Biografia Nato nel Salento, con cui mantiene un legame forte e dove ha vissuto fino al conseguimento della maturità classica, Antonio Prete si è poi laureato in Lettere all'Università Cattolica con una tesi sulla rivista “Lacerba", perfezionandosi in filologia italiana sotto la guida di Mario Apollonio.
Dopo alcuni anni di insegnamento liceale, prevalentemente a Milano (Liceo Parini ed altri licei), è passato all'Università degli Studi di Siena, dove ha insegnato come ordinario Letteratura comparata, coordinando poi per diversi anni il Dottorato di Comparatistica. È stato "visiting professor" nelle università di Paris III, Paris VIII, Montpellier, Canterbury, Salamanca, Brown University, Yale, École Normale di Lyon e altrove. Nel 2006 è stato ospite come professeur invité al Collège de France e nel 2012 all'Università di Harvard. Ha anche tenuto un corso presso la Scuola Galileiana di Padova e conferenze e seminari in diverse Università e istituzioni culturali.
Ha collaborato a riviste letterarie e filosofiche quali "Per la critica", "aut aut", "Il piccolo Hans", "Poesia", "Il semplice", "l'immaginazione" (sulla quale tiene la rubrica Il divano) e, dal 1989, "Il gallo silvestre", semestrale che ha fondato (insieme con Attilio Lolini) e che si è occupato di temi relativi al linguaggio della poesia, ospitando molte traduzioni poetiche nella rubrica d’apertura Libro d’ore e poeti italiani nella rubrica La stanza del poeta. Ha diretto “il gallo silvestre” per tutto il tempo della sua pubblicazione (1989-2004). Collegati con la rivista, i volumi "Quaderni del gallo silvestre" per le edizioni Manni. Suoi saggi anche su riviste francesi come “Po&sie” e “Europe”. Suoi scritti – narrazioni, saggi, poesia – sono stati tradotti su riviste di altre lingue e altre riviste di altri Paesi.
Fa parte, sin dalla sua costituzione, del Comitato scientifico del Centro studi leopardiani. È nei comitati scientifici di diverse riviste letterarie (“Nuova Corrente”, “Estetica” e altre).
Collabora con Radio3. Nel 2012 ha tenuto per Fahrenheit il ciclo Scuola di lettura.
Come saggista, oltre agli scritti su Leopardi e Baudelaire e ai numerosi interventi sul linguaggio della poesia, a partire dagli anni Novanta ha condotto un'esplorazione di alcuni sentimenti ricostruendo le forme della loro rappresentazione letteraria: Nostalgia, 1992 (una nuova edizione allargata nel 2018); Trattato della lontananza, 2008 (intorno alla traduzione spagnola del Trattato della lontananza è nato il blog spagnolo Tratado de la lejania); Compassione. Storia di un sentimento (2013); Il cielo nascosto. Grammatica dell’interiorità (2016); Carte d’amore (2022).
Nella narrazione privilegia il racconto breve, secondo linee di ricerca esistenziale e fantastica (L'imperfezione della luna, 2000; Trenta gradi all'ombra, 2004; L'ordine animale delle cose, 2008). Nei racconti frequenti i temi cosmologici e relativi alla natura e agli animali.
Nella poesia (Menhir, 2007; Se la pietra fiorisce, 2012; Tutto è sempre ora, 2019; Convito delle stagioni, 2024) ) è presente, secondo forme essenziali, una dimensione meditativa e interrogativa, oltre che un dialogo con poeti come Paul Celan e Edmond Jabès. Spesso il verso è in relazione con le modulazioni della prosa. Al centro dell’interrogazione poetica ci sono spesso due elementi: il tempo, in tutte le sue forme – l’irreversibilità, il non vissuto, l’attesa, l’annuncio – e la natura, osservata nei modi del suo apparire, nelle stagioni, nel ricordo, nella sua opacità e lontananza.
