Con dissoluzione della Cecoslovacchia (, ) si intende la divisione dello Stato federale socialista della Cecoslovacchia nei paesi indipendenti della Cechia e della Slovacchia, avvenuta il 1º gennaio 1993.
Prima di allora e a partire dal 1969, le due repubbliche, parti della federazione cecoslovacca, erano note come Repubblica Socialista Ceca e Repubblica Socialista Slovacca.
La dissoluzione della Cecoslovacchia è conosciuta anche come il divorzio di velluto, in riferimento alla pacifica rivoluzione di velluto del 1989 che portò alla fine del dominio del Partito Comunista della Cecoslovacchia e al ripristino di uno Stato capitalista nel paese.
Panoramica
La Cecoslovacchia nacque a seguito della disgregazione dell'Impero austro-ungarico, conseguente alla fine della prima guerra mondiale ed ai trattati di Saint-Germain-en-Laye (1919) e Trianon (1920).
Nel 1918 a Pittsburgh, in Pennsylvania, negli Stati Uniti, il futuro presidente cecoslovacco Tomáš Garrigue Masaryk e altri rappresentanti cechi e slovacchi firmarono l'accordo di Pittsburgh che prometteva uno stato comune composto da due nazioni eguali, slovacchi e cechi. Poco dopo, la filosofia di Edvard Beneš spinse per una maggiore unità e una singola nazione.
Alcuni slovacchi non erano favorevoli a questo cambiamento e nel marzo 1939, con la pressione di Adolf Hitler, la Prima Repubblica Slovacca fu creata come stato satellite della Germania nazista con sovranità limitata. L'occupazione da parte dell'Unione Sovietica dopo la seconda guerra mondiale supervisionò la loro riunificazione nella Terza Repubblica cecoslovacca.
Nel 1968, la legge costituzionale della Federazione ripristinò una struttura federale ufficiale (simile a quella del 1917) ma, durante il "periodo di normalizzazione" negli anni '70, Gustáv Husák - benché lui stesso fosse slovacco - restituì la maggior parte del controllo a Praga. Questo approccio fece da apripista alla spinta separatista, in special modo dopo la caduta del comunismo.
Separazione
Nel 1991, il PIL pro capite della Repubblica Ceca era superiore del 20% rispetto a quello della Slovacchia. Il trasferimento dei pagamenti dal bilancio ceco alla Slovacchia, che era stata la regola in passato, venne interrotto nel gennaio 1991.
Malgrado una nutrita parte della popolazione ceca e slovacca auspicasse il mantenimento di una Cecoslovacchia federale, alcuni importanti partiti slovacchi sostennero una forma di coesistenza più libera; in particolare il Partito nazionale slovacco puntò alla completa indipendenza e sovranità. Negli anni a venire, i partiti politici riemersero, ma i partiti cechi ebbero poca o nessuna presenza in Slovacchia e viceversa. Per avere uno stato funzionante, il governo chiese il controllo continuo da Praga, mentre gli slovacchi continuarono a chiedere il decentramento.
Nel 1992, la Repubblica Ceca elesse Václav Klaus, il quale chiese di scegliere tra una federazione ancora più stretta ("federazione valida") o due stati indipendenti. Vladimír Mečiar ed altri importanti politici slovacchi del tempo volevano una specie di confederazione. Le due parti aprirono trattative intense a giugno di quell'anno. Il 17 luglio il parlamento slovacco adottò la dichiarazione di indipendenza della nazione slovacca. Sei giorni dopo, Klaus e Mečiar accettarono di sciogliere la Cecoslovacchia in una riunione a Bratislava. Il presidente cecoslovacco Václav Havel, data la propria opposizione, decise di dimettersi piuttosto che supervisionarne la dissoluzione;Vaclav Havel: Still Puckish, Still a Politician, No Longer President, The New York Times, July 21, 1992 in un sondaggio del settembre 1992, solo il 37% degli slovacchi e il 36% dei cechi espressero un'opinione favorevole alla dissoluzione.Kamm, Henry. "At Fork in Road, Czechoslovaks Fret", The New York Times, dateline 9 October 1992. Retrieved 1 January 2009.
