La Lunigiana è caratterizzata da particolari borghi in galleria nei quali l'intera rete viaria, o una larga maggioranza di essa, è ricoperta, per costruzione, con gallerie in pietra, in modo da offrire al visitatore un reticolo di lunghi camminamenti.
Tipologia urbanistica
Rispetto ai borghi a struttura normale (cioè con strade a cielo aperto), i borghi in galleria presentano una struttura d'insieme più compatta. Il borgo-tipo ha avuto ed ha tuttora un ingresso unico principale, per solito in galleria, su un allineamento di abitazioni, da cui si accede in una piccola piazza-cortile con la fontana, utilizzata come luogo di riunione, piazza d'armi o mercato. Da qui si accede alla strada principale (le sue dimensioni oscillano da 1,20-1,50 m in larghezza contro 2,20-2,30 m in altezza) , che, con un tracciato all'incirca lineare, attraversa il borgo per intero fino a raggiungere un altro ingresso, da considerarsi secondario.
Dalla strada principale si dipartono strade laterali, il cui numero e la cui lunghezza varia a seconda dello sviluppo urbano del borgo. Tali strade laterali fanno tutte capo alla strada principale e ognuna finisce in un vano più ampio, come una piazzola quadrilatera, con al centro un pilastro, anch'esso quadrato, su cui gravita una volta a crociera. Il punto di stacco delle vie laterali da quella centrale, oltre che dalla volta a crociera, è contraddistinto da un allargamento per consentire un più facile passaggio degli armamenti o dei piccoli attrezzi.
Le gallerie hanno una struttura a tutto arco, con una costante volta a botte.
Sulle strade non si aprono abitazioni bensì vani adibiti a stalle, magazzini, fienili, porcili e pollai con solaio a botte invece che con travi. Data la loro dislocazione sono privi di finestre, o ne hanno una sola, piccola, aperta sulla strada, più come presa d'aria che come apertura per la luce. Le gallerie sono illuminate da aperture architravate che non solo consentono l'illuminazione delle strade, ma anche l'accesso alle abitazioni sopraelevate, con un primo piano e, più raramente, un secondo.
Dal cortiletto si accede direttamente nella abitazione con una scala in pietra, alla cui estremità si trova un pianerottolo a terrazza che favorisce l'entrata.
Tipologia strutturale
Il colore che caratterizza i particolari e l'insieme è un grigio ferreo, che deriva dall'uso compatto della pietra locale. Tutto è solo pietra (le pareti, i pilastri, le volte, gli scalini, gli architravi, i tetti) , mentre il laterizio è sconosciuto.
Nelle gallerie l'elemento decorativo è poco usato, mentre numerosa è l'adozione di porticati in parallelo con un cortiletto aperto o con la strada già in galleria.
Il piano stradale si caratterizza per un acciottolato non lastricato, disposto nella combinazione di scaglie o di pietre, scelte per la loro superficie pianeggiante. Le fogne sono ricavate nelle strade sfruttando ogni loro dislivello e i liquami sono immessi in apposite scanalature, esse pure in acciottolato, scavate su un lato della strada, invece che al centro.
Il pilastro, che sostituisce funzionalmente la colonna, è tozzo e massiccio, in considerazione del peso e delle sovrastrutture che deve sopportare. Privo di basamento, a pianta quadrata, raramente rettangolare, consente di individuare il punto di attacco della volta o dell'arco con uno pseudo-pulvino, accennato con l'aggetto di pietre appena squadrate. Allo pseudo-pulvino può sostituirsi, talvolta, una mensolatura in aggetto povera di ricercatezza stilistica, per consolidare tutto il complesso e per impedire lo slittamento delle masse sovrastanti. Dopo il XV secolo, si rinvengono pilastri stilisticamente ricercati: come nel porticato della SS. Annunziata presso Castiglione del Terziere, o in quello che fiancheggia il palazzo di Pozzo. In questi, infatti, i pilastri possiedono rastremature, divenute possibili per l'uso del cotto.
