La Madonna del Ponte è l'appellativo con cui i fedeli chiamano Maria a Lanciano (CH), rappresentata in una statua lignea conservata nella cattedrale omonima. La sua festa si celebra il 16 settembre, al termine di un periodo celebrativo sacro che inizia la sera del 13 settembre.
Il programma delle feste che parte dal 1 settembre si conclude il 30 del mese, è chiamato feste di Settembre, in cui il 1 settembre a mezzogiorno, uno sparo di mortaretti, collegati su un filo dal campanile della chiesa di San Francesco in piazza Plebiscito sino alla torre civica della cattedrale, annuncia l'inizio delle feste, con l'innalzamento della bandiera con lo stemma civico, e un'altra con l'immagine della Madonna col Bambino.
Il programma ha il suo interesse nei giorni dell'8 settembre con la ricorrenza popolaresca del Dono delle Contrade, e nei giorni 13-14-15-16, quando si ricorda l'arrivo delle Corone benedette dal Vaticano a Lanciano, per la statua della Madonna.
Storia della Festa e dell'arrivo delle Corone nel 1833
La tradizione vuole che la statua della Vergine col Bambino fosse stata rinvenuta sotto il Ponte romano di Diocleziano (III secolo d.C.), in seguito ai lavori di rifacimento dopo un terremoto del 1088. L'Icona mariana che era stata murata a causa delle persecuzioni iconoclaste, risalirebbe all'epoca bizantina secolo, secondo Pietro PollidoriP. Pollidori, Antiquitates Frentanorum, manoscritto, sub voce "Madonna del Ponte"G. Fella, Chronologia Urbis Anxani, manoscritto, voce sulla Madonna del Ponte. Su questo sito del ritrovamento, fu costruita la prima cappella intitolata a Nostra Signora delle Grazie.
La chiesa affiancava sulla piazza l'antica Cattedrale di Maria Santissima Annunziata, che acquisì il titolo di sede episcopale nel 1515, e che fu demolita nel 1819. Fu ingrandita ancora nel 1389 e poi nel 1446, ma Nel 1545, dopo la creazione della diocesi Frentana di Lanciano-Ortona (1515)A. L. Antinori, Antichità storico critiche sacre e profane esaminate nella regione dei Frentani, parte II, cap. "Cattedrale di Maria Santissima del Ponte", Napoli, 1790Nella bolla pontificia del 1756 emanata da papa Gregorio XIII le due chiese di Santa Maria delle Grazie e dell'Annunziata vennero unite in una sola unità amministrativa, acquisendo il titolo di Cattedrale di Santa Maria del Ponte e della SS. Annunziata.
Con questa bolla papale si progettarono i lavori di totale rifacimento della chiesa, con l'istituzione di una commissione speciale per la direzione dei lavori stessi. Nel 1758 si costituì la società e i lavori vennero avviati nel 1778, con la demolizione e ricostruzione delle mura, su progetto di Carlo Giganti e Giovanni Antonio Fontana, del corpo a pianta rettangolare senza transetto, a navata unica e con copertura a volte a botte; l'intero apparato decorativo in stucchi e pennacchi fu eseguito nel 1794 dal napoletano Giacinto Diano. Il pavimento fu posto nel 1860 con la decorazione dello stemma civico di Lanciano ad opera di Filippo Sargiacomo, nel 1819 per completare la monumentale facciata neoclassica (anche se incompiuta nella parte superiore sino agli anni '40, realizzata diversamente dal progetto originario), l'architetto Eugenio Michitelli provvide a demolire la chiesetta dell'Annunziata, in Piazza Plebiscito, nel punto dove oggi una targa ne ricorda la presenza.
L'Incoronazione della statua della Madonna Secondo gli storici locali Uomobono Bocache e Antonio Ludovico Antinori, la prima esposizione ufficiale della statua sacra della Madonna del XV secolo ,era stata fissata per il 13 giugno, oppure l'8 settembre in ricordo della Natività di Maria Vergine.
