La storia di Castel Goffredo, comune italiano situato nell'Alto Mantovano al confine con la provincia di Brescia, iniziò nella prima metà del III millennio a.C., anche se il centro abitato attuale fu fondato in età romana (I secolo d.C.). per poi svilupparsi nel corso dei secoli successivi. In epoca altomedievale la storia della città fu strettamente legata al controllo delle potenti famiglie dei Visconti, dei Della Scala e della Repubblica di Venezia.. Ma la storia della città resta indissolubilmente legata ai Gonzaga, che la governarono per 400 anni.. Feudo imperiale autonomo. dal 1444 al 1602 con il primo marchese. Alessandro Gonzaga,. qui nel 1511 con Aloisio Gonzaga ebbero origine i rami cadetti dei "Gonzaga di Castel Goffredo, Castiglione e Solferino" e il ramo minore dei "Gonzaga di Castel Goffredo", che si estinse nel 1593.. Castel Goffredo divenne una delle storiche capitali gonzaghesche,.. antesignana di altre piccole capitali da Castiglione a Sabbioneta, grazie al suo impianto urbanistico del 1480, dotato di una rigorosa maglia ortogonale.. Con l'avvento di Napoleone Bonaparte il comune fece parte della Repubblica Cisalpina e, dopo la sua caduta, del Regno Lombardo-Veneto; nel 1861 venne infine unito al Regno d'Italia, seguendone le successive vicende storiche..

È noto come la "città della calza". per la presenza di numerose industrie di calzetteria maschile e soprattutto femminile.

Origini del nome

Sull'origine del toponimo composto da castrum (fortificazione) e da un imprecisato "Goffredo". (dal germanico Gottfried. che significa "in pace con Dio"), ci sono diverse ipotesi. Molti studiosi hanno cercato di trovarne il significato preciso.Istituto Geografico De Agostini, Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, 2006.

Documenti antichi Un decreto imperiale del 1164 di Federico I identifica così Castel Goffredo: Curtem de Runco Sigifredi cum castro et ecclesia, significando così che la seconda parte del nome sia derivato da Sigifredi. In un documento datato agosto 1192 e firmato dall'imperatore Enrico VI, si parla di Castrigufredi..

Già il poeta Matteo Bandello (1554) nella sua opera in versi Canti XI composta proprio a Castel Goffredo mentre era ospite del marchese Aloisio Gonzaga, faceva riferimento ad un nome di persona, Gioffredo: «… giunsi al castel c'ha di Gioffredo il nome».Per la prima volta il nome del borgo veniva citato in un'opera letteraria:

Studi Il primo a occuparsi del significato di "Goffredo" fu Carlo Gozzi, che nel 1810 azzardò alcune ipotesi, ma senza giungere a una conclusione certa: Goffredo di Buglione, Goffredo il Gobbo marito di Matilde di Canossa, Goffredo Malaterra,. Goffredo da Viterbo o Goffredo di Vendôme..

Lo storico Francesco Bonfiglio, sulla base di alcune ricerche storiche effettuate intorno al 1920, farebbe risalire il nome della città a un documento datato 8 luglio 1107 nel quale si parla di Castello Vifredi (o Castrum Vifredi).Nel documento datato Desenzano del Garda, 1107 luglio 8, col quale Matilda Comitissa uxor q.m Ugonis Comitis de Disenzano dona beni in: Marcaregiam, Mosum et Asolam cum ominibus rebus sibi pertinentibus, ut supralegitur in integrum, et omnes res sibi pertinentes in territorio Curtis et Castris Redolisco, et in Gausegnano, et in Casale alto, et in Satalino, et in Castello novo, et Buzolano, et in Ramedello de supra, et in Castello Vifredi, ed in Casale majori, et in Ravaria, et in Mazzano, et Carpenetulo, et in Casale Pauli, et in territorio Curtis et Castri Monteclaro, et in Calcinato, et in Lonato, et in Predizzo, et in Discenzano, tam infra ipsum Castrum, quantum et foris. Post eiusdem Metilde decessum habeat idem Monasterium totas iam dictas res iure proprietario, et quidquid inventum fuerit in sua portione ubique ex hac parte Olei omnia in integrum pro anime sue mercede, et Ugonis viri sui, et filiorum, filiarumque suarum.. Negli atti di un convegno del 2009 si avanza l'ipotesi che il "Vifredi" citato in questo documento del 1107 sia riferito al conte di Piacenza Vifredo VI.

