Biografia
Di umili origini (il padre era operaio), aderì giovanissimo al fascismo. Dal 1935 al 1938 fu direttore de «L'Assalto», giornale della federazione fascista di Bologna. Poi lavorò al «Popolo d'Italia» e fino al 1940 diresse a Mogadiscio il quotidiano «Somalia fascista» e poi il «Giornale di Dalmazia» a Zara (1941-43). Dopo l'armistizio partecipò alla stagione della Repubblica Sociale Italiana, dirigendo il settimanale «L'ora» di Mondadori (1944-1945).
Nel 1946Allotti, Pierluigi, L'epurazione dei giornalisti del secondo dopoguerra (1944-1946), Mondo contemporaneo : rivista di storia. Fascicolo 1, 2010., d'accordo con Pietro Nenni, Giovannini fondò la rivista «Rosso e Nero» (1946-1948) con l'intento di conciliare il fascismo con il socialismoPasquini, Dario, Tra il serio e il faceto: i giornali satirici italiani del dopoguerra 1944-1963, Italia contemporanea, 262, 1, 2011.. Il primo numero uscì il 27 luglio. Con il settimanale Giovannini intendeva portare avanti il proprio progetto di conciliare l'esperienza degli ex fascisti con la linea politica dei socialisti. Vi collaborarono Ignazio Silone (direttore all'epoca dell'«Avanti!»)Il suo progetto fu giudicato "ambivalente" in I libri del 2008, Roma: Viella, 2009. Mestiere di storico: rivista della Società italiana per lo studio della storia contemporanea. A. I - N. 1, 2009., Cesare Rossi e il giovane Ugo Zatterin.
Quanto a Giovannini, subì delle conseguenze penali: accusato di apologia del fascismo, il giornale venne sequestrato e lui fu denunciato e mandato in Abruzzo in domicilio coatto. La rivista riprese le pubblicazioni il 21 novembre 1947 Pag. 16., poi chiuse nel 1948. In seguito Giovannini lavorò al settimanale «Il Borghese» di Leo Longanesi e al quotidiano «Il Tempo» di Roma.
Nel 1957 Giovannini fu chiamato dall'armatore ed editore Achille Lauro al vertice del quotidiano «Roma», che diresse fino al 1967: proprio in quell'anno fu l'artefice dell'arrivo del futuro campione del mondo Dino Zoff al , spacciandosi per presidente della squadra di proprietà dello stesso Achille Lauro.. Nel 1967 vinse il Premio Marzotto per il giornalismo. Dal 1972 al 1975 diresse il «Giornale d'Italia»Enciclopedia Treccani, . Nel 1975 pubblicò I giorni dell'odio: Italia 1945. Dal 1976 al 1978 fu nuovamente direttore del «Roma».
Nel 1982 Giorgio Almirante lo volle alla guida del «Secolo d'Italia», per rilanciare il quotidiano del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale e farlo uscire dalla dimensione di giornale di partito ed aprirlo a collaborazioni nell'area culturale della destra. Lo diresse fino alla morte, sopraggiunta nel 1984.
Opere La tragedia dell'Ungheria, 1957, Roma, Ed. ITE I giorni dell'odio: Italia 1945, 1975 Roma, Ciarrapico editore Lettera a Marzia, 2003, Tabula Fati
Note
Bibliografia
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