Malcésine (Malsésen in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Verona in Veneto. Nota località turistica sulla sponda veronese dell'alto lago di Garda, vanta il riconoscimento turistico-ambientale Bandiera arancione conferito dal Touring Club Italiano. Il borgo fa parte del circuito de I borghi più belli d'Italia.

Geografia fisica Territorio Malcesine dista circa 60 chilometri da Verona. Rispetto al capoluogo è in posizione nord-ovest ed è il comune più a nord della costa veronese del lago di Garda e della provincia stessa.

Il comune confina con altre due regioni, la Lombardia (provincia di Brescia) e il Trentino-Alto Adige (provincia di Trento).

L'area comunale presenta un forte dislivello, in quanto parte dall'altezza del lago (89 m s.l.m.) e arriva sulla cresta del Monte Baldo (2.218 m s.l.m.), coprendo una superficie di 69,29 km². Sul suo territorio, nella frazione di Cassone scorre uno dei fiumi che si possono considerare i più corti del mondo: il fiume Aril, lungo circa 175 metri. Idrografia

Geografia antropica Frazioni Navene, divisa in Navene di sotto e Navene di sopra. A Navene si trova la chiesa di Santa Francesca Romana Cassone, dove si trova l'Aril, il fiume più corto del Mondo, e la Chiesa dei Benigno e Caro Oratorio di Cassone Località principali Località Campiano 375 m s.l.m. Località Campagnola Località Val di Sogno dove si trova l'ospedale civile di Malcesine Località San Michele circa 560 m s.l.m.

Clima

Nel periodo invernale la temperatura rimane quasi sempre al di sopra dello zero, con massimi storici di oltre 20 gradi. L'estate è calda con temperature che arrivano ai 30° alleviate dai due venti principali, l'Ora che soffia da sud e il Pelèr che soffia in senso opposto e scarsa escursione termica tra il giorno e la notte. Nel complesso il clima è di tipo submediterraneo.

Origini del nome La prima comparsa del toponimo risale al 9 settembre 844, quando il termine Manessicelles risulta nel testamento dell'arcidiacono Pacifico con il significato, secondo il Borsatti,. di ai sepolcri dei morti: tale significato sarebbe corroborato dal ritrovamento di alcune sepolture in stile etrusco nei dintorni dell'abitato. Nel corso dei secoli si succedono molte varianti documentali: Manascicines (932), Malesicine (1023), Malesisicis (1154), Malesisinum (1159), Malasilice (1225), Malsexeno (1422), Malsesene (1611) per citarne solo alcune riportate dal Maffezzoli. L'etimologia del toponimo è tuttavia incerta, ruotando intorno all'interpretazione di Malae silices o Mala silex come "Pietra ostile" o "Cattiva pietra", riferendosi probabilmente alla morfologia del territorio caratterizzata da monti scoscesi che si elevano sul lago, o come "Cattiva strada selciata" di origini romane.G. Trimeloni, Malcesine, Toponimi e memorie, Tipografia Andreis, 1999, pp. 108-109.

Storia

Epoca preromana Per comprendere la realtà preromana del territorio del lago di Garda occorre ricordare che il panorama antropologico e archeologico è vario e complesso: tutto il territorio è infatti stato oggetto di intenso popolamento umano, di cui si scorge una certa continuità nel suo sostrato preindoeuropeo (culture terramaricola, villanoviana, etrusca).

Fin dall'antichità Malcesine fu abitata da diversi popoli; probabilmente i primi furono i Libui, discendenti degli Iberi, nel 1500 a.C. circa. Una prova di questi insediamenti è il ritrovamento di tre tombe nel 1924 nel campo Manesch (forse corruzione di Manes – morti), quando vennero scavate le fondamenta per la falegnameria Romani. Le tombe avevano una lunghezza e una larghezza di 0,80 m e un’altezza di 0,60 m. Ognuna di queste tombe era circondata da lastre di pietra e conteneva ossa di individui sepolti in posizione ranicchiata. Delle tombe oggi non rimane sostanzialmente nulla poiché gli sterratori erano interessati solo al reperimento di monete..