Studi recenti (2010) farebbero risalire il nome Vifredi a un adattamento fonetico e grafico invalso nel Medioevo, che vorrebbe trasformato Vifredus in Guifredus e quindi in Guffredus..

Un'altra ipotesi rimanda il nome "Goffredo" al conte e vescovo di Brescia Goffredo di Canossa (X secolo), prozio della contessa Matilde,. che teneva estesi possedimenti nell'area. e che volle fondare Castrum Guffredi per la difesa delle sue possessioni; o a un Goffredo confaloniere (o Goffredo Confalonieri.) di Medole, investito di immobili a Castel Goffredo l'8 luglio 1230 dal vescovo di Mantova Pellizzario..

Nelle carte antiche il paese è citato con nomi diversi: Kastelo Gifredo,Da una mappa della fine del XV secolo conservata nell'Archivio di Stato di Mantova. Castel Giufrìdo, Castel Zanfrìdo, Castel Zanfrìso, Castro Grifedo, Castriguffredi, Castri Gufregi, Castel Zufrè, Castel Giufrè, Castro Giuffredo. E ancora, Castel Sufrè nel quale l'etimologia latina suffere porta al nome castrum suffers,. che significa "castello forte", resistente, quindi a Castello Suffrè o Zuffrè.. L'esatta grafia del nome è Castel Goffredo, anche se anticamente e attualmente viene spesso scritto Castelgoffredo o CastelGoffredo..

Età antica

Alcuni reperti archeologici (tre cuspidi di freccia, un pugnale in selce e frammenti umani) rinvenuti in area archeologica Rassica,. hanno permesso di ipotizzare una frequentazione umana nel territorio di Castel Goffredo, ricco d'acqua, a partire già dall'età del bronzo.. Nel corso del Bronzo Medio (1600-1300 a.C.) Castel Goffredo fu interessato dal modello insediativo di tipo terramaricolo.. Nel 1890 durante uno scavo sulla riva sinistra del torrente Tartaro nell'area archeologica Rassica, a sud-est dell'abitato, venne scoperta una terramara su un piccolo dosso..

La zona è stata interessata anche dalla colonizzazione etrusca, testimoniata dal ritrovamento di importanti reperti di uso quotidiano (tazze e brocche per l'acqua).. Anche la presenza celtica nella zona è confermata dal rinvenimento nel 1980 di due sepolture e di un frammento di spada in ferro..

Alcune are votive.Le are votive portano le seguenti iscrizioni: P.MAGIVS IOVI V.S.L.M. - L.QVINTILIVS L.F. EVBVLVS-PETRONIANVS PRO SE ET SVIS IOVI V.S.L.M. e una lapide sepolcrale trovate a Castel Goffredo e conservate al Museo civico di Brescia, fanno inoltre ritenere un insediamento in epoca romana (I secolo d.C.).. Tra i reperti spicca la cosiddetta "stele funeraria di Publius Magius Manius" rinvenuta a Casalpoglio, una testimonianza archeologica tra le più ragguardevoli che mai siano state scoperte nel mantovano occidentale.. Questo il testo dell'iscrizione:

Quest'area, appartenente alla zona dell'Alto Mantovano infatti venne interessata dalla centuriazione del territorio di Mantova.... Di questo periodo è la scoperta nel 1989, accanto all'Oratorio di San Michele Arcangelo, di tracce di una necropoli romana, con pezzi in ceramica, bronzo, tessere di mosaico e monete.. Sulla romanizzazione del centro storico,. alcuni studiosi suppongono che questo fosse diviso in dodici isolati e caratterizzato da cardini e decumani. e che all'intersezione del "cardo massimo". e "decumano massimo" fosse posto il forum, oggi rappresentato da Piazza Mazzini.. Anche la presenza dei Longobardi è data da ritrovamenti di bassorilievi marmorei in frazione Bocchere. e da un marmo lavorato con cornici e stella esagonale nell'Oratorio di San Michele Arcangelo in frazione Zecchini..

