Questa pagina raccoglie i dati riguardanti l'Unione Sportiva Salernitana nelle competizioni ufficiali della stagione 1919-1920. Stagione
La storia della Salernitana ha inizio durante la primavera del 1919. Un gruppo di professionisti e amici volle rilanciare il calcio a Salerno: infatti il gioco del football non era una primizia assoluta per Salerno, avendo messo piede nella città ippocratica già alcuni prima. La decana di tutte le squadre cittadine fu il Foot Ball Club Salerno, fondato nel 1913,. e in seguito nacquero altre società tra cui la Giovine Italia (che aveva sede nel "Caffè Leone", corrispondente all'attuale Bar Santa Lucia in Via Roma), il Football Club Settembrini che invece aveva sede nella sacrestia della chiesa di Santa Rita, e infine lo Sporting Club Audax. I pionieri del calcio a Salerno si riunirono nella Birreria Weltern di Corso Garibaldi (oggi Via Roma) a discutere dell'importanza di avere un club calcistico in città, soprattutto per i giovani sconvolti dalla prima guerra mondiale. Matteo Schiavone spiccava tra i pionieri perché era già stato calciatore, infatti fu il portiere dell'FBC Campania.
La svolta epocale si ebbe il 19 giugno 1919 nella sede dei giovani esploratori, di cui Anacleto Bellelli, uno dei soci fondatori, era presidente, ubicata al civico 67 di Corso Umberto I a Salerno (oggi Via Mercanti) , quando i soci delle ormai disciolte squadre cittadine pionieristiche si riunirono per fondare una nuova squadra di calcio. La decisione fu unanime, il club si chiamò "Unione Sportiva Salernitana". Adalgiso Onesti venne nominato presidente, mentre Matteo Schiavone rinunciò al ruolo di calciatore e venne assunto come responsabile sportivo, mentre Vincenzo Giordano fu nominato allenatore della squadra, ma per via delle ferite da guerra riportate, morì nell'agosto del 1919 e quindi tale incarico venne ricoperto da Matteo Schiavone.
La sede del club fu inizialmente allocata in un locale terraneo del Teatro Verdi, dato in concessione dal comune. Come campo da gioco venne scelto il Campo di Piazza d'Armi, ma siccome non era ancora idoneo per le gare di calcio, le prime amichevoli vennero giocate nei campi di Piazza dei martiri e del Vecchio Mercato. L'inaugurazione delle attività della Salernitana avvenne tramite una gara di atletica leggera. La squadra venne iscritta al campionato di Promozione 1919-1920, l’allora secondo livello della piramide calcistica italiana equivalente all'attuale Serie B e Matteo Schiavone chiese al Comitato Campano della FIGC di poter giocare l'intero girone d'andata in trasferta, perché il Campo di Piazza d'Armi non era ancora regolamentare, incontrando l'accoglimento della richiesta. .
I primi colori sociali furono il bianco ed il celeste: questa scelta cromatica si deve al presidente del neonato club, Adalgiso Onesti, rimasto affascinato dalla divisa albiceleste dell’Argentina donatagli tempo prima da un suo amico emigrato in Sudamerica. La prima effigie utilizzata, invece, fu un logo con una corona e con sotto tre grandi lettere a cascata: U, S ed S, acronimo della denominazione societaria.
La Salernitana disputò la prima partita della sua storia, in un incontro amichevole e quindi non ufficiale, il 13 luglio 1919 sul Campo di Piazza d’Armi della vicina Nocera Inferiore, l’unico terreno di gioco regolamentare dell’intera provincia, in una partita che poi col passare dei decenni sarebbe diventata un classico derby molto sentito dalle due tifoserie. La Nocerina iniziò l’incontro in dieci uomini: soltanto nel secondo tempo si aggiunse l’undicesimo elemento. La partita in realtà non si concluse mai poiché, sul punteggio di 2-1 per i padroni di casa, che avevano ribaltato l'iniziale vantaggio salernitano siglato da Andrea De Novellis (autore quindi del primo gol in assoluto della storia dei campani) il capitano della Salernitana Nicola Maggio (che era anche uno dei soci fondatori della società) decise di far ritirare la squadra dal campo per protesta contro le decisioni arbitrali, lasciando idealmente in sospeso quella che sarebbe diventata nel corso degli anni successivi una sfida infinita tra le due squadre rivali.
Nello stesso anno, il 14 settembre, si disputò il primo derby con la neonata Cavese, con la quale sarebbe nata una accesa rivalità: la Salernitana vince 6-0.
