I Deliberati (o Decreti) di Karlsbad (in tedesco Karlsbader Beschlüsse)Sebbene siano attestate diverse dizioni (oltre alle due citate, anche 'risoluzioni', 'decisioni', 'deliberazioni', 'ordinanze' ecc.), questa è da considerarsi la più corretta: non sono infatti 'decreti' in senso stretto (per cui sarebbe stata necessaria la ratifica della Dieta federale), né sono 'risoluzioni' (per lo stesso motivo), né 'convenzioni' (poiché furono prese a maggioranza e non per accordo tra Stati sovrani). Il meccanismo diplomatico congegnato da Metternich fu quello di una 'proposta vincolante' ad un organo sovrastatale a direzione collegiale, in pratica una serie di deliberazioni o, con dizione più corrente nella giurisprudenza, appunto di 'deliberati'. furono il risultato di alcune conferenze ministeriali tenute dal 6 al 31 agosto 1819 a Karlovy Vary (Karlsbad in tedesco). Ebbero ad oggetto misure tese a sorvegliare e a reprimere le tendenze liberali e nazionali nella Germania postnapoleonica.

Contesto storico e promulgazione

Dopo il Congresso di Vienna del 1815 persisteva nei territori della Confederazione germanica (il Deutscher Bund costituito l'8 giugno 1815) l'aspirazione, diffusa in particolare tra giovani e studenti universitari, all'unità nazionale ed all'istituzione di un parlamento rappresentativo che sostituisse la nuova Dieta Federale, orientata in senso reazionario. Il malcontento si manifestò in forma organizzata nelle diverse associazioni nate in epoca napoleonica per combattere l'invasore francese, o già preesistenti: le società ginniche (Turnerschaften) in particolare, quindi le corporazioni studentesche (Burschenschaften) e le associazioni di tiro al bersaglio (Schützen).

Si andò dalla diffusione di libelli sovversivi fino ad attentati, diretti tanto verso i singoli Governi confederati, quanto verso la Dieta Federale. In particolare, il malcontento si manifestò pubblicamente nella celebre Prima Festa della Wartburg (18 ottobre 1817), in occasione del Trecentenario della Riforma luterana e nel quarto anniversario della battaglia di Lipsia contro Napoleone (la celebre "battaglia delle Nazioni").

I timori legati a possibili eventi rivoluzionari, diffusisi presso le diverse corti tedesche all'indomani delle guerre napoleoniche, indussero i governi a prendere in considerazione eventuali misure restrittive. Questi temi furono al centro del Congresso internazionale tenutosi ad Aquisgrana dal 29 settembre al 21 novembre del 1818. La situazione tuttavia si aggravò in seguito all'assassinio dello scrittore, nonché Console generale russo, August von Kotzebue, perpetrato a Mannheim il 23 marzo 1819 per mano del cittadino bavarese di origine prussiana Karl Ludwig Sand, ventiquattrenne studente di teologia evangelica all'Università di Jena, e membro di una Burschenschaft (corporazione studentesca) di Jena ed Erlangen. A questo attentato, che suscitò un'eco vastissima, ne seguì il 1º luglio un altro, fallito, contro Carl Friedrich Emil von Ibell, Primo Ministro del Nassau, sempre ad opera di un Burschenschaftler, Karl Löning, il quale voleva così imitare il gesto di Sand.

Ce n'era abbastanza perché, temendo un'incontrollabile spirale di disordini, l'Impero asburgico e la Prussia si affrettassero a concludere il 1º agosto 1819 un accordo di massima relativo a diversi punti di politica interna, la cosiddetta «Teplitzer Punktation», ossia gli «accordi preliminari» delle Conferenze di Teplitz: compresi in essi v'erano misure contro la stampa e le Università, l'istituzione di una Commissione investigativa diretta a questo scopo, un emendamento all'art. 13 della Costituzione Federale. La situazione infine degenerò con le sommosse del 2 agosto 1819 (Hep-Hep-Unruhen), quando per la prima volta dal Medioevo si giunse a massicci pogrom antisemiti a livello sovraregionale.

I due governi, infrangendo apertamente i diritti della Confederazione, convocarono i rappresentanti dello Hannover, del Meclemburgo, della Baviera, del Baden, del Nassau e del Württemberg ad una conferenza informale per affrontare la situazione. Karlsbad (in ceco: Karlovy Vary), nota località termale, all'epoca appartenente all'Impero asburgico, si presentò fin dall'inizio come la scelta migliore per garantire al vertice segretezza e riservatezza, e questo tanto per la posizione appartata quanto per la capacità di accogliere le delegazioni. La conferenza, tenuta dal 6 al 31 agosto alla presenza di 23 delegatiTra i delegati presenti, in particolare: Federico Guglielmo III di Prussia, il capo della polizia prussiana Principe Wilhelm zu Sayn-Wittgenstein-Hohenstein, il Ministro degli Esteri prussiano conte Christian von Bernstorff , il Ministro degli Esteri bavarese Aloys von Rechberg, il Direttore generale del Ministero degli Interni bavarese Georg Friedrich von Zentner ed il diplomatico bavarese Karl Philipp von Wrede. sotto l'egida del Ministro degli Esteri austriaco, in seguito (dal 1821) Cancelliere Aulico e di Stato (Hof- und Staatskanzler), Principe Klemens Wenzel von Metternich, si concluse il 1º settembre con la promulgazione dei Decreti (i «Deliberati»).

