Il metodo Montessori è un sistema educativo sviluppato dalla pedagogista Maria Montessori, rivolto ai bambini e ragazzi, dalla nascita fino alla maggiore età.

Risulta praticato in circa 60 000 scuole in molti Stati del mondo (con maggiore concentrazione in Irlanda, Svezia, Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda).

La pedagogia montessoriana si basa sull'indipendenza dello scolaro e dello studente, sulla libertà di scelta del proprio percorso educativo e sul rispetto per il suo naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale, mirando a sviluppare un senso di responsabilità e di consapevolezza verso le relazioni che collegano macrocosmo e microcosmo. Fondamentali sono anche: il lavoro libero, l'interazione con un ambiente che stimola il desiderio di conoscere, l'uso di materiali didattici particolari ("materiali di sviluppo"), il continuo rimando dall'esperienza personale a quella universale, dal concreto all'astratto, dall'analisi alla sintesi. Il metodo scoraggia l'utilizzo di strumenti di valutazione come i voti, sia quelli numerici, sia quelli espressi sotto forma di giudizi; guida gli alunni invece all'autovalutazione.

La diffusione del metodo Montessori determinò una vera e propria rivoluzione pedagogica, basata sul rispetto del processo naturale di apprendimento, messo a fuoco da Maria Montessori e confermato recentemente dalle neuroscienze. Il principio fondamentale dell'educazione Montessori è l'esortazione "Aiutami a fare da solo".

Storia

Quando Maria Montessori ideò il metodo, l'educazione infantile era molto rigida e diversa da quella odierna. Come scrisse nel libro La scoperta del bambino, i bambini erano costretti in banchi dai quali non potevano muoversi e l'insegnamento era impartito in modo forzatamente nozionistico. Molte idee del metodo Montessori, quali ad esempio l'uso di arredamento di dimensioni adeguate (tutto "a misura di bambino"), oggi risultano entrate nell'educazione di tutte le scuole dell'infanzia, e per questo appaiono oggi banali e non rivoluzionarie come all'epoca. Certi altri stili e metodi educativi, invece, risultano ancora oggi tipici esclusivamente del metodo Montessori; ne è un esempio il divieto di dare voti al bambino o giudicarlo in alcun modo.

Maria Montessori cominciò a sviluppare la sua filosofia ed il suo metodo nel 1897, frequentando i corsi di pedagogia presso l'Università di Roma, informandosi così della teoria educativa dei precedenti 200 anni. Nel 1907, aprì la sua prima classe, chiamata "La casa dei bambini", in un edificio popolare di Roma.Kramer, 112 Fin dall'inizio, Maria Montessori basò il suo lavoro sulle sue osservazioni dei bambini e sulla sperimentazione con l'ambiente, con i materiali e con le lezioni a loro disposizione. Montessori ha spesso indicato il suo lavoro come "pedagogia scientifica". I baroni Franchetti contribuirono all'apertura di questa prima "Casa dei bambini" a Roma e, dopo aver conosciuto personalmente la pedagogista marchigiana in casa della scrittrice Sibilla Aleramo, decisero di sostenerla concretamente invitandola a soggiornare presso villa Montesca nell'estate del 1909Claudia Pazzini, Maria Montessori tra Romeyne Ranieri di Sorbello e Alice Franchetti. Dall'imprenditoria femminile modernista alla creazione del Metodo, Fefè Editore, 2021, pp. 175-209. Sollecitata dai Franchetti, Maria Montessori mise per iscritto quella che poi sarebbe divenuta la prima edizione del suo celebre Metodo, dedicando l'opera ai due coniugiMaria Montessori, Il metodo della pedagogia scientifica applicato all'educazione infantile nelle case dei bambini, Città di Castello, Scipione Lapi, 1909. Nello stesso periodo tenne anche il primo corso di formazione per maestre sul metodo Montessori presso Palazzo Alberti-Tomassini, sede del laboratorio della Tela Umbra a Città di Castello. In seguito a questo corso, la baronessa Franchetti inaugurò una "Casa dei Bambini" presso villa Montesca.

