Il Signore degli Anelli: La guerra del Nord (The Lord of the Rings: War in the North) è un videogioco di ruolo, basato su avvenimenti e battaglie in contemporanea alla Guerra dell'Anello, trattata solo in alcuni dettagli e in vari appendici dei libri dell'opera di John Ronald Reuel Tolkien.

Trama La creazione del gioco è stata principalmente ispirata dalla seguente frase di Gandalf il Bianco: "Con la sua lunga mano, Sauron avrebbe potuto compiere azioni malvagie al Nord. Eppure, tutto ciò è stato evitato grazie al manipolo di eroi che gli si sono opposti". La storia parla di tre eroi di diversa etnia: Eradan dei Dunedain, un Ramingo; Farin, un Nano di Erebor; e Andriel, un Elfo femmina proveniente da Gran Burrone. I tre intraprendono un lungo ed estenuante viaggio a nord della Terra di Mezzo con l'obiettivo di scongiurare e distruggere le armate del Númenóreano Nero Agandaûr, le quali, ormai molto potenti e numerose, sono prossime a scagliare un violento attacco alla Terra di Mezzo.

Brea (capitolo 1 prologo) In questa piccola località ad Est della Contea, Eradan, Andriel e Farin, rappresentanti delle rispettive tre razze di Uomini, Elfi e Nani, si incontrano con Granpasso, in attesa della visita del portatore dell'anello, al quale riferiscono di un recente attacco condotto contro i Raminghi del Sud di Halbarad da parte dei Nazgûl sotto il comando del Re Stregone di Angmar; prima di congedarsi dal massacro, questi si era appellato a un fedele servo di nome Agandaûr, ordinandogli di adunare tutte le legioni di orchi a Nord della Terra di Mezzo allo scopo di scatenare una grande e sanguinosa guerra. I tre amici hanno anche la possibilità di parlare e fare la conoscenza con alcuni cittadini di Brea, come il padrone della locanda de "Il Puledro Impennato" Omorzo Farfaraccio, lo strano Hobbit amante degli indovinelli Tedder Hedgerow, Rowlie Meladoro, il commerciante Adalgard Oldbank, il fabbro Elmund Brushwood, Idona Bellflower, Otto Aster e Harley Bramble.

Fornost (capitolo 1) Cancello Principale. Dopo aver informato e consultato Aragorn, i tre amici decidono di inseguire Agandaûr nella sua presunta fortezza a Fornost. Dopo aver affrontato un vasto numero di Goblin soldato e Goblin selvatici, incontrano e liberano Beleram, una maestosa aquila maschile, servitrice del grande Gwaihir. Da quel momento in poi, Beleram decide di aiutare il trio appena possibile. I Bastioni. Eradan, Andriel e Farin procedono lungo le mura di cinta, imbattendosi in altri Goblin, stranamente capeggiati da due potenti stregoni: uno di essi, alla sua sconfitta, lascia cadere una misteriosa pergamena scritta in lingua di Mordor intitolata Culto dell'Occhio senza Palpebre, trattasi di uno dei sette testi magici che Agandaûr ha donato alle sue armate per diffondere la conoscenza delle arti magiche. I quartieri esterni. I tre eroi proseguono incontrando nuovamente un vasto numero di Goblin, questa volta muniti di una balista e spalleggiati da un Troll della Pietra. I quartieri interni. Avanzando incontrano Elladan e Elrohir, i figli gemelli di Elrond, i quali si uniscono alla battaglia contro il nemico comune e fanno la spiacevole conoscenza dei Goblin genieri, creature munite di polvere esplosiva, disposti ad autodistruggersi pur di annientare il nemico. La Cittadella. Successivamente, dopo aver attraversato i quartieri della città e affrontato altri goblin e orchi, la piccola compagnia raggiunge il cancello della torre. Torre della Cittadella. Arrivati qui, si confrontano con Tharzog, capo delle tribù degli orchi di Monte Gram, e le sue guardie. Dopo averli sconfitti, i tre eroi raggiungono la cima della torre, dove Elladan ed Elrohir stanno combattendo contro Agandaûr: rendendosi ora conto della reale forza dei suoi avversari, questi decide di scappare verso il suo rifugio a Nord, a cavallo di una creatura alata.