La festa ufficiale venne istituita nel 1834, l'anno seguente dell'Incoronazione, che avvenne il 13 settembre a Roma, le cui corone giunsero a Lanciano il giorno seguente, quando era parroco della cattedrale don Sebastiano Mascetta da Colledimacine. Era presidente dell'organizzazione dei festeggiamenti con le offerte dei devoti Francesco Paolo Berenga, sotto il sindaco Michele de Giorgio. Il Berenga compilò una dettagliata cronaca dei preparativi dei festeggiamenti chiamata "Quadro della Solennità della Coronazione della Vergine SS. del Ponte", Napoli 1853, ristampata a Lanciano, 2004.
Nel 1799 vi era stata una solennità di una settimana, in occasione della festa della Madonna Addolorata del 15 settembre. Il canonico Mattia Brasile, dopo il ripristino del governo borbonico, volle solennizzare la festa della Vergine, proponendo la benedizione delle Corone, ma non se ne fece nulla. Successivamente fu la volta del deputato Francesco Paolo Berenga, che prese contatti col Vaticano per la benedizione delle Corone e la realizzazione di una medaglia commemorativa. Tuttavia si verificano ancora lungaggini varie, fino a che si giunse al 1833. Francesco Paolo Berenga nella sua cronaca degli eventi della incoronazione del 1833, racconta di come nel Natale del 1832, ricevette una lettera, in cui si comunicava che erano stati trovati i fondi per la realizzazione della Sacra Medaglia, delle corone, e che la cerimonia si sarebbe potuta svolgere nel 1833.
Si decide di scegliere il giorno 15 settembre per il Festeggiamento, essendo l’infra-ottava della Natività, Berenga si impegnò affinché anche le contrade fossero coinvolte nel versare il loro obolo per la festa. Si iniziarono a stampare le medaglie sacre, nel frattempo in occasione della festa della Natività.
Nel settembre 1832, giunse a Lanciano Ferdinando II delle Due Sicilie, che alloggiò al palazzo Vergilj, sede della Sottoprefettura, nel rione e omaggiò la Vergine il 15 settembre; la Sacra Immagine doveva essere incoronata a Roma, esposta in Vaticano, il quadro devozionale doveva essere confezionato dal pittore Giuliano Crognale di Castel Nuovo ossia Castelfrentano (1770-1862), di cui purtroppo s’è persa traccia. Fu incaricato il pittore Giuliano Crognale di Castel Frentano per realizzare una sacra immagine della Madonna.
La Sacra Immagine fu esposta in piazza a San Pietro in Vaticano, tra il giubilo generale del popolo, il 20 luglio si organizzò una solenne processione in Cattedrale con grande affluenza del popolo. Il 13 settembre le Corone benedette in Vaticano erano pronte, due deputati del comitato cittadino andarono a prenderle per portarle a Lanciano. Nel viaggio di ritorno, essendosi fatto notte, Francesco Berenga fece mandare un messo indicando alla comitiva di accomiatarsi a Castel Nuovo (Castel Frentano) per riposare, e di entrare il giorno 14 a Lanciano. Le Corone dalla chiesa di Santo Stefano a Castel Nuovo, dover erano state riposte momentaneamente per l’adorazione, successivamente una comitiva volle che giungessero, sebbene fosse notte, a Lanciano. La comitiva giunse dall'ingresso di Porta San Ferdinando, sostando in adorazione presso il monastero delle Clarisse.
Presso il Piano della Fiera dove oggi insiste la villa comunale, furono organizzate delle tombolate e delle fare di fuochi pirotecnici e palloni aeristatici, e nella settimana seguente della Solennità, delle ditte locali accesero dei fuochi artificiali, furono concesse delle grazie a dei penitenti, furono chiamate delle bande a suonare, anche da Orsogna, furono apposte delle candele sulla facciata del Duomo in modo che risplendesse la notte. Il 15 settembre don Luigi Iacobitti sostituì l’anziano Arcivescovo Mons. Francesco De Luca nel portare le Corone in Cattedrale, ci fu la benedizione dei Sacri Ornamenti, ci furono canti e inni, alla fine della Messa, uno spettacolo pirotecnico.
