Linvasione di Lae-Salamaua (nome in codice operazione SR) è stata l'operazione anfibia condotta dalle forze armate dell'Impero giapponese sul litorale nord-orientale della Nuova Guinea l'8 marzo del 1942, durante le prime fasi della guerra del Pacifico: questa parte dell'isola era un possedimento dell'Australia dalla fine della prima guerra mondiale, affidatale sotto forma di mandato dalla Società delle Nazioni. Il paese, però, era presidiato da forze australiane insufficienti a respingere un attacco anche di scarsa entità; perciò le truppe nipponiche ebbero gioco facile nel porre piede a terra ed estendere rapidamente l'occupazione. Il 10 marzo, ciononostante, intervenne una squadra statunitense che inflisse gravi perdite al naviglio da trasporto e alle unità da guerra giapponesi, che non si aspettavano un contrattacco.

Contesto strategico Nell'estate del 1941 l'aggressività manifestata dall'Impero giapponese in politica estera ebbe un'ulteriore conferma con l'occupazione dell'Indocina, ceduta forzosamente dalla Francia di Vichy.. L'operato nipponico indusse gli Stati Uniti a proclamare l'embargo sul petrolio e i rottami metallici, risorse essenziali per il Sol Levante al fine di proseguire il suo sforzo bellico in Cina; imitato anche dal governo in esilio olandese e dal Regno Unito, il Giappone fu in pratica privato di tutti i rifornimenti esteri.. La necessità impellente di quei materiali spinse il Giappone, già immerso da qualche anno in un clima di esasperato nazionalismo militaresco, ad annettere con la forza territori che ne disponessero: perciò gli Stati Maggiori della marina e dell'esercito imperiali rimaneggiarono i piani di conquista di una vasta porzione dell'Oceano Pacifico e dell'Asia sud-orientale, che erano già stati elaborati nel 1938 proprio in previsione di un possibile urto con gli Stati Uniti.. Approntato per il 6 settembre 1941 e visionato lo stesso giorno dal Consiglio Supremo di Guerra, il piano definitivo prevedeva la conquista delle Indie orientali olandesi (dove abbondavano petrolio, gomme, metalli pregiati), delle Filippine e della Malesia; successivamente attorno a questo primo nucleo sarebbe stata creata una cintura difensiva che doveva comprendere la Birmania, le isole più esterne delle Indie Olandesi, la parte settentrionale della Nuova Guinea, la Nuova Britannia e le Isole Salomone..

Il 7 dicembre 1941, poiché ogni trattativa era fallita, l'Impero giapponese condusse il bombardamento inaspettato di Pearl Harbor, menomando la flotta statunitense del Pacifico;. simultaneamente si compivano sbarchi o si bombardavano le posizioni previste dalla prima fase del piano. Prima della fine dell'anno le isole di Guam e Wake erano state conquistate,. Hong Kong si era arresa, la discesa lungo la Malaysia proseguiva senza grandi ostacoli e i possedimenti inglesi nel Borneo erano stati occupati; anche nelle Filippine la situazione militare era favorevole al Giappone..Con il 1942 il settore del Pacifico sud-occidentale vide le prime operazioni nipponiche: il 21 gennaio le portaerei veterane di Pearl Harbor Shokaku e Zuikaku, al comando del retroammiraglio Aritomo Gotō, condussero un breve raid contro la costa nord-orientale della Nuova Guinea; provocarono pochi danni ma indussero gli australiani a iniziare la progressiva evacuazione dei civili, del personale non necessario e a procedere con le prime azioni di sabotaggio delle poche strutture utili.. Dopo analoghe incursioni aeree il 23 gennaio venne occupata Rabaul e con la cattura di Kavieng il 29 il Giappone ottenne il controllo dell'arcipelago di Bismarck, facendone la base di partenza per le operazioni in Nuova Guinea..

Il territorio La Nuova Guinea è la seconda isola al mondo per grandezza e sorge in una zona assai vulcanica, fattore che la rende particolarmente muntuosa; il clima, caldo e umido, registra precipitazioni medie di . Queste condizioni si traducono in un territorio impervio, ricoperto uniformemente da un fitto manto di foresta equatoriale torrida ad eccezione di una sottile fascia costiera: è l'habitat naturale per numerose specie di insetti, serpenti e funghi letali per l'uomo. Nell'area imperversano altresì la malaria, la febbre dengue e la leishmaniosi, contro le quali all'epoca dell'accadimento dei fatti non vi erano in pratica difese.. Ciononostante la scoperta di giacimenti d'oro nell'entroterra aveva destato l'interesse di alcune compagnie private, la cui attenzione si appuntò sulla città di Lae e sul vicino villaggio di Salamaua, ubicati sulla costa nord-est e costruiti con un misto di capanne indigene ed edifici in stile europeo: nel 1928 circa 6 chilometri a nord-est di Lae, venne realizzato l'aeroporto Malahand, base di aerei leggeri che facevano la spola tra le miniere e la costa con il prezioso carico.. Da notare che questo aeroporto era in realtà una mera fascia di terra battuta, coadiuvata da installazioni strettamente indispensabili..

Schieramenti Piani e forze giapponesi Lae e Salamaua vennero integrati nei piani di conquista nipponici proprio a causa delle loro piste aeree, in quanto completavano il perimetro difensivo previsto e inoltre fornivano un punto sicuro per neutralizzare Port Moresby, sulla costa meridionale, e assicurare così al Giappone il dominio dell'intera isola; in seguito, avrebbe funzionato da trampolino per occupare le Figi e le Samoa e tagliare così le comunicazioni tra Australia e Stati Uniti. Il viceammiraglio Shigeyoshi Inoue della 4ª Flotta ebbe il comando supremo dell'operazione, mentre a capo delle forze d'invasione fu posto il contrammiraglio Sadamichi Kajioka. Rabaul fu scelta quale porto di concentrazione e partenza delle unità e per indicare l'attacco si adoperò il nome in codice di operazione SR.

