Innovatore del dialogo letterario e delle forme dialettiche, Platone influenzò tutti i principali ambiti della filosofia teoretica e della filosofia pratica e fondò l'Accademia di Atene, una scuola filosofica dove insegnò quell'insieme di teorie filosofiche che sarebbero poi divenute note sotto il nome di platonismo.
Il contributo più celebre di Platone è la sua teoria delle forme (o delle idee), che mira a risolvere quello che oggi è noto come il problema degli universali. Egli fu influenzato, oltre che dal suo maestro Socrate, anche da pensatori presocratici come Pitagora, Eraclito e Parmenide, sebbene gran parte di ciò che si sa su di loro derivi proprio da Platone stesso.
Insieme al suo maestro Socrate e al suo allievo Aristotele, Platone è una figura centrale nella storia del pensiero filosofico occidentale.Così ad esempio Battista Mondin: «Platone è filosofo sommo, il filosofo per eccellenza. Indubbiamente anche la figura di Aristotele rifulge di luminoso fulgore. Ma […] nessun altro filosofo ha influenzato quanto Platone il destino della filosofia occidentale. Le sue dottrine gnoseologiche, metafisiche, etiche, politiche, estetiche, assimilate dal cristianesimo, sono diventate eredità permanente della cultura medioevale e della cultura moderna. La figura di Platone è fondamentale, gigantesca e poliedrica. Oltre che la storia della filosofia essa interessa la storia della poesia, della letteratura e della lingua greca. […] La straordinaria grandezza di Platone è stata riconosciuta in ogni tempo» (Storia della metafisica, vol. I, pag. 139, E.S.D., 1998, ISBN 978-88-7094-313-9).«The safest general characterization of the European philosophical tradition is that it consists of a series of footnotes to Plato» («La più sicura caratterizzazione della tradizione filosofica europea è quella secondo la quale essa consiste in una serie di note a piè di pagina a Platone»), in A. N. Whitehead Process and Reality: an Essay in Cosmology, p. 39, Free Press, 1979).«La filosofia posteriore, la nostra filosofia, non è altro che una continuazione, uno sviluppo della forma letteraria introdotta da Platone». (Giorgio Colli, La nascita della filosofia, Adelphi, Milano 2011, p. 13).«Platone è una figura d'importanza storica mondiale, e la sua filosofia è una di quelle creazioni di risonanza mondiale, che sin dal primo loro sorgere hanno avuto la più significativa influenza, su tutte le età successive, sull'educazione e sullo svolgimento dello spirito» (Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Lezioni sulla storia della filosofia, vol. II, La Nuova Italia, Firenze 1964, p. 154). A distanza di più di due millenni, si ritiene che le opere complete di Platone siano sopravvissute, a differenza di quelle di quasi tutti i suoi contemporanei, e sebbene la loro popolarità abbia subito delle oscillazioni, i suoi testi sono stati costantemente letti e studiati nei secoli. Inoltre, attraverso l'evoluzione del platonismo, ovvero il neoplatonismo, influenzò anche la filosofia cristiana, ebraica e islamica.
