L' è stato un incrociatore pesante della Marina imperiale giapponese, seconda unità appartenente alla classe Takao e così chiamato in onore della montagna omonima che si eleva vicino alla città di Kyoto (isola di Honshū). Fu varato dal cantiere di Kure nel giugno 1930.

Con gli altri tre esemplari della classe formò la 4ª Divisione incrociatori e negli anni trenta operò sia nelle acque nazionali, sia in quelle cinesi. All'inizio delle ostilità nel Pacifico fu aggregato alla 2ª Flotta del viceammiraglio Nobutake Kondō e coprì gli sbarchi in Malesia e nelle Filippine; fu quindi coinvolto in un'operazione di rastrellamento delle acque a sud di Giava nel marzo 1942. In giugno, dopo revisione e potenziamento della dotazione contraerea, seguì la flotta nel corso della battaglia delle Midway, nella quale non ebbe alcun ruolo, e poi a Truk in seguito allo sbarco statunitense su Guadalcanal. Durante la sfibrante campagna, fu presente agli scontri aeronavali di fine agosto e poi alla battaglia delle isole Santa Cruz (25-26 ottobre), quindi fu coinvolto nell'evacuazione finale del gennaio 1943. Per gran parte dell'anno non partecipò ad alcuna operazione degna di nota e solo in novembre fu mobilitato con il resto della 4ª Divisione per intervenire al largo dell'isola di Bougainville: il 5 novembre, mentre si trovava a Rabaul, fu quasi colpito da tre bombe nel corso di un'improvvisa incursione aerea statunitense e dovette rientrare in Giappone per le riparazioni indispensabili.

Nel gennaio 1944 rientrò in servizio e spese la prima metà dell'anno in esercitazioni tra le Filippine e Singapore. Aggregato alla 1ª Flotta mobile del viceammiraglio Jisaburō Ozawa, partecipò marginalmente alla battaglia del Mare delle Filippine, risoltasi con una grave sconfitta strategica giapponese. Tornò dunque alla dipendenze della 2ª Flotta e rimase alle isole Lingga nei mesi seguenti. A metà ottobre si spostò a Brunei poiché coinvolto nel complesso attacco di superficie organizzato dall'ammiraglio Soemu Toyoda per distruggere le forze anfibie statunitensi nel Golfo di Leyte. Il mattino presto del 23 ottobre, però, rimase vittima del sommergibile , che lo colpì con quattro siluri. LAtago fu squarciato e affondò molto rapidamente a ovest dell'isola di Palawan, tuttavia gran parte dell'equipaggio fu salvato, compreso il comandante.

Caratteristiche

L'incrociatore pesante Atago costituiva con le unità gemelle , e la classe Takao. Presentava una lunghezza fuori tutto di 203,76 metri (201,67 metri alla linea di galleggiamento), una larghezza massima di 18,03 metri e un pescaggio di 6,11 metri. Il dislocamento, previsto in tonnellate standard, arrivò invece a durante le prove in mare; a pieno carico la nave giunse a pesare tonnellate, ben oltre i limiti imposti dal trattato navale di Washington.

La classe costituiva una versione meglio corazzata della precedente classe Myoko e ne riprendeva le linee generali, l'architettura e le dotazioni; inoltre, fu progettata per servire come ammiraglia di una flotta o di uno squadrone. L'armamento principale era formato da dieci cannoni Type 3 numero 2 da 203 mm lunghi 50 calibri (L/50), distribuiti a coppie in cinque torri binate: tre si trovavano a prua con quella mediana sopraelevata, due erano site a poppa e sovrapposte. Queste armi erano state pensate per operare anche in funzione contraerea, ma il peso delle torri, il basso rateo di fuoco e l'impossibilità di puntarle a un alzo di 70° all'interno delle installazioni non permisero tale impiego. La difesa a lungo raggio dai velivoli ricadde dunque su quattro pezzi Type 10 da 120 mm L/45, sistemati in postazioni singole; erano coadiuvati da due cannoni leggeri Vickers-Armstrong QF 2 lb da 40 mm e due mitragliatrici Lewis da 7,7 mm, armi comprate o prodotte su licenza dal Regno Unito. Erano infine disponibili otto tubi lanciasiluri da 610 mm, raggruppati in due impianti quadrinati brandeggiabili, uno per fiancata: furono posti in apposite camere corazzate che si protendevano dal ponte interno, in corrispondenza della massiccia sovrastruttura di prua..

