L'arcidiocesi di Apamea di Bitinia () è una sede soppressa del patriarcato di Costantinopoli e una sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia Apamea di Bitinia (detta anche Apamea Myrlea), le cui rovine si trovano a pochi chilometri da Mudanya (provincia di Bursa) in Turchia, fu una sede ecclesiastica della provincia romana della Bitinia Seconda nella diocesi civile del Ponto e nel patriarcato di Costantinopoli.

La sede è documentata nelle Notitiae Episcopatuum del patriarcato dal VII al XIV secolo, inizialmente come arcidiocesi autocefala e, a partire dalla fine dell'XI secolo, come sede metropolitana senza suffraganee.Jean Darrouzès, Notitiae episcopatuum Ecclesiae Constantinopolitanae. Texte critique, introduction et notes, Parigi 1981, indice p. 484, voce Apameia, archevêché de Bithynia.

Il primo vescovo attribuito da Le Quien a questa antica sede episcopale è Eulisio, vissuto agli inizi del V secolo, che sostenne la causa di Giovanni Crisostomo e per questo motivo venne esiliato. A questi, Le Quien fa seguire Teofilo e Filippo; si tratta in realtà dello stesso personaggio, chiamato molto più probabilmente Teosebio, che venne trasferito, secondo quanto racconta Socrate Scolastico, da Apamea d'Asia a Eudoxiopoli di Tracia, sede identificata con quella di Selimbria.Jean Darrouzès, Le traité des transferts. Édition critique et commentaire, in «Revue des études byzantines», 42 (1984), pp. 172-173 (nº 9), 189 e 192-193 (nº 9). Tuttavia l'espressione "Apamea d'Asia" è ambigua, in quanto l'Asia non era una provincia ecclesiastica, ma una diocesi civile, nella quale l'unica sede di Apamea è quella di Apamea Ciboto in Pisidia; secondo Destephen è più probabile che Teosebio sia stato vescovo di Apamea Ciboto e non di Apamea di Bitinia, che faceva parte della diocesi civile del Ponto.Sylvain Destephen, Prosopographie chrétienne du Bas-Empire 3. Prosopographie du diocèse d'Asie (325-641), Paris 2008, p. 921.

Il primo vescovo certo di Apamea di Bitinia è Callinico, documentato in tre occasioni: prese parte al concilio di Efeso nel 431, sottoscrisse la condanna dell'archimandrita Eutiche nel sinodo di Costantinopoli del 22 novembre 448, e prese parte al concilio di Calcedonia del 451. Un secolo dopo è noto il vescovo Marco, che nel 536 prese parte al concilio di Costantinopoli riunito dal patriarca Mena, durante il quale furono condannati Severo di Antiochia e i suoi sostenitori, l'ex patriarca Antimo, il monaco siriano Zoora e Pietro di Apamea di Siria; secondo quanto riferiscono gli atti sinodali, Marco è il primo prelato a fregiarsi del titolo di arcivescovo di Apamea.Collectio Sabbaitica contra acephalos et origeniastas destinata, edidit Eduardus Schwartz, «Acta Conciliorum Oecumenicorum», III, Berlino 1940, indice prosopografico, p. 238 (Markos tes metropoleos Apameias tes Bitynon eparchias). Teopempto partecipò al concilio in Trullo del 692,Theopemptos, in Prosopographie der mittelbyzantinischen Zeit, Berlin-Boston (2013), nº 8065. mentre Eustrazio fu tra i padri del concilio di Nicea del 787.Jean Darrouzès, Listes épiscopales du concile de Nicée (787), in Revue des études byzantines, 33 (1975), p. 20.

Verso la metà del IX secolo la sede di Apamea era occupata dall'arcivescovo Eulampio, sostenitore di Fozio, che gli inviò numerose lettere, e di Gregorio Asbesta; per questo motivo venne deposto durante il concilio di Costantinopoli dell'869/870 e sostituito da Paolo, documentato nelle sessioni conciliari dopo il 29 ottobre 869.Eulampios (nº 21776), e Paulos (nº 26295), in Prosopographie der mittelbyzantinischen Zeit, Berlin-Boston (2013). Nel concilio di Costantinopoli dell'879-880 che riabilità il patriarca Fozio prese parte l'arcivescovo Sofronio.Sophronios, in Prosopographie der mittelbyzantinischen Zeit, Berlin-Boston (2013), nº 27157.

Tra X e XII secolo sono noti altri arcivescovi (Basilio, Costantino, Teodoro e un anonimo) grazie all'esistenza dei loro sigilli vescovili.Catalogue of Byzantine Seals at Dumbarton Oaks and in the Fogg Museum of Art, vol. III, 1996, pp. 90-91. Altri invece presero parte ai sinodi patriarcali di Costantinopoli: Costantino, probabilmente lo stesso documentato dal sigillo vescovile, nel 1032;Benjamin Moulet, Évêques, pouvoir et société à Byzance (VIIIe-XIe siècle), Parigi 2011, pp. 127-172 (edizione online nº 109 e nota 278). Eustrazio II, il primo menzionato come metropolita nel sinodo del 1071;Darrouzès, Notitiae episcopatuum Ecclesiae Constantinopolitanae…, p. 123. Giorgio e Isacco, nei sinodi patriarcali del XII secolo;Jean Darrouzès, Listes synodales et notitiae, in «Revue des études byzantines», 28 (1970), pp. 57-96. un anonimo metropolita, al sinodo indetto dal patriarca Atanasio I nel 1304.Darrouzès, Notitiae episcopatuum Ecclesiae Constantinopolitanae…, p. 164. Patrologia Greca, vol. 161, coll. 1064-1067.

Dal 1933 Apamea di Bitinia è annoverata tra le sedi arcivescovili titolari della Chiesa cattolica; la sede è vacante dal 12 dicembre 1975. Il titolo è stato finora assegnato ad un solo vescovoCatholic Hierarchy e Gcatholic aggiungono altri tre titolari, che appartengono alla sede titolare di Apamea di Siria, l'unica sede di Apamea documentata negli Annuari Pontifici dell'Ottocento e nei volumi dell'Annuaire pontifical catholique d'inizio Novecento., David James Mathew, delegato apostolico in Africa per le missioni dipendenti da Propaganda Fide e successivamente ordinario militare in Gran Bretagna.

Cronotassi Vescovi e arcivescovi greci Eulisio † (circa 400) Teosebio? † (prima del 434 nominato vescovo di Eudoxiopoli di Tracia) Callinico † (prima del 431 - dopo il 451) Marco † (menzionato nel 536) Teopempto † (menzionato nel 692) Eustrazio I † (menzionato nel 787) Eulampio † (prima dell'847 circa - 29 ottobre 869 deposto) Paolo † (menzionato nell'869) Sofronio † (menzionato nell'879) Basilio † (X secolo) Costantino † (menzionato nel 1032) Anonimo † (XI secolo) Eustrazio II † (menzionato nel 1071) Teodoro † (XI/XII secolo) Giorgio † (menzionato nel 1157) Isacco † (prima del 1166 - dopo il 1170) Anonimo † (menzionato nel 1304)

Arcivescovi titolari David James Mathew † (20 febbraio 1946 - 12 dicembre 1975 deceduto)

Note

Bibliografia Michel Le Quien, Oriens christianus in quatuor Patriarchatus digestus, Parigi, 1740, Tomo I, coll. 655-658 Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Graz, 1957, p. 443 Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 5, pp. 90–91; vol. 6, p. 90

Collegamenti esterni La sede titolare su Catholic Hierarchy La sede titolare su Gcatholic

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