Nelle edizioni successive Nel corso degli eventi successivi, le feste di Settembre furono regolamentate con un programma regolare. Dai libretti iniziati a stampare ufficialmente dagli anni '20, i programmi previdero una caratteristica corsa ippica dei cavalli o degli asini, in alcune edizioni intervallate a corse ciclistiche 9 di automobili lungo il tracciato dell'ippodromo di Villa delle Rose. A seguire i concerti musicali dei complessi bandistici, l'accensione delle luminarie lungo corso Trento e Trieste e la piazza Plebiscito, lo sparo d'apertura dei fuochi pirotecnici alle ore 4:00 del 14 settembre, e infine il 16 settembre la solenne processione della Madonna del Ponte per le strade della città.
La cerimonia fu ridimensionata nei tempi della Seconda guerra mondiale e nella pandemia da COVID 19 del 2020.
Tradizione musicale sacra Presso la Cattedrale dal XV secolo esisteva la istituzione della Santa Casa del Ponte, con relativa Cappella musicale, con cori di voci bianche e voci maschili, i vari maestri ecc., Lanciano con la Coronazione della Madonna nel 1833, ebbe modo di sperimentare nuove opere composte occasionalmente per ricordare i fasti dell’arrivo delle Sacre Corone! E quali furono queste opere? Tra le prime ci fu l’azione sacra “Rut” su versi di Francesco Paolo Berenga, del 1833; il patriota Carlo Madonna (1809-1890) scrisse “La coronazione di Ester” con musica di Camillo Bruschielli per il giorno 15 settembre 1833; nel 1835 fu scritto l’oratorio “Micol”; un'altra Ester fu scritta nel 1839 da Vincenzo Fioravanti; il grande Francesco Masciangelo (1823-1906) scrisse vari oratori per la Madonna, nel 1846 un “Inno Sacro da cantarsi in Lanciano”, nel 1848 un altro Inno; nel 1862 Innocenzo Gambescia scrisse un “Ino sacro”, nel 1870 il Berenga scrisse “L’Assedio di Samaria”; nel 1876 in occasione del 37° anniversario della Coronazione, Madonna e Masciangelo scrissero un vero capolavoro: “La Sunamitide, ovvero Trionfo della Virtù e della Bellezza”, ispirato a un fatto dell’Antico Testamento.
La tradizione nei primi anni del '900 si estinse, tra gli ultimi maestri di cappella dopo il Masciangelo, figurarono il suo allievo Francesco Bellini (1848-1928) e il padre Settimio Zimarino di Casalbordino.
La statua della Madonna col Bambino La statua processionale attuale risale al 1933, modellata secondo le forme dell'originale. Questa si trova nella nicchia del tabernacolo dell'altare maggiore della cattedrale. Secondo gli storici Giacomo Fella e Pietro Pollidori, la statua sarebbe del XII secolo, rinvenuta come vuole la leggenda in un muro del ponte romano di Diocleziano, durante i lavori di rifacimento della struttura dopo un terremoto.
Il cardinale Anton Ludovico Antinori, studiando il manufatto, ha smentito le ipotesi prettamente celebrative di Fella, dicendo che in base ai documenti e allo stile la statua sarebbe della metà del XV secolo, avente caratteri tuttavia fortemente bizantineggianti per la resa del volto. Fotografie storiche testimoniano ciò, pur riconoscendo una manifattura certamente rinascimentale per il periodo. Le sontuose vesti in fili dorati furono aggiunte nei secoli a seguire.
Anche Corrado Marciani, studioso lancianese, negli anni '50 si interessò a smentire la tesi di Fella e Pollidori della miracolosa statua bizantina proveniente da Costantinopoli e rinchiusa nel muro del ponte di Diocleziano, ma ci fu una querelle con il vescovo Benigno Migliorini, che fece un pesante restauro sulla statua cancellandone il volto, annerendolo per farlo sembrare più bizantino e facendo conservare per sicurezza le ricche vesti in uno scantinato della cattedrale, dal 2002 poi trasferite al museo del palazzo vescovile.
La statua costruita nel 1933, in occasione dei 100 anni dell'arrivo delle Corone, mostra la Vergine in piedi, con aspetto severo, mentre sorregge il Bambino. Ha un mantello celeste, ed una sopraveste dorata che lascia trasparire la tunica purpurea. Il Bambino ha una veste color avorio e con la mano destra è in atto di benedire, mentre con la sinistra sorregge un modellino di agnello. Entrambe le teste hanno una corona dorata con rubini incastonati.