Fu per quattro volte ministro degli Esteri. Durante il mandato dal 1848 al 1849 dispose la repressione dei moti della Repubblica romana. Fu ministro degli Esteri una seconda volta per alcuni giorni nel 1851 e successivamente con il Secondo Impero dal 1852 al 1855 e dal 1862 al 1866. Durante questi ultimi due mandati la sua politica, conservatrice e filoaustriaca, mirò a contenere le iniziative liberali e filoitaliane dell'imperatore Napoleone III.

Guidò la politica estera alleato dell'imperatrice Eugenia. Sostenne nel 1853 l'intervento francese al fianco della Gran Bretagna contro la Russia (Guerra di Crimea), ma non riuscì a convincere l'Austria a fare altrettanto. Dimessosi per il rifiuto di Napoleone III di vagliare una sua proposta di pace alla Russia, fu poi richiamato all'incarico e sostenne le rivolte anti-russe in Polonia nel 1863 (Rivolta di Gennaio).

Fu ostacolato da Napoleone III che si appropriò gradualmente degli affari Esteri costringendolo a firmare la Convenzione di settembre con l'Italia. Ancora in contrasto con Napoleone III favorevole alla Prussia e all'Italia che avevano attaccato l'Austria (Guerra austro-prussiana), nel 1866 abbandonò definitivamente la vita politica.

Monarchia di luglio e Seconda Repubblica (fino al 1852)

Édouard Drouyn de Lhuys intraprese fin da giovane la carriera diplomatica che interruppe quando, nel 1842, durante la Monarchia di luglio, fu eletto deputato. Prima della Rivoluzione francese del 1848 e l'instaurazione della Seconda Repubblica condusse una vivace campagna contro il governo di François Guizot. Alla caduta di quest'ultimo Drouyn de Lhuys fu eletto all'assemblea costituente (23 aprile 1848). Divenuto presidente della Repubblica Luigi Napoleone, fu nominato per la prima volta ministro degli Esteri il 20 dicembre 1848Hübner, Nove anni di ricordi, Milano, 1944, p. 44 (note)..

Nel 1849, Drouyn de Lhuys, che aveva servito Luigi Filippo e conservava una preferenza per l'orleanismo, era già favorevole ad un'alleanza conservatrice con l'Austria e si schierò contro la Repubblica Romana. Dopo lo sbarco delle truppe francesi a Civitavecchia il 24 aprile, rompendo ogni indugio, diede infatti disposizioni al generale Nicolas Oudinot di avanzare verso le forze di Garibaldi, con le quali i francesi si scontrarono il 30 aprile 1849Taylor, L'Europa delle grandi potenze, Bari, 1961, p. 61.Di Rienzo, Napoleone III, Roma, 2010, pp. 104-105., dando inizio al conflitto che vedrà vittorioso il Secondo Impero.

Drouyn de Lhuys riteneva che gli interessi francesi fossero agevolati da una Germania e un'Italia divise; benché, in quello stesso aprile 1849, affermò che la Francia avrebbe accolto un ingrandimento della Prussia se ciò avesse comportato la distruzione della Santa Alleanza di Russia, Prussia e AustriaTaylor, L'Europa delle grandi potenze, Bari, 1961, pp. 61, 63..

Compromesso dalle sue tendenze filopapisteDi Rienzo, Napoleone III, Roma, 2010, p. 106., nel giugno del 1849 fu sostituito alla carica di ministro degli Esteri da Alexis de Tocqueville e fu inviato come ambasciatore a Londra. Con tale mandato risolse il cosiddetto “Affare Don Pacifico” mediando fra la Grecia, protetta della Francia, e la Gran Bretagna con la quale i rapporti peggioraronoIl cosiddetto "Affare Don Pacifico" scoppiò quando un suddito britannico di origine ebraico-portoghese, David (“Don”) Pacifico, ebbe ad Atene la casa saccheggiata da greci ortodossi. Le autorità greche non vollero riconoscergli un risarcimento danni e la Gran Bretagna arrivò a bloccare con le sue navi da guerra i porti greci, cosa che portò la Francia a protestare. Drouyn de Lhuys, venne momentaneamente richiamato a Parigi, ma il suo intervento fu decisivo affinché la Grecia cedesse sulla questione (26 aprile 1850). Nello stesso 1850 si riappacificò con Londra grazie alla prima guerra dello Schleswig che vide la Prussia combattere contro gli stati scandinavi. In quella occasione l'ambasciatore francese arrivò a proporre un'alleanza tra Francia, Russia e Gran Bretagna per ristabilire l'ordine nell'Holstein. Per ragioni diverse Londra e San Pietroburgo lasciarono cadere la propostaTaylor, L'Europa delle grandi potenze, Bari, 1961, p. 81..

