è un film del 2010 diretto da Tetsuya Nakashima e tratto dall'omonimo romanzo di Kanae Minato.
Trama L'insegnante di una scuola media di provincia, Yuko Moriguchi, annuncia alla sua classe che si ritirerà dall'insegnamento prima delle vacanze di primavera. Durante il discorso d'addio, la donna spiega come abbia scoperto che due studenti di quella sezione, da lei chiamati "Studente A" e "Studente B", abbiano ucciso sua figlia Manami, di quattro anni, facendola annegare nella piscina della scuola, sebbene la polizia abbia archiviato il caso come un tragico incidente.
Moriguchi spiega che secondo l'articolo 41 del codice penale, i minori di 14 anni non sono criminalmente responsabili e non possono essere arrestati, portando come esempio un recente episodio noto come "caso follia", in cui una ragazzina di 13 anni ha avvelenato col cianuro tutta la sua famiglia descrivendo nel dettaglio i loro sintomi sul suo blog; il motivo di questo gesto (che le conquistò la fama di eroina tra i suoi coetanei) rimane però un totale mistero, inoltre la ragazzina, dichiaratasi pentita, tornerà presto in libertà dopo essere stata rinchiusa in istituto per minorenni disturbati.
La donna spiega che si sarebbe dovuta sposare con il professor Sakuramiya, ma che lui scoprì di essere sieropositivo poco dopo che lei rimase incinta (senza aver contagiato né lei né il feto) e quindi preferirono lasciar perdere anche per evitare alla nascitura di essere discriminata. Quando Manami morì la cerimonia si svolse in forma privata per consentire all'uomo di piangere la figlia e abbracciarla per la prima volta; poco dopo disse alla compagna che gli era stato diagnosticato l'AIDS e che gli restavano soltanto pochi mesi di vita.
Mentre stava ritirando gli effetti personali di Manami da un'anziana signora che abita accanto alla scuola e che ogni tanto badava alla figlia, Moriguchi aveva trovato un borsellino a forma di coniglietto che Manami voleva ma che non le aveva comprato. Dato che quando uno studente viene punito gli può venir imposto di pulire la piscina e riordinare gli armadietti della palestra, Moriguchi aveva capito che quel giorno Manami non era sola e che gli assassini erano due. Il resto degli studenti capisce che l'insegnante si sta riferendo a Shuya Watanabe e Naoki Shimomura.
Qualche tempo prima Shuya (sul conto del quale giravano storie inquietanti, sebbene non avesse mai dato problemi) aveva mostrato a Moriguchi un dispositivo di sua invenzione a forma di borsello che rilascia una scossa elettrica se si prova ad aprire la zip; le paure di Moriguchi non furono ascoltate dal preside, così il portamonete con scossa antifurto vinse il primo premio alla competizione nazionale di scienze per le scuole medie, ma la vittoria venne oscurata dal "caso follia" che finì sulle prime pagine. Quando Moriguchi gli chiese la verità sulla morte di Manami, Shuya ammise subito di essere coinvolto nel crimine e fece finta di stare per gettarsi da una finestra facendola trasalire, ma poi la derise e non mostrò alcun segno di rimorso dicendole «sto scherzando», adducendo come motivazione all'omicidio il fatto che il mondo dovesse riconoscere il suo talento e considerarlo un essere superiore.
Naoki (che nel romanzo tutti chiamano solo Nao), dal fisico debole e dal rendimento scolastico abbastanza carente, per aver infranto la regola che gli impediva di entrare nelle sale giochi finì in commissariato e a prenderlo venne il più severo professor Tokura invece di Moriguchi; il motivo per cui lei non andò a prenderlo era a causa di un fatto accaduto in passato a seguito del quale si stabilì che se uno studente aveva bisogno di aiuto sarebbe venuto un insegnante del suo stesso sesso, ma di questa regola Naoki non era al corrente (così come non lo è sua madre, che biasima Moriguchi anche per questo fatto). Come punizione, per due settimane dovette pulire la piscina e gli spogliatoi, cosa che Moriguchi è venuta a sapere quando andò a casa del ragazzino, dove sua madre continuava a ripetere «povero tesoro», non riguardo a Manami ma al figlio. Shuya, che aveva potenziato il dispositivo, coinvolse Naoki nel suo piano e alla fine puntarono su Manami per colpire Moriguchi.
