Biografia e carriera Peeter Torop ha concluso gli studi universitari nel 1974 presso la facoltà di filologia russa dell'Università di Tartu e ha ottenuto un dottorato di ricerca nel 1995 presso l'Università di Helsinki. Dopo essersi laureato ha intrapreso la professione di assistente presso la facoltà di filosofia nel Dipartimento di lingua e letteratura russa e slava fino al 1976; nello stesso anno è diventato docente, continuando questa professione fino al 1992. Dal 1990 al 1996 è stato lettore universitario presso l'Università di Helsinki nel Dipartimento di Lingue Slave e Baltiche, e dal 1992 al 1996 lettore presso la Facoltà di scienze sociali ed istruzione dell'Università di Tartu, dove è poi diventato professore associato fino al 1997. Nei due anni successivi ha insegnato nell'Università di Pedagogia di Tallinn, e dal 1998 al 2003 è tornato ad insegnare presso la facoltà di scienze sociali ed istruzione dell'Università di Tartu, dove è tuttora professore di filosofia nel Dipartimento di Semiotica, di cui è stato il responsabile dal 1997 al 2006.
Dal 1999 al 2001 Torop ha fatto parte della giuria della casa editrice Mouton, mentre dal 2000 al 2005 è stato membro della Commissione delle Scienze Sociali presso la Fondazione della Scienza Estone. Dal 2001 al 2005 Torop ha partecipato al Cultural Endowment for Estonia, un gruppo di esperti che si impegnano per sostenere la cultura. Dal 2002 al 2004 ha partecipato al progetto Narration and History: Turn on the Century in Russian Culture presso l'Accademia della Finlandia, mentre fino al 2005 ha partecipato a Reality & Subject a San Pietroburgo. Infine dal 2005 al 2010 ha fatto parte del Consiglio degli Studi Accademici della Lingua Estone e della Cultura Estera, all'interno del Ministero estone dell'istruzione e della ricerca.
Incarichi attuali
Gli incarichi attuali di Peeter Torop sono molti; fa infatti parte della Society of Estonian Language (Associazione per la lingua estone) e dell'Associazione Internazionale di Dostojevskij. Dal 1994 fa parte della Fondazione Lotman e dal 1998 è coeditore della Biblioteca di Semiotica di Tartu, nonché coeditore degli Studi dei Sistemi di Segni (nel 1992 ha redatto il venticinquesimo volume). Dal 2002 è membro della redazione della rivista annuale Place and Location, che si occupa della ricerca riguardante le relazioni tra uomo e ambiente e le rappresentazioni dell'ambiente stesso, e dal 2003 fa parte della redazione di Folk Culture. Dal 2004 lavora anche nella redazione del giornale Trames, che si occupa degli studi umanistici e sociali e viene pubblicato dalla Accademia delle Scienze Estone presso l'Università di Tartu; Torop lavora inoltre nella redazione della rivista semestrale Entretextos, con sede a Granada (Spagna), che si occupa principalmente degli studi semiotici della cultura.
Il suo lavoro nella redazione si estende anche in altre riviste, come Galaxia (con sede a San Paolo), la rivista messicana Traduic legata alla Scuola di Traduzione Intercontinentale con sede a Tlalpan, Humaniora, una rivista online che si occupa in modo particolare degli studi umanistici, in particolare degli studi dei classici e della storia antica, Keel ja kirjandus (Lingua e Letteratura), una rivista estone mensile con sede a Tallinn pubblicata dall'Accademia delle Scienze e dall'Unione degli Scrittori, e infine Semeiosis, una rivista di semiotica. Dal 2006 Torop è membro della Expert Commission of Humanities of Council of Scientific Competence, che opera sotto il Ministero dell'Istruzione e della Ricerca in Estonia; nel corso dello stesso anno è inoltre entrato a far parte del consiglio del Museo Nazionale dell'Estonia ed è diventato presidente dell'Associazione di Semiotica estone. L'anno successivo è entrato nel consiglio dell'Istituto di Filosofia e Semiotica dell'Università di Tartu. Dal 2009 lavora nel consiglio consultivo del Journal of Ethnology and Folkloristics e dal 2010 è membro della Bibliotheca lotmaniana.
