Il disc jockeyIn lingua inglese, letteralmente "fantino del disco". (scritto anche DJ, dj, D.J., DeeJay oppure Dee-JayDall'unione della pronuncia delle due lettere della sigla "DJ": "Dee" (per la lettera "D"), "Gei" (per la lettera "J").) è una figura professionale del mondo della musica e della discografia in generale.
Storia Dopo la fine della seconda guerra mondiale, vennero introdotte macchine amplificate elettricamente che sostituivano con il tempo i grammofoni che amplificavano la lettura di un solco inciso su di un disco in gommalacca, semplicemente con l'ausilio di una campana tromboidale che trasmetteva le vibrazioni di un diaframma a contatto con la puntina. Questa trasformazione condusse a uno sviluppo della diffusione sonora, e grazie agli amplificatori, il suono poteva distribuirsi attraverso casse acustiche a funzione elettro-magnetica in grado di aumentare la potenza di distribuzione e potevano coprire, acusticamente parlando, ambienti più ampi. Le feste che ricorrevano sempre più numerose, grazie a questa tecnologia, senza necessariamente una band, soprattutto negli Stati Uniti, avevano la funzione di socializzazione tra individui. Tuttavia divenne indispensabile la presenza di una persona atta alla selezione musicale, in quanto la durata dei dischi era comunque limitata, e se si voleva mantenere una sequenza temporale riducendo le interruzioni, era quindi importante la presenza di qualcuno che sostituisse i supporti, cioè il disc jockey. Secondo altri, la nascita del DJ coincide con i primi esperimenti radiofonici, nel momento in cui i pionieri delle trasmissioni via radio collegavano giradischi a trasmettitori. Naturalmente era necessaria una persona addetta a selezionare tali dischi, cioè il DJ, con l'uscita allo scoperto della discoteca e l'esportazione in America negli anni sessanta, dove verrà coniato appunto il termine DJ (disc jockey, ossia colui che per lavoro armeggia con il disco).
Negli anni settanta, giunse La febbre del sabato sera e la disco music. Insieme alla discoteca, il DJ acquisì sempre più prestigio.
Successivamente arrivarono i tempi del Loft. Nacquero le prime star, tra le quali spicca David Mancuso, ispiratore di un'intera generazione di frequentatori del suo Loft, lanciando grandi DJ come Larry Levan, Kenny Carpenter, Frankie Knuckles, Nicky Siano, François Kevorkian.
Alla fine degli anni settanta, nacque nei ghetti neri del Bronx e di Harlem un'altra interpretazione dell'arte del DJing: il Turntablism, ora una delle discipline della cultura hip hop, di cui il capostipite è Kool Herc, seguito da Grandmaster Flash, che perfezionò le tecniche di mixaggio con due piatti proposte da Kool Herc. Una di queste, definita "scratch" (dall'inglese "graffio") nel tempo si è sviluppata fino a far diventare il giradischi un vero e proprio strumento musicale: infatti, tramite movimenti sincronizzati, usando una mano sul cross-fader (elemento del mixer la cui apertura e chiusura "taglia" il segnale in uscita) e l'altra sul vinile, il turntablist riesce a ripetere velocemente alcune sezioni del disco e a modulare il suono riprodotto in modo da creare note, effetti e grooves. Due tra gli esponenti più noti di questa disciplina sono stati DJ Qbert e Mix Master Mike, fondatori della crew Invisibl Skratch Piklz, che negli anni novanta hanno dato al movimento risonanza mondiale.
Furono gli americani gli inventori del movimento house music che avviò un filone di musica elettronica, prodotta dal DJ stesso.
Descrizione
Il disc jockey è di solito un professionista dell'intrattenimento il cui compito è di selezionare, molto spesso in una discoteca o in un club, a seconda dei gusti del pubblico, delle occasioni, ma anche del suo stile personale, brani musicali di vario genere, attraverso un impianto di amplificazione, del quale l'ambiente stesso è munito, e al quale è collegata la consolle (o disco-consolle). Attraverso questa consolle, con la tecnica del mixaggio (in inglese mixing), è possibile unire in sequenza più tracce provenienti da diversi supporti sonori, come il disco in vinile o il compact disc, in modo da ottenere un unico flusso musicale che risulti piacevole all'ascoltatore.
L'attività svolta dal disc jockey, al fine di creare mix di suoni in maniera limpida, è definita con il termine inglese DJing, attività che richiede conoscenze teorico-pratiche di carattere musicale ed elettronico. Un DJ può decidere di incidere un disco contenente i suoi live musicali, i suoi mixaggi ed eventualmente le sue produzioni (in questo caso, il DJ viene chiamato anche producer). Soprattutto negli ultimi anni si è verificato un notevole aumento dei DJ, più o meno competenti, favorito da diversi fattori, quali i prezzi sul mercato per DJ, l'avvento del digitale, la pirateria discografica e i più sofisticati lettori CDJ, che facilitano molto, rispetto agli anni passati il loro lavoro.
DJ set
L'esibizione dal vivo di un disc jockey prende il nome di DJ set. Esso set può durare dalle due ore nel disco bar, discoteche e club, alle tre ore medie di una discoteca normale fino ai set di cinque ore di Danny Tenaglia, 24 ore come il set di Marco Carola al Sunwaves Festival o di Loco Dice allo Space di Miami e addirittura 36 ore un set in back to back Tini e Bill Patrick.
Spesso i DJ sono soliti alternarsi fra di loro al mixer, in modo da creare un programma molto lungo, ininterrotto e variegato.
All'interno del DJ set, il DJ selezionerà e mixerà i brani in base al suo stile, ma trovando sempre e comunque un compromesso con quello che vuole ascoltare il pubblico dell'evento. Saranno l'abilità e l'esperienza del DJ a interpretare l'umore del pubblico e ad assecondarlo, pur rimanendo fedele al suo gusto.
