Ha lasciato un segno indelebile nella storia dell'arte per aver sviluppato il concetto di scultura sociale e per questo è considerato uno dei più influenti artisti del XX secolo. Secondo il suo biografo Reinhard Ermen, può essere visto come l'“antitesi ideale” di Andy Warhol.

Ebbe un legame profondo con l'Italia, in particolare con Bolognano (Pescara), dove soggiornò regolarmente durante gli ultimi quindici anni della sua vita e svolse una delle sue più importanti operazioni artistico-politico-ecologiche chiamata Difesa della natura.

È stato una figura centrale nella nascita dei I Verdi in Germania.

Fu professore alla Kunstakademie di Düsseldorf dal 1961 al 1972. Nel 1973 fondò insieme ad Heinrich Böll la Free International University (F.I.U.). Biografia Giovinezza e guerra (1921-1945) Joseph Beuys, figlio di Johanna Maria Margarete Hülsermann (1889-1974) e del mercante Josef Jakob Beuys (1888-1958), nacque a Krefeld nel 1921, ma in seguito considerò come propria città natale Kleve, dove la sua famiglia, di modesti commercianti di cereali, si era trasferita. Fin da bambino, Beuys manifestò un forte legame con la natura e con i lavori manuali, coltivando una sensibilità per la vita rurale che influenzò profondamente la sua opera futura.. Frequentò la Hindenburg-Oberschule di Kleve e manifestò interesse per la pittura, la musica e le scienze naturali, in particolare nella tradizione goethiana che unisce poesia e scienza. Approfondì inoltre la filosofia e la letteratura romantica, elementi fondamentali del suo sviluppo intellettuale. Durante la sua formazione conobbe anche le opere di Wilhelm Lehmbruck, la cui concezione della scultura come «essenza delle cose» ebbe un impatto significativo sul giovane artista. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Beuys si arruolò nella Luftwaffe, dove fu addestrato come operatore radio e raggiunse il grado di sergente. Nel marzo 1944, il suo aereo, un Stuka, precipitò in Crimea a causa di una tempesta di neve; il pilota morì nell'incidente, mentre Beuys, gravemente ferito, fu soccorso e ricoverato.. Successivamente Beuys raccontò di essere stato salvato da un gruppo di tartari che utilizzarono grasso animale e feltro per curarlo, una narrazione mitica che influenzò fortemente il suo immaginario artistico e gli valse l'appellativo di "sciamano dell'arte". Nel 1945, Beuys fu fatto prigioniero dagli inglesi, venendo internato in un campo per militari in Bassa Sassonia, per poi ritornare a Kleve nel 1946, dove trovò una città devastata dai bombardamenti. Questa esperienza segnò profondamente la sua coscienza e alimentò la volontà di utilizzare l'arte come strumento di rigenerazione umana e sociale..

Formazione artistica e primi anni (1945-1960) Le vicende legate alla guerra segneranno profondamente la vita dell'artista che nella seconda metà degli anni cinquanta cadde in una profonda crisi interiore che supererà grazie all'aiuto degli amici, i baroni Hans e Franz van der Grinten.. In questo contesto il progetto del monumento commemorativo dei caduti in guerra a Büderich assunse una funzione quasi catartica. Nel 1959 sposò Eva Wurmbach. Di formazione cattolica, Beuys aderì in un secondo tempo alla antroposofia di Rudolf Steiner., filosofia che influenzerà profondamente la sua concezione dell'arte come strumento di trasformazione sociale.

Carriera accademica, Fluxus e Azioni (1961-1975) Nel 1961 ottenne la cattedra di scultura monumentale alla Kunstakademie di Düsseldorf che aveva frequentato come studente subito dopo la guerra seguendo i corsi di Josef Enseling ed Ewald Mataré. Nel 1973, insieme a Heinrich Böll, diede invece vita alla Free International University (F.I.U.), che aprirà poi anche una sezione in Italia presieduta da Lucrezia De Domizio Durini, dopo che fu licenziato dalla Kunstakademie di Düsseldorf per avere riammesso gli studenti esclusi dalla prova di ammissione.