Biografia Le fonti
Le fonti non offrono un quadro univoco della vita di Platone. Una biografia che, secondo la testimonianza del neoplatonico Simplicio,De caelo (ed. Heiberg), 12, 22-23; In Physica (ed. Diels), 1165, 35. sarebbe stata redatta dal discepolo Senocrate non ci è pervenuta. Molte notizie ci giungono dallo storico greco Diogene Laerzio (vissuto tra il II e III secolo d.C.), autore di una serie di biografie di filosofi greci (Vite dei filosofiIl libro III delle Βίοι καὶ γνῶμαι τῶν ἐν φιλοσοφίᾳ εὐδοκιμησάντων di Diogene Laerzio è interamente dedicato a Platone.), che si rifà a numerosi testimoni, tra cui Speusippo, Aristotele, Ermodoro, Aristippo, Dicearco, Aristosseno e altri. Altri biografi di Platone, come Olimpiodoro il Giovane (VI secolo d.C.),Traduzione italiana: "La vita di Platone", in Olimpiodoro d’Alessandria. Tutti i Commentari a Platone, (testo greco a fronte) cura di Francesca Filippi, Sankt Augustin, Academia Verlag, 2017, vol. I, pp. 5-12. e una biografia anonimaPubblicata da Anton Westermann in Biographoi. Vitarum scriptores Graeci minores, Brunsvigae, Westermann, 1845, pp. 388-396. non citano alcuna fonte. Apuleio, nel De Platone et eius dogmate, i cui primi quattro capitoli costituiscono la più antica biografia di Platone pervenutaci,Medioplatonici. Opere, frammenti, testimonianze, a cura di Emmanuele Vimercati, Milano, Bompiani, 2015, p. 950 e p. 1147, n. 1. menziona Speusippo (I, 2, 183), il quale, come dice in un unico riferimento anche Diogene Laerzio (III, 1, 2; IV, 1-11), avrebbe scritto un elogio funebre del maestro.
Delle autorità citate da Diogene Laerzio, non è possibile dire se alcune tra esse si siano specificatamente dedicate a biografare il maestro. George Grote, , volume 1, ed. Murray, 1867, p. 113. Altre fonti sulla vita di Platone sono: i suoi dialoghi filosofici; gli scritti di Aristotele; una raccolta di tredici lettere di Platone (probabilmente spurie, tranne la VII e l'VIII); un frammento dalla Storia dei filosofi (Syntaxis ton philosophon) e otto frammenti della Storia dell'Accademia, dell'epicureo Filodemo di Gadara (I secolo a.C.), che fanno parte dei papiri di Ercolano;Filodemo, Storia dei filosofi [.] Platone e l’Accademia (PHerc. 1021 e 164), Edizione, traduzione e commento a cura di Tiziano Dorandi, Napoli Bibliopolis 1991, pp. 186-187. gli anonimi Prolegomena alla filosofia platonica (tradizionalmente attribuiti a Olimpiodoro); la voce della Suda (X secolo) su Platone;Ada Adler (a cura di), Suidae Lexicon, I-V. Lipsiae: B. G. Teubneri, 1928-1938. La voce "Platon, IV 141.16-17", è disponibile (testo greco e traduzione inglese) sul sito . la Vita di Dione di Plutarco (I-II secolo d.C.), che comunque si rifà alle Lettere. George Boas, «», in The Philosophical Review, vol. 57, n. 5 (settembre 1948), pp. 439-457.
Nascita e origini
Platone nacque ad Atene da genitori aristocratici: il padre Aristone, che vantava tra i suoi antenati Codro, l'ultimo leggendario re di Atene, gli impose il nome del nonno Aristocle; la madre, Perictione, secondo Diogene Laerzio discendeva dal famoso legislatore Solone«Crizia, uno dei Trenta e Glaucone erano figli di Callescro. Glaucone era padre di Carmide e di Perittione. Da Perittione e Aristone nacque Platone, sesto da Solone» (Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, a cura di Marcello Gigante, Laterza, 1962, III, 1, p. 122).Crizia era cugino di Carmide e suo tutore (in Platone, Charm. 154b e 155a). Carmide era fratello di Perittione per cui Platone era cugino in primo grado di Carmide e in secondo grado di Crizia. (in J. Kirchner, Prosopografia attica, Berlino, G. Reimer, 1901, vol. I)..
La sua data di nascita viene fissata da Apollodoro di Atene, nella sua Cronologia, all'ottantottesima Olimpiade, nel settimo giorno del mese di Targellione, ossia alla fine di maggio del 428 a.C.Fonte utilizzata anche da Diogene Laerzio (III, 1-41), cfr. , pag. 26 e 72. Ebbe due fratelli, Adimanto e Glaucone, citati nella sua Repubblica, e una sorella, Potone, madre di Speusippo, futuro allievo e successore, alla sua morte, alla direzione dell'Accademia di Atene.