Anche se apparentemente assimilabile al concerto pop il DJ set trova le sue radici nel programma Living Theater ed è esplicitamente volto a liberare l'energia interna dello spettatore attraverso messaggi multi-sensoriali. Nel DJ set sono frequenti stimoli visivi e acustici e pratiche motorie possibilmente ipnotiche ("sono dovuto scappare quasi subito, stordito dal rumore e dalle luci" (E. Biagi)). In questo il DJ set recupera in chiave moderna e tecnologica la pratica del Ditirambo.
Nella pratica del DJ set, ad una figura centrale, il DJ, si affiancano numerosi collaboratori che propongono messaggi di linguaggio del corpo al pubblico. La semantica di questi messaggi risulta affidata quasi sempre ad una percezione subliminale anche se è possibile tentare di formalizzarne una decodifica.
Il DJ set, dopo una iniziale fortuna ha subito un generale declino e trasformazione verso forme più sostenibili e con un minor impatto ambientale come le Silent Disco.
Nei media il DJ set non ha ricevuto una visione positiva fino dalla prima rappresentazione nell'ultimo episodio di Simon del Deserto (1965) di Luis Buñuel. Tale episodio viene poi ripreso da The New Pornographers nel clip di The Laws Have Changed (2003), a testimoniare una quarantennale avversione della critica verso questo tipo di spettacolo.
Mix Per mix si intende la sequenza di brani musicali missati insieme da un disc jockey dal vivo o in studio.
Ciò che accomuna molti mix è la loro ballabilità, dovuta alle linee di basso dominanti e i ritmi ripetitivi, e il fatto di avere come finalità quella di far ballare il pubblico. I mix hanno preso piede principalmente in generi come l'EDM, il breakbeat, l'hip hop e la disco music. Quando vengono pubblicati, i mix hanno pertanto delle correlazioni con gli album di remix, che però contengono dei remix di tracce individuali di uno o più artisti e non hanno soluzione di continuità.
I mix vengono di solito realizzati utilizzando un apposito mixer e fonti sonore multiple, tra cui giradischi, CDJ, lettori audio digitali o schede audio, campionatori, unità per effetti; in alternativa, è possibile missare delle tracce servendosi di un editor audio.
Gli strumenti La consolle La console o consolle o regia audio, lo strumento musicale del dj, può essere costituita da un numero variabile di dispositivi (CDJ, giradischi, mixer, drum machines, sintetizzatori, sequencers...)
I CDJ
Questo termine deriva dagli acronimi CD e DJ. Si tratta di lettori professionali da Dj che consentono molte altre funzioni oltre a quelle dei lettori CD.
Le principali sono:
Jog wheel: si tratta di quella che forse è la parte più evidente di tutto il CDJ. Questo comando di forma circolare permette di muovere avanti e indietro il brano molto lentamente, con una precisione estrema. È utile anche per altre funzioni, ad esempio permette di fare quello che fa il Pitch Control, ma con molta più precisione, oppure di applicare gli effetti, se presenti sul CDJ stesso. Pitch Control: permette di velocizzare o rallentare un brano. Serve per i beatmix (vedi il paragrafo "mixaggio"). Si può effettuare anche tramite il jog su certi CDJ. Tuttavia il jog permette solo una variazione temporanea del beat del brano, solitamente per correggere eventuali imperfezioni durante il passaggio da una canzone all'altra. Cue: i punti di taglio sono dei punti particolari situati all'interno di un brano, che permettono al dj di trovare il pezzo che gli serve immediatamente: si tende a metterne uno ad esempio prima di un ritornello o di una strofa, o di un ponte. Sono fondamentali per il lavoro del dj. Key Control: permette di modificare la tonalità del brano. Loop: permette di impostare dei loop, ovvero delle parti di una lunghezza variabile che si ripetono di continuo, anche all'infinito volendo. Effetti: gli effetti applicabili tramite i CDJ sono molteplici. Di norma i dj preferiscono applicarli tramite speciali programmi per computer, come Virtual DJ o Traktor. Solitamente gli effetti sono presenti sui mixer o aggiunti in un secondo momento con delle effettiere.
I giradischi
Lavorare con i giradischi è ovviamente più impegnativo che lavorare usando strumenti digitali come CDJ o i computer. Questo perché uno strumento analogico non permette di godere di tutti quei vantaggi offerti negli ultimi anni dalla tecnologia, come la visualizzazione grafica dell'onda che viene effettuata mediante il computer con programmi tipo Virtual DJ, Traktor o Mixxx.
Esistono diversi tipi di giradischi in commercio. L'aspetto principale che caratterizza quelli utilizzati dai DJ è il tipo di trazione utilizzata per dare movimento al piatto rotante:
A cinghia: è tra le prime tecnologie applicate. Si basa sulla trasmissione della rotazione tra un motore elettrico e il piatto rotante, mediante l'uso di una cinghia (in genere costruita in caucciù). Sono i preferiti dagli appassionati di musica e per l'ascolto normale e sono poco adatti al mixaggio, sebbene i primi giradischi adattati al mixing utilizzassero questa tecnologia. A trazione diretta: sono preferiti dai DJ in quanto patiscono meno il bloccaggio del piatto rotante (turntable) non essendoci strisciamento della cinghia e conseguente riscaldamento e usura. Inoltre la trazione diretta consente un maggior rendimento meccanico, ossia trasferire al piatto una maggior quantità della potenza meccanica prodotta dal motore. Di conseguenza l'accelerazione è più elevata che nella trasmissione a cinghia in quanto questa assorbe una parte della forza di trazione e introduce sia ritardo che jitter.