Guado del Sarn (capitolo 2 prologo) Dopo aver salutato Beleram, Elladan e Elrohir, i tre eroi ritornano da Halbarad al guado del Sarn. Il Ramingo confida di aver avuto enormi perdite fra la sua gente e consiglia ai tre eroi di dirigersi a Gran Burrone, dove potranno avere informazioni a proposito dell'attacco dei Cavalieri Neri, invitandoli allo stesso tempo a recuperare due suoi compagni Raminghi, Luin e Kilaran, dispersi più a nord nelle Tumulilande.

Tumulicolli (capitolo 2) I Tumulicolli. Eradan, Andriel e Farin si addentrano nelle Tumulilande in cerca dei due Raminghi dispersi. Lungo il cammino, sono costretti ad affrontare i non-morti e gli ostili Fantasmi dei Tumuli. Tumulo di Amon Gorthad. Dopo essersi addentrato nel tetro tumolo riescono a trovare e liberare Luin, che era stato rapito dai non-morti. Successivamente riescono a trovare anche Kilaran, che però ormai è sotto l'influsso del Signore dei Fantasmi dei Tumuli stesso. Dopo averlo sconfitto Eradan e gli altri abbandonano quel luogo di morte, dirigendosi a Gran Burrone per consultare i preziosi consigli di Elrond.

Gran Burrone (capitolo 3 prologo) Qui il trio si consulta con Elrond riguardo ad alcuni reperti necromantici trovati precedentemente a Fornost, e apprende parte della storia di Sauron e dei Númenóreani Neri. Elrond ipotizza che il nemico stia radunando le sue armate presso le Ettenlande, e così incita il trio a esplorarle. Il trio fa anche la conoscenza di Gandalf, il quale li mette al corrente della Compagnia dell'Anello, e in seguito fa amicizia con Frodo, Bilbo, Glóin, Arwen, Legolas, Gimli, la sovrintendente di Elrond Elaurë e il fabbro Angmir, a cui ci si può rivolgere per la creazione di una potente arma usando i manufatti trovati a Fornost. Dopo aver salutato e ringraziato per l'ospitalità, Eradan, Andriel e Farin si incamminano alla volta degli Erenbrulli.

Ettenlande (capitolo 3) Le Freddelande. Attraversando le brughiere del nord, i nostri protagonisti incappano in numerosi gruppi di orchi e di Troll di caverna e incontrano nuovamente Beleram, il quale li informa che il suo popolo è stato attaccato da Bargrisar, un gigante di pietra rinnegato dai membri della sua stessa razza, successivamente corrotto nell'animo da Agandaûr e al comando della forza di nemici riuniti nelle Ettenlande. Le alte brughiere. I tre si incamminano all'interno di grotte tetre e profonde, facendosi strada attraverso un grande numero di Orchi e Troll. Baratro di pietra. Una volta superate le brughiere raggiungono un baratro di pietra dove Eradan, Andriel e Farin ingaggiano un combattimento con Bargrisar stesso. Nonostante la forza e la tenacia dei tre, la vittoria giunge solo grazie a Beleram che piomba dal cielo in extremis inferendo al gigante il colpo di grazia. Poco dopo giungono altre tre aquile: Gwaihir, Armenel e Baranthor. Queste ultime due, insieme a Beleram, si offrono di trasportare sul dorso i tre eroi, fino a Gran Burrone, ove informare Elrond dei recenti avvenimenti.

Gran Burrone, il ritorno (capitolo 4 prologo) Ritornati a Imladris, il trio si consulta ancora una volta con sire Elrond riferendo i dettagli dell'escursione nelle Ettenlande mettendolo al corrente della morte del gigante Bargrisar. Elrond quindi formula l'ipotesi che il nemico si sia rifugiato a Monte Gundabad ed esorta il trio a partire per la nuova meta.