Tornato definitivamente a Parigi nel gennaio 1851, fu nominato nuovamente ministro degli Esteri conservando la carica per pochi giorni (10-24 gennaio).

Con il colpo di Stato del 2 dicembre 1851, Luigi Napoleone mise fine alla Seconda Repubblica e il 14 gennaio 1852 fu emanata la nuova costituzione. Drouyn de Lhuys fu eletto senatore e nominato di nuovo ministro degli Esteri il 28 luglio. Contrario alla formazione di un secondo impero francese, operò con l'ambasciatore austriaco a Parigi, Joseph Alexander von Hübner (1811-1892), affinché il piano di Luigi Napoleone fallisse o quantomeno risultasse innocuoHübner, Nove anni di ricordi, Milano, 1944, p. 110.. Tutto ciò con poco successo, poiché il 21 novembre 1852 la nuova costituzione fu ratificata da un plebiscito e Luigi Napoleone assunse la carica di Napoleone III imperatore di Francia.

Ministro degli esteri di Napoleone III: la Crimea (1853-1855)

Con l'acuirsi nel 1853 della crisi fra la Russia da un lato e l'Impero ottomano, la Gran Bretagna e la Francia dall'altro, il ministro degli esteri Drouyn de Lhuys espresse una politica dapprima attendista e poi, dopo la sconfitta della marina turca a Sinope (30 novembre), interventistaValsecchi, L'alleanza di Crimea, Firenze, 1968, pp. 257-258..

La sua azione prevedeva però anche la mobilitazione dell'Austria. Nell'alleanza con Vienna, infatti, Drouyn de Lhuys vedeva un freno alle tendenze rivoluzionarie di Napoleone III e, nello stesso tempo, un contrappeso all'influenza inglese che pure gli tornava gravosaHübner, Nove anni di ricordi, Milano, 1944, p. 212..

Il 27 marzo 1854, a seguito del rifiuto dello Zar Nicola I di abbandonare i principati turco-danubiani, la Gran Bretagna e la Francia entrarono in guerra al fianco dell'Impero ottomano contro la Russia. Nonostante ciò ebbe inizio un intenso lavoro di Drouyn de Lhuys e del ministro degli Esteri austriaco Karl Buol per convincere la Russia alla pace, nonché uno schema di trattato per un'eventuale alleanza con l'Austria da sottoporre alla Gran BretagnaTaylor, L'Europa delle grandi potenze, Bari, 1961, pp. 116-117..

Le quattro condizioni preparate dai due ministri degli Esteri erano in buona parte già state accettate nei fatti dalla Russia. Rimaneva la rinuncia ai principati danubiani e il ridimensionamento della potenza russa nel Mar Nero. Il 19 luglio 1854 furono presentate al governo inglese, che però non volle sottoscriverle. Tanto meno utile fu, dieci giorni dopo, il consenso di Londra ad un trattato di alleanza con Vienna, poiché i russi in agosto abbandonarono i principati danubiani annullando il casus belli: a questo punto fu Buol, il 5 agosto, a rifiutarsi di firmare l'alleanza. Drouyn de Lhuys era alla disperazione, cercò di non lasciarsi sfuggire l'Austria e con questa si accordò sui quattro punti (di cui, dopo l'abbandono dei principati, ne rimaneva in piedi solo uno) da sottoporre alla Russia. Londra per non trovarsi isolata aderì e l'8 agosto furono scambiate le note d'accettazione. Dopo pochi giorni gli austriaci occuparono pacificamente i principati danubiani.