I progetti di ricerca
I suoi progetti di ricerca sono stati i seguenti:
Disciplinary Dynamics of Translation Studies and Theoretical Basis of Translation Teaching [La dinamica disciplinare degli studi della traduzione e la base teorica dell'insegnamento della traduzione], iniziato nel 2004 e concluso nel 2007 presso di scienze sociali ed istruzione dell'Università di Tartu; Eelretsenseeritava humanitaarteadusliku monograafiasarja ”Heuremata” väljaandmise jätkamine iniziato nel 2009, si concluderà nel 2013 presso l'Istituto di lingua e cultura estone dell'Università di Tallinn; Eelretsenseeritava humanitaarteadusliku monograafiasarja Heuremata väljaandmine iniziato nel 2005 e concluso nel 2008 presso la Facoltà di filosofia dell'Università di Tartu; Meaning-generation and transdisciplinary methodology of semiotic analysis of culture [Produzione di significato e metodologia transdisciplinare dell'analisi semiotica della cultura], iniziato nel 2006, si concluderà alla fine del 2011 presso la Facoltà di filosofia dell'Università di Tartu; Semiotics of Culture and Culture Analysis in Estonia [La semiotica della cultura e l'analisi della cultura in Estonia], iniziato nel 2001 e concluso nel 2005 presso la Facoltà di scienze sociali ed istruzione dell'Università di Tartu; Translatability of culture – an integrated semiotic-functional approach [Traducibilità della cultura – un approccio semiotico-funzionale integrato], iniziato nel 2010 e si concluderà nel 2013 presso la Facoltà di filosofia dell'Università di Tartu; Typology of cultural autocommunication [Tipologia dell'autocomunicazione culturale] iniziato nel 2008 e si concluderà alla fine del 2011 presso la Facoltà di filosofia dell'Università di Tartu.
Nel corso della sua carriera Peeter Torop ha ricevuto i seguenti riconoscimenti:
L’Estonian Rebirth Award per aver mantenuto nel tempo le tradizioni della Scuola di Semiotica di Tartu e Mosca, insieme ad A. Malts e L. Kisseljova, nel 1995. La sovvenzione straordinaria Eesti Kultuurkapital nel 2000; Il premio Yearly Award – Culture and Society, un premio nazionale nel campo scientifico per gli studi della semiotica, della traduzione e della lingua slava, ricevuto nel 2001; Il Nida professor in translation studies 2007, da parte dell'Istituto Eugene A. Nida per la cultura biblica, nel 2007; La medaglia dell'Università di Tartu nel 2010; Premio della Fondazione dell'Università di Tartu nel 2010.
I lineamenti di pensiero
La traduzione totale
In scienza della traduzione il concetto di «traduzione totale» esiste dagli anni sessanta, come termine della concezione linguistica di Firth e di Catford che distingueva, da un lato fra traduzione completa (full translation) e traduzione parziale (partial translation), e dall'altro lato fra traduzione totale e limitata (total and restricted translation). Per «traduzione completa» si intende la traduzione integrale di un testo (ossia di tutte le sue componenti). Per «traduzione totale», invece, s'intende un processo in cui, benché a ciascun livello della lingua emittente venga sostituito materiale testuale nella lingua ricevente, ciò non significa necessariamente che a tutti i livelli tale sostituzione avvenga mediante 'equivalenti'. Il concetto di totalità non è assoluto ma relativo. Riconoscere la traduzione come processo totale comporta anche la necessità di una descrizione scientifica di questo processo.
