Mezzano Rondani (pronuncia: Róndani) è una località della Bassa parmense, situata in parte nel comune di Sorbolo Mezzani e in parte nel comune di Colorno.

Geografia fisica Il territorio si trova nell'estremità settentrionale della provincia di Parma, nella Bassa Est, al confine con la provincia di Cremona in un'area poco elevata. Divide Mezzano Rondani dalle frazioni Casale di Mezzani, Mezzano Superiore e Trai il torrente Parma che sfocia nel Po. Quest'ultimo segna il confine settentrionale con la provincia di Cremona, in particolare il comune di Casalmaggiore nell'omonima città e nelle frazioni di Vicomoscano e l'isola di Fossa Caprara. Un'ampia fascia settentrionale rientra nella golena del Po. Questa zona è scarsamente popolata e ad uso prevalentemente agricolo. La zona più vicina al corso d'acqua non è protetta da argini ed è detta golena aperta, qui si trovano residui di vegetazione spontanea (principalmente saliceti) e lanche. Molto diffusa è la pioppicoltura, mentre le abitazioni sono assenti. Spostandosi dall'alveo fluviale in direzione dell'argine maestro si incontrano alcuni argini consortili che difendono e delimitano le golene chiuse. In esse il fertile terreno ospita un'agricoltura intensiva e sono presenti abitazioni sparse. Il centro abitato e le vie sono protette dall'argine maestro e sorgono su un dossi fluviali del Po. L'altezza media della zona dei dossi è sui .

Origini del nome Mezzani è un toponimo che deriva dalla parola latina medianus (che sta in mezzo), nel Basso Medioevo utilizzata per indicare le isole del Po, infatti, lungo il corso del fiume vi sono diverse località che riportano tale nome (Mezzana Bigli, Mezzanino, Mezzana Rabattone). Il centro abitato nacque su quelle che un tempo erano isole fluviali poi congiunte alla riva parmigiana. Il nome specifico della località deriva dalla nobile famiglia dei Rondani, attestata nel paese dal XIV secolo e proprietaria di numerosi beni del luogo..

Storia Medioevo La località prese forma dal periodo medievale in poi, si tratta di un territorio continuamente rimodellato nel corso dei secoli dall'azione del fiume, per questo motivo non sono state trovate tracce di antichi insediamenti.

Mezzano Rondani inizialmente sorse sulla riva sinistra del Po a poca distanza da Casalmaggiore. Il progressivo spostamento del corso del fiume verso nord causò l’erosione e la scomparsa di diversi territori delle campagne casalasche. Le terre di Mezzano Rondani, all'epoca un'antica villa lombarda, evitarono questa fine essendo trasformate alla fine del XIV secolo in isola del fiume. È possibile capire quanta sponda lombarda sia scomparsa nel corso dei secoli osservando l’attuale distanza dal fiume dei paesi parmensi che dal toponimo risultano originariamente sorti alla confluenza di un torrente nel Po: Coltaro (Caput Tari), Colorno (Caput Lurni), Copermio (Caput Parmae) e Coenzo (Caput Entiae). Un'altra prova di questo spostamento sono la presenza di una zona nelle vicinanze di Sacca e Mezzano Rondani denominata Po vecchio e l’esistenza a sud dei tre Mezzano dell'Argine di Sant'Antonio un tempo argine maestro del fiume. Inoltre nelle carte del XVIII secolo (come quella di Giuseppe Tizzani, Mappa di Mezzano Superiore e Inferiore, conservata nell'Archivio di Stato di Parma, Fondo Mappe e Disegni) viene riportata una lunga buca lasciata dal fiume Po..

Mezzano Rondani come anche il vicino Mezzano Superiore in realtà non si sviluppò solo come centro agricolo ma anche come punto strategico per il controllo della confluenza della Parma in Po e per il commercio fluviale col cremonese. La crescita di importanza dei due Mezzani per gli scambi con la Lombardia sono legati al blocco del porto di Copermio operato da Matilde di Canossa durante le lotte per le investiture e ai conflitti che interessarono l’area di Colorno tra il XI e il XIII secolo.

