La condivisione è l'utilizzo in comune di una risorsa di un bene o di conoscenza. Il concetto è anche correlato al processo di dividere e distribuire. Oltre a questi usi ovvi, che possiamo osservare nell'attività umana, vi sono altri esempi che si possono trovare in natura. Quando un organismo si nutre o respira, gli organi interni sono costruiti in modo tale da dividere e distribuire l'energia in ingresso e rifornire le parti del corpo che ne necessitano. In senso lato, si può riferire al libero uso di un bene, come di un'informazione.
Evoluzione ideologico/filosofica
Nel dibattito filosofico del XXI secolo, il tema della condivisione è strettamente intrecciato ai temi delle problematiche economiche e sociali. La crisi economica che si è accentuata a partire dal 2008Tra gli studi, si possono citare Giulio Sapelli, La crisi economica mondiale, Bollati Boringhieri, 2008; Michel Serres, Tempo di crisi, Bollati Boringhieri, 2010; Gordon Brown, Oltre il crollo. Come superare la crisi della globalizzazione, Rizzoli, 2011; Piero Bevilacqua, Il grande saccheggio. L'età del capitalismo distruttivo, Laterza, 2011; John Cassidy, Come crollano i mercati, Einaudi, 2011; Joseph E. Stiglitz, Bancarotta. L'economia globale in caduta libera, Einaudi, 2011; Jacques Attali, Come finirà? L'ultima chance del debito pubblico, Fazi, 2011; Luciano Gallino, Finanzcapitalismo. La civiltà del denaro in crisi, Einaudi, 2011; Andrei Ross Sorkin, Too Big to Fail. Il crollo, De Agostini, 2011. ha favorito il dibattito di filosofi e sociologi sui temi della condivisione e del solidarismoda intendersi nella sua dimensione progettuale, come la tendenza a realizzare un'organizzazione sociale fondata sulla collaborazione e sull'accordo., intesi come possibili vie per risolvere molti dei problemi del mondo moderno e liberare la buona volontà degli uomini. Sostituendosi alla competizione, all'avidità e all'egoismo, la condivisione e la cooperazione vengono inoltre considerate le vie d'accesso più importanti alla felicità dei singoli e dei gruppi, essendo in grado di favorire un clima più sereno, grazie al quale può essere apprezzata meglio la bellezza delle relazioni e il rispetto per l'ambiente.
Il recente terremoto finanziario e borsistico offre per esempio al filosofo Michel Serresgià noto per le sue riflessioni in La Guerre Mondiale, 2008. l'occasione per riflettere in generale sul fenomeno della crisi. A suo giudizio, quando si vive una crisi, nessun ritorno indietro è possibile. Bisogna inventare qualcosa di nuovo e avere il coraggio di voltare pagina. Ciò che invece colpisce è secondo lui l'assenza di cambiamento delle istituzioni nonostante i grandi sconvolgimenti che negli ultimi decenni hanno trasformato l'umanità. Egli individua in tale fenomeno la vera crisi, dalla quale occorrerebbe partire per ripensare il passato, mettere in discussione il rapporto che gli uomini hanno fra di loro e con il mondoOggetto di un interessante dibattito è stata anche l'analisi del filosofo Fernando Savater in Los diez mandamientos en el siglo XXI del 2004 e in Los siete pecados capitales del 2005 che considera la difficile conciliabilità fra le virtù del buon cristiano e l'attuale sistema di mercato basato sul consumismo.. Lo scenario di idee che si apre a partire da considerazioni affini porta a individuare nella condivisione un nuovo atteggiamento possibile per fare fronte a una crisi che non è solo economica o pertinente al mondo finanziario, ma che coinvolge direttamente il sistema dei valori etici.
