al-Kaylānī fu prescelto nel 1920 per guidare il Consiglio dei Ministri iracheno, a seguito della dissoluzione dell'Impero ottomano. Egli usò tutta la sua personale influenza per contrastare la nomina da parte britannica dell'Emiro Fayṣal a re del neocostituito Iraq e si dimise quando i suoi sforzi fallirono. Fu nondimeno nominato Primo ministro da Fayṣal per andare incontro all'opposizione e ingraziarsi lo stesso al-Kaylānī.

Nel 1922 al-Kaylānī negoziò il primo Trattato anglo-iracheno del 1922 che, nella logica dei Mandati della Società delle Nazioni, assicurava un'indipendenza assolutamente formale al Paese, visto che i britannici mantenevano il pieno controllo degli affari economici, militari e della politica estera. Ostile a queste vistose limitazioni, al-Kaylānī rassegnò poco dopo le sue dimissioni.

Sir Percy Cox afferma, a p. 128 del suo Hand Book of Mesopotamia, che egli era il più influente esponente sunnita iracheno e il capo ufficiale della comunità araba. Egli così proseguiva: "È degno di nota che un'estrema deferenza fosse riservata al Naqīb di Baghdad e alla sua famiglia dalle personalità indiane e afghane più influenti e ricche, ma anche da quelle più umili e povere".

Quando fu prescelto dai britannici per guidare il governo iracheno, si dubitava che egli avrebbe accettato, a causa della sua età avanzata, del suo stato di salute precario e della sua abituale riservatezza, oltre a una sua dichiarazione in cui sottolineava la propria riottosità a prender parte ad attività politiche, foss'anche per salvare l'Iraq dal disastro. L'amministrazione britannica però riuscì a convincerlo, come testimoniato da Gertrude Bell. Studioso di vaglia, la sua biblioteca personale contava circa volumi di vari argomenti. Di essi ben erano manoscritti. L'attuale "Maktaba Qādiriyya" (Biblioteca Qādiriyya) e di fatto il nome della sua biblioteca personale. Un manoscritto calligrafato in oro del Corano, vecchio di 700 anni, fu presentato dopo la sua morte a Idris I di Libia, capofila della confraternita della Sanūsiyya, da Pīr Ibrāhīm Sayf al-Dīn, che divenne Naqīb dopo la morte del figlio di ʿAbd al-Raḥmān al-Kaylānī, che era succeduto a sua volte al padre.

Un suo stretto parente, Rashīd ʿĀlī al-Kaylānī, sarà un importante politico iracheno, più volte Primo ministro del Regno.

Note

Bibliografia Hanna Batatu, The Old Social Classes and the Revolutionary Movements of Iraq, Princeton University Press, Oxford University Press, 1978. ʿAlī al-Bazirgan, al-Waqāʾiʿ al-ḥaqīqiyya fī l-thawra al-ʿirāqiyya (Le vere battaglie della rivoluzione irachena), Baghdad, 1954. ʿAbd al-Raḥmān al-Ḥasanī, al-ʿIrāq fī l-dawrayni al-iḥtilāl wa l-intidāb (L'Iraq nelle fasi dell'occupazione e del Mandato), Sidone, 1935. A.T. Wilson, A clash of Loyalties. Vol. II Mesopotamia 1917-20, Oxford University Press, 1931.

Voci correlate Impiego di gas a scopo bellico in Iraq durante l'insurrezione anti-britannica Storia dell'Iraq

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