Biografia Discendeva da una nobile famiglia italiana, quella dei Piccolomini, e dimostrò fin da bambina spiccate attitudini artistiche. Dall'età di quattro anni, Marietta si divertiva a giocare alle finte rappresentazioni teatrali; prese poi la consuetudine di cantare duetti con la madre, abile cantante dilettante, e venne quindi affidata alle cure del mezzosoprano Rosa MazzarelliCamata (Dizionario Biografico degli Italiani) e si perfezionò in seguito con Pietro Romani, compositore, direttore d'orchestra e insegnante di canto all'Accademia di belle arti di Firenze.

Marietta implorò a lungo suo padre allo scopo di ottenere la sua autorizzazione a comparire sulle scene come cantante lirica. Alla fine riuscì a convincerlo e, nel gennaio del 1852, fece il suo debutto a Firenze come protagonista della Lucrezia Borgia di Donizetti, apparendo poi anche in Crispino e la comare dei fratelli Luigi e Federico Ricci. Nel novembre 1852, fu scritturata al Teatro Argentina di Roma, dove prese parte al Poliuto di Donizetti, al Don Bucefalo di Antonio Cagnoni, e a due opere verdiane I masnadieri e I Lombardi alla prima crociata.

A Pisa, nel 1853, cantò, tra l'altro, come protagonista nella Luisa Miller, a Reggio Emilia come Leonora ne Il trovatore, e a Torino nel 1855 come Violetta ne La traviata, ruolo per il quale divenne famosa. La risposta di Torino alla sua esibizione ebbe delle manifestazioni mai viste prima nel mondo dello spettacolo. Folle circondarono il suo hotel. Gli uomini cercarono di staccare i cavalli dalla sua carrozza in modo da poterla trainare attraverso le strade della città, ma lei non acconsentì.Creathorne Clayton, pp. 380-394. La cronologia nel libro della Clayton si presenta in genere abbastanza imprecisa e inaffidabile, in quanto spesso i fatti avvenuti in anni precedenti o successivi risultano mescolati arbitrariamente tra loro. Quando possibile la cronologia è stata verificata su «The Saturday Review».

La grande carriera internazionale Quando gli echi del successo torinese giunsero in Inghilterra, venne ingaggiata dal His Majesty's Theatre di Londra, dove debuttò il 21 maggio 1856 ne La traviata, prima rappresentazione dell'opera su suolo britannico.«The Saturday Review», II, 31 maggio 1856, p. 104 Il pubblico del teatro l'accolse con enorme favore, facendone, da allora in poi, la propria assoluta beniamina.«The pet child» ("la coccolina") del pubblico, la definirà sempre, con affetto, Benjamin Lumley, l'impresario del teatro (Reminiscences, p. 378). Il 26 giugno cantò per la prima volta il ruolo di Maria, in La figlia del reggimento«The Saturday Review», II, 5 luglio 1856, p. 223. e il 26 luglio si esibì in Don Pasquale.«The Saturday Review», II, 26 luglio 1856, p. 306. Nonostante queste esibizioni denotassero una certa immaturità sul piano strettamente canoro, i critici lodarono le sue doti drammatiche. Dopo la sua stagione in Inghilterra, la Piccolomini cantò a Dublino ottenendo grande successo.

La Piccolomini passò quindi a Parigi esibendosi in Traviata il 6 dicembre 1856 nella prima rappresentazione in Francia dell'opera di Verdi. Il compositore, fra l'altro, cercò di bloccare le rappresentazioni al Théâtre des Italiens per il mancato riconoscimento del diritto d'autore sulle sue opere in Francia, avvalendosi anche del detentore dei diritti su La Dame aux camélias di Alexandre Dumas (da cui l'opera era tratta), ma senza successo.Sul lungo e aspro dissidio che oppose Verdi a Toribio Calzado, il direttore del Théâtre-Italien, si veda: Anik Devriès-Lesure, Les démêlés de Verdi avec le Théâtre Italien sous la direction de Toribio Calzado (1855-1863), in Pierluigi Petrobelli e Fabrizio Della Seta (a cura di), Studi Verdiani. Vol. 11, Parma, Ist. Naz. Studi Verdiani, 1996, pp. 155-182, ISBN 88-85065-74-0. Fu comunque lo stesso Giuseppe Verdi a proporre nel 1855 a Calzado il nome della Piccolomini per la prima parigina della sua opera (cfr. Angela Cingottini, Giuseppe Verdi e Marietta Piccolomini, un'amicizia sulle note della Traviata, «Accademia dei Rozzi», Anno XXI, N. 40, pp. 37-47; accessibile gratuitamente on-line presso il sito dell'Accademia ) Anche a Parigi sottolinearono i limiti della sua voce, lodando però le sue doti di attrice. Verdi stesso, presente alla rappresentazione, si dichiarò comunque soddisfatto della sua prestazione, lamentando soltanto che la cantante tossiva troppo in scena e «in maniera troppo reale».Federica Camata, Piccolomini, Marietta, in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 83 (2015). L'imperatrice Eugenia, non avendo potuto assistere al suo eclatante debutto sulle scene parigine, ordinò a Toribio Calzado (1805-dopo 1863), direttore del teatro, l'organizzazione di una recita per lei e l'Imperatore.