L'obiettivo delle trattative divenne ora quella di una divisione pacifica. Il 13 novembre, l'Assemblea federale approvò la Legge costituzionale 541 che stabiliva la divisione della proprietà tra le terre ceche e la Slovacchia. Con la Legge costituzionale 542, approvata il 25 novembre, si accettò la dissoluzione della Cecoslovacchia, fissata alla data del 31 dicembre 1992.
La separazione avvenne senza violenza, e fu quindi detta di "velluto", similmente alla "rivoluzione di velluto" che la precedette. Si compì infatti attraverso massicce dimostrazioni e azioni pacifiche, a differenza di altre divisioni post-comuniste (come l'Unione Sovietica e la Jugoslavia) sfociate in conflitto armato. La Cecoslovacchia è l'unico ex stato socialista ad avere avuto una divisione pacifica.
Motivi della divisione I principali dibattiti si interrogarono se la dissoluzione della Cecoslovacchia fosse inevitabile o fosse invece avvenuta in concomitanza o addirittura in contrasto con gli eventi nati tra la rivoluzione di velluto del 1989 e la fine dello stato unitario nel 1992.
Coloro che sostengono l'inevitabilità tendono a mettere in rilievo le differenze tra le due nazioni, risalenti all'epoca dell'Impero austro-ungarico. Oltre alle differenze etniche tra i cechi e gli slovacchi, viene posto l'accento sui problemi sorti in seguito alla nascita dello stato condiviso durante il comunismo. Tra questi si osserva il successo dello stato comunista nelle terre ceche e il suo fallimento nelle terre slovacche, dove venne adottato più duramente,
Coloro che sostengono che gli eventi tra il 1989 e il 1992 abbiano portato al punto di dissoluzione, sottolineano i fattori internazionali come la fuga dalle nazioni satelliti dell'Unione Sovietica, la mancanza di media unificati tra le repubbliche ceca e slovacca e, soprattutto, le azioni dei capi politici delle due nazioni (in particolare i disaccordi tra i primi ministri Klaus e Mečiar).Czechoslovakia Breaks in Two, To Wide Regret, The New York Times, January 1, 1993
Aspetti legali Simboli nazionali Poiché lo stemma della Cecoslovacchia era una composizione di quelle delle aree geografiche storiche che formavano il paese, ogni repubblica semplicemente mantenne il proprio simbolo: i cechi il leone e gli slovacchi la doppia croce. Lo stesso principio venne applicato all'inno cecoslovacco, bilingue e comprendente due brani musicali separati, il ceco Kde domov můj e lo slovacco Nad Tatrou sa blýska. Una disputa si verificò solo rispetto alla bandiera nazionale cecoslovacca. Durante i negoziati del 1992 sui dettagli della dissoluzione della Cecoslovacchia, su richiesta di Vladimír Mečiar e Václav Klaus, venne inserita una clausola che vieta l'uso dei simboli di stato della Cecoslovacchia da parte dei suoi stati successori nella legge costituzionale sulla dissoluzione della Cecoslovacchia.Ústavný zákon č. 542/1992 Zb. o zániku Českej a Slovenskej Federatívnej Republiky, Čl. 3 ods. 2(Constitutional act. No. 542/1992 Col. on the dissolution of the Czech and Slovak Federative Republic, art. 3 sect. 2)
Dal 1990 al 1992, la bandiera rossa e bianca della Boemia (che differisce dalla bandiera polacca solo per la proporzione dei colori) divenne ufficialmente la bandiera della Repubblica ceca. Alla fine, dopo una ricerca di nuovi simboli, la Repubblica Ceca decise unilateralmente di ignorare la legge costituzionale sulla dissoluzione della Cecoslovacchia (l'articolo 3 della legge 542/1992 afferma che "La Repubblica ceca e la Repubblica Slovacca non devono usare i simboli nazionali della Repubblica socialista ceca e Repubblica socialista slovacca dopo il suo scioglimento.") per mantenere la bandiera cecoslovacca con un significato alterato.