Il tentativo però di Drouyn de Lhuys di far scendere materialmente in guerra l'Austria al fianco della coalizione fallì; nonostante il ministro francese si fosse prodigato nei mesi precedenti ad assicurare, durante l'eventuale intervento dell'esercito austriaco in Oriente, di tenere sotto controllo il Regno di SardegnaValsecchi, L'alleanza di Crimea, Firenze, 1968, pp. 307-309., anche con le armiValsecchi, L'alleanza di Crimea, Firenze, 1968, p. 315..

Le trattative con l'Austria

Solo dopo essersi accertato che avrebbe potuto evitare lo scontro armato, il 2 dicembre 1854, Buol aderì ad un'alleanza anglo-franco-austriaca che sortì l'effetto positivo per la coalizione di bloccare un ingente quantitativo di truppe russe lontane dal teatro delle operazioni in Crimea.

In cambio i francesi, nella speranza di un intervento militare dell'Austria al loro fianco, il 22 dicembre 1854 conclusero un accordo segreto impegnandosi a mantenere l'ordine in Italia nel caso l'esercito asburgico si fosse unito a quello francese in battaglia.

Drouyn de Lhuys si ritenne moderatamente soddisfatto: con l'alleanza del 2 dicembre pensò di aver provocato una frattura tra Austria e Russia, con il trattato del 22 dicembre ritenne di aver messo un ostacolo fra Napoleone III e le sue velleità antiaustriache in ItaliaTaylor, L'Europa delle grandi potenze, Bari, 1961, p. 122..

A seguito dello stallo militare in Crimea e nel tentativo di portare sul campo un alleato belligerante, Drouyn de Lhuys si trovò a giocare una difficile partita fra l'Austria, ora anche alleata, e il suo nemico storico, il Regno di Sardegna. Dovette vagliare, infatti, nel dicembre del 1854 la proposta inglese di far partecipare il Piemonte alla guerra. Il ministro francese raccomandò rispetto nei confronti dell'Austria, rifiutando l'ipotesi che una potenza di secondaria importanza come il Regno di Sardegna potesse un domani partecipare alla conferenza di paceValsecchi, L'alleanza di Crimea, Firenze, 1968, p. 416..

La situazione militare imponeva, però, di cedere e per l'alleanza con il Piemonte Drouyn de Lhuys nel gennaio 1855 finì con l'esporsi ai malumori dell'Austria che accusò la Francia di non avere fiducia in Vienna e ricorrere alla “rivoluzionaria” Torino. Drouyn de Lhuys, esasperato dal comportamento dilatorio austriaco ebbe un grave diverbio con l'ambasciatore Hübner e comunicò al ministero degli Esteri di Vienna che dopo tutte le esitazioni dell'Austria, che tanto avevano giovato alla Russia, ora la Francia aveva il diritto di allearsi con chi più le piaceva per vincere la guerraValsecchi, L'alleanza di Crimea, Firenze, 1968, pp. 425-426..

Le dimissioni

Per uscire dalla difficile situazione, le potenze in guerra decisero di incontrarsi a Vienna il 15 marzo 1855 e iniziare quella che doveva essere una conferenza di pace. L'unico punto ancora in discussione erano le limitazioni navali che la potenza attaccante, la Russia, doveva subire per ottenere la pace.

Drouyn de Lhuys propose che il Mar Nero venisse completamente disarmato delle navi russe e di quelle turche. La Russia rifiutò e Buol chiese di concederle una flotta pari a quella di prima della guerra, ma bilanciata da una flotta anglo-francese in loco. Il ministro francese ebbe paura di perdere l'alleanza austriaca proprio nel momento in cui Napoleone III, mettendo in pericolo la sicurezza interna del Paese, parlava di raggiungere la Crimea e prendere il comando dell'esercito. Decise, così, di accettare la proposta austriaca e il ministro degli Esteri britannico John Russell nel timore di perdere a sua volta l'alleanza della Francia lo seguìTaylor, L'Europa delle grandi potenze, Bari, 1961, p. 130..