Il San Severo rosso o rosato è DOC riservata ad alcuni vini la cui produzione è consentita nella provincia di Foggia.

Zona di produzione La zona di produzione della "San Severo DOC" comprende per intero i territori dei comuni di San Severo, Torremaggiore, San Paolo di Civitate e parte dei territori dei comuni di Apricena, Lucera, Poggio Imperiale e Lesina.

Storia Le evidenze archeologiche e le fotografie aeree dimostrano che la coltivazione della vite nella Daunia risale a un'epoca molto antica, con tracce di vigneti di età romana rinvenute anche nei dintorni di San Severo. In particolare, presso la masseria Scoppa, le viti erano impiantate con il sistema ad alberello, con file di buche scavate nella "crusta". Questo metodo, testimonianza di una pratica consolidata, è stato utilizzato nel territorio fino ai primi decenni del Novecento.

Un momento cruciale nella storia vinicola del territorio si colloca nel 1230, quando l'imperatore Federico II, per punire la ribellione degli abitanti di San Severo, affidò la città ai Cavalieri dell'Ordine dei Templari. È altamente probabile che i Templari, di ritorno dalla Terra Santa, abbiano introdotto il vitigno **Bombino bianco**, che nel corso dei secoli è diventato la base per la D.O.C. San Severo.

Durante la dominazione angioina, la coltivazione della vite assunse un'attività di grande importanza economica. Un documento del 1301, redatto a San Severo, elenca i crediti vantati dai cittadini nei confronti di Filippo, principe di Taranto, per la fornitura di diverse derrate, tra cui il vino. Il documento è particolarmente rilevante poiché descrive tre diverse tipologie di vino in base alla loro qualità e destinazione: pro tinello: la qualità più comune. de miliori: un vino di qualità superiore. pro militibus: il vino più costoso, destinato ai soldati.

Il territorio della Daunia, nonostante le trasformazioni subite nel corso dei secoli, ha sempre mantenuto la vite come una delle sue coltivazioni principali. I fattori ambientali, la scelta dei vitigni e, in particolare, l'influenza dei fattori umani (cultura, tradizione e lavoro) hanno inciso profondamente sulle caratteristiche uniche del vino prodotto in questa regione, radicando una cultura e una tradizione che affondano le loro origini in secoli di storia.

Tecniche di produzione È vietata qualsiasi pratica di forzatura, è consentita l'irrigazione di soccorso. I vigneti dovranno avere come quantità minima 1600 ceppi per ettaro allevati a "tendone" e 3000 per gli altri sistemi di allevamento.

Le tipologie "Rosso" e "Nero di Troia" con menzione "Riserva" devono essere sottoposti ad invecchiamento per almeno 18 mesi. Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC San Severo è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve, ad eccezione delle tipologie di Vino Frizzante e Spumante.

Disciplinare

Tipologie Bianco BiancofrizzantespumanteuvaggioBombino bianco min 40% max60%; Trebbiano bianco min 40% max 60%. Possono concorrere altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione per la provincia di Foggia congiuntamente o disgiuntamente max 15%.titolo alcolometrico minimo 11,00 % vol.acidità totale minima 4,5 g/l.estratto secco minimo18,00 g/l16,00 g/lresa massima di uva per ettaro165 q.resa massima di uva in vino70 % Caratteri organolettici Aspetto: giallo paglierino. Olfatto: leggermente vinoso, gradevole. Gusto: asciutto, fresco, armonico. Abbinamenti consigliati Gnocchi di patate con salsa di baccalà e pomodorini.

Rosso Caratteri organolettici Aspetto: rosso rubino che tende al rosso mattone con invecchiamento o rosato tendente al rubino. Olfatto: vinoso con profumo gradevole caratteristico. Gusto: asciutto, di corpo, sapido, armonico.

Abbinamenti consigliati Arrosti di carni rosse o pasta al sugo di pomodoro con carne.

Note

Categoria:Vini DOC della provincia di Foggia Categoria:Vini DOC e DOCG prodotti con uva Montepulciano Categoria:Vini DOC e DOCG prodotti con uva Sangiovese Categoria:San Severo