Le volte delle gallerie e gli archi sono in scaglie di pietra scheggiata a colpi di martello, senza alcuna ricercatezza estetica. In genere sono archi a tutto sesto, ma non mancano archi a sesto ribassato, i quali si appoggiano sui pilastri, terminanti con una cornice piatta o su mensolature a stampella. La malta utilizzata per tali volte e archi è un materiale reperito in loco, resistente di per sé, usata allo stato naturale, grassa, con scarso impiego di silicio o di sabbia.
Le scale, numerose e frequenti, sono sempre in pietra e soggette a lavorazione di spianamento, mentre i giardini sono composti di più pezzi. Rari sono i sottoscala, perché le rampe sono su terrapieni.
Finestre e porte hanno spalle e architravi in pietra, ma la rara disponibilità di lastroni compatti obbliga ad aperture modeste.
I terrazzi, ricavati sopra la volta delle gallerie, vengono utilizzati per particolari esigenze agricole: per tenere al sole i raccolti, ad esempio.
Diffusione topografica
I borghi in galleria della Lunigiana si trovano tutti nel bacino del fiume Magra e sono: Pietrasalta e Bola, nella zona di Giovagallo; Pieve, Foce e Terceretoli, nella zona di Castevoli; Pozzo, a nord di Mulazzo; Castagnetoli, sul Teglia; Caprio di Sopra, Cavallana, Lusignana, Apella, Taponecco, Catognano, Tavernelle.
Ragioni funzionali e storiche
La motivazione più attinente a quelle che possono considerarsi le specifiche caratteristiche stilistiche della configurazione urbana e strutturale di questi borghi, è che sono stati costruiti dopo aver visto agglomerati urbani sperimentati altrove. Essi, infatti, di ispirazione sarda o nuragica, pur con le dovute differenziazioni di epoca e di ambiente, sono figli di scambi e contatti esistiti tra la feudalità lunigianese e quella della SardegnaCaciagli, La Lunigiana e i suoi borghi in galleria, p. 36..
La presenza della feudalità lunigianese in Sardegna si ha già dai tempi dei Longobardi e successivamente, con l'arrivo di spedizioni navali anti-saracene, iniziatesi nell'806 con quella di Pipino il Gobbo, figlio di Carlo Magno e continuatesi fino all'anno 1002.
La Chiesa, per difendersi dall'invasione saracena, affidò la conduzione militare a coloro che mostravano maggiore propensione alla battaglia, favorendo i feudatari della Lunigiana, che, insieme alle loro masnade, erano professionisti dell'arte militare. La Chiesa, dal canto suo, compensò le vittorie conseguite cedendo nuovi territori e facendo nascere nuovi scali, nuovi mercati e nuovi scambi commerciali.
Le dinastie lunigianesi presenti in Sardegna, si trovano nell'ordine dei giudicati, ovvero entità statuali autonome, e sono:
I Malaspina di Massa-Parodi
I Malaspina di Mulazzo
I Malaspina di Villafranca
I Malaspina di Giovagallo
Le influenze stilistiche della Sardegna
La civiltà sarda ha esercitato un'influenza artistica nei gusti, nei costumi, nella vita dei lunigianesi e, in particolare, nel gusto e nello stile dei borghi e delle abitazioni. Tale influenza si esercitò in un momento critico della storia civile della Lunigiana: con le Crociate, che si realizzarono nel secolo XII, vennero scoperte nuove strutture e nuove tecniche, interessanti alla tradizione architettonica ed urbanistica di questo periodo. I primi a trarne vantaggio furono i Comuni, aperti ad ogni tipo d'influenza culturale e civile, perché sotto l'aspetto architettonico ed urbanistico, avevano da riavviarsi nuovamente. Con la civiltà comunale si scoprirono valori nuovi per la vita quotidiana di tutti i ceti sociali, non esclusa la casta dei padroni.
Per il feudatario si prospettò il problema di una diversa collocazione della sua persona e della sua residenza; non ebbe più senso che essa fosse arroccata tra boschi impenetrabili, su montagne o picchi inaccessibili, perché neppure il feudatario poté rifiutarsi di tenere in considerazione i suggerimenti difensivi e le soluzioni architettoniche scoperte dagli Arabi.
