Diciassette anni (Guo nian hui jia) è un film del 1999 diretto da Zhang Yuan.

Premiato con il Leone d'argento - Premio per la migliore regia alla 56ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Trama La vicenda è ambientata a Tianjin, nella Cina nord-orientale. Due adulti divorziati contraggono un nuovo matrimonio, portando ciascuno una figlia nella nuova famiglia. Tao Lan, dal carattere indipendente e pratico, intende lavorare in fabbrica dopo il diploma di scuola superiore; la sorellastra Xiaoqin, più riflessiva e incline allo studio, aspira invece all’ingresso all’università. Un litigio nato dall’accusa, mossa da Xiaoqin, di un presunto furto di cinque yuan degenera in un gesto di violenza: Tao Lan colpisce la sorellastra alla testa. Contro ogni previsione, Xiaoqin muore in seguito alla ferita e Tao Lan viene arrestata e condannata a diciassette anni di carcere.

Diciassette anni più tardi, Tao Lan viene selezionata tra i detenuti che ottengono un permesso temporaneo in occasione delle festività del Capodanno. Nello stesso periodo, una giovane agente penitenziaria, Chen Jie, si prepara a rientrare nella propria città natale per le vacanze. Mentre i detenuti vengono progressivamente raggiunti dai familiari, Chen Jie nota che Tao Lan rimane l’unica senza nessuno che venga a prenderla. Spinta da un sentimento di solidarietà, le offre il proprio aiuto per accompagnarla a casa. Giunte all’indirizzo della sua infanzia, le due scoprono che l’edificio è stato demolito da tempo e che i genitori di Tao Lan si sono trasferiti in un altro quartiere. Chen Jie decide allora di non abbandonarla e si propone di rintracciare i genitori, pur consapevole che questi potrebbero non desiderare di rivedere la figlia. Il viaggio le fa scoprire che la Cina non è più la stessa.

Storia Il regista cinese Zhang Yuan aveva già avuto in passato problemi con il governo del suo paese. Il film Diciassette anni non aveva ricevuto il visto della censura di Pechino; era stato tuttavia prodotto dalla Fabrica della Benetton e pertanto poté partecipare come terzo film italiano alla Mostra del cinema di Venezia, nella quale il regista fu premiato. L'anno successivo il film, dopo il taglio di tre scene, ottenne il visto della censura anche in Cina.

Note

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Categoria:Film drammatici