Territorio Il territorio nazionale fu diviso lungo i confini interni esistenti. Tuttavia, il confine non venne chiaramente definito in alcuni punti e, in alcune zone, attraversava strade, strade d'accesso e comunità che coesistevano da secoli. I problemi più gravi si verificarono attorno alle seguenti aree:
U Sabotů o Šance - storicamente parte della Moravia, assegnato alla Slovacchia nel 1997 Sidonie o Sidónia - storicamente parte dell'Ungheria (che conteneva tutto il territorio slovacco attuale fino al 1918), assegnato alla Repubblica Ceca nel 1997 Kasárna - area ricreativa, storicamente morava, disputata tra la Moravia e l'Ungheria dal 16º secolo, formalmente parte dell'Ungheria dal 1734; accessibile in auto solo dalla parte ceca fino ai primi anni 2000, è rimasta in Slovacchia nonostante le pesanti obiezioni da parte dei proprietari (per lo più cechi), i cui beni immobili sono ricaduti in un paese straniero.
I due paesi appena formati furono in grado di risolvere le difficoltà attraverso negoziati reciproci, compensazioni finanziarie e, infine, un trattato internazionale riguardante le modifiche ai confini.Treaty between the Czech Republic and the Slovak Republic on Common Borders (1996)- published in Slovakia under Announcement 274/1997 Z.z. Le persone che vivono o possiedono proprietà nella zona di confine, tuttavia, hanno continuato a sperimentare problemi pratici fino a quando entrambi i nuovi paesi sono entrati nella zona dell'accordo di Schengen nel 2007, dopo di che i confini sono diventati meno significativi.
Divisione di proprietà nazionale La maggior parte delle attività federali fu divisa in un rapporto di 2 a 1 (il rapporto approssimativo tra la popolazione ceca e slovacca all'interno della Cecoslovacchia), comprese le attrezzature militari, le infrastrutture ferroviarie e di linea. Alcune controversie minori (ad esempio sulle riserve auree conservate a Praga) sono durate alcuni anni dopo lo scioglimento.
Divisione di valuta
Inizialmente la vecchia moneta cecoslovacca, la corona cecoslovacca, venne utilizzata in entrambi i paesi. I timori di perdite economiche sul lato ceco indussero però i due stati ad adottare differenti valute nazionali già l'8 febbraio 1993. All'inizio, le valute avevano un tasso di cambio uguale, ma in seguito, per la maggior parte del tempo, il valore della corona slovacca divenne inferiore a quello della corona ceca (fino a circa il 30%, nel 2004 attorno al 25-27%). Dal 2 agosto 1993, le due monete vennero contraddistinte da diversi francobolli prima apposti su e poi stampati sulle banconote vecchie (corona cecoslovacca).
Il 1º gennaio 2009 la Slovacchia ha adottato l'euro come valuta con il tasso di cambio di 30,126 SKK/€ e la moneta commemorativa da 2 euro per il 2009, la prima in Slovacchia, ha caratterizzato il ventesimo anniversario della rivoluzione di velluto in ricordo della lotta comune del popolo cecoslovacco per la democrazia. Per un capriccio del destino, il discorso di benvenuto a nome dell'Unione europea in occasione dell'ingresso della Slovacchia nell'Eurozona venne consegnato da Mirek Topolánek, il primo ministro dell'allora paese presidente dell'UE, la Repubblica ceca, naturalmente nella sua lingua nativa mentre gli altri oratori usarono l'inglese. La Repubblica Ceca continua ad utilizzare la corona ceca.
Diritto internazionale Né la Repubblica Ceca né la Slovacchia hanno chiesto il riconoscimento come unico stato successore in Cecoslovacchia. Ciò può essere contrapposto alla dissoluzione dell'Unione Sovietica, in cui la Federazione Russa è stata riconosciuta come Stato successore non solo alla Repubblica Socialista Federativa Russa ma alla stessa Unione Sovietica. Pertanto, l'adesione della Cecoslovacchia alle Nazioni Unite cessò allo scioglimento del paese. Il 19 gennaio 1993 le repubbliche ceca e slovacca furono ammesse all'ONU come stati nuovi e separati.