I tipi di testi Torop sostiene che sia possibile e necessario descrivere qualsiasi tipo di attività traduttiva, distinguendo però tra i vari tipi di traduzione: la traduzione testuale, la traduzione metatestuale, la traduzione intestuale e intertestuale e la traduzione deverbalizzante. La traduzione testuale è la traduzione di un testo intero in un altro testo intero. È 'traduzione' nel senso comune della parola. La traduzione metatestuale è la traduzione di un testo intero non in un altro testo intero ma in una cultura, per cui è fondamentale ricercare ciò che Torop definisce la cultura altrui nel metatesto. Questi primi due tipi di traduzione sono spesso legati perché di solito la traduzione testuale è accompagnata da una traduzione metatestuale. Quest'ultima indica la penetrazione del prototesto in un'altra cultura sotto forma di qualsiasi strumento metacomunicativo, come ad esempio le voci sull'autore in enciclopedie, le citazioni eccetera. Questi metatesti servono a completare la traduzione. Nella traduzione intestuale e intertestuale è importante capire il concetto che in una cultura quasi non esistono testi 'puri'. Possono essere definiti sistemi di intesti. Gli intesti sono frammenti di testi che legano il testo (o una sua parte) a un altro testo (o a una sua parte), rimandi di un frammento di testo a un altro testo, parziale o intero. In questo tipo di traduzione è importante il sistema, la struttura dei vari intesti come elemento della poetica dell'autore. Ciascun intesto ha bisogno di un approccio a sé stante. Nella traduzione intertestuale, a causa di continui rimandi ad altri testi, bisogna tenere in considerazione che la strategia dell'autore può far riferimento contemporaneamente a molte fonti. La traduzione deverbalizzante è quella che trasmette un testo in un linguaggio naturale attraverso codici diversi, sia verbali sia non verbali. Un esempio può essere la traduzione filmica, in cui non solo cambia il testo ma anche la sua natura.
L'analisi traduttologica Oltre ai diversi tipi di testo, è importante studiare anche ciò che gli sta attorno. In questo momento entra in gioco l'analisi traduttologica dove vengono presi in considerazione molti elementi che contribuiscono a collocare il testo nel tempo e nello spazio. La funzione dell'analisi traduttologica è l'individuazione della dominante, di quel livello o elemento sul quale prima di tutto si basa l'unità del prototesto. Oltre a descrivere il prototesto, l'analisi traduttologica serve a individuare non solo la dominante del prototesto ma anche quella del metatesto nel nuovo contesto. Queste informazioni si rilevano attraverso l'analisi comparativa della lingua, dello stile e dei cronòtopi, sia in senso concettuale sia poetico. Il risultato di queste analisi viene poi confrontato con i dati riguardanti il contesto storico-letterario e biografico.
La poetica della traduzione Secondo Torop, la critica all'interno del testo e la critica al di fuori del testo si unificano nella sfera della poetica della traduzione dove vengono concepiti i princìpi generali dell'attività traduttiva. Nel modello del processo traduttivo, Torop distingue due caratteristiche sostanziali: la fasicità e la processualità. Due infatti sono le fasi più importanti: analisi e sintesi come principio e fine del processo. La fase di analisi è indirizzata all'originale, è la comprensione e la concezione dell'originale, mentre la seconda fase di sintesi è indirizzata alla traduzione (e al lettore della traduzione) e consiste nel ricreare l'originale con gli strumenti dell'altra lingua e dell'altra cultura. Queste due fasi orientano il lavoro del traduttore, che così può definire lo scopo della sua traduzione, la dominante. Coniugando processualità e fasicità si può costruire un modello traduttivo sulla base dell'atteggiamento del traduttore verso l'originale. A seconda della dominante si possono riconoscere almeno otto tipi di realizzazione del processo traduttivo: pastiche citazione stilizzazione perifrasi adattamento parafrasi burlesque allusione Altri problemi da tenere in considerazione sono l'aspetto evolutivo, perché spesso il tempo storico dell'originale e della traduzione non coincidono, e l'aspetto storico-culturale.
La traducibilità Determinante per i tipi generici di traducibilità è la posizione della dominante: nel prototesto, nel traduttore o nella cultura ricevente.
Fra i possibili parametri di traducibilità di una cultura: la lingua: fra i vari elementi, comprende le categorie grammaticali e i realia