Il fumetto è un tipo di medium, solitamente cartaceo, con un proprio linguaggio formato da più codici, costituiti principalmente da immagini e testo, presente all'interno di nuvolette o in didascalie, che insieme generano la narrazione. Un testo pubblicato secondo tali modalità è detto anche giornaletto, albo, storia a fumetti o romanzo a fumetti.
Alcuni celebri autori di fumetti hanno proposto definizioni alternative del termine "fumetto", come ad esempio "letteratura disegnata" (Hugo Pratt) o "arte sequenziale" (Will Eisner). Il critico francese Claude Beylie ha definito il fumetto "la nona arte", riprendendo e ampliando la definizione delle "sette arti" di Ricciotto Canudo.
Il fumetto occupa una parte importante della letteratura per ragazzi, ma è lungi dall'essere limitato a tale ambito. In realtà il medium spazia tra tutti i generi letterari, ed è indirizzato tanto ai ragazzi quanto agli adulti. Tale mezzo di comunicazione è estremamente versatile e può essere usato, oltre che per scopi narrativi, come forma di saggistica, o anche per fornire istruzioni in maniera dettagliata ed esemplificativa, come per esempio una ricetta di cucina o un libretto d'istruzioni d'uso, o addirittura come strumento istruttivo, trattando temi storici, psicologici e culturali in generale.
Il fumetto è stato oggetto di studi e ricerche; il volume Capire il fumetto. L'arte invisibile è un saggio realizzato interamente a fumetti da Scott McCloud, in cui lo definisce come «immagini e altre figure giustapposte in una deliberata sequenza, con lo scopo di comunicare informazioni e/o produrre una reazione estetica nel lettore».Scott McCloud, Understanding Comics. The Invisible Art, Northampton (Mass.), Tundra Publishing, 1993, ISBN 1-56862-019-5. Trad. it. di Leonardo Rizzi: Capire il fumetto. L'arte invisibile, Torino, Vittorio Pavesio Editore, 1996, 2ª ed. 1999, 3ª ed. 2006, p. 13. ISBN 88-87810-04-4.
Terminologia Il termine "fumetto" si riferisce più precisamente alla "nuvoletta",Vocabolario Treccani, voce Nuvola, sez. "diminutivo"; Enciclopedia Treccani, voce Fumetto; Dizionario Italiano di Oxford Languages, voce Nuvoletta, Dizionario De Mauro Nuvoletta; Dizionario Italiano Olivetti, voce Nuvoletta; Dizionario della lingua italiana Devoto-Oli 2012, voce Nuvoletta. simile a uno sbuffo di fumo, utilizzata, all'interno nelle immagini, per riportare il dialogo tra i personaggi. Nonostante il termine "fumetto" abbia dato il nome, in Italia, al mezzo di comunicazione stesso, in questo non solo le nuvolette sono deputate al contenimento del testo, ma vi possiamo trovare anche onomatopee, didascalie interne o esterne alla vignetta, solitamente denominata cartiglio. Nonostante il termine definisca in Italia il mezzo, nei primi anni in cui qui si diffuse - ad esempio sul Corriere dei Piccoli - esso non aveva affatto le nuvolette o fumetti, utilizzando per riportare il dialogo un cartiglio illustrativo in rima posto sotto la vignetta; le rime erano solitamente ottonari o novenari in rima baciata. Questo causò nelle tavole a fumetti importate dall'estero a volte pesanti reinterpretazioni spesso assolutamente non fedeli all'originale. Solo successivamente, nell'immediato dopoguerra, si incominciarono a pubblicare le storie con le nuvolette. Negli USA e nei paesi anglofoni i fumetti sono indicati come comics o comic books, mentre in Giappone vengono chiamati manga ("immagini in movimento"); in Francia si usa l'espressione bande dessinée ("striscia disegnata") e in lingua spagnola historieta o tebeo.
Storia
Antichità Il fumetto si è diffuso nel corso del Novecento con origini nel secolo precedente, ma in diverse epoche più indietro nel tempo si trovano esempi legati alla necessità di dare rappresentazioni grafiche o di associare testi a immagini.. Durante la preistoria le pitture rupestri sfruttavano delle immagini per raccontare resoconti di caccia e di vita quotidiana o raffigurare determinate idee e desideri. Nella necropoli di Saqqara in Egitto si trova la cappella funeraria dedicata all'architetto Ankhmahor, dove le raffigurazioni sono inframmezzate da iscrizioni che descrivono i soggetti raffigurati e riportano anche i dialoghi fra questi ultimi.
Le prime lingue si basavano su immagini disegnate, i cosiddetti pittogrammi, come i geroglifici. Questo perché l'immagine, contrariamente alla parola scritta mediante un alfabeto, conserva in sé un immediato carattere di iconicità che permette al fruitore di comprendere discorsi semplici nell'immediato, senza bisogno di un linguaggio complesso come può essere un linguaggio astratto sottoposto alle norme grammaticali. Essa tuttavia diventa oscura in un numerosi casi, quasi ogni qualvolta si implichi una comprensione di fatti complessi, non lineari o astratti.
Nell'antichità classica le decorazioni dei bottegai dell'Impero romano rappresentavano la merce accostandovi frasi di invito; la Colonna Traiana (113 d.C.) narra con una sequenza a spirale le fasi della conquista della Dacia; anche l'arazzo di Bayeux ritrae con una tecnica vicina al moderno fumetto la storia della conquista normanna dell'Inghilterra.. Tipica del periodo medievale è poi l'illustrazione con funzione religiosa di scene sequenziali della vita di Gesù e del calvario. Nelle bibbie dei poveri — libretti di quaranta o cinquanta pagine — a immagini della storia sacra erano abbinati versetti biblici o didascalie in latino, mentre le vetrate delle cattedrali gotiche hanno rappresentazioni di santi e angeli dalla cui bocca escono parole in forma di nastri (un'idea forse ispirata dai filatteri ebraici). Altri due esempi antesignani del fumetto si trovano nella trecentesca Annunciazione tra i santi Ansano e Margherita di Simone Martini, in cui dalla bocca dell'angelo escono parole dorate, e nellAnnunciazione di Cortona del Beato Angelico. A questi si aggiunga l'Iscrizione di san Clemente e Sisinnio a Roma (XI secolo).
