cherbury, Charles Blount, John Locke (formalmente cristiano anglicano), Isaac Newton (anglicano), Lord Bolingbroke, Samuel Clarke, John Toland, Matthew Tindal, Anthony Collins e David Hume in Scozia. Anche Charles Darwin all'epoca della pubblicazione de L'origine delle specie era un deista.

Francia In Francia sono stati deisti Jean Jacques Rousseau, Denis Diderot (ateo in vecchiaia), Voltaire (anche se, nel Dizionario filosofico usa il termine teismo), d'Alembert, Émilie du Châtelet (compagna di Voltaire), La Mettrie (poi divenuto ateo), Montesquieu, Victor Hugo (libero pensatore), Alphonse de Lamartine.

Un caso a parte nella diffusione del deismo francese è stato quello del prete Jean Meslier, il quale pur essendo segretamente ateo, antiteista e materialista, nel suo Testamento sosteneva con entusiasmo la causa combattuta dal deismo contro la religione; il capitolo sul deismo del Testamento di Meslier venne ricopiato e pubblicato clandestinamente dal filosofo ateo e illuminista Paul-Henri Thiry, barone d'Holbach, oltre che riutilizzato da Voltaire che pubblicò parzialmente la prima versione del Testament di Meslier depurandola dalle parti atee. In seguito ci fu un periodo di deismo ufficiale durante la Prima Repubblica francese, con la nascita del Culto dell'Essere Supremo.

Stati Uniti

Nelle Tredici colonie britanniche dell'America settentrionale, alle quali seguì la guerra d'indipendenza dall'Impero britannico e la fondazione degli Stati Uniti d'America, i filosofi, scienziati e letterati deisti americani più noti ed influenti sono stati il filosofo Thomas Paine e i Padri fondatori degli Stati Uniti (in maggioranza anglicani) firmatari della Dichiarazione d'indipendenza: John Adams, Benjamin Franklin, Alexander Hamilton, John Jay, Thomas Jefferson, James Madison e George Washington, i quali avevano determinate confessioni private, le quali non condizionavano in maniera pesante la loro azione politica, e si riconoscevano in una religione razionale e naturale (ad esempio Jefferson che realizzò una Bibbia priva di elementi sovrannaturali) avvicinabile al deismo illuminista. La stessa introduzione della Dichiarazione, stesa da Jefferson, è di ispirazione deista e fa riferimento a "leggi della Natura e del Dio della Natura": Jefferson aiutò anche La Fayette con la stesura della dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino in Francia.

Il poeta e scrittore Edgar Allan Poe era deista-panteista (protestante di nascita)Edgar Allan Poe's Religion and Political Views | HollowverseThe Hollowverse: "Poe was Christian, but sometimes sounded like a deist or a pantheist"., così come Mark Twain.

Germania e Austria

In Germania furono deisti i filosofi G. E. Lessing, J. G. Fichte, poi convertito al Cristianesimo, lo stesso Immanuel Kant (formalmente cristiano protestante luterano), Leibniz (cristiano razionalista) e Moses Mendelssohn, sebbene il deista forse più noto, insieme con Adam Weishaupt, il fondatore dell'ordine degli Illuminati di Baviera, è stato il critico biblico ed esegeta Hermann Samuel Reimarus, i cui scritti furono pubblicati postumi da Lessing come Frammenti dell'Anonimo di WolfenbüttelH. S. Reimarus, I frammenti dell'Anonimo di Wolfenbuttel pubblicati da G. E. Lessing, a cura di Fausto Parente, Napoli, Bibliopolis, 1977.. In particolare la pubblicazione del frammento in cui Reimarus contesta l'attendibilità storica della risurrezione di Gesù, definendola un falso storico e attribuendola a un'invenzione dei discepoli, disperati dopo la morte del loro maestro,La critica radicale di Reimarus all'attendibilità storica degli eventi narrati nei vangeli fu ripresa nell'Ottocento dal filosofo e teologo hegeliano David Friedrich Strauß in La vita di Gesù o Esame critico della sua storia (1835) e dal filosofo e storico delle religioni francese Ernest Renan nella sua Vita di Gesù (1863). destò un vivacissimo scandalo in Germania. A Lessing fu vietato il diritto di replica: egli utilizzò questo silenzio imposto per portare sul palcoscenico la prosecuzione del confronto con il pastore Goeze, scrivendo il dramma Nathan il saggio, in cui, utilizzando la parabola dei tre anelli, già presente nel Decameron di Giovanni Boccaccio, sviluppò al contempo i temi della tolleranza e della teoria dell'impostura. Sempre in ambito germanico, il poeta Friedrich SchillerFrede, Victoria (2011). Doubt, Atheism, and the Nineteenth-Century Russian Intelligentsia. University of Wisconsin Pres. p. 57. ISBN 9780299284442. Schiller was no atheist: he preached faith in God and respect for the Bible, but he condemned Christianity (both Catholic and Protestant forms) as a religion of hypocrisy (autore del testo originale dellInno alla gioia musicato poi da Beethoven e oggi Inno europeo), aveva una spiritualità deista, così come il compositore Wolfgang Amadeus Mozart da adulto (formalmente cattolico ma membro attivo della massoneria, si veda la cantata Voi che onorate il creatore dell'universo infinito K 619 su testo di Franz Heinrich Ziegenhagen), lo scrittore Johann Wolfgang von Goethe (deista-panteista) e il monarca illuminato Federico II di Prussia.

Italia In Italia ebbero posizioni deiste Tommaso Campanella (uno dei precursori di questa filosofia), Pietro Verri, Cesare Beccaria, Giacomo Casanova, Filippo Buonarroti, Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi (tendente all'agnosticismo), Giovanni Pascoli, Vittorio Alfieri e Goffredo Mameli. Secondo alcuni storici, anche le credenze religiose del genio rinascimentale Leonardo da Vinci possono essere accostate ad una forma di deismo.Müntz, Eugène (2011). Leonardo Da Vinci. Parkstone International. p. 80. ISBN 9781780422954. To begin with, even if it could be shown - and this is precisely one of the points most in dispute - that Leonardo had broken with the teachings of the Catholic Church, it would still be nonetheless certain that he was a deist and not an atheist or materialist.

Deismo istituzionalizzato durante la Rivoluzione francese