Tra i suoi campi di interesse, Giacomo Leopardi, Charles Baudelaire ed Edmond Jabès, sui quali viene considerato uno specialista, ma anche la rappresentazione delle passioni nel linguaggio poetico e nella narrazione, i problemi e le avventure della traduzione, soprattutto quella poetica, la tradizione simbolista francese e in generale la formazione e la natura del linguaggio poetico, la rappresentazione della natura e del "naturale" in letteratura, scrittori italiani (Dante, Petrarca e il petrarchismo, Boccaccio, Michelangelo poeta, Francesco De Sanctis, Benedetto Croce, Giovanni Pascoli, Tommaso Landolfi, Giorgio Caproni, Mario Luzi, Andrea Zanzotto) e francesi (Montaigne, Stéphane Mallarmé, Arthur Rimbaud, Paul Verlaine, Paul Valéry, Marcel Proust, André Gide, René Char, Pierre Jean Jouve, Maurice Blanchot, Yves Bonnefoy) e qualcuno di altre lingue (come Emily Dickinson, Rainer Maria Rilke, Paul Celan, Antonio Machado, Pablo Neruda, Rafael Alberti), alcuni testi dei quali ha tradotto in italiano. Una sua antologia di traduzioni poetiche è L’ospitalità della lingua (una prima edizione è del 1996, seconda edizione allargata nel 2014). La traduzione è un tema di frequenti indagini e di riflessioni : su questo il volume All’ombra dell’altra lingua. Per una poetica della traduzione (2011).
Suoi interventi si trovano anche su "Zibaldoni e altre meraviglie", sito curato da Enrico De Vivo, e su altre riviste cartacee e on-line (in particolare su "Doppiozero" e "l'immaginazione").
I suoi libri di critica più importanti, tradotti anche all'esteroIn Francia, inoltre, ha introdotto l'epistolario leopardiano, tradotto da Monique Baccelli per Allia (2007)., sono quelli su Leopardi, a cominciare da Il pensiero poetante (all'edizione del 1980 sono seguite diverse edizioni), che analizza il laboratorio labirintico del poeta a partire dallo Zibaldone indagando in particolare sulla centralità del desiderio, sul rapporto tra filosofia e poesia, sulla critica della civiltà, e mostrando come il pensiero leopardiano sia animato nelle sue forme dall'esperienza poetica e questa esperienza abbia a sua volta un'energia fortemente conoscitiva. La ricerca prosegue con Finitudine e Infinito, dove il nesso poesia-pensiero in Leopardi è indagato attraverso figure come il mito, il rapporto finitudine e infinito, la natura, l’amore, il riso, la traduzione. Sono poi seguiti via via i saggi leopardiani raccolti nel libro Il deserto e il fiore (2004) e nel volume La poesia del vivente. Leopardi con noi (2019). Ha scritto anche saggi su Baudelaire, come L'albatros di Baudelaire e I fiori di Baudelaire. L'infinito nelle strade.
Un altro filone della sua ricerca è quello che parte da Prosodia della natura (1993) e mette in relazione l'ordine fisico delle cose e il linguaggio della poesia, attraverso alcune figure: luce, stelle, acqua, nuvole, fuoco, piante e animali. Queste figure sono il respiro del linguaggio poetico. A partire dal Cantico delle creature e attraverso la Commedia, il Canzoniere e le Rime del Tasso, ma soprattutto ancora Leopardi e Baudelaire, si mostra come la natura sia ormai diventata opaca e inconoscibile, tuttavia di lei è possibile sentire l'energia e il ritmo grazie ai poeti. In questo senso anche Il demone dell'analogia (1986) cerca quella pulsione nascosta tra nome e cosa, indagando sulla rappresentazione poetica, tra le "sue ferite e le sue ceneri, i suoi eccessi e la sua vanità"dalla quarta di copertina dell'ed. Feltrinelli, collana "Campi del sapere"., analizzata in alcuni classici (ancora Leopardi, Baudelaire, Valéry). La sezione Frammenti sull'arte poetica raccoglie riflessioni sugli elementi costitutivi del linguaggio poetico, aperte alla ricerca del "pensiero poetante", cuore della riflessione di Prete. Nel 2003 ha pubblicato la traduzione poetica dei Fiori del male di Baudelaire, alla cui esecuzione ha atteso per molti anni. Nel 2018 ha pubblicato un libro sulla sua terra d’origine: Torre saracena. Viaggio sentimentale nel Salento. Nel 2023 ha pubblicato il libro di narrativa Album di un’infanzia nel Salento.
Tra le conversazioni a tutto campo relative al suo percorso di poeta e di critico, quella con Massimo Cappitti, Il respiro poetico del sapere (2019) e quella con Carla Saracino, Dal tempo qui raccolto (2024).
