Biografia Nato da una ricca famiglia originaria di Santhià, conseguì nel 1803 la patente di "misuratore e architetto civile" presso l'Università di Torino, divenendo negli anni successivi collaboratore dell'architetto Ferdinando Bonsignore, al quale rimarrà strettamente legato per tutta la sua carriera professionale e di insegnamento.

Con la Restaurazione fu nominato professore sostituto di architettura civile presso la regia Università, di cui in seguito divenne anche architetto.

Nel 1818 progettò la prima sede dell'ospedale San Luigi Gonzaga per la città di Torino, un'architettura panottica a croce di Sant'Andrea. Iniziò così una lunga attività di progettista, svoltasi in gran parte per l'Università, la pubblica amministrazione e la casa regnante, ma anche per molti privati e religiosi.

Nel 1824, in seguito alla riforma degli studi, fu confermato sostituto di Bonsignore ed ebbe inoltre la cattedra di geometria pratica. Nello stesso anno divenne membro del Consiglio degli edili della città e nei primi anni '30 fu nominato professore aggiunto alla cattedra di architettura dell'Accademia Albertina di Torino.

Nel 1843 morì Bonsignore e la cattedra di architettura a Torino fu occupata da Carlo Promis, con criteri e orientamenti apertamente storicisti, in polemica con le precedenti generazioni neoclassiche, per cui anche Talucchi dovette, a questo punto, farsi da parte.

Nel 1849 divenne deputato del collegio di Santhià. Dopo un lungo periodo di assenza dalla scena professionale, si spense a Torino nel 1863.

Suoi principali collaboratori di studio furono l'architetto Felice Courtial e l'architetto e disegnatore Gaetano Bertolotti.

Riconoscimenti Talucchi è stato recentemente rivalutato per il suo ruolo didattico, per le sue realizzazioni e per la sua cultura, alimentata da viaggi di studio in Francia e in Inghilterra. Fu autore di alcune tra le più significative e affascinanti opere dell'architettura neoclassica piemontese, dapprima contenute in un'austera e profondamente sentita interpretazione del più puro ed essenziale classicismo di derivazione romana, in accordo con le predilezioni del suo maestro, poi, con gli anni '30, più aperte a soluzioni decorative in sintonia con il rinnovamento del gusto caratteristico del periodo albertino. La sua sensibilità progettuale non si limitò ad aspetti compositivi e decorativi, ma si espresse anche con profonde suggestioni di grandi spazi fuori-scala, come nel duomo di Santa Maria del Borgo a Vigone (dal 1832), ispirato alle terme romane, una delle sue opere più importanti. Orientata su soluzioni francesi e in particolare parigine è, soprattutto nell'interno, la chiesa collegiata di Sant'Agata a Santhià (Vercelli), altro vertice dell'architettura piemontese della prima metà dell'Ottocento. Un grande numero di allievi, all'Università e all'Accademia, contribuì a diffondere in Piemonte e in Savoia per più generazioni i suoi insegnamenti.

La critica gli ha riconosciuto una particolare sensibilità e un inusuale apprezzamento (all'interno di una solida cultura neoclassica), per le architetture barocche sei-settecentesche, soprattutto di Guarino Guarini e Filippo Juvarra (di quest'ultimo si occupò con il completamento della chiesa di San Filippo Neri e nel dettare il programma per il concorso per la facciata della chiesa di San Carlo, gemella di quella juvarriana di Santa Cristina, a Torino, vinto dall'architetto lombardo Ferdinando Caronesi).

Una via gli è stata intitolata a Torino, nei dintorni di Piazza Bernini.