Monte Gundabad (capitolo 4) Valichi Alpini. Eradan, Andriel e Farin decidono di ripartire all'inseguimento di Agandaûr, dirigendosi in compagnia delle tre aquile alla volta del monte Gundabad, un tempo grande dimora dei figli di Durin. Dopo essere arrivati nei pressi del monte, i tre eroi vi si introducono, facendosi strada tra le innumerevoli orde di Orchi e Troll corazzati che ormai hanno lì dimora fissa da tempi remoti. Interno della montagna. Una volta entrati trovano Anar, un nano moribondo che li incita a trovare e aiutare i suoi amici Nani. I tre si incamminano dunque nelle profondità della montagna incappando in Orchi e Uruk-hai. La camera del cancello. Fanno infine la conoscenza di due Nani, Bruni e Nordri, con cui si alleano allo scopo di attivare un'antica arma nanica. Prima di essere sopraffatti numericamente dalle orde nemiche, la piccola compagnia di eroi riesce ad attivarla, facendo crollare in questo modo un'intera zona della montagna e assottigliando l'esercito di orchi riunitosi per la guerra. Eradan, Andriel, Farin e i due Nani, condannati ormai a morte certa tra le frane della montagna, vengono fortunatamente salvati da Beleram, Armenel e Baranthor, che riescono in tempo a trarre in salvo tutti e cinque e a portarli a Nordinbad.

Nordinbad (capitolo 5 prologo) In questo luogo, una delle ultime dimore di Nani ormai rimaste intatte sugli Ered Mithrin, i tre amici fanno la conoscenza di Gorin, signore di Nordinband, il quale li informa che Agandaûr ha intenzione di allearsi con un potente drago: Úrgost. Fanno poi anche conoscenza del commerciante Galar e del fabbro Buri. Eradan, Andriel e Farin decidono così di affrontare prima il drago, lasciando momentaneamente in sospeso i conti con Agandaûr. Gorin però avverte il trio che nessuno sa dove egli dimora, a parte forse il grande mago Radagast, il quale abita a Bosco Atro. Così il trio, insieme alle loro amiche aquile, decide di dirigersi lì.

Bosco Atro (capitolo 5) I sentieri ombrosi. Prima di poter giungere al suolo, i tre vengono attaccati in volo dal Númenóreano Nero Wulfrun, che dopo averli "disarcionati" dalle aquile ingaggia con loro un estenuante combattimento a colpi di incantesimi nel cuore della foresta. Dopo esser riusciti a sconfiggere il maligno necromante, Eradan, Andriel e Farin si incamminano nella fitta e oscura vegetazione di Bosco Atro, alla ricerca del mago Radagast. Il bosco ammantato di ragnatele. Dopo essere giunti finalmente alla dimora dello stregone, costituita da un enorme albero cavo, l'unico segno che trovano è il suo bastone abbandonato a terra. Prima ancora di decidere dunque sul da farsi, il trio subisce e affronta un'imboscata di ragni giganti. Paludi del Reame Boscoso. Decisi a trovare ad ogni costo Radagast, Eradan e gli altri si rimettono subito in marcia, incappando però in un numero sempre più frequente di ragni giganti e orchi mandati da Dol Guldur. Nel corso della loro missione, I tre amici hanno la possibilità di liberare Glorhirin, un elfo proveniente dal reame di re Thranduil, mandato a sud della foresta come esploratore e catturato dagli orchi, il quale ottiene l'aiuto del trio a trovare il suo compagno Galron, di cui però alla fine si saprà che era stato sopraffatto durante la cattura. I tre eroi intuiscono allora che la presenza di tali creature sia tutt'altro che casuale, quanto piuttosto una parte di un piano degli antagonisti. Cuore della ragnatela. Eradan, Andriel e Farin ben presto hanno la conferma dei loro timori trovando infine Radagast imprigionato in un'enorme ragnatela, custodita da Saenathra, figlia di Shelob e regina della colonia di ragni di Bosco Atro. Dopo essere riusciti a sopraffare la gigantesca creatura, i tre eroi liberano Radagast, il quale li ringrazia e rivela loro il luogo esatto degli Ered Mithrin dove dimora il drago Úrgost. Così, una volta ottenuta l'informazione, si congedano dal mago e partono con l'aquila Beleram alla volta della tana del drago.

Antro di Úrgost (capitolo 6) Le Montagne Grigie. Situato sugli Ered Mithrin, dove un tempo abitavano le Barbelunghe e di cui restano antiche rovine, è ora dimora del potente, avido e astuto drago Úrgost, ultimo sopravvissuto della sua specie. Prima di poter raggiungere la tana del drago, i tre eroi sono costretti ad affrontare Uruk-hai e uomini malvagi, incluso un Númenóreano Nero di Carn Dûm, inviato da Agandaûr al solo scopo di ostacolare il trio.