La battaglia di Guam è avvenuta tra l'8 e il 10 dicembre 1941 sull'isola omonima appartenente alle isole Marianne, tra la modesta guarnigione di marine statunitensi, guidata dal governatore capitano di vascello George McMillin e appoggiata da una milizia di locali Chamorro, e la forza d'invasione giapponese dipendente dalla 4ª Flotta della Marina imperiale, forte di oltre uomini e al comando del maggior generale Tomitarō Horii. Dopo due giorni di bombardamenti aerei, nelle ore iniziali del 10 dicembre i giapponesi sbarcarono numerosi sull'isola, il cui ampio profilo costiero non era assolutamente presidiato in maniera adeguata; dopo alcuni combattimenti attorno alla capitale amministrativa Agana, gli attaccanti ebbero ragione degli statunitensi e la mattina presto il capitano McMillin decise di cedere le armi.

I giapponesi rinominarono Guam Omiyajima, deportarono sul continente tutti i prigionieri e riservarono un duro trattamento ai Chamorro, raccolti in campi di concentramento, sfruttati per lavori di fatica e spogliati di ogni proprietà. In centinaia morirono per le privazioni, le violenze e le esecuzioni.

Situazione strategica Dal XVI secolo parte dell'impero coloniale spagnolo, Guam fu ceduta agli Stati Uniti d'America nel 1898 alla fine della breve guerra ispano-americana, mentre il resto delle isole Marianne fu venduto all'Impero tedesco l'anno successivo.. Fu posta sotto l'amministrazione della Marina statunitense con un decreto presidenziale del 23 dicembre 1898, la quale affidò da allora l'isola a un ufficiale – solitamente un capitano di vascello – che aveva la doppia funzione di comandante della guarnigione marine e di governatore civile: egli, servito da uno stato maggiore nel quale furono ammessi anche alcuni indigeni, era la suprema autorità sull'isola e rispondeva direttamente al Segretario alla marina.. Nei piani statunitensi Guam doveva divenire una stazione intermedia di rifornimento di carbone per le navi in rotta dalla costa occidentale americana alle appena acquisite Filippine; dunque iniziarono una serie di lavori, compresa l'installazione di sei cannoni costieri da 178 mm.. Durante la prima guerra mondiale l'Impero giapponese, membro della Triplice intesa e alleato di Francia e Regno Unito, iniziò le ostilità contro gli Imperi centrali il 23 agosto 1914 ed entro la fine dell'anno aveva occupato le colonie tedesche delle isole Caroline, Marshall, Palau e Marianne: alla fine del conflitto la pace di Versailles riconobbe al Giappone un mandato di classe C sulle isole, continuando a mantenere Guam come exclave statunitense.. La lontananza dal suolo nazionale, la remota possibilità di un conflitto contro il Giappone e la stipula del trattato navale di Washington nel febbraio 1922 (che tra le sue clausole prevedeva anche la drastica riduzione di fortificazioni nel Pacifico) fecero sì che Guam rimanesse ai margini degli interessi statunitensi; anche i piani editi dal capo di stato maggiore della marina per farne una ben difesa posizione furono rapidamente messi da parte per i costi previsti e l'entrata in vigore del trattato, per il quale furono smantellati i pezzi costieri entro il 1930.. Alla data le infrastrutture erano essenziali: reparti da costruzione avevano edificato un piccolo arsenale presso il villaggio di Piti con riserve di benzina e gasolio; sulla longilinea isola Cabras, subito a nord della poco profonda rada di Apra Harbor (costa occidentale), erano stati costruiti una strada rialzata, un molo lungo 730 metri nell'area sud-ovest, un frangiflutti e diverse banchine.