Opere principali Aosta: tavola con le antichità di Aosta, agosto 1822; altare della cappella dell'Ospedale Mauriziano, 1826 Collegno: progetti per il completamento dell'ospizio di mendicità, 1824; completamento del castello dei Provana di Collegno, 1825-1835 Moncucco Torinese: ampliamento e facciata della chiesa parrocchiale, 1810 Montalto Dora: villa per il conte Alessandro Vallesa, 1818 Polonghera: chiesa di Santa Maria, 1836-1838 Racconigi: ampliamento del Regio ospizio (divenuto poi manicomio), 1825 Santhià: collegiata di Sant'Agata, dal 1833 Susa: cattedrale di San Giusto, proposte di decorazione dell'interno, 1841, non realizzate Torino: Ospedale San Luigi Gonzaga, 1818 (oggi ad Orbassano) progetto di sopraelevazione del Municipio, 1818 modifiche interne alla chiesa parrocchiale di San Francesco da Paola, 1823 portale monumentale del Palazzo dell'Accademia delle Scienze (ex Collegio dei nobili) e completamento dell'ala verso piazza Carignano con inserimento del Museo egizio dal 1824 progetto del passaggio coperto per le carrozze del Teatro Carignano (con Ferdinando Bonsignore), 1824 completamenti interni e facciata della chiesa di San Filippo Neri, 1823-1824, 1834 Scuola di latinità e portale di ingresso alla Regia università in via Po, sul sito dell'ex Convento dei Frati Minimi, 1826 ricostruzione del Teatro Sutera, 1828 progetto e realizzazione del Regio manicomio, dal 1828 palazzo dei Collegi delle facoltà universitarie, poi Accademia Albertina, 1823 trasformazione di Palazzo Ferrero d'Ormea da edificio privato a sede della Banca d'Italia, 1830 ca rifacimento della decorazione interna del duomo di Torino, 1834 portale dell'Università su via della Zecca (oggi via Verdi), 1834 padiglione per refettorio, infermeria e filatura dell'Istituto delle Rosine, 1835 progetto di ingrandimento del Teatro anatomico dell'Università, 1834 teatro anatomico nell'area dell'ospedale San Giovanni Battista (con Barnaba Panizza), 1835 salone da musica Odeo dell'Accademia Filarmonica in palazzo Isnardi di Caraglio, 1840-1841 piano regolatore per le costruzioni a sud del viale del Re (borgo di San Salvario), 1843 Tortona: progetto del Seminario, 1834 (non realizzato) Vigone: chiesa parrocchiale di Santa Maria del Borgo, 1832 e segg. Vigone: ghiacciaia comunale, 1835 Villanova Solaro: progetto della facciata del castello in stile neogotico (non realizzata), 1829 ca

Note

Bibliografia

Vespasiano Talucchi, Brevi cenni sulla vita e sulle opere dell'architetto Giuseppe Maria Talucchi, Torino 1916 (rist. in opuscolo Torino 1917) Mario Catella, Valdieri e le sue cave di marmo, in "Atti e rassegna tecnica società ingegneri e architetti Torino", 12, dic. 1965. Luciano Tamburini, I teatri di Torino, Torino 1966. Davide Giovanni Cravero, Un nobilissimo architetto neoclassico torinese. Giuseppe Talucchi, in "Alba di Risorgimento", Torino 1967 Carlo Colombo, La rotonda del Talucchi a Torino, in "Bollettino della società piemontese di archeologia e belle arti", 35-37, 1981-1983. Patrizia Chierici, Rinnovo e sostituzioni edilizie tra XVII e XVIII secolo, in "L'ambiente storico. Ricerche sui centri minori piemontesi", 4-5, 1982 Vera Comoli Mandracci, Torino, Bari 1983 Walter Canavesio, Giuseppe Maria Talucchi e la chiesa di Vigone, in "Studi piemontesi", 1, 1988 Elena Dellapiana, Giuseppe Talucchi architetto. La cultura del classicismo civile negli Stati Sardi restaurati, Torino 1999 Elena Dellapiana, Lettere di Giuseppe Talucchi a Carlo Amati: rapporti tra l'Accademia Albertina e Brera nel primo Ottocento, in M. Casadio, Architettura nella storia. Scritti in onore di Alfonso Gambardella, a cura di G. Cantone, E. Manzo, Milano 2008.

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