Il problema poté essere risolto con lavori di ristrutturazione, effettuati sui castelli e nei borghi già esistenti. Ma in alcuni casi i lavori fallirono a causa della ardua collocazione topografica di certe costruzioni, oppure non meritavano di essere progettati per edifici che ormai avevano perduto ogni loro funzionalità. Così, se anche non poterono insediarsi in piano, a valle, proprio sulle vie di traffico valorizzate e riscoperte della nuova civiltà, i feudatari si insediarono in luoghi meno lontani da quella impostazione, per poter meglio esercitare, su di esse, il proprio dominio.
Dunque, verso il XII secolo, in Lunigiana venne a determinarsi un'autentica crisi e/o una vera e propria evoluzione del sistema e delle civiltà feudale; crisi che nell'architettura e nell'urbanistica scopre una documentazione che si realizza dietro il diretto impulso dell'attività mercantile di transito, mediante la valorizzazione di centri, come ( Pontremoli, Filattiera, Aulla, Licciana Nardi) che stavano cadendo nel dimenticatoio e mediante la costruzione di nuovi borghi dislocati in posizioni più comode ed accessibili dei borghi castellani.
Influenze nuragiche
I borghi in galleria della Lunigiana risentono di un'evidente influenza nuragica, sia nella loro strutturazione, sia nella loro configurazione planimetrica. Ciò è avvenuto perché il feudatario, orientato ad erigersi una nuova residenza, abbandonò il criterio del castello, optando per il borgo. Per la sua realizzazione mise a frutto le esperienze e le conoscenze fatte in Sardegna, con l'adozione di strutture, come quelle nuragiche, che gli garantivano maggior sicurezzaCaciagli, La Lunigiana e i suoi borghi in galleria, p. 59..
Con influenze nuragiche si intende una configurazione architettonica ed urbanistica che trae ispirazione da quella nuragica nella sua organizzazione, non certo nella sua realizzazione, visto che si tratta di costruzioni posteriori di 3000 anni.
I territori nei quali la feudalità lunigianese esercitò la sua maggior influenza, sono quelli che presentano la maggior densità dei nuraghi a corridoio e dei nuraghi misti. I borghi lunigianesi mostrano affinità metriche nella misura e nella proporzione dei singoli elementi componenti, con i nuraghi sardi anche se l'aspetto esterno si rivela più semplice e meno colossaleCaciagli, La Lunigiana e i suoi borghi in galleria, p. 66..
I borghi-tipo
Pietrasalta
Pietrasalta fa parte del territorio marchionale chiamato Giovagallo. A 346m. d'altezza, è situato nell'alto corso del torrente Penolo, sotto il Castellaccio, l'antica e inaccessibile residenza dei più remoti feudatari, quasi sulla sommità dei monti che separano Giovagallo da Madrignano e da Calice al Cornoviglio.
L'ingresso del borgo era in galleria ed era ricavato nel corpo dell'edificio che oggi, verso mezzogiorno, reca la spalla su cui poggiava l'arco a botte che copriva la galleria di accesso.
La strada principale, tutta pressoché in galleria, presenta diramazioni e aperture, a destra e a sinistra, mentre a nord una stradina termina in una piccola piazzola con pilastro centrale; poco più oltre un'altra stradina a cielo aperto è fiancheggiata da un portico in galleria.
Per lo più abbandonate e diroccate le abitazioni.
Bola
Bola è un piccolo borgo nella località di Tresana, posta tra Giovagallo e Groppo.
Durante il dominio malaspiniano fu sempre sottomessa al feudo di Giovagallo; nel XVI secolo passò sotto il regno di Spagna e sotto il regno dei Corsini di Firenze poi.
Le vie interne del borgo presentano irregolarità di tracciato; numerosi sono i passaggi angolari in sovrapposizione, mentre nel tragitto pochi sono gli slarghi d'incrocio.
Sulle abitazioni, quasi tutte in pietra, si innalza la Chiesa di San Brizio, in stile barocco, a tre navate. La facciata è suddivisa da lesene.
Pieve
Pieve si trova dopo Pontremoli ed è uno dei più piccoli borghi presenti in Lunigiana; esso si raggruppa attorno alla pieve, anticamente nota come pieve dei Santi Ippolito e Cassiano di Urceola.