Grazie all'intermediazione di Alice Hallgarten Franchetti, Romeyne Ranieri di Sorbello ebbe modo di incontrare sia Montessori che l’istitutrice Felicitas Buchner presso Villa Wolkonsky a Roma nel 1909. Il metodo montessoriano fu adottato inizialmente per volontà della marchesa Romeyne direttamente sui suoi tre figli Gian Antonio, Uguccione e Lodovico Ranieri di Sorbello e in particolar modo i primi due funsero letteralmente da cavie per testare i materiali montessoriani in sperimentazione alla Villa Montesca nell'estate del 1909Claudia Pazzini, Maria Montessori tra Romeyne Ranieri di Sorbello e Alice Franchetti, cit. p.131-151.. Il Metodo fu poi applicato tra l'estate e l'autunno del 1909 alla didattica della scuola elementare rurale del Pischiello in Umbria, fondata dalla stessa marchesa Ranieri di Sorbello. Nel dicembre dello stesso anno arrivò la richiesta ufficiale di oggetti e documentazione fotografica per l’Esposizione Universale di Bruxelles del 1910 da parte del comune di Passignano: a causa del poco tempo a disposizione per la consegna dei materiali richiesti, il Ministero della Pubblica Istruzione decise di non parteciparvi più, con il proposito di riutilizzare la documentazione didattica in una mostra nazionale per i festeggiamenti del cinquantesimo anno dall'Unità d’Italia nel 1911Claudia Pazzini, Maria Montessori tra Romeyne Ranieri di Sorbello e Alice Franchetti, cit. p.175-209.. Lo stretto rapporto collaborativo qui evidenziato tra Romeyne Robert, Alice Franchetti e Maria Montessori per la nascita delle prime scuole elementari con classi montessoriane in Umbria erano aspetti finora poco notiIl rapporto tra Romeyne Robert, Maria Montessori e Alice Franchetti è stato indagato in Claudia Pazzini, "Maria Montessori tra Romeyne Ranieri di Sorbello e Alice Franchetti. Dall'imprenditoria femminile modernista alla creazione del Metodo", Fefè Editore, 2021.

Il metodo Montessori si diffuse negli Stati Uniti d'America nel 1911 e diventò noto nel campo dell'istruzione e delle pubblicazioni divulgative. Tuttavia, il conflitto tra Montessori e il metodo educativo americano e soprattutto la pubblicazione nel 1914 di un opuscolo critico, The Montessori System Examined ("Il sistema Montessori esaminato"), scritto dal pedagogista statunitense William Heard Kilpatrick, limitò la diffusione delle sue idee.Kramer, ch. 15 Le idee di Montessori tornarono negli Stati Uniti nel 1960, diffondendosi da allora in migliaia di scuole americane.

La pedagogista continuò a sviluppare il suo lavoro durante la sua vita, creando un modello globale di sviluppo mentale dalla nascita fino ai 24 anni, con progressivi approcci educativi per bambini dai 0-3, 3-6 e 6-12. Il termine "Montessori" è di dominio pubblico, quindi chiunque può usare il termine con o senza riferimento al suo lavoro.

Metodo Montessori e neuroscienze Le neuroscienze e in particolar modo quelle sociali, grazie alla scoperta dei neuroni specchio, hanno evidenziato come i principi educativi montessoriani siano basati sui naturali meccanismi cerebrali dell'apprendimento.

Maria Montessori descrisse la mente degli esseri umani in età evolutiva come una “mente che assorbe”, cioè in grado di interiorizzare spontaneamente gli stimoli che l'ambiente offre; oggi, le neuroscienze confermano questa visione montessoriana, spiegandola attraverso il concetto di neuroplasticità o plasticità sinaptica, ossia la capacità del cervello di modificarsi in risposta alle esperienze vissute, capacità particolarmente elevata nel corso dell'età evolutiva.