Nel frattempo, insieme a George Maciunas, Nam June Paik, Wolf Vostell e Charlotte Moorman partecipò a Copenaghen, Londra e Wiesbaden ai primi eventi legati al gruppo "Fluxus", un gruppo di artisti europei e americani uniti dal desiderio di ricreare il senso dell'arte in rapporto alla sua fruizione sociale.. Nel 1963 organizzò presso la Kunstakademie di Düsseldorf il Festum Fluxorum Fluxus.

Negli anni sessanta Beuys si dedicò alla creazione di oggetti-sculture-installazioni, derivanti da operazioni artistiche finalizzate alla sollecitazione di una coscienza critica nel pubblico. Nel 1964 inaugurò la lunga serie delle "Azioni": Der Chef, Das Schweigen Marcel Duchamps wird überwertet; ... und in uns... unter uns... landunter e Wie man einem toten Hasen Bilder erklärt (1965); Eurasia e... mit Braunkreuz (1966); Manresa, Hauptstrom, Der Stahltisch/Handaktion, Iphigenie/Titus Andronicus (1969); I like America and America likes me (1974). Fu proprio in questo periodo, grazie a queste azioni e al suo approccio radicale che univa arte, politica e spiritualità, che Joseph Beuys si impose sulla scena artistica internazionale come una delle figure più carismatiche, controverse e discusse del dopoguerra.

Teoria della scultura sociale In questo periodo Beuys sviluppò inoltre la sua teoria più influente, il concetto di scultura sociale, secondo cui ogni persona può contribuire alla trasformazione della società attraverso la creatività.. Questa visione dell'arte come processo collettivo di cambiamento sociale diventerà centrale nel suo lavoro degli anni successivi e influenzerà profondamente l'arte contemporanea..

Impegno politico e ecologico (1975-1986) Durante i suoi ultimi anni di vita, Beuys si impegnò soprattutto sia sotto il profilo ecologico che politico. In questo periodo, svolse infatti proprio in Italia, a Bolognano (Pescara), una delle sue Operazioni artistico-politico-ecologiche più importanti, chiamata Difesa della natura, operazione durata ben tredici anni. Sempre in questo periodo, Beuys diede inoltre un contributo essenziale alla fondazione del movimento dell'Alleanza 90/I Verdi in GermaniaGiovanni Cardone, Il rivoluzionario dell'arte. La storia e l'eredità di Joseph Beuys (1921-2021), La valle del tempo, 2022, pp. 78-95... Partecipò inoltre alla Biennale di Venezia nel 1976 e nel 1980, mentre nel 1979 fu organizzata una sua retrospettiva al Solomon R. Guggenheim Museum di New York. Nel 1982, fu invitato a partecipare alla settima edizione della grande esposizione Documenta che si svolge ogni cinque anni nella città tedesca di Kassel. Beuys espresse tutta la sua sensibilità con una delle sue opere più suggestive: 7000 querce. Non si trattò di una scultura tradizionale ma di un grande triangolo posto davanti al Museo Federiciano e composto da 7000 pietre di basalto, ognuna delle quali "adottabile" da un potenziale acquirente. Il ricavato della vendita di ogni pietra servì nel corso degli anni a piantare una quercia. L'operazione, terminata ufficialmente nel 1987, un anno dopo la morte dell'artista, deve in realtà essere ancora ultimata, dal momento che occorreranno circa trecento anni prima che le 7000 querce diventino il grande bosco immaginato da Joseph Beuys il quale, però, oltrepassando addirittura i limiti temporali della sua stessa esistenza, è riuscito a trasformare un'azione ordinaria e spesso banalizzata, come quella di piantare alberi, in un grande rito collettivo capace di evocare i significati più profondi del rapporto fra l'uomo e la natura. Quest'azione è riconducibile alla più generale Operazione Difesa della Natura svoltasi a Bolognano (Pescara) ed è diventata un simbolo di scultura sociale.

Morte Morì il 23 gennaio 1986 per insufficienza cardiaca mettendo così fine prematuramente alla sua straordinaria carriera artistica. Secondo le sue volontà, le sue ceneri furono liberate nel Mare del Nord.