Epoca moderna Stati Uniti d'America
Convenzionalmente si faceva risalire la nascita del fumetto all'ideazione del personaggio di Yellow Kid da parte di Richard Felton Outcault, che diede il via all'industria del fumetto statunitense come fenomeno di massa. Esso esordì sul New York World del 7 luglio 1895. ed era caratterizzato da un camicione giallo su cui venivano scritte le battute che pronunciava. Il personaggio è tanto famoso che dà nome a un importante premio italiano del fumetto. Ricerche successive fanno risalire la nascita del fumetto moderno a molto prima, per esempio ai personaggi del ginevrino Rodolphe Töpffer, autore di volumi a fumetti quali Histoire de Mr. Vieux-Bois (1827) e Dr. Festus (1829).Alfredo Castelli, Introduzione a Histoire de Mr Lajaunisse, ComiconEdizioni 2004. Allo stesso Castelli va attribuita parte del merito della recente riscoperta e riproposizione di Rodolphe Topffer come autore e teorico del fumetto, e del conseguente spostamento dell'arco diacronico e diatopico di nascita ufficiale del fumetto stesso.
Le prime serie a fumetti vennero pubblicate su quotidiani su cui, giornalmente, erano presentate strisce orizzontali di tre o quattro vignette contenenti un episodio autoconclusivo o una parte di una storia a puntate e, settimanalmente (nello specifico nell'inserto domenicale), venivano allegate intere tavole (3, 4 o 5 strisce per un totale di 9, 12 o 16 vignette). Il mercato dei fumetti sindacati — così detti perché distribuiti dalle corporazioni sindacate, come la United Features Syndicate — si divise sostanzialmente in due filoni: quello delle comic strips, strisce di genere comico solitamente autoconclusive, e quello delle story strips, storie a trama di vario genere, solitamente a puntate. Molti fumetti ebbero una serializzazione giornaliera apparendo sei giorni la settimana con tre o quattro vignette al giorno, altri settimanale e solitamente a colori. Altri ancora furono pubblicati sia in striscia sia in tavola, anche se di solito, per esigenze creative e grafiche e per differenza di pubblico (chi comprava il giornale tutti i giorni spesso non lo comprava la domenica e viceversa), si cercava di mantenere due filoni narrativi differenti. Uno, quello delle strisce, era feriale e l'altro, quello delle tavole, era festivo. Si avevano così due storie parallele dello stesso personaggio, che si svolgevano una sei giorni la settimana e l'altra solo di domenica. Tra i primi e più citati, oltre a Outcault, vi sono Winsor McCay e Lyonel Feininger.
Fra le due guerre mondiali nacque il comic book, che acquisì subito un grande successo e sul quale apparvero storie a puntate di diversi personaggi. Alcuni dei più longevi personaggi nati in questo periodo, come Superman e Batman, sono comparsi per la prima volta su riviste contenitore come Action Comics e Detective Comics e non su albi singoli dedicati, editorialmente rischiosi. Mentre il fumetto sindacato, diffuso su licenza su vari quotidiani, mantenne grandi vendite arrivando facilmente ai milioni di copie vendute grazie alla diffusione e al prezzo dei giornali, il comic book affrontò problemi editoriali e sociali — era il periodo della "corruzione degli innocenti" e del "Comics Code Authority" — ma ne uscì costituendo, almeno in America, un mercato florido.
Europa Dopo aver esordito su periodici dedicati come il Corriere dei Piccoli i fumetti crebbero notevolmente e si diffusero — specie dopo la disfatta di Caporetto — nelle trincee, attraverso la massiccia pubblicazione di giornali rivolti ai soldati. Oltre al Corriere, nacquero altre riviste contenitore che proposero materiale americano tradotto approssimativamente eliminando le nuvolette in favore di didascalie in rima, ritenute più adatte ai bambini. Negli anni trenta vennero pubblicate anche opere di autori italiani come Kit Carson di Rino Albertarelli, pioniere del genere western, Dick Fulmine o le imprese fantascientifiche di Saturno contro la Terra. Nel secondo dopoguerra comparvero gli albi a strisce e poi gli albi odierni, nel formato Bonelli per il genere avventuroso o tascabile per il genere giallo/nero, generando una delle più fervide e interessanti letterature fumettistiche del Novecento, con personaggi entrati nell'immaginario collettivo come Tex, Zagor, Diabolik.
In Francia e in Belgio, ma anche in Giappone, il fumetto è concepito più alla stregua di romanzo a puntate e le uscite, solitamente irregolari, di un albo di una serie sono concepite come nuovi romanzi di un ciclo avente gli stessi protagonisti, piuttosto che come un'abitudine ricorrente. Questi formati, inoltre, determinano grandi vendite anche grazie alla grande quantità di pubblico medio, che in Italia non legge fumetti o perché li ritiene di poco valore artistico o perché non legge in generale.
Sviluppi moderni
Dagli anni ottanta in poi e specialmente negli ultimi due decenni, il mercato si è aperto a un nuovo genere stilistico, quello dei graphic novel, ossia romanzi a fumetti autoconclusivi e non legati a una serie, o comunque concepiti come episodici e non seriali.