La teoria dell'educazione di Montessori La pedagogia montessoriana si basa sull'indipendenza, sulla libertà di scelta del proprio percorso educativo (entro limiti codificati) e sul rispetto per il naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino, mirando a sviluppare una sorta di «educazione cosmica», cioè un senso di responsabilità e di consapevolezza verso la rete di relazioni che collega ogni entità microcosmica al contesto generale macrocosmico.

L'educazione per Montessori deve partire da visioni d'insieme quanto più globali o «cosmiche», per arrivare gradatamente allo studio dei particolari. Come affermato dalla Montessori stessa:

Autocostruzione, libertà e attività spontanea Il modello Montessori ha due elementi fondamentali: in primo luogo, bambini e adulti si devono impegnare nella costruzione del proprio carattere attraverso l'interazione con i loro ambienti; in secondo luogo, i bambini, specialmente di età inferiore ai sei anni, conoscono un importante percorso di sviluppo mentale. Sulla base delle proprie osservazioni, Maria Montessori riteneva che concedere ai bambini la libertà di scegliere e di agire liberamente, all'interno di un ambiente preparato secondo il suo modello, avrebbe spontaneamente contribuito a uno sviluppo ottimale.

Tutoraggio e cooperazione Il metodo Montessori prevede la costruzione di classi aperte o comunicanti in cui bambini di diverse età possono interagire tra di loro. Il fine di queste interazioni è quello di offrire ai bambini non solo il supporto di un adulto, ma anche quello di un pari, incoraggiando lo scambio di conoscenze e l'aiuto reciproco. Il tutoraggio avviene nella maggior parte dei casi tra i bambini più piccoli (di prima o seconda elementare) e i bambini più grandi (di quinta elementare). Questo aiuto, fornito da un pari con più esperienza, rende possibile una trasmissione della conoscenza in un modo differente da quello che avverrebbe tra adulto e bambino. Il bambino più grande rappresenta un modello da seguire per il bambino più piccolo, che impara in fretta le regole da rispettare e il comportamento da tenere in un ambiente scolastico ben organizzato. Viaggio intorno a una Scuola Primaria Montessori- Edizione Opera Nazionale Montessori 2016, Roma

Lavoro libero Una delle fasi della giornata in una scuola Montessori è quella chiamata "lavoro libero". Di solito il lavoro libero ha una durata di due o tre ore, durate le quali gli alunni, senza nessuna costrizione temporale, si dedicano ai lavori da loro scelti, relativi a qualsiasi disciplina di studio e spesso basati sull'uso di materiali didattici; hanno anche la libertà di scegliere se lavorare da soli o in piccoli gruppi e di decidere i momenti in cui fare le pause. I materiali didattici montessoriani usati durante il lavoro libero consentono la correzione dell'errore autonoma da parte dell'alunno, coinvolgono vari sensi, prevedono il movimento, sono dotati di bellezza estetica e sono organizzati in modo da completarsi l'uno con l'altro.

Il lavoro libero è la caratteristica costitutiva della pedagogia montessoriana e il suo svolgimento è assolutamente necessario per un corretta applicazione del metodo; si svolge in un ambiente che l'insegnante ha reso ricco di spunti e di materiali didattici. Si deve comunque tener presente che Maria Montessori stessa disse che "la libertà va costruita", ossia che gli alunni vanno educati alla libertà e il lavoro libero è anche questo: un allenamento all'utilizzazione della propria libertà in modo responsabile, con la guida della creatività e dell'interesse. Inoltre, dal lavoro libero deriva l'autodisciplina, che nasce solo quando l'alunno “sceglie il lavoro, assecondando il proprio istinto”, ossia quando segue il suo interesse autentico.

L'insegnante predispone l'ambiente di apprendimento e mette a disposizione i materiali didattici; durante il lavoro libero è a disposizione degli alunni per chiarimenti, consigli e per presentare nuovi materiali, ma non interviene mai direttamente, fungendo da consulente didattico.

Tendenze umane