Dopo che Manami subì la scossa e Shuya se ne andò convinto di averla uccisa, per allontanare i sospetti e farla sembrare una caduta accidentale Naoki prese il borsellino gettandolo nel giardino accanto, poi prese Manami e la buttò in piscina. Moriguchi spiega però che ad uccidere sua figlia non è stato il borsellino dato che Manami era solo svenuta per lo spavento, ma che è annegata. Lo "Studente A" aveva intenzioni omicide ma non fu capace di uccidere, mentre lo "Studente B" non voleva uccidere eppure fu lui a procurare la sua morte.
Anche se criticata dalle autorità, in Giappone la legge sui minori prevede una semplice supervisione cautelativa: sono considerati innocenti. Ritenendo questa misura insufficiente e volendo che i colpevoli ammettano il loro delitto, capiscano quanto sia preziosa la vita e la gravità del loro crimine, costringendoli a vivere con questo peso, Moriguchi rivela alla classe di aver contaminato il latte che questi due alunni hanno appena ingerito con il sangue infetto del professor Sakuramiya. Dopodiché, Moriguchi si congeda e augura agli studenti buone vacanze primaverili. Dopo avere raccontato questa tragica storia, Moriguchi sparisce dalla circolazione.
Al ritorno dalle vacanze arriva il nuovo insegnante, il giovane Yoshiteru Terada (che si fa soprannominare Werther dagli studenti) molto ottimista e amichevole, oltre che profondo estimatore del professor Sakuramiya. A sua insaputa egli viene manipolato da Moriguchi per mettere all'angolo Shuya e Naoki.
Naoki non si presenta più a scuola e diventa un hikikomori con manie per la pulizia, sebbene non si lavi mai né i capelli né il corpo. A casa sua si presentano spesso Terada e la capoclasse Mizuki Kitahara (detta Mizuho, soprannome che però lei odia) per parlare con la madre e convincere inutilmente il figlio a tornare a scuola, fallendo ogni volta; tra l'altro l'insegnante consegna delle lettere fatte scrivere dagli studenti che lui crede contengano belle parole, ma che tra le righe contengono incitamenti al suicidio. La madre di Naoki rifiuta l'idea che il figlio sia colpevole della morte di Manami, ritenendo che sia stato «ingannato da un amico malvagio» e addossando la colpa della situazione del figlio a Moriguchi; tuttavia, Naoki le rivela che Manami era solo svenuta e aveva ripreso i sensi davanti a lui, e lui l'aveva buttata in acqua uccidendola. Il giorno della cerimonia di fine trimestre, la madre scrive una lettera d'addio al marito e alla figlia maggiore con l'intenzione di commettere un omicidio-suicidio per liberare se stessa e il figlio da questa situazione insostenibile, ma Naoki, ferito al petto, la pugnala a morte mentre nella sua mente rivede Shuya che lo chiama insistentemente «idiota».