La corazzatura era costituita da acciaio tipo Dücol e rappresentava quasi il 17% del dislocamento complessivo. Alla cintura era meno estesa che sui Myoko, era spessa 127 mm nella sezione superiore e si assottigliava sino a 38 mm nella parte inferiore. Il ponte interno era fornito di lastre da 30 mm, che aumentavano a 47 mm in corrispondenza dei magazzini di munizioni; il ponte di coperta era invece meno protetto con uno strato che andava da 12 mm a 25 mm. Le paratie trasversali erano irrobustite da corazze spesse 75 – 100 mm ma le torri dell'armamento principale non furono rafforzate e mantennero le corazzature da 25 mm, insufficienti a reggere un colpo diretto. L'imponente torre di comando ricevette invece un guscio corazzato. Le controcarene antisiluro erano uguali a quelle della classe precedente e potevano sopportare la detonazione di una carica esplosiva di circa 200 chili..

Il sistema di propulsione contava dodici caldaie Kanpon che alimentavano quattro turbine a ingranaggi a vapore, a ciascuna delle quali era vincolato un albero motore con elica. Era erogata una potenza totale di  shp e la velocità massima toccava i 35,5 nodi; grazie alla scorta di carburante pari a tonnellate di olio combustibile, l'autonomia fu calcolata in miglia (circa chilometri) alla velocità di crociera di 14 nodi, ma la stazza notevole provocò un calo a miglia.. Sul ponte verso poppa erano montate due catapulte e fu ricavato abbastanza spazio per portare a bordo tre idrovolanti. L'equipaggio ammontò a 733 uomini al momento dell'entrata in servizio, ma crebbe a causa di successivi interventi: nel 1941 arrivò a circa 920 effettivi, che salivano a 970 quando era imbarcato lo stato maggiore di una flotta. Nel corso della seconda guerra mondiale si stabilizzò attorno a tra ufficiali e marinai..

Nel 1936 l'Atago fu oggetto di un esteso lavoro di rafforzamento dello scafo, l'imponente sovrastruttura prodiera fu un poco abbassata e i cannoni Vickers furono rimossi in favore di due impianti quadrinati di mitragliatrici pesanti Type 93 da 13,2 mm. Tra l'aprile 1938 e l'ottobre 1939, in ottemperanza a un piano di ricostruzione della classe, rimase in secca al bacino di carenaggio di Yokosuka:. ricevette moderni apparati di controllo del tiro, quattro installazioni binate di cannoni antiaerei Type 96 da 25 mm L/60 e sostituì gli affusti quadrupli di mitragliatrici Type 93 con due binati (infine sbarcati nell'autunno 1941 per fare posto a due ulteriori impianti doppi di pezzi Type 96). Anche l'armamento silurante fu del tutto rivisto e fu impostato su quattro lanciatori quadrinati di nuovo tipo, più rapidi da ricaricare e con nuove ottiche. Infine fu implementato un modello più resistente di catapulta con nuovi idrovolanti, due Aichi E13A1 e un Mitsubishi F1M2, l'opera viva ricevette controcarene più larghe e sia l'albero prodiero, sia il plancia furono ricostruiti nel tentativo di risparmiare peso e aumentare la stabilità. Ciononostante, nel 1940 lAtago presentava un dislocamento di tonnellate alle prove in mare, la velocità era calata a 34,2 nodi e larghezza e pescaggio erano saliti, rispettivamente, a 20,73 e 6,32 metri.

