Biografia Nacque ad Aquara verso il 960 da Albino della Croce e Sabina Nicodemo. Rimasto orfano in giovane età, fu affidato a uno zio paterno. A circa quindici anni scelse di entrare nel monastero benedettino di San Pietro, vicino ad Aquara, dove ricevette l'istruzione religiosa diventando poi monaco benedettino.
Dal monastero di San Pietro passò a quello di San Magno, presso Fondi, e successivamente all'abbazia di Montecassino, dove era abate Aligerno. Alla morte di questi, la principessa di Capua, Aloara, impose come nuovo abate Mansone, cugino di suo marito. Poiché la regola benedettina prescriveva che l'abate fosse scelto tra i monaci della comunità, alcuni di loro, tra i quali Lucido, si allontanarono da Montecassino.
Dal 986 al 988 Lucido si recò a Gerusalemme con due confratelli, per ritornare poi in patria ritirandosi nella grotta Arsicia, grande cavità naturale situata a Cava dei Tirreni, presso Salerno, dove oggi sorge l'abbazia della Santissima Trinità. Durante la vita eremitica raggiunse un livello elevato di perfezione spirituale, divenendo popolare in tutta l'Italia meridionale: la grotta era meta di pellegrini che gli chiedevano consiglio. Il principe di Salerno, Guaimario, lo scelse come padre spirituale e consigliere.
Nel 1009 tornò nel monastero di Montecassino poi, nel 1011, nella vicina vallata di Albaneta, dove sorgeva un piccolo oratorio, edificò il monastero di Santa Maria dell'Albaneta, nel quale restò come priore fino alla morte, avvenuta il 5 dicembre 1038. Le sue reliquie furono conservate prima nel monastero di Albaneta, poi nell'abbazia di San Pietro e infine nella chiesa parrocchiale di Aquara, dove furono riposte in una statua d'argento. Il 23 marzo 1895 la statua fu trafugata, ma il 31 luglio le reliquie furono ritrovate e la popolazione fece preparare una seconda statua d'argento. Nella notte fra il 28 febbraio e il 1º marzo 1975 la statua fu di nuovo rubata, ma la cittadinanza la fece nuovamente rifare. Nel 1999 fu ritrovata, in un'abitazione privata, la testa del santo, che fu riposta quindi nella statua d'argento.
Il culto Dopo nove secoli di ininterrotta memoria e venerazione, papa Leone XIII, con decreto della Congregazione dei riti, ne riconobbe il culto l'8 gennaio 1880.
Note
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