Intorno al 1650-1500 a.C. è testimoniato l’uso, in taluni casi, del rituale dell’incinerazione, che andò così ad accompagnare quello dell’inumazione. L’impiego di questo nuovo rituale, nella zona, fu documentato dal ritrovamento di altre nuove tombe, per l’esattezza quattro. Tre di queste tombe erano grandi, circondate da lastre di pietra, e contenevano un individuo disteso – orientato con i piedi a est e il capo ad ovest. Su quale popolo abbia introdotto a Malcesine il rituale dell’incinerazione sono state avanzate varie ipotesi, alcuni paleontologi hanno suggerito che si trattasse di genti venute da settentrione, forse i Centiberi o i Paleoveneti..

A Malcesine fu trovata anche un’antica iscrizione latina che ricordava il rifacimento di un tempio pagano dedicato alla Madre degli dèi e ad Iside. Secondo alcune fonti antichi (tra cui Pausania) il culto della Madre degli dèi si sviluppò in Asia Minore, per la precisione a Meonia. Infatti, il tempio non è una costruzione romana e la dea stessa non è di origini romane poiché il suo culto si incontra in luoghi che solo successivamente passarono sotto il dominio romano. Questo testimonierebbe perciò che l'antica gente malcesinese, che fondò il tempio in onore della dea, doveva avere qualche relazione – più o meno diretta – con la Meonia, relazione che, tra l’altro, avevano anche gli Etruschi i quali, nel corso del tempo, avrebbero dato vita ad una serie di colonie nella zona di Malcesine. L'ipotesi di una presenza etrusca, in realtà, non è unanimemente condivisa, anche se vicino all'attuale castello sono stati ritrovati resti di camere sepolcrali, dall'antico nome Lacaor, cioè "all'altura delle tombe", di tipo etrusco..

Per quanto riguarda i primi insediamenti questi erano ubicati sopra una piattaforma di roccia, naturalmente difesa a nord e ad est, e difesa da una muraglia artificiale a sud e ad est. Questo rendeva l’insediamento inaccessibile ai nemici e favorevole al il controllo del territorio. Uguale usanza di realizzare le abitazioni su alture si trova a Calcata, Orte ed Orvieto, antiche sedi degli Etruschi..

A confermare una possibile presenza etrusca vi sarebbero anche una serie di nomi prettamente ionici – e che esprimono esattamente la natura del luogo a cui sono apposti. Nella zona dell’abitato si incontrano:

Malcesine = fortemente seduto; sorge infatti sopra la piattaforma rocciosa di cui sopra accennato. P. Sirexina = alla porta comune; sola porta che permette l’accesso all’antico abitato. Possa = ai piedi, alle estremità inferiori; corrisponde al quartiere più basso. Scaie = occidentale, a sinistra; corrisponde all’estremità occidentale della piattaforma rocciosa. Posterna = piede estremo; è il piede della roccia che si tuffa nel lago verso occidente. Paina = sotto l’orrido; piaggia sottostante al dirupo.

Nella zona della campagna si trovano:

Zopri = all’avanzo del fuoco; è il nome di una località presso un filone di basalto. Puri = al fuoco; presso un altro filone di basalto. Pisora = alla calma del vento; posizione a meriggio della borgata. Panzano = tutto ospitale; posizione a nord-est dell’abitato e pressoché piana. Scoraveza = alla terra caduta giù; è un terreno alluvionale, sottostante la cascata di un torrente. Caene = al terreno leggero ed elevato; altro terreno alluvionale sul corso del torrente Roina ed è il punto più elevato della campagna tra Malcesine e Navene. Orgaa = terra piena d’acqua; luogo ricco di polle d’acqua. Navene = alla selva antica (all’inizio della valle selvosa); tale è la posizione di Navene.

Questi toponimi preromani, alcuni dei quali sono stati classificati tali anche dal Dante Olivieri nella sua opera Studi sulla toponomastica veneta, dovettero essere apposti da genti che abitarono in quest’area e che parlavano un linguaggio ionico; e queste genti altro non sarebbero che gli Etruschi..

Molto probabili furono anche i contatti con i Galli cenomani e le popolazioni retiche..