Nel corso degli anni venti e trenta, invece, l'Impero giapponese dedicò sempre più energie e risorse allo sfruttamento delle isole del mandato C. Nel 1935-1936 abbandonò il trattato di Washington e conseguentemente iniziò a sviluppare nella regione basi militari di rilievo, impedendo le previste ispezioni della Società delle Nazioni. A dispetto di questi primi eloquenti preavvisi, gli Stati Uniti fecero poco per migliorare la situazione di Guam; ancora gravati dagli effetti della Grande depressione, tagliarono i fondi già modesti delle forze armate e dunque la Marina ebbe a malapena i mezzi per attrezzare la rada d'oltreoceano di Pearl Harbor. Soltanto presso il Corpo dei Marine, sin dal 1921, era stato pubblicato un piano relativo a una possibile guerra nel Pacifico e al ruolo di Guam: dal 1936, inoltre, la scuola ufficiali di Quantico prevedeva un "Guam Problem" che simulava la cattura o la difesa dell'isola. Essa, comunque, rimase una base navale minore e le richieste di irrobustirne guarnigione e armi furono rifiutate nel 1938 sia dal Congresso, sia dallo stesso Segretario alla Marina. Nel 1939 fu presentato al Congresso il rapporto Hepburn, che evidenziò la possibilità e necessità di trasformare Guam in un'importante base navale, ma non fu preso nessun provvedimento in tal senso. Eppure l'importanza strategica era aumentata a causa dell'installazione ad Agana (capitale amministrativa che sorge sull'omonima baia) di una potente stazione radio e dall'integrazione dell'isola sulla rotta San Francisco-Manila-Hong Kong percorsa dai clipper della Pan American (1936). Infine sempre a Guam faceva capo la stazione centrale del cavo sottomarino transpacifico e nella seconda metà del 1941 erano stati individuati alcuni siti capaci di accogliere aeroporti militari..

Terreno

Guam è la più meridionale delle Marianne, ha una superficie di 583 km² (superiore a tutte le altre isole messe insieme), si estende per 48,27 chilometri in lunghezza e tra i 6,40 e i 13,70 in larghezza. Si può suddividere in due grandi zone, unite dalla lingua di terra compresa tra Agana e la baia Pago, sulla costa orientale: la metà settentrionale è un vasto altopiano di calcare e pietrisco ricoperto da un manto di alberi e da un intrico di vegetazione pluviale; la porzione meridionale è invece più montuosa, ma irrorata da corti torrenti che rendono fertili le strette vallate in cui corrono. Le alture sono numerose, moderate in altezza e ammantate di erbe e arbusti: sulla punta nord dell'isola sorge il monte Machanao di 176 metri, mentre più a sud-est si trovano i monti Santa Rosa (256 metri), Mataguac (circa 188 metri) e infine il monte Barrigada a sud, alto 195 metri. La parte sud di Guam è decisamente più accidentata, poiché è innervata lungo la costa occidentale da un complesso geologico a ridosso delle spiagge che contiene, inoltre, le colline più elevate; la più alta è il cosiddetto monte Lamlam di 406 metri, che si erge subito a est di punta Facpi. Il profilo costiero è piuttosto mosso e lungo la costa occidentale presenta diverse lingue di terra (punta Facpi, punta Bangi, punta Agan, punta Adelup) e a metà la penisola di Orote, che forma la rada di Apra con una rientranza litoranea: subito a nord l'isola Cabras, una striscia corallina lunga circa metri, protegge in parte lo specchio d'acqua. Più a nord-est si aprono due baie non protette, Agana e Tumon. Praticamente l'intera isola è contornata da una catena di scogliere coralline, larghe da 23 a 64 metri. Il clima è umido e le temperature raramente superano i 30,5 °C; tra luglio e dicembre le piogge sono pressoché continue e rendono la rete di sentieri e piste difficilmente percorribile. Solo i 160 chilometri di strada battuta (pietre triturate e ghiaia) allora stesi rimanevano in parte operabili. La principale via di comunicazione si snodava lungo la costa occidentale da Agat, dove era stato costruito un deposito di acqua potabile, sino alla capitale amministrativa Agana: qui si divideva in due strade parallele che finivano contro il monte Machanao.. Essa era però interrotta tra Agat e Umatac più a sud..