Eredità istituzionale e dialogo artistico con Andy Warhol Negli anni gli sono state dedicate mostre in tutto il mondo, tra cui quelle al Seibu Museum of Art di Tokyo, al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia a Madrid e al Centre Pompidou di Parigi, tra le altre. Oggi le sue opere sono inoltre conservate nelle collezioni di importanti istituzioni museali internazionali, tra cui la Tate di Londra, il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi.

A tutt'oggi, oltre 40 anni dopo la sua morte, resta una figura cardine nei programmi di studio delle Accademie di Belle Arti contemporanee in tutto il mondo. La sua eredità non è solo storica, ma funge da modello metodologico per l'insegnamento dell'arte. Anselm Kiefer, Marina Abramovic, Maurizio Cattelan o Olafur Eliasson sono, tra gli altri, degli artisti contemporanei di successo che hanno tratto ispirazione nella loro pratica da Beuys.

Molto noto negli Stati Uniti, Beuys divenne amico ed estimatore di Andy Warhol che può essere considerato, in un certo senso, la sua antitesi ideologica ma anche l'artista che, insieme a lui, compendia le linee fondamentali dell'arte visiva di fine XX secolo.

Il rapporto con l'Italia Foggia e la decisione di dedicare la sua vita all'arte Durante la seconda guerra mondiale, Joseph Beuys trascorse alcuni periodi di convalescenza presso l'ospedale militare nella città di Foggia, località che ebbe un ruolo decisivo nella sua formazione personale e artistica. Fu proprio in questi anni che maturò la decisione di dedicare la sua vita all'arte, trovando in questo territorio una fonte di ispirazione profonda. Questo centro della Capitanata rimase uno dei luoghi a lui più cari, tanto che negli ultimi anni della sua vita lo definì il posto che ricordava con maggiore affetto e intensità. La città pugliese ispirò diverse sue opere, tra cui la serigrafia Die Leute sind ganz prima in Foggia [La gente a Foggia è meravigliosa] (1973), in cui l'artista cattura la semplice genuinità e la vitalità delle tradizioni rurali locali, vedendole come un esempio unico di armonia tra uomo e natura. In questa rappresentazione Beuys esprime il valore della cultura popolare come patrimonio fondamentale per la costruzione di una coscienza ecologica e sociale.. Nel corso di tutta la sua vita, Beuys fece numerosi ritorni a Foggia, dove visse a stretto contatto con la popolazione e partecipò attivamente alla vita locale, rafforzando così il legame personale con la regione. Negli anni Ottanta, Beuys manifestò al critico d'arte Michele Bonuomo la volontà di donare a Foggia una vasta collezione delle sue opere. Tuttavia, questo ambizioso progetto di valorizzazione culturale non poté concretizzarsi, principalmente a causa della prematura scomparsa dell'artista. Recentemente, il rapporto tra Joseph Beuys e la Capitanata è stato riscoperto e valorizzato sia attraverso studi accademici specialistici sia mediante conferenze e iniziative pubbliche che ne sottolineano la centralità storica e artistica. Questo rinnovato interesse promuove la conoscenza del legame profondo tra l'artista e il territorio, considerato come un crocevia cruciale per la sua formazione umana e creativa.

Napoli e la Galleria Lucio Amelio Fu grazie all'influente gallerista napoletano Lucio Amelio che Joseph Beuys ritornò in Italia, nei primi anni settanta, da artista affermato. Amelio trasformò infatti la sua Galleria di Napoli, la Modern Art Agency divenuta poi Galleria Lucio Amelio, nel fulcro di alcune importanti attività dell'artista tedesco. Fu proprio in questi spazi che nacquero multipli rilevanti, quali, ad esempio, la celebre fotografia-manifesto La rivoluzione siamo noi (1971) o Capri-Batterie (1985) e dove avvenne l'importante incontro tra Beuys ed Andy Warhol nel 1980. I multipli di Joseph Beuys editi da Lucio Amelio durante questo periodo si trovano oggi nelle collezioni dei maggiori musei del mondo, quali il MoMa a New York o alla Scottish National Gallery ad Edimburgo, tra gli altri.

Bolognano e l'Operazione Difesa della Natura