Il corpo di spedizione si articolava sul 2º Battaglione proveniente dal 144º Reggimento dell'esercito e sulla 2ª Forza da sbarco speciale "Maizuru", arrivando a sommare uomini. Il primo reparto fu caricato sui trasporti Yokohama Maru e China Maru, mentre i soldati della marina presero posto sul Kongo Maru (un incrociatore ausiliario), Tenyo Maru e Kokai Maru; completavano il convoglio i posamine , e la nave appoggio idrovolanti Kiyokawa Maru. Il supporto diretto fu demandato alla 6º Squadriglia cacciatorpediniere (Asanagi, , Mutsuki, Oite, Yayoi, Yunagi condotti dall'incrociatore leggero ). Quello a distanza venne affidato al contrammiraglio Aritomo Gotō, che ebbe ai suoi ordini la 6ª (, Furutaka, , ) e la 18ª Divisione incrociatori (Tatsuta, ).. La protezione aerea era garantita da quindici Mitsubishi A6M "Zero", ventuno bombardieri Mitsubishi G4M e sei idrovolanti Kawanishi H6K parcheggiati sulle piste attorno al porto; in aggiunta a questi apparecchi altri diciannove Zero, appartenenti alla portaerei leggera Shoho, a partire dal 9 marzo avrebbero fatto la spola tra la zona dello sbarco e la loro base galleggiante, poi una parte sarebbe atterrata a Gasmata (Nuova Britannia meridionale) in attesa che l'aeroporto di Lae potesse accoglierli.

Piani e forze australiani In quanto parte del Commonwealth britannico ancorché a tutti gli effetti fosse uno Stato sovrano, l'Australia aveva inviato le proprie forze militari a sostegno dell'Esercito britannico nel teatro del Nordafrica per combattere gli italo-tedeschi, sia in mare che a terra, mentre le unità spedite in Malesia erano rimaste coinvolte nella resa in massa della città di Singapore dopo la conquista giapponese, lasciando in mano nipponica prigionieri; inoltre buona parte della flotta che aveva combattuto nella difesa delle Indie Olandesi era stata gravemente decimata da quella imperiale: tutto ciò spiega la carenza di effettivi e l'impossibilità di difendere adeguatamente sia il continente sia i luoghi oceanici, dei quali la Nuova Guinea era considerata come parte del suolo patrio... Su quest'isola, baluardo naturale per l'Australia, si trovavano solo alcuni reparti della 3ª Divisione di fanteria dislocati a Lae e il corpo dei Fucilieri volontari della Nuova Guinea. In quanto ai mezzi, erano disponibili un pugno di velivoli tra bombardieri Lockheed Hudson e caccia Brewster F2A Buffalo, di valore piuttosto limitato se paragonati alle macchine giapponesi.

Lo sbarco Il 5 febbraio 1942 la squadra navale dell'ammiraglio Chūichi Nagumo, intorno alle ore 09:00, inviò un piccolo gruppo di bombardieri a Lae che fu colpita da circa trenta ordigni; un'ora più tardi altri cinque apparecchi attaccarono nuovamente la città come ulteriore preparazione alle operazioni anfibie. Entro la metà del mese, inoltre, i caccia imbarcati "Zero" avevano eliminato i pochi aerei australiani sia in volo che al suolo ed erano stati condotti altri bombardamenti sugli aeroporti di Port Moresby, Wau e Bulolo, sopra i quali i giapponesi non avevano incontrato opposizione aerea. Il 5 marzo la flotta d'invasione partì da Rabaul dirigendo per Lae: la navigazione non venne mai disturbata e soltanto il pomeriggio del 7 marzo un Hudson australiano la individuò, quando si trovava 150 miglia a sud-ovest di Gasmata e con la prua su Lae. I trasporti nipponici e la loro scorta penetrarono nel Golfo di Huon durante la notte dello stesso giorno; alle 01:00 dell'8 marzo gli uomini della "Maizuru", sotto una pioggia battente, misero piede a terra presso Lae mentre i soldati dell'esercito sbarcavano a Salamaua, più a sud: la trascurabile guarnigione australiana portò a termine le ultime opere di demolizione e si ritirò nella giungla, osservando da prudente distanza i giapponesi senza intervenire. Nella prima mattinata alcuni Hudson attaccarono le navi ma riuscirono a danneggiare un solo trasporto. Subito dopo i giapponesi iniziarono lo scarico dei materiali, il rafforzamento della testa di ponte e la riparazione dell'aeroporto di Lae: il persistente maltempo, però, provocò un generale rallentamento dei compiti e, cosa ancor più critica, impedì ai caccia "Zero" basati a Gasmata di giungere nel settore per dare il loro contributo alla difesa aerea delle teste di ponte. I lavori delle squadre del genio furono comunque portati avanti con tenacia e 36 ore più tardi l'aeroporto era nuovamente operativo.

Dopo essersi assicurati una salda testa di ponte, i giapponesi avanzarono verso ovest conquistando rapidamente Finch Harbor, Madang, Aitape e Wewak; in contemporanea seguirono la costa verso sud-est dal punto dello sbarco per occupare Morobe, giungere appena a nord di Buna e spingersi anche nell'entroterra fino a Kokoda, situata tra i contrafforti orientali dei Monti Owen Stanley. In diverse di queste località fu iniziata la costruzione di piste aeree oppure il loro allargamento se già presenti.

L'avvicinamento della US Navy