Invece Shuya continua a frequentare la scuola e diventa bersaglio del bullismo e ostracismo dei compagni di classe. Mizuki è l'unica a non bullizzarlo e viene ritenuta una spia perché Terada ha saputo da qualcuno degli episodi di bullismo, così anche lei viene presa di mira e finisce per legarsi sentimentalmente a Shuya, al quale dice di identificarsi con la ragazzina del "caso follia" e di voler commettere un omicidio; lui tuttavia la frequenta solo come passatempo. La classe smette di bullizzare Shuya dopo che lui, pur avendo saputo da un test di non avere l'HIV, spaventa i compagni minacciando di infettarli. L'unico desiderio di Shuya è ricevere le lodi da sua madre, una promettente ricercatrice di ingegneria elettronica che fu convinta dal marito a smettere di lavorare per badare alla famiglia e che per la frustrazione iniziò a maltrattare il figlio; dopo qualche anno i suoi genitori divorziarono, lei tornò a fare la scienziata e lui si risposò con un'altra donna dalla quale ha avuto un altro figlio (la matrigna era inizialmente gentile con Shuya, ma quando nasce suo figlio gli fa chiaramente capire che non gradisce la sua presenza). Quando Shuya e Mizuki vedono alla televisione la notizia dell'arresto di Naoki, hanno una discussione e lei gli dice che il suo problema è il complesso di Edipo perché è morbosamente attaccato a una madre che l'ha abbandonato da piccolo ma non ha il coraggio di andarla a trovare perché ha paura di essere rifiutato, e Shuya, in preda alla rabbia, la uccide con un martello per poi nasconderne il cadavere in frigo.
Alla cerimonia d'apertura, Shuya dovrà leggere davanti a tutta la scuola un suo tema sul valore della vita selezionato dalla direzione. Il giorno precedente lui ne approfitta per piazzare nell'auditorium una bomba che farà esplodere premendo un pulsante del suo cellulare una volta finito di leggere il tema, uccidendo chiunque si trovi lì, compreso se stesso; non volendo che i media descrivano "banalmente" l'avvenimento, carica sul proprio blog un video che preannuncia il delitto e in cui racconta tutti i dettagli della sua storia fino a lì, specificando di aver fatto tutto ciò per ottenere finalmente l'attenzione di sua madre; non avendo ottenuto riscontro vincendo il primo premio al concorso nazionale a causa della visibilità del "caso follia", Shuya ritenne infatti che fosse necessario commettere un omicidio speciale facendosi aiutare da un complice ignaro delle reali intenzioni, «un idiota tra gli idioti», ovvero Naoki. Dopo che Manami svenne, Shuya, convinto di averla uccisa, se ne andò dicendo a Naoki che non sarebbe mai stato alla sua altezza definendolo «un povero imbranato fallito», e lui, da sempre escluso e scioccato da queste parole, quando capì che Manami era ancora viva la uccise dicendo di essere riuscito a fare ciò in cui lui aveva fallito.
Poco tempo prima in un ristorante Moriguchi, dopo aver parlato con Terada (il quale, scosso dagli eventi recenti, aveva deciso di prendersi una pausa), aveva incontrato Mizuki. La donna le aveva ammesso di essere stata lei a coinvolgere Terada per mettere alle strette Shuya e Naoki, senza però dirgli come era morta Manami, e approfittando dell'ammirazione di Terada per Sakuramiya, lo spinse ad andare frequentemente a casa Shimomura e a perserverare nonostante i rifiuti. Riguardo al bullismo su Shuya, gli disse di dire che era stato informato da uno studente per scatenare la reazione della classe, sapendo bene che questo avrebbe fomentato ulteriori prepotenze; rimase delusa nello scoprire che il bullismo era finito, infatti contava sulla crudeltà della classe per provocare la morte o il suicidio di Shuya. Moriguchi provò effettivamente a prelevare il sangue del compagno per infettare il latte, ma Sakuramiya la scoprì e lo gettò via, dicendole di non ripagare l'odio con l'odio, che un giorno quei ragazzi avrebbero capito e che ciò sarebbe stata anche la sua salvezza; tuttavia lei non ci riuscì e andò avanti e mentì dicendo di aver messo il sangue nel latte, ma anche se lo avesse fatto le probabilità di infezione sarebbero state praticamente a zero, perché il sangue infetto deve penetrare tramite una ferita per trasmettere il virus; e comunque l'AIDS al giorno d'oggi, specialmente in una nazione ricca come il Giappone, non è più una sentenza di morte, dato che i farmaci tengono a bada la malattia. Lo stesso avvenne per Sakuramiya, che in realtà è morto a causa di un cancro scoperto troppo tardi. Persa tutta la sua famiglia, restando infine da sola, Moriguchi non perdonerà mai Shuya e Naoki.