Fu un altro Aristone, un lottatore di Argo, suo maestro di ginnastica, a chiamarlo per la larghezza delle spalle "Platone" (dal greco , platýs, che significa "ampio")Diogene Laerzio, III, 4. Platone praticava infatti il pancrazio, una sorta di lotta e pugilato assieme. Altri danno del nome un'altra derivazione, come l'ampiezza della fronte o la maestà dello stile letterario. Diogene Laerzio, riferendosi ad Apuleio,Ibid., Platone e la sua dottrina, I, 2. a OlimpiodoroIbid., Vita di Platone, 2, 3. e a Eliano,Ibid., Storia varia, II, 30. informa che avrebbe coltivato la pittura e la poesia, scrivendo ditirambi, liriche e tragedie, che avrebbero avuto in seguito, insieme ai mimi, un'importanza fondamentale per la scrittura dei suoi dialoghi.
Secondo lo stesso Diogene LaerzioLe vite dei filosofi, Libro III sulla sua nascita esiste una leggenda riferita nell'opera Il banchetto funebre di Platone di Speusippo, secondo cui il maestro di Aristotele sarebbe stato in realtà figlio del dio Apollo, e perciò anche fratello di Asclepio, «medico del corpo, come dell'anima immortale lo è Platone».Laerzio, III, 45, trad. di Anna Motta. Secondo questo mito Aristone, padre di Platone, in procinto di sedurre Perictione, avrebbe avuto la visione di Apollo che lo avrebbe distolto da ogni rapporto fisico con la giovane, la quale sarebbe invece rimasta incinta del dio, preso dalla sua bellezza.Dizionario enciclopedico delle scienze, lettere e arti, a cura di Antonio Bazzanini, vol. 5, 1834, p. 912. Secondo una versione posteriore, tuttavia, esposta dall'autore ignoto dei Prolegomeni, Platone viene nuovamente accostato ad Asclepio, ma viene chiamato figlio di Aristone.Anonimo, Prolegomeni alla filosofia di Platone, VI, 17-19 (traduzione italiana a cura di Anna Motta, Armando, 2014, pp. 126-128). D'altronde Speusippo, essendo figlio di una sorella di Platone, non poteva non sapere che quest'ultimo non era il primo ma il terzo figlio di Perictione. Probabilmente il suo fine non era quello di fornire informazioni storiche, ma di promuovere la mitizzazione del filosofo dopo la morte di questiProlegomeni alla filosofia di Platone, cit. e di giustificarne così il culto che gli era tributato nell'Accademia. La divinizzazione del celebre filosofo continuerà in età neoplatonica, con talune forme di eccesso - come riferito da Porfirio e da ProcloAnna Motta, Prolegomeni alla filosofia di Platone, op. cit., p. 61. - e sarà ricordata dall'umanista Marsilio Ficino per la dote curativa trasmessagli da Apollo.Teodoro Katinis, Medicina e filosofia in Marsilio Ficino: il Consilio contro la pestilenza, Ed. di Storia e Letteratura, 2007, pp. 72-73.
Nella medesima opera Speusippo elogiò inoltre l'acuto intelletto e la memoria prodigiosa dimostrati da Platone quando era un bambino, nonché la sua dedizione allo studio durante l'adolescenza.Leonardo Tarán, Speusippus of Athens : a Critical Study with a Collection of the Related Texts and Commentary, Brill, Leida 1981, pp. 236-237.
I viaggi e l'incontro con Socrate Platone frequentò l'eracliteo Cratilo e il parmenideo Ermogene, ma non è certo se la notizia sia reale o se voglia giustificare la sua successiva dottrina, influenzata sotto diversi aspetti dal pensiero dei suoi due grandi predecessori, Eraclito e Parmenide, da lui considerati gli autentici fondatori della filosofia. Avrebbe partecipato a tre spedizioni militari, durante la guerra del Peloponneso, a Tanagra, a Corinto e a Delio, dal 409 a.C. al 407 a.C., anno in cui, conosciuto Socrate, avrebbe distrutto tutte le sue composizioni poetiche per dedicarsi completamente alla filosofia.