La Piccolomini tornò al Her Majesty's Theatre di Londra nell'aprile 1857, dove esordì nella Lucia di Lammermoor«The Saturday Review», III, 2 maggio, p. 413, e 9 maggio 1857, p. 429 e, poi, ne L'elisir d'amore,«The Saturday Review», IV, 18 luglio 1857, p. 60. e riprese La traviata,«The Saturday Review», III, 16 maggio 1857, p. 462. nonché, a fine stagione, La figlia del reggimento.«The Saturday Review», IV, 1º agosto 1857, p. 114; V, 16 gennaio 1858, p. 63. Eseguì inoltre il Don Giovanni (Zerlina)«The Saturday Review», III, 6 giugno, p. 531, e 13 giugno 1857, p. 548. e Le nozze di Figaro (Susanna).«The Saturday Review», IV, 25 luglio, p. 91, e 1º agosto 1857, p. 107. Fece poi una tournée che toccò Liverpool, Manchester, Birmingham, Glasgow, Edimburgo, Bath, Bristol, Cheltenham, Brighton e altre città. In seguito tornò di nuovo a Dublino e, nei mesi di novembre e dicembre, si recò in tour attraverso i Paesi BassiArditi, p. 51. e la Germania assieme al tenore Antonio Giuglini (1825 – 1865).

Agli inizi del 1858 era però di nuovo al Her Majesty's Theatre, dove ebbe modo di riprendere alcune delle parti già interpretate negli anni precedenti, ma anche di introdurre dei nuovi personaggi nel suo repertorio londinese: Amina de La sonnambula di Bellini,«The Saturday Review», V, 23 gennaio 1858, p. 93. Arline in una versione in italiano con i recitativi musicati (intitolata La Zingara) di The Bohemian girl di Balfe, che riscosse un clamoroso successo,«The Saturday Review», V, 13 febbraio 1858, p. 161. Luisa Miller di Verdi«The Saturday Review», V, 5 giugno 1858, p. 596. Si trattava della prima inglese dell'opera di Verdi (Amanda Holden (a cura di), The New Penguin Opera Guide, New York, Penguin Putnam, 2001, p. 989. ISBN 0-14-029312-4). e infine Serpina da La serva padrona di Paisiello.«The Saturday Review», VI, 10 e 24 luglio 1858, pp. 45 e 84. Dopo il solito giro per la provincia inglese e in Irlanda, il 28 settembre, in partenza per una molto attesa tournée a New York, salutò il pubblico londinese con un concerto d'addio al Crystal Palace, al quale parteciparono diecimila spettatori, in preda all'entusiasmo.Clayton, pp. 392 e 393. Come al solito, la data indicata dalla Clayton (ottobre 1858) non corrisponde a quella che si legge sull'annuncio del concerto pubblicato su «The Saturday Review» (VI, 25 settembre 1858, p. 313).

Negli Stati Uniti esordì all'Academy of Music, allora il più grande teatro del mondo, con la prediletta Traviata, e si spostò poi a Filadelfia e in altre grandi città americane, proponendo, oltre a Verdi, opere di Donizetti, Paisiello e Mozart,Angela Cingottini, Marietta Piccolomini, una gentildonna prestata alla lirica, «Blog Chitarra e Dintorni» . e riscuotendo un successo paragonabile a quello europeo.