La prima chiesa parrocchiale del paese dedicata a Santa Maria e San Giovanni Battista, costruita quando Mezzano Rondani era ancora sulla sponda casalasca, fu fatta edificare da Gigliolo Rondani, appartenente all'omonima famiglia di nobili possidenti del paese, il 4 giugno 1395 in località Zappona. Alla sua morte donò alla parrocchia diversi terreni nei pressi del paese, nel casalasco e nelle vicinanze di Parma.

Nella prima metà del XV secolo, in seguito a gravi e ripetute inondazioni sulla riva lombarda, finirono per alterare il corso del Po, nei pressi di Casalmaggiore (come riporta Alberto Rondani). Seguitando l’erosione della sponda lombarda, nuovi materiali alluvionali furono depositati in corrispondenza della riva parmense fino a saldarla con l’isola prospiciente. I terreni di Mezzano Rondani, ora meno esposti alle piene del fiume ripresero a essere coltivati intensivamente e a sorgere nuove abitazioni tanto da divenire all'epoca il più popoloso tra i tre Mezzani. Diversamente dagli altri due, l'Inferiore e il Superiore feudo del Vescovo di Parma per diversi secoli, Mezzano Rondani appartenne da sempre al Ducato di Parma.

Storia moderna Viene menzionata in documenti del 1494 come Ecclesia S. Marie de Mezano Rondanorum la parrocchia di Mezzano Rondani. Nel catalogo dei benefici del 1520 figura sotto la giurisdizione della pieve di Colorno e sotto il patronato della famiglia Rondani. Nel settembre 1572 vi venne trasferito un chiericato dalla chiesa di Copermio. Nel 1630 anche nella zona circostante Colorno imperversò l'epidemia di peste di manzoniana memoria, nella sola Colorno vi furono più di 700 morti. Il primo caso del territorio comparve proprio a Mezzano Rondani, si infettarono alcune persone venute a contatto con un soldato tedesco appestato morto non lontano dal paese..

Il torrente Parma confluiva direttamente nel fiume Po non molto lontano da Mezzano Rondani. Nel secolo XVII tuttavia il corso d’acqua principale iniziò a depositare sedimenti nei pressi della riva dell'attuale comune di Mezzani, formando nuove isole o giare, spostandosi progressivamente verso la sponda lombarda. Una carta del 1616 rileva la presenza di due isole di fronte allo sbocco della Parma già colonizzate dalla vegetazione e utilizzate come pascolo. Il torrente fluiva tra le due giare, fu costretto a deviare il proprio corso verso est incanalandosi nel vecchio alveo del Po. Le due isole si erano unite al territorio di Mezzano Rondani costituendone una lunga propaggine tra il fiume e il suo affluente, costringendo la Parma a sboccare nell'Enza..

All'inizio del XVIII secolo nacquero delle controversie per la gestione dei porti tra Mezzano Superiore e Mezzano Rondani. Quest’ultimo tra l’altro disponeva di due approdi, uno sul fiume Po e uno sulla Parma..La chiesa, edificata nei XIV secolo, divenne inutilizzabile a seguito delle inondazioni del 1705 e del 1733 e fu rimpiazzata dall'attuale di Santa Maria Annunziata nel 1745 come attestato dalla lapide presente sopra l'ingresso. I Mezzani di appartenenza vescovile si sviluppa un fitto commercio illegale, così, dopo varie sanzioni, il ducato di Parma pianifica una strategia d'annessione dei due paesi. A partire dal 1759 viene sospesa la licenza di trasferire i grani del ducato oltre confine, seria minaccia per i mezzanesi che risposero con il proliferare del contrabbando sui confini di Casale, Coenzo e Copermio. L'autorità ducale rafforzò i controlli sulle frontiere. A Mezzano Rondani si fermò l'inviato del duca Antonio Ballarini per indagare sul contrabbando fuori controllo, sfuggito dalla sorveglianza degli amministratori della Mensa vescovile.