Alcuni saggi di particolare rilievo. Trattato della lontananza (2008): attraverso la descrizione di figure come l’addio, l’orizzonte, il cielo, la partenza, l’esilio, l’amor de lonh, ecc., il saggio ripercorre le forme di un sapere letterario e figurativo che tiene aperto il tempo e lo spazio della lontananza, mentre la tecnica oggi dominante tende a portare il lontano nel qui e ora, nel consumo immediato e non fantastico dell’immagine (il grecotele, lontano, è il termine che va a comporre molti strumenti della tecnica contemporanea: televisione, telefono, ecc.).
Compassione. Storia di un sentimento (2013) ripercorre le figure con le quali la scrittura poetica e narrativa mette in scena “il tu colpito dal dolore”: dalla tragedia dei Greci alle grandi narrazioni ottocentesche, dai racconti e dai versi sulla spietatezza – morte della compassione – propria delle guerre alle figurazioni artistiche della Pietà, dalla rappresentazione del dolore animale alle figurazioni orientali della compassione, il libro mostra il prender forma di un pensiero della relazione con l’altro che passa attraverso la condizione dolorosa.
Il cielo nascosto. Grammatica dell’interiorità (2016). Il saggio segue lo svolgersi di alcune figure: il “conosci te stesso” della sapienza greca, osservato nel suo definirsi come senso del limite e della finitudine, il raccoglimento, come prende forma nella narrazione e nella poesia, la riflessione sull’amore come momento della conoscenza di sé, il rapporto tra le cosmografie celesti e quelle interiori, la “cura di sé”, intesa come ricerca di una terrena, temperata, felicità, il cammino e le sue raffigurazioni fisiche e ascetiche, il soliloquio, le rappresentazioni interiori del tempo altro e dell’altrove, l’autoritratto nella pittura, il teatro dell’io e alcune sue scene, come il Narciso, l’amor proprio e il prender campo del tu. Ogni capitolo termina con la voce di un possibile lessico dell’interiorità: attesa, silenzio, stupore ecc.
Carte d’amore (2022). Un saggio sulla rappresentazione dell’amore nella narrazione, nella poesia, nelle arti, che interroga nella prima parte figure come l’apparizione, il turbamento, la tenerezza, la confidenza, il segreto, la seduzione, la gelosia, l’agape: un lessico che ha al centro il desiderio, lo studio delle sue forme, del suo nesso con la mancanza. Una seconda parte è dedicata al paesaggio dell’amore, a figure come il giardino, il mare, la selva, la stanza, la strada. Un intermezzo tra le due parti del libro ripercorre il racconto del Simposio di Platone, rivisitato attraverso i suoi riflessi nelle interpretazioni di Marsilio Ficino e nelle dottrine d’amore successive.
Nel 2010 l’Università degli studi di Lecce ha tenuto due giornate di studio dedicate ad Antonio Prete (atti raccolti nel volume Pensiero poetante e poetica della lontananza, a cura di Carlo Alberto Augieri). Una Bibliografia generale degli scritti di Antonio Prete (1963-2017) è nel volume Antonio Prete, scrittura delle passioni. Una conversazione, una bibliografia e due saggi inediti, a cura di Carlo Tirinanzi De Medici (2018).
Opere Saggi La distanza da Croce, CELUC, Milano 1970. Il realismo di De Sanctis, Cappelli, Bologna 1970. Critica e autocritica, CELUC, Milano 1971. Nichilismo e imperialismo. L’avanguardia letteraria in Italia (1903-1914),con Piero Pieri, Paolo Pulleg e Gianni Scalia, Bertani, Verona 1978. Il pensiero poetante, Feltrinelli, Milano 1980; Feltrinelli ("Universale economica"), Milano 2006; Mimesis, Milano-Udine 2021. Il demone dell’analogia. Da Leopardi a Valéry: studi di poetica, Feltrinelli, Milano 1986. Nostalgia. Storia di un sentimento, Raffaello Cortina, Milano 1992 (nuova ed. 2004, nuova ed. allargata 2018). Prosodia della natura. Frammenti di una fisica poetica, Feltrinelli, Milano 1993. L’Albatros di Baudelaire. Lezione di poesia, Pratiche, Parma 1994. Finitudine e infinito. Su Leopardi, Feltrinelli, Milano 1998. Dialogo su Leopardi. Natura, poesia, filosofia, con Salvatore Natoli, Bruno Mondadori, Milano 1998. Giacomo Leopardi: il fiorire e il nulla, EnnErre - Le nostre ragioni, Tipografia Cazzaniga, Milano s.d. .