Proprio a partire da un ripensamento dei valori etici si muove la riflessione del sociologo Gianpaolo Fabris, secondo il quale, in una fase di preoccupante divario tra economia e società, è possibile parlare di un cambiamento «nell'antropologia dei consumi e stili di vita»Gianpaolo Fabris, La società post-crescita. Consumi e stili di vita, Egea, 2010., che tendono progressivamente verso nuove dimensioni di condivisione. Secondo Fabris la “crescita economica”, così come si è tradizionalmente manifestata, non produce più benessere né migliora la qualità della vita degli individui, i quali si orienterebbero sempre di più verso una cultura del dono: «È la tendenza, davvero epocale a sostituire il possesso con l'uso, l'acquisto con il noleggio, la proprietà con l'accesso. Un orientamento che segna una vistosa presa di distanza dal feticismo dell'oggetto, dalla sua tesaurizzazione, dalla simbologia di status, dal possesso che fa aggio sulla fruizione, dall'accumulazione compulsava: i cardini cioè più inquietanti della società dei consumi»Gianpaolo Fabris, La società post-crescita. Consumi e stili di vita, Egea, 2010, p.171..
Il filosofo e psicanalista Slavoj Žižek, che si inserisce nella tradizione filosofica marxista rivisitata in chiave psicanalitica secondo la prospettiva di Jacques LacanLooking Awry. An introduction to Jacques Lacan through popular culture, Cambridge, The MIT Press, 1991; Enjoy Your Symptom! Jacques Lacan in Hollywood and Out, New York-London, Routledge, 1992., affronta temi quali la tolleranza, l'etica politica, la globalizzazione e i diritti umani, arrivando a considerare possibile il vivere una vita più soddisfacente e ricca di emozioni positive a partire da nuove categorie di pensiero con le quali interpretare le relazioni interpersonali e la vita sociale. La condivisione può essere una di queste categorie, favorendo la rottura di vecchi modi di pensare e una proiezione verso il futuro capace di tenere conto della dimensione collettiva e non solo quella individualeIn difesa delle cause perse. Materiali per la rivoluzione globale, Milano, Ponte alle Grazie, 2009; Dalla Tragedia alla farsa. Ideologia della crisi e superamento del capitalismo, Milano, Ponte alle Grazie, 2010, Vivere alla fine dei tempi, Milano, Ponte alle Grazie, 2011..
Il filosofo Andrea BraggioDi Andrea Braggio: Restituire Cristo al mondo , Condivisione , La comunità primitiva di Gerusalemme , Il sorriso del mondo , Cooperare, non competere , La cura degli altri è cura di se stessi , Raj Patel e il valore della cooperazione, Orti urbani e sicurezza alimentare, Famiglia e sovranità alimentare, Ogni classe è un piccolo mondo: elementi di pedagogia della condivisione. riconsidera l'ecosocialismo di Willy BrandtMein Weg nach Berlin, 1960; Begegnugen und Einsichten, 1960-1975; Politica di pace in Europa (Friendenspolitik in Europa – 1968), Milano, Sugar, 1971; Der organisierte Wahnsinn, 1987; Erinnerungen, 1989. in chiave metafisica mettendo in evidenza la capacità dell'uomo di svelare il proprio potenziale creativo e giungere alla felicità cooperando assieme agli altri uomini per la ricostruzione di ogni settore delle attività umane. Nell'accettazione del principio di condivisione risiede la risposta alla crisi politica ed economica che l'umanità sta attraversando e il primo passo per creare le condizioni sociali di un mondo più giusto. Il mondo è pronto ad accogliere nuovi modelli, più adeguati ai bisogni reali della gente ovunque, che poggiano sulla coesione, sull'unità delle persone e sulla loro interdipendenza. Gli attuali problemi dell'uomo sono risolvibili a patto che questi accetti il principio di condivisione e individui nell'autocompiacenza e nei propri interessi individualistici ed egoistici gli ostacoli principali da superare: «Come prima cosa dobbiamo imparare a essere uomini. Ed essere uomini significa riconoscere il valore della condivisione e prendere i bisogni del proprio fratello come misura per le proprie azioni, senza mai dimenticare che gli altri esistono in noi, come noi esistiamo negli altri». Secondo Braggio, molto presto saremo tutti chiamati a scegliere tra due diversi modi di risolvere gli attuali problemi e di intendere la vita economica e politica: l'egoismo, la competizione e gli inefficaci vecchi metodi dei governi da una parte e la condivisione e l'unità, la cooperazione e il servizio dall'altra.