Età medievale

Alla caduta dei Longobardi, intorno all'anno 800, Castel Goffredo si trovò a fare parte del distretto di Sirmione che si estendeva fra Chiese e Mincio e fino al 1115 appartenne alla contea di Brescia.. La più importante testimonianza della presenza dell'abitato è data da un documento datato 8 luglio 1107.. nel quale la contessa Matilde di Desenzano,Da non confondere con la grancontessa Matilde di Canossa. vedova di Ugone conte di Desenzano, fece una cospicua donazione di beni al monastero benedettino di San Tommaso di Acquanegra: in esso vengono citati alcuni luoghi dell'Alto Mantovano e della Bassa Bresciana orientale, tra i quali Castello Vifredi. A quel tempo (fra il 900 e il 1000) risale l'origine della prima fortificazione della città chiamata Castellum vetus, "Castelvecchio",. comprendente anche il castello, ora scomparso..Castelvecchio occupava la parte settentrionale del paese e comprendeva via Cannone, il Palazzo Gonzaga-Acerbi, la chiesa di Santa Maria del Consorzio, piazzetta Castelvecchio e i vicoli circostanti. Successivamente, dal 1115 al 1190 circa, appartenne ai conti Longhi,. nobile famiglia di Desenzano che estendeva le sue proprietà dal lago d'Iseo al basso Chiese.. Banditi da Federico II, i conti Longhi perdettero il loro potere e verso il 1254 i comuni di Brescia e di Mantova stabilirono i confini dei loro territori.

Nel XIII secolo Castel Goffredo fu assediato da Ezzelino da Romano, dai Della Scala di Verona e dai Visconti di Milano... In quel tempo Mantova stava evolvendo verso la signoria e nel 1272 prese il potere la famiglia Bonacolsi con Pinamonte. Il casato giunse al culmine del suo prestigio il 16 agosto 1328 con la presa di Mantova, quando Luigi I Gonzaga, appoggiato da Cangrande I della Scala, prese il potere ferendo a morte l'ultimo dei Bonacolsi, Rinaldo detto Passerino..

I Gonzaga

Quando Brescia non fu in grado di assicurare la sua difesa,. Castel Goffredo si diede lo statuto di libero comune.. Quindi, il 20 settembre 1337, la popolazione preferì porsi sotto la protezione di Luigi I Gonzaga,. primo capitano del popolo di Mantova, con atto pubblico del notaio Giacomino Gandolfi..Il documento del notaio Giacomino Gandolfi cita come signore di Mantova Guidone dei Gonzaga. Infatti Luigi Gonzaga, oramai settantenne, affiancò nelle guida del governo i figli Guido e Ugolino. Iniziò così il dominio della signoria gonzaghesca, destinato a protrarsi fino al 1707.. Primo vicario con poteri civili e militari fu Ambrogio de Ferrari,. che risiedeva nel Torrazzo, mentre gli uffici erano collocati nel palazzo vicino.

Nel 1348, allo scoppio della guerra dei Gonzaga contro Visconti, Scaligeri ed Estensi, il duca di Milano Luchino Visconti tolse le terre di confine a Mantova e Castel Goffredo rimase sotto Milano sino al 1404.. Nello stesso anno, Caterina Visconti cedette le terre di Castiglione, Castel Goffredo e Solferino a Francesco I Gonzaga, signore di Mantova, quale riconoscimento per aver partecipato alle campagne militari degli anni precedenti a fianco dei Visconti.. Per un breve periodo, dal 1426 al 1431, il comune passò alla Repubblica di Venezia per poi tornare sotto Gianfrancesco Gonzaga, V Capitano del popolo di Mantova, nel 1431. Per la seconda volta, dal 1439 al 1441, fu governato dalla Serenissima Repubblica di Venezia e nel 1441 passò definitivamente a Gianfrancesco Gonzaga, primo marchese di Mantova che, firmando la Pace di Cremona (o Pace di Cavriana), accettò l'acquisizione dei territori di Castel Goffredo, Castiglione delle Stiviere, Solferino, Redondesco e Canneto sull'Oglio. Queste nuove terre, nella geografia gonzaghesca, furono chiamate "Mantovano Nuovo". Con la morte di Gianfrancesco nel 1444. si ebbe la prima divisione dello Stato mantovano. Nel suo testamento egli lasciò al terzo figlio, il marchese Alessandro, discepolo di Vittorino da Feltre, il dominio di molti borghi mantovaniOltre a Castel Goffredo: Medole, Castiglione, Ostiano, Canneto, Redondesco, Guidizzolo, Solferino, Volongo, Casalromano e Rocca di Mariana. e di Castel Goffredo come feudo imperiale... autonomo da Mantova.. Nacque così il Marchesato di Castel Goffredo.

Il Marchesato di Castel Goffredo