Guam possiede una popolazione autoctona, i Chamorro, che nei secoli passati si erano mescolati con i coloni spagnoli e con gli schiavi filippini. Al 1940 ammontavano a persone, delle quali quasi la metà viveva in Agana e ulteriori nei villaggi satellite della cittadina. Cinque miglia a sud-ovest della capitale si trovava il villaggio di Piti con abitanti e un poco più vicino quello di Asan (656); infine un altro insediamento era Sumay, con quasi abitanti e posto sulla costa nord-orientale della penisola di Orote: accoglieva le sedi della Pacific Cable Company e della Pan American. Appena fuori l'agglomerato erano stati costruiti i baraccamenti e il poligono di tiro per la guarnigione. Il resto dei Chamorros viveva in sei villaggi sparsi (i più estesi Agat e Merizo), in piccoli centri rurali che i colonizzatori avevano dotato di scuole e chiese o in fattorie. Le principali attività erano l'agricoltura e l'allevamento di bestiame condotti con metodi tradizionali, seguiti dalla produzione di olio di cocco e infine da scarse attività manifatturiere introdotte dagli statunitensi. Gli Stati Uniti non diedero la cittadinanza ai Chamorros, ma in generale furono rispettosi degli usi locali, aprirono scuole per insegnare loro la lingua inglese e ne integrarono diversi nella macchina amministrativa..

Forze e piani contrapposti Impero giapponese

L'Impero giapponese aveva messo allo studio l'attacco a Guam e alle modeste forze lì dislocate ancor prima di pianificare l'attacco di Pearl Harbor. L'isola fu oggetto di discrete ricognizioni sin dalla metà dell'ottobre 1941, condotte dagli idrovolanti della 18ª Unità aerea con base nelle Marianne che, dalla quota di oltre metri, scattarono anche diverse fotografie. Al contempo piccoli vascelli giapponesi eseguirono pattugliamenti accurati delle acque attorno a Guam (per lo più di notte) e proprio all'inizio di dicembre furono capaci di sbarcare alcuni indigeni fedeli alla causa nipponica. L'8 novembre, intanto, il maggior generale Tomitarō Horii fu incaricato di portare a termine l'occupazione di Guam; egli ebbe ordine di recarsi nelle isole Ogasawara e lì organizzare il Distaccamento dei Mari del sud, forte di soldati e di 400 effettivi circa distaccati dalla 5ª Forza di difesa, dipendente dalle forze terrestri della Marina imperiale giapponese e allora di stanza a Saipan. Il piano prevedeva di bombardare Guam con la 18ª Unità aerea, opportunamente rafforzata, non appena fosse stato annunciato l'inizio delle ostilità contro gli Stati Uniti: Horii sarebbe partito dall'arcipelago e, unitosi in mare alle truppe di marina, avrebbe condotto lo sbarco nelle prime ore della notte del 10 dicembre.. Più nel dettaglio, i soldati appartenevano al 144º Reggimento fanteria e a unità cedute dalla 55ª Divisione fanteria. Cfr. . Circa la consistenza del corpo di spedizione giapponese esistono piccole differenze: lo storico francese Millot parla di uomini (senza specificarne l'appartenenza). e una seconda fonte riporta che il Distaccamento era formato da soldati dell'esercito e 370 uomini della 5ª Forza da sbarco "Maizuru", per complessive truppe. Al Distaccamento furono assegnati nove trasporti truppe di proprietà dell'esercito..

Il generale Horii rispondeva agli ordini superiori del viceammiraglio Shigeyoshi Inoue, comandante della 4ª Flotta responsabile per tutte le isole sotto mandato nipponico e che con sue unità formava la scorta al gruppo d'invasione: essa includeva gli incrociatori pesanti della 6ª Divisione del contrammiraglio Aritomo Gotō (, , Furutaka, ), i cacciatorpediniere Kikuzuki, Yuzuki, Uzuki, Oboro e il posamine . Gotō ebbe il comando di questa forza navale..

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