Fu ucciso da agenti della Polizia in via Etnea nello slargo di Piazza Stesicoro a Catania la sera dell'8 luglio 1960.

Gli scontri e l'uccisione La mattina del 8 luglio, Salvatore Novembre, disoccupato edile, sposato con Antonina Zimbili, lasciò la sua abitazione di Agira (Enna) diretto a Catania per cercare un lavorocfr. p.176, G. Cranz, 2005. Quel giorno a Catania era in corso una manifestazione che seguiva ai fatti di Genova, Reggio Emilia, Licata, Palermo, città dove si erano verificati durissimi scontri di piazza, con morti e feriti, contro il governo Tambroni e il congresso del Movimento Sociale Italiano che doveva tenersi a Genovamai svoltosi, in quanto annullato in seguito alle proteste. La sera, coinvolto nella manifestazione, il ventenne Novembre fu ferito mortalmente alle 19.30 da uno o più colpi d'arma da fuoco sparati dalla polizia.La morte non fu immediata e fu impedito a chiunque di avvicinarsi.

I suoi funerali diedero origine a una grande manifestazione di popolo a Catania il 13 luglio a cui parteciparono decine di migliaia di persone; era anche presente Giorgio Napolitano in rappresentanza del Partito Comunista Italiano.

Salvatore Novembre è sepolto nel cimitero di Agira, in provincia di Enna, dove viveva.

Note

Bibliografia

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