Per disputare il primo incontro ufficiale della sua storia, la Salernitana dovette attendere altri cinque mesi, con l'inizio del summenzionato campionato di Promozione 1919-1920: il 15 febbraio 1920, prima giornata del neonato torneo calcistico, i campani scesero in campo a Castellammare di Stabia, vincendo contro i locali per 1-0 grazie al goal di Aliberti al 75'. Curiosamente, il regolare svolgimento della gara fu in dubbio fino all'ultimo a causa dei problemi economici che attanagliavano la società che sembrava non fosse in grado di sostenere i costi della trasferta. Alla fine tutto si risolse per il meglio, con la Salernitana che riuscì non solo a disputare la gara ma anche a vincerla.
Si giunse così alla fatidica data del 14 marzo, che segnava l'esordio assoluto casalingo della Salernitana nella sua storia, preceduto ed accompagnato da giorni di grande fermento tra i tifosi. Alcuni di essi addirittura tifosi finanziarono il club attraverso una sottoscrizione per raccogliere Fondi. La Salernitana arrivò al match casalingo, previsto ancora contro lo Stabia, con due punti di vantaggio sullundici di Castellammare.
La contesa fu pesantemente condizionata dalla pioggia, tant'è che sul finire del primo tempo lo stabiese Pauzano, arbitro della contesa, decretò la sospensione della gara per impraticabilità del campo, suscitando le vibrate proteste dei salernitani. Il Comitato campano respinse il ricorso presentato dalla società, disponendo che la partita venisse disputata addirittura al termine del girone di ritorno. Fu così che l'undici aprile, questa volta sotto il sole, i biancocelesti si sbarazzarono dello Stabia con una doppietta del solito Aliberti. Fu solo l'inizio di una serie di successi: i granata, infatti, vinsero tutti gli incontri disputati durante la stagione nel gruppo B organizzato dal Comitato FIGC della Campania (subendo una sola rete al passivo) e si qualificarono per la finale regionale contro il Brasiliano. Il doppio confronto con i partenopei fu a dir poco rocambolesco e sensazionale: la gara di andata a Napoli, giocata al Campo di Pietra a Nord della città, infatti, terminò col punteggio di 5-0 per il Brasiliano, e sembrava aver definitivamente spento le speranze della Salernitana e chiuso i conti. Per i biancocelesti, tra l'altro la gara fu tutta in salita, essendosi ritrovati in dieci dopo solo 15' e addirittura in nove per tutto il secondo tempo a causa di due espulsioni. Ma il match di ritorno si concluse, incredibilmente, con analogo punteggio, ma questa volta a favore della squadra di Salerno, grazie alla tripletta di Fariello e alla doppietta di Pagano. Una autentica impresa, considerando anche che la Salernitana non poteva schierare due calciatori importanti come Ciminari e Paladini, che si erano infortunati proprio nel corso della gara d’andata. Con due giocatori indisponibili e rincalzi troppo giovani e inesperti, Matteo Schiavone corse ai ripari facendosi prestare dalla Nocerina Michele Sellitti e dalla Cavese Iovane e Carratù.
Si rese pertanto necessario disputare un terzo incontro di spareggio, questa volta in campo neutro, ma poiché come luogo della contesa la Federazione scelse la città di Nocera Inferiore, località ubicata proprio in provincia di Salerno e distante solo 16 km dal capoluogo, il Brasiliano ritenendo la scelta non neutrale, per protesta decise di disertare la partita. La Salernitana vinse dunque 2-0 a tavolino e fu promossa in Prima Categoria.
Concluso il campionato, in occasione dell’anniversario della scomparsa di Vincenzo Giordano – fondatore e primo allenatore della Salernitana, morto il 6 agosto 1919 per le ferite riportate in guerra – venne organizzata una settimana sportiva con gare di atletica, canottaggio e calcio.
Il torneo di calcio annoverava la partecipazione di quattro squadre: Salernitana, Savoia, prima e seconda squadra della Cavese. La Salernitana accedette alla finale dopo aver battuto la prima squadra della Cavese con un netto 3-0, trovando come avversari gli oplontini che si erano qualificati d'ufficio poiché la squadra riserve della Cavese non si era presentata in campo nella semifinale. Il 1º agosto si disputò la finale, con la Salernitana che venne battuta in casa 2-1 dal Savoia che quindi si aggiudicò la Coppa Giordano. Gravi disordini a fine partita a causa del goal decisivo segnato dai torresi a sette minuti dalla fine, ai più apparso irregolare.
Divise
La prima divisa della Salernitana era a righe bianco-celesti.
Organigramma societario Fonte
Area direttiva Presidente: Adalgiso Onesti Segretario: Alberto Luciani
Area tecnica Allenatore: Vincenzo Giordano, poi Matteo Schiavone
Rosa Fonte
Risultati Promozione
Girone di andata
Girone di ritorno
Finale
Coppa Giordano
Finale
Statistiche Statistiche di squadra
Andamento in campionato
Statistiche dei giocatori Fonte
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni Promozione Regionale 1920 - SalernitanaStory.it