Impiego operativo Costruzione e primi anni

L'incrociatore pesante Atago fu ordinato nell'anno fiscale edito nel 1927. La sua chiglia fu impostata nel cantiere navale di Kure il 28 aprile dello stesso anno e il varo avvenne il 16 giugno 1930; fu completato il 30 marzo 1932. Il comando fu assunto da un ufficiale rimasto anonimo e il 14 maggio l'incrociatore fu ispezionato dal Primo ministro Inukai Tsuyoshi, poi il 15 novembre 1933 il comando passò al capitano di vascello Giichi Miyata. Nel corso del decennio e dell'inizio degli anni quaranta lAtago fu agli ordini dei capitani Shigeru Sonoda (1º novembre 1934-15 novembre 1935), un ufficiale rimasto anonimo (15 novembre 1935-15 aprile 1936), Seiichi Itō (15 aprile 1936 - 1º dicembre 1936), Aritomo Gotō (1º dicembre 1936-12 luglio 1937), un altro ufficiale rimasto senza nome (12 luglio 1937-15 novembre 1939) durante il processo di modernizzazione, Chimaki Kono (15 novembre 1939-15 ottobre 1940), Tomiji Koyanagi (15 ottobre 1940-11 agosto 1941) e infine Matsuji Ijūin. LAtago formò con le unità gemelle la 4ª Divisione incrociatori nel dicembre 1932, rimpiazzando nell'organico la classe Myoko; il 26 ottobre 1936 lAtago imbarcò l'imperatore Hirohito a Kōbe e lo portò a Etajima, poi il 28 tornò nel porto cittadino dove il sovrano presenziò, il giorno successivo, a una rivista navale. Poco dopo, il 15 novembre 1935, la 4ª Divisione fu sciolta e quando si ricostituì nel dicembre 1936 contava solo il Takao e il Maya: lAtago si riaggregò solo nel 1939.

1941-1942 Il 29 novembre 1941 lAtago era nave ammiraglia della 4ª Divisione incrociatori del viceammiraglio Nobutake Kondō: esso salpò con le altre navi dalla baia di Saeki nel quadro dell'espansione militare nel Sud-est asiatico, avviata dall'Impero giapponese dopo il fallimento delle annose trattative con Washington: le unità furono aggregate alla 2ª Flotta sempre guidata da Kondō, che schierava le corazzate e e otto cacciatorpediniere. Il 2 dicembre la squadra si fermò alla base di Mako nelle Pescadores, dove ricevette conferma che le ostilità erano imminenti, quindi il 4 salpò allo scopo di coprire a distanza i vari convogli d'invasione che puntavano alla Malaysia e alle Indie orientali olandesi (il Maya fu in seguito distaccato e inviato nelle Filippine). Dopo aver sostato per tre giorni nella baia di Cam Ranh, la formazione riprese il mare il 14 dicembre per proteggere il secondo scaglione di trasporti diretto in Malesia e poi il 20, di scorta al convoglio che eseguì lo sbarco nel Golfo di Lingayen. Il 24 dicembre il Takao e le altre unità rientrarono alla baia e l'8 gennaio 1942 fecero rotta per Mako, raggiunta l'11: da qui proseguirono sino alle isole Palau. Il 21 febbraio lAtago si riunì al resto della 2ª Flotta alla baia Staring, presso Kendari (Celebes), dove si fermò anche il viceammiraglio Chūichi Nagumo con la sua 1ª Flotta aerea: tutte le navi fecero rifornimento e poi Kondō divise in due gruppi le sue forze per operare a est di Mindanao e a sud delle Palau. La corazzata Kongo, lAtago, il Takao e quattro cacciatorpediniere furono assegnati a questo secondo distaccamento, che partì il 25 alla volta delle acque attorno a Giava, allo scopo di intercettare il naviglio alleato in fuga. Nella notte del 2 marzo lAtago e il Takao sorpresero e affondarono con l'intero equipaggio il cacciatorpediniere statunitense ; due giorni più tardi, appoggiati dai cacciatorpediniere e Nowaki, colarono a picco lo sloop-of-war HMAS Yarra, un dragamine britannico, la petroliera Francol e la nave deposito Anking: lAtago catturò infine, nel pomeriggio, la fregata olandese Duymaer van Twist che fu incorporata nella marina imperiale. Le unità giapponesi pattugliarono ancora il mare a sud di Tjilatjap e il 7 rientrarono alla baia Staring.