Il suo rientro al Drury Lane di Londra, nel giugno dell'anno successivo, non fece invece molto scalpore e, dopo aver partecipato a sedici o diciassette rappresentazioni (tra cui, a chiusura, la sua ultima ripresa de Il trovatore, in spettacolo unico«The Spectator», 15 ottobre 1859, p. 20 (accessibile on-line in archive.spectator.co.uk).), la cantante si dedicò al consueto giro della provincia. In un concerto eseguito a Brighton all'immediato indomani del suo rientro dall'America, la Piccolomini aveva cantato per la prima volta Il bacio, una canzone che Luigi Arditi aveva scritto appositamente per lei utilizzando un motivetto casualmente una volta strimpellato al pianoforte e che la cantante aveva insistito perché lui trascrivesse sul momento.Arditi, pp.68-70. Il bacio sarebbe poi diventata famosa perché regolarmente interpolata da Adelina Patti nel Barbiere di Siviglia al momento della scena della lezione (Luana D'Aguì, Bologna - Teatro Comunale: Il Barbiere di Siviglia, «OperaClick»). Tornata in Italia, a dicembre prese parte ad un'iniziativa patriottica, esibendosi al Teatro Pagliano di Firenze per promuovere una raccolta di fondi per l'acquisto di armi per i volontari garibaldini, cantando nell'occasione, "con grande accompagnamento di coro" (e con due bis), «Croce di Savoia», un testo poetico di Giosuè Carducci, musicato da Carlo Romani (1824-1875).Juvenilia/Libro VI/Variante cantata della Croce di Savoia, nota 1 (Wikisource).

Il matrimonio e il ritiro Nel maggio del 1860 sposò a Siena il marchese Francesco Caetani della Fargna (1824-1906), ritirandosi quindi dalle scene teatrali, ma non prima comunque di aver preso parte, cedendo alle preghiere di Fabio Campana, alla prima assoluta della sua Almina, di nuovo al Her Majesty's Theatre il 26 aprile.Arditi, p. 74. Le sue successive sporadiche apparizioni in pubblico ebbero tutte, da allora, un carattere benefico o di cortesia. Nel giugno del 1861 ad esempio partecipò ad un concerto di beneficenza in favore dei terremotati dell'Italia centrale, e, nello stesso anno, eseguì di nuovo la «Croce di Savoia» alla prima "Esposizione Nazionale di Prodotti Agricoli e Industriali e di Belle Arti" a Firenze; nel 1863, mossa dalla riconoscenza, volle addirittura, di sua iniziativa, tornare appositamente a Londra per partecipare a tre ultime rappresentazioni a beneficio dell'impresario, ormai rovinato, Benjamin Lumley, che per primo l'aveva lanciata nella capitale inglese sette anni prima.Arditi, p. 123. Avendo Lord Ward (William Ward, primo conte di Dudley, 1817–1885), nemico giurato di Lumley, rifiutato di affittare l'Her Majesty's Theatre, le rappresentazioni dovettero svolgersi al Drury Lane.

Marietta Piccolomini morì di polmonite il 23 dicembre 1899 nella sua villa di Firenze e fu tumulata nel Cimitero delle Porte Sante, annesso alla basilica di San Miniato al Monte.

Caratteristiche artistiche

Al di là dell'enorme successo di pubblico che la Piccolomini raccolse durante la sua breve carriera operistica, il giudizio degli intenditori sulle caratteristiche tecniche della sua voce e sulle sue abilità canore si dimostrò in genere piuttosto dubbioso. In genere, ma non sempre. Nel 1853, scrivendo al direttore della Fenice sulla prossima produzione de La traviata, Verdi in persona affiancava la Piccolomini a Rosina Penco e a Virginia Boccabadati come interprete ideale del ruolo del titolo.Lettera a Carlo Marzari, affrancata il 30 gennaio 1853. La si trova riprodotta in Marcello Conati, La bottega della musica: Verdi e la Fenice, Milano, Il Saggiatore, 1983, pp. 312-313. Non solo, ma il compositore di Busseto caldeggiò a lungo l'idea di affidare proprio a lei la parte di Cordelia nel Re Lear, opera di cui stava trattando la produzione (mai andata a buon fine) con il San Carlo di Napoli. Verdi, che non aveva ancora mai ascoltato la Piccolomini dal vivo, era consapevole dei limiti della sua voce, ma confidava evidentemente nelle sue grandi capacità di presa sul pubblico. Il 23 agosto del 1856 scriveva in proposito da Parigi a Cesare De Sanctis: «[…] la voce è piccola, ma il talento grande: e se si sente nel teatro di Londra, deve sentirsi anche al San Carlo».Franco Abbiati, Giuseppe Verdi, Milano, Ricordi, 1959, II, p. 369.