Contenuto

I Deliberati di Karlsbad furono ratificati all'unanimità dalla Dieta Federale di Francoforte il 20 settembre 1819 a seguito di un procedimento accelerato e, a detta dello storico tedesco Thomas Nipperdey, «molto più che dubbio», e questo benché interferissero profondamente nelle prerogative e nei diritti dei singoli Stati della Confederazione Germanica. Furono in seguito confermati in una successiva seduta della Dieta il 16 agosto 1824.

Quattro furono le risoluzioni con vigore di legge, prese con il consenso della Dieta:

1) si stabilì con una 'ordinanza esecutiva' provvisoria (Exekutionsordnung), divenuta poi definitiva nel 1820, le modalità di sorveglianza ed eventualmente di imposizione, a livello sovrastatale, dei deliberati. Erano previsti interventi militari di truppe federali a sostegno dei governi che non possedevano i mezzi per imporre l'esecutività dei deliberati: in caso di vero e proprio rifiuto del singolo governo di collaborare, l'intervento militare federale sarebbe divenuta occupazione (nota bene: gli eserciti più coinvolti nella costituzione delle truppe federali erano quelli prussiani e austriaci);

2) si stabilì di sorvegliare per mezzo di Curatori o di organi appositi, la cui istituzione era demandata ai singoli Governi, le Università, i professori, gli studenti e le associazioni (Universitätsgesetz). I professori orientati in senso liberale e nazionale che avessero reso partecipi gli studenti della propria posizione politica sarebbero stati licenziati, allontanati, ed interdetti dalla professione in tutti gli stati membri della Confederazione. Furono vietate le associazioni studentesche segrete e la Burschenschaft federale (Allgemeine Deutsche Burschenschaft): nessuno studente che avesse fatto parte di esse, oppure nessuno studente che avesse lasciato l'università senza un certificato comprovante la sua condotta politica avrebbe potuto accedere ad alcun incarico pubblico. In seguito, furono chiusi i campi ginnici (cd. Turnsperre, o Blocco Ginnico, del 1820-1842);

3) si stabilì una legge restrittiva sulla stampa (Preßgesetz), adottata dapprima per cinque anni, poi, nel 1824, rinnovata a tempo indeterminato. Essa impediva o almeno ostacolava la diffusione di concetti, idee e pensieri liberali e nazionali. Per scritti sotto le 320 pagine (20 fogli) era prevista una censura preventiva; quelli di mole superiore invece avrebbero dovuto sottostare tanto alla censura preventiva, quanto ad una censura successiva alla composizione tipograficaRudolf Stöber, Deutsche Pressegeschichte. Einführung, Systematik, Glossar, Konstanz 2000, p. 134.. Si poteva stampare solo con il permesso delle autorità governative; l'editore di uno scritto censurato era interdetto dalla professione per cinque anni;

4) s'istituì una 'Commissione investigativa centrale' con sede a Magonza (Untersuchungsgesetz), composta da rappresentanti dell'Austria, della Prussia, della Baviera, dello Hannover, del Baden, del Nassau e dell'Assia-Darmstadt; suo compito era indagare su sospette attività eversive, ma, in seguito alle rimostranze dell'imperatore austriaco, le fu negata facoltà giusdicente. In tal modo la competenza ordinaria, almeno per quest'ambito, fu conservata ai tribunali dei singoli Stati confederati. Questa commissione, dichiarata il 20 settembre 1819 organo autonomo e parallelo a livello confederale, ebbe il famigerato appellativo di «Commissione nera», e giunse a stilare nel 1827 un'ampia relazione generale (l'ancor più nota «Lista nera», da cui trasse il nome, passato anche a proverbio: una relazione contenuta appunto in una cartella nera), presentandola il 14 dicembre dello stesso anno alla Dieta federale: sulla base di questa relazione furono perseguiti molti oppositori, altri invece furono costretti ad emigrare. Dopo aver consegnato la relazione alla Dieta (in ottemperanza all'art. 10 dei Decreti), ne venne sospesa l'attività fino alla soppressione formale, avvenuta nel 1848.

Relativamente all'articolo 13 dello Statuto Federale (che permetteva ad ogni Stato membro della Confederazione di darsi una propria costituzione), non si giunse ad un accordo: ad Austria e Prussia, che volevano imporre una visione conservatrice basata sulla rappresentanza per ceti con funzione solo consultiva, si opposero gli Stati della Germania meridionale (Baden, Baviera e soprattutto il Württemberg) favorevoli ad una concezione più moderna di rappresentanza. La decisione fu rinviata alle conferenze tenute a Vienna dal 25 novembre 1819 al 25 maggio 1820, i cui risultati (raccolti nell'Atto finale della conferenza di Vienna per la federazione germanica: la Wiener SchlussakteRelativamente a quest'Atto, è consultabile sul sito della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Torino il testo in tedesco, la trad. inglese ed una nota storica riassuntiva in italiano.) divennero legge federale l'8 giugno 1820. L'articolo 13 dello Statuto Federale fu interpretato negli articoli 53-61 dell'Atto mediante un sostanziale compromesso: ogni Stato aveva garanzia di gestione nei propri affari interni, ma a governare sarebbe stato unicamente il sovrano (non la Dieta) di ciascuno Stato. Possibili cambiamenti nella costituzione di ogni singolo Stato dovevano essere presi in pieno accordo con le decisioni prese dalla Dieta Federale (sostanzialmente dominata da Austria e Prussia). Venne limitato anche il diritto d'espressione e di parola dei parlamentari.

Conseguenze