L'ex monastero dei Santi Pietro e Paolo di Brugora era un antico monastero benedettino femminile, dedicato ai Santi Pietro e Paolo, di architettura romanica, di cui oggi restano la chiesa, anch'essa dedicata ai Santi Pietro e Paolo, ancora officiata, e i locali del monastero, oggi occuopati dalla Casa di riposo G. Scola, che si trovava a Brugora (Montesiro), una frazione del comune di Besana in Brianza, in provincia di Monza e della Brianza.
Storia La vita della località di Brugora è da sempre legata al complesso benedettino che, ufficialmente fondato nel dicembre 1102 per opera della famiglia Casati, ha probabilmente origini più antiche, paleocristiane.
Originariamente l’impianto della chiesa era a tre navate, di dimensioni più modeste rispetto all’attuale, limitato dalla presenza del campanile quadrangolare innestato sulla quarta campata. Nel XVI secolo a chiesa fu allungata, sopraelevata e convertita in aula unica con volta a crociera costolonata e dotata di un tramezzo che separava lo spazio dei fedeli da quello delle monache. Ciò avvenne in seguito alla visita pastorale dell'arcivescovo Carlo Borromeo del 1578, affinchè perché si adeguasse alle norme liturgiche del concilio di Trento.
Attualità Il monastero femminile, che fu soppresso il 15 settembre 1798(Distinta soppressioni, 1796-1799), è attualmente sede della residenza per anziani "G. Scola".
Ogni anno in occasione della festa di san Pietro e Paolo, il 29 giugno, si tengono al monastero di Brugora, nella chiesa annessa, tradizionali manifestazioni popolari e religiose.
È possibile visitare il luogo sacro, l'antica architettura romanica della chiesa adiacente e gli affreschi interni, rivolgendosi alla residenza per anziani "G. Scola" o al comune di Besana in Brianza.
La chiesa La facciata romanica della chiesa è a capanna ed è rivestita da irregolari blocchi di serizzo alternato a granito. Chiude alla sommità con un timpano, delimitato alla base da uno sbalzo e sugli spioventi da sottili mensole. Al centro troviamo un rosone.
L'ingresso è reso più importante dalla doppia rientranza ottenuta da un primo archivolto esterno appoggiato a due candide pietre, che raffigurano i simboli dei quattro evangelisti, il Tetramorfo: a sinistra il volo dell'angelo San Matteo e il bove San Luca, a destra il leone alato San Marco e l'aquila San Giovanni. L'arco alterna pietre a cuneo lisce a pietre raffiguranti animali deformi, un manovale, un volto barbuto e motivi ornamentali ad intreccio. I motivi sono decisamente di stile romanico arcaico, cioè più antico con reperti provenienti da un edificio paleocristiano. Fuori dall'arcata, a destra, una pietra raffigura un piccolo mostro strisciante: secondo la mitologia, il basilisco, serpente che uccideva con lo sguardo. Tutte queste figure, quest'ultima compresa, simboleggiano il male e dovevano incutere timore e paura alla popolazione. La seconda arcata è sostenuta da due semi colonne sormontata da capitelli raffiguranti volti barbuti. È decorata da un motivo a foglie e colombe, il quale richiama la lavorazione bizantina. Troviamo tutti questi elementi decorativi anche nella Basilica di Sant'Ambrogio a Milano, nella basilica di San Michele Maggiore a Pavia e nella basilica di Sant'Abbondio a Como.
La chiesa è a navata unica sormontata da volte a crociera che hanno coperto le originali capriate. Originariamente le navate dovevano essere tre, le due laterali sono state abbattute. Questo fatto ha generato dei grossi problemi alla staticità della chiesa, per questo rinforzata con dei tiranti in acciaio.
Le decorazioni interne sono realizzate nel Settecento nello stile noto come barocchetto lombardo.
L'unico elemento originario della struttura è dato da una parete di controfacciata a spina di pesce, costituita da ciottoli alluvionali a vista. Accanto a questa un capitello con la parte posteriore di un animale alato.
Gli affreschi La chiesa contiene un importante ciclo di affreschi cinquecenteschi, emersi a seguito dei restauri, sotto le decorazioni barocche settecentesche. L'affresco cinquecentesco con l'Ultima cena, sopra l'altare maggiore, oggi restaurato, era ricoperta da un dipinto di Daniele Crespi, l'Ultima cena, asportato in seguito alla soppressione del convento, e oggi conservata nella Pinacoteca di Brera a Milano. Dopo il passaggio alla Pinacoteca di Brera, l'opera fu temporaneamente sostituita, sull'altare di Brugora, con una Crocifissione del Morazzone, oggi posta in un ambiente secondario, laterale alla chiesa dell'ex monastero.
L'ex chiesa conventuale L'ex chiesa conventuale, interna, è stata per lungo tempo in totale stato di abbandono, essendo stata adibita addirittura a magazzino. La vetrata con "Cristo Pantocratore" realizzata nel 2006 nel tondo sulla parete di fondo, è opera di Alberto Ceppi. Alle pareti sono stati recuperati alcuni affreschi del XVI secolo, con al centro l’Assunzione della Vergine e la Natività di Gesù, con l’annuncio ai pastori; mentre sulla sinistra è raffigurata l’Incoronazione di Maria. Sull’altra parete campeggia l'Annunciazione.
In controfacciata, ai lati dell’oculo centrale, son dipinti due gruppi di monache benedettine oranti. Sotto il gruppo delle badesse troviamo tre santi benedettini, San Benedetto tra San Placido martire e San Placido abate.
Nell’ex refettorio del convento, sulla parete di fronte, è affrescata una grande Crocefissione datata 1512. Il tema iconografico consueto nei refettori conventuali mostra sotto la croce la Vergine sorretta dalle Marie dolenti, la Maddalena e Giovanni evangelista, il centurione e il soldati romani, oltre ai santi Benedetto, fondatore del monachesimo occidentale, la sorella Scolastica, gli apostoli Pietro e Paolo, Francesco d’Assisi e Domenico Guzman, fondatori dei due maggiori ordini mendicanti medioevali. Dietro il Crocefisso, uno sbiadito fortilizio, rappresenta forse il castello dei Casati Non si conosce il nome dell’autore, è stato chiamato Il “Maestro di Brugora”, da alcuni critici identificato con Donato Montorfano. L’affresco misura m 6,60 per m 3,30.
Note
Bibliografia
La pittura nell'abbazia di Brugora dal Cinquecento al Settecento, Simonetta Coppa, Brugora di Besana in Brianza, Fondazione G. Scola Onlus, 2008, 115 p.
Voci correlate Ultima Cena (Crespi)
Altri progetti
Collegamenti esterni
Associazione culturale SS. Pietro e Paolo, brugora.org
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