Epoca romana Dopo il 225 a.C. e la battaglia di Talamone inizia la "romanizzazione" dell'Italia settentrionale: nel 218 a.C., con la fondazione di Piacenza e Cremona, si ha la creazione delle prime colonie in Italia settentrionale, tuttavia, questo fenomeno di colonizzazione non avrà seguito fino a che non si sarà conclusa almeno la seconda guerra punica. E così, tra 190 a.C. e 179 a.C., i Romani torneranno a inviare nuovi coloni nell’Italia settentrionale, andando a fondare colonie quali: Bologna, Parma, Modena, Aquileia ecc. Inoltre, nel 148 a.C. viene realizzata la via Postumia, strada che collegava Genova ad Aquileia passando per Piacenza e Cremona. Per quanto concerne Verona e il suo territorio – in cui si trovava Malcesine – la storia non fornisce informazioni né sull’epoca né sul modo in cui venne conquistata, per lo meno nella prima fase. Prove più consistenti vi sono solo per la fase successiva, per la precisione al 49 a.C., quando venne istituito il municipium.

Nel corso della seconda metà del I secolo a.C. si definisce progressivamente l'integrazione dei popoli che abitavano i territori veneti, come Cenomani e Veneti, nell'ambito dello stato romano. La romanizzazione fu graduale e intorno al 40 a.C. città come Brescia (Brixia) e Verona ottengono la cittadinanza romana; il territorio del lago di Garda viene diviso in pagi e Malcesine, con Riva e la sponda bresciana fino a Gardone, finiscono in mano alla tribù Fabia. Al termine del I secolo a.C. e fino alla metà del secolo successivo la costruzione della via Claudio-Augusta permette un collegamento efficace tra le città di Verona e Trento (Tridentum) attraverso la Valle dell'Adige, tuttavia la presenza di insediamenti rilevanti in questo periodo è limitata ad alcuni pagi e vici ubicati prevalentemente lungo le coste meridionali del lago (tra Pacengo e Colà, tra Salò e Gargnano, Peschiera, Sirmione).

In questo contesto la presenza romana a Malcesine, probabilmente limitata ad alcune famiglie gentilizie, è testimoniata sia dalla lingua quanto dai monumenti. Questo sarebbe confermato da: alcune voci latine usate tuttora nel linguaggio famigliare, nomi di alcune località, alcune tombe, parecchie monete ed una lapide.

Voci vive ancora oggi nel linguaggio popolare:

Avers’éer = l’aria che soffia a sbalzi in diverse direzioni Ne gotta = niente Ver gotta = qualcosetta Non verte = non guarda i nostri affari

Nomi toponomastici:

Dosso (de) ferri = allo scoglio del ferro; si riferisce ad una località, unità a Zopri, dove vi è un filone di basalto contente ferro.

Valle del molimen = valle di difficile passaggio; zona sopra Moneghee Verdegn = inclinato; sopra Conziol Sammasoo = summo manco Masota = manso subtus Melara = melarium

Le tombe romane rinvenute sono tre, tutte in prossimità dell’attuale centro storico: due di piccole dimensioni, coperte con una tegola, scoperte una nel 1909 in piazza Statuto scavando le fondamenta del complesso scolastico, l’altra nel 1860 circa a Sammasoo; la terza, di dimensioni normali, fu scoperta nel 1922. Le monete rinvenute al loro interno, insieme ad altre trovate nei dintorni, risalgono ad un periodo tra il I e il IV secolo d.C..

Secondo il Borsatti. e il Maffezzoli., a Malcesine era presente, dal 1540 – anno del suo ritrovamento presso la pieve di S. Stefano – fino al 1700, un'iscrizione romana che ricorda la presenza di un tempio dedicato a Cibele e Iside, due divinità orientali il cui culto era diffuso nell'area geografica dell'Alto Lago, probabilmente irradiatosi dalla Val di Non. Studi di anni recenti attribuiscono la provenienza di tale iscrizione, risalente al I-II secolo d.C. e attualmente conservata nei sotterranei del Museo lapidario maffeiano di Verona, alla città di Arco, in provincia di Trento. L'iscrizione. recita:

Il Maffezoli ha infine avanzato l'ipotesi che la presenza di un tempio dedicato ad Iside sia rafforzata dal ritrovamento a ridosso della casa canonica, nel 1976, di quattro capitelli in pietra serena lavorata, che raffigurano ciascuno cinque flabelli sormontati da volti femminili a loro volta contornati da foglie..