Biografia Coinvolto nei moti rivoluzionari del 1821, rimase in esilio per ventotto anni. La Svizzera fu l'ultima tappa del suo peregrinare e nella Confederazione fece una brillantissima carriera militare tanto da essere promosso al grado di colonnello dell'esercito. Nel 1848 con lo scoppio della prima guerra di indipendenza italiana abbandonò la sua carriera e si presentò a Milano presso il Governo provvisorio offrendo la sua esperienza a servizio dell'unità d'Italia. Il 1º aprile, per tramite del comandante generale dei Corpi Volontari Lombardi, Teodoro Lechi, fu nominato generale comandante dei volontari impegnati sul lago di Garda e nella progettata invasione del Trentino.

Condusse malamente la campagna militare a tal punto che fu esonerato dal servizio sostituito dal generale Giacomo Durando e assegnato successivamente allo stato maggiore della Divisione "Lombarda" del generale Gerolamo Ramorino dell'esercito piemontese.

Scrisse le sue memorie pubblicate nel 1849 col titolo de I volontari in Lombardia e nel Tirolo, nelle quali difese il suo comportamento accusando i suoi superiori e il Governo provvisorio di Milano.

Morì a Basilea nel 1858.

Opere

Note

Bibliografia Davide Besana, Storia della rivoluzione di Milano nel 1848, 1860. Rinaldo Caddeo, Michele Napoleone Allemandi. In: Epistolario di Carlo Cattaneo. Gaspero Barbèra Editore, Firenze 1949, pp. 362, 372, 511.

Carlo Moos, Intorno ai volontari lombardi del 1848, ne Il Risorgimento, Milano 1984. Federico Odorici, Storie bresciane, vol XI, Brescia 1856.

Ferdinando Augusto Pinelli, Storia militare del Piemonte.

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