Il 13 settembre del 1760 fu inaugurato il ponte in chiatte di Colorno-Casalmaggiore.Nel 1764 la nuova chiesa di Santa Maria Annunziata ottenne il titolo di Arcipretura.

l problema dell'erosione delle rive fluviali, mai completamente risolto, tornò a farsi sentire dalla fine del XVIII secolo. In particolare destava preoccupazione la scarsa pendenza del lungo tratto finale da Colorno fino all'Enza della Parma che rallentava il deflusso delle acque e aumentava la probabilità di esondazioni in caso di piena. La Congregazione dei cavamenti studiò una soluzione a questo problema. Si propose di deviare la Parma facendola sboccare direttamente in Po qualche chilometro più a monte. L'idea era di realizzare un nuovo alveo di due miglia dalla curva di Bezze fino a Sanguigna. I tecnici però capirono ben presto che l’opera era irrealizzabile, per effetto delle pendenze lo scolo della Parma sarebbe stato difficoltoso: nel punto previsto per il nuovo sbocco il pelo dell'acqua del Po sarebbe stato a un livello superiore rispetto a quello delle acque provenienti dalla Parma. Il progetto fu abbandonato e ci si limitò a innalzare e rafforzare gli argini esistenti.

Dopo la piena del 1765, bisogna ricordare la disastrosa alluvione del novembre 1801. Segue poi quella del 1857.

Storia contemporanea Tra il 1832 e il 1834 Mezzano Rondani era una villa divisa in due "comunelli", spettanti l'uno a Colorno, con 259 abitanti, nel quale era posta la parrocchia; l'altro di 440 abitanti a Mezzani. A Mezzano Rondani, per il passaggio sul Po, stavano due barche di rimpetto a Fossa Caprara.

Tra il 1845 e il 1850 per effetto delle mutate correnti del fiume, la riva destra del Po si avvicinò sempre più all'alveo della Parma. In pochi anni il torrente tornò a sboccare direttamente in Po. Non è documentato né l’anno in cui ciò avvenne né se si trattò solo di un processo naturale legato all'erosione della sponda o se fu velocizzato con una deviazione artificiale. Gli unici dati certi si possono desumere dalla cartografia: nella planimetria pubblicata nel 1828 dall'Istituto Geografico Militare, per conto dello Stato Maggiore Austriaco Parma ed Enza sboccano ancora congiuntamente, nella carta topografica della provincia di Parma del 1879 figura uno sbocco indipendente in Po, ma la configurazione attuale si trova solo in una carta del 1884.

Nel 1861 Mezzani col Ducato di Parma entrò a far parte del Regno d'Italia.

Le Ghiare Bonvisi, a seguito della mutazione del corso del torrente, nel 1872 vennero smembrate dalla parrocchia di Mezzano Rondani e aggregate a quella più vicina di Mezzano Inferiore.

Gli anni '80 del XIX secolo furono abbastanza movimentati dal punto di vista politico. Le frazioni di Mezzano Superiore, Mezzano Rondani e Casale richiesero lo spostamento in una posizione più centrale della sede municipale; questa era infatti ubicata a Mezzano Inferiore, nell'edificio ad angolo tra le attuali via Martiri della Libertà e via Sandro Pertini. Non riuscendo a trovare una soluzione condivisa, l'amministrazione comunale iniziò a temporeggiare. Gli abitanti dei tre paesi allora si fecero promotori di un'istanza per l'aggregazione al contermine comune di Colorno. Questa azione provocò l'avvio immediato delle pratiche per realizzare una nuova sede municipale a Casale (1886). La posizione più baricentrica della futura casa comunale soddisfece le frazioni e l'istanza fu ritirata. I cittadini di Mezzano Inferiore non furono dello stesso parere e a loro volta chiesero di essere aggregati al comune di Sorbolo. La questione fu risolta in sede di consiglio provinciale nel 1887, venne accettata la richiesta di trasferimento del municipio e respinta la domanda di aggregare Mezzano Inferiore a Sorbolo.Atti del Consiglio provinciale di Parma, Parma, Tipografia Giacomo Ferrari, 1888, pp. 25-32. Il Regio Decreto del 22 maggio 1887 autorizzò definitivamente il trasferimento della sede comunale.