È stato il 22º Presidente della Liberia, dal 2 agosto 1997 fino alle sue dimissioni, l'11 agosto 2003.
Taylor ottenne la laurea al Bentley College, negli Stati Uniti, prima di ritornare in Liberia per lavorare nel governo di Samuel Kanyon Doe. Dopo essere stato rimosso dal suo incarico per appropriazione indebita, giunse in Libia, dove venne addestrato per combattere come guerrigliero. Ritornò in Liberia nel 1989 a capo di un gruppo di ribelli appoggiato dalla Libia, l'NPFL (National Patriotic Front of Liberia), per rovesciare il regime di Doe, iniziando la Prima Guerra Civile Liberiana. A seguito dell'esecuzione di Doe, egli prese il controllo di gran parte della nazione, diventando uno dei più importanti signori della guerra in Africa.
A seguito di un trattato di pace che concluse la guerra, Taylor terrorizzò la popolazione per spingerla a votare per lui come presidente alle elezioni generali del 1997. Durante il suo incarico, Taylor fu accusato di crimini di guerra e crimini contro l'umanità, come risultato del suo coinvolgimento nella Guerra Civile della Sierra Leone. In patria, l'opposizione al suo regime crebbe, culminando nello scoppio della Seconda Guerra Civile Liberiana nel 1999. Dal 2003 perse il controllo di gran parte del territorio ed è stato formalmente accusato dalla Corte Speciale per la Sierra Leone (SCSL). Nello stesso anno si dimise a seguito di crescenti pressioni internazionali ed andò in esilio in Nigeria.
Nel 2006 la nuova Presidente Ellen Johnson Sirleaf ne richiese formalmente l'estradizione. Al suo arrivo a Monrovia venne preso in custodia dalla Missione delle Nazioni Unite in Liberia (UNMIL) ed immediatamente trasferito in Sierra Leone. Fu in seguito processato a L'Aia (Olanda) dalla Corte Speciale per la Sierra Leone per il suo ruolo durante la guerra civile del paese confinante. Nel 2012 è stato ritenuto colpevole di tutti gli 11 capi di accusa e condannato a 50 anni di reclusione per crimini contro l'umanità e crimini di guerra, diventando così il primo ex primo capo condannato da una corte internazionale dopo Norimberga. Sta attualmente scontando la pena in Gran Bretagna.
Biografia Charles McArthur Taylor nacque ad Arthington, una città vicino a Monrovia, il 28 gennaio 1948 da Nelson e Benice Taylor. Acquisì il nome “Ghankay” successivamente, probabilmente per agevolare i rapporti con i popoli indigeni. Sua madre era un membro del gruppo etnico Gola. In accordo con molti riferimenti, suo padre era un Americo-Liberiano. Taylor studiò al Bentley College a Waltham, Massachusetts, dal 1972 al 1977, ottenendo la laurea in economia.
Nel 1979 guidò una manifestazione alla Missione Liberiana alle Nazioni Unite di New York, protestando contro il presidente della Liberia William Richard Tolbert, che stava svolgendo una visita di stato negli USA. Tolbert ebbe un dibattito pubblico con Taylor, ma, quando questi insinuò che Tolbert si sarebbe impossessato della Missione Liberiana con la forza, fu arrestato dalla polizia di New York. Taylor fu successivamente invitato a tornare in Liberia da Tolbert. Taylor appoggiò il golpe del 12 aprile 1980 guidato da Samuel Kanyon Doe, che vide l'assassinio di Tolbert e la presa del potere di Doe e Justin, un banchiere della CPC. Taylor fu insignito di un'elevata posizione nel governo di Doe, nell'Agenzia dei Servizi Generali della Liberia, una posizione che gli permise di restare in carica in cambio del suo sostegno al governo liberiano. Taylor fu licenziato nel maggio del 1983 per essersi appropriato indebitamente ed aver occultato su un conto bancario statunitense circa 1.000.000 $.
Taylor volò negli Stati Uniti ma fu arrestato il 24 maggio del 1984 a Somerville, nel Massachusetts, su un mandato di estradizione riguardante l'appropriazione indebita di 922.000 $ di fondi governativi che avrebbero dovuto essere investiti nell'acquisto di parti di macchinari. Adducendo il rischio di essere assassinato da agenti Liberiani, Taylor cercò di opporsi all'estradizione con l'aiuto del suo avvocato Ramsey Clark, il precedente Procuratore Generale degli Stati Uniti d'America. Venne detenuto in una casa di correzione a Plymouth, Massachusetts. Il 15 settembre 1985, Taylor ed altri quattro carcerati apparentemente scapparono dalla struttura di Plymouth, una prigione di massima sicurezza, segando le sbarre di una finestra e penetrando in una lavanderia abbandonata. Dopo essersi calati da un'altezza di 12 piedi mediante lenzuoli annodati tra loro, i cinque carcerati scavalcarono una ringhiera. Poco dopo, Taylor ed altri due fuggitivi incontrarono nelle vicinanze del Jordan Hospital la moglie di Taylor, Enid, e la sorella di Taylor, Lucia Holmes Toweh, e con una macchina andarono a Staten Island, dove Taylor scomparve.
Gli altri quattro evasi insieme a Taylor, come anche la moglie e la sorella, furono successivamente arrestati. Prince Johnson, un senatore liberiano ed amico di vecchia data di Taylor, dichiarò prima della Commissione per la Riconciliazione e la Verità Nazionale, il 27 agosto 2008, che gli Stati Uniti rilasciarono Taylor dal carcere nel 1985 per pilotare il rovesciamento del regime di Doe. Questo venne successivamente confermato da Taylor stesso durante il suo interrogatorio al processo a L'Aia. Taylor ha recentemente aggiunto che la sua evasione dal penitenziario di Boston fu agevolata dal Governo degli Stati Uniti. IntelNews.org identificò in un'agente della CIA di 40 anni, Ruggiero D'Onofrio, uno stretto alleato di Taylor. La sua rete di contrabbando e di lavaggio di denaro sporco fornì a Taylor uno sbocco per la vendita di diamanti e l'acquisto illegale di armi.
Guerra civile Taylor riuscì a fuggire dagli Stati Uniti e poco dopo si ritiene si sia spostato in Libia, dove seguì un addestramento per la guerriglia sotto Mu'ammar Gheddafi, diventando un suo protetto. Infine lasciò la Libia e andò in Costa d'Avorio, dove fondo l'NPFL. Nel dicembre del 1989, finanziato dalla Libia, Taylor lanciò una sollevazione armata dalla Costa d'Avorio alla Liberia per rovesciare il regime di Doe, guidando la Prima Guerra Civile Liberiana.Grim legacy of Liberia's most isolated town BBC A partire dal 1990 le sue forze controllarono rapidamente gran parte della nazione. Lo stesso anno, Prince Johnson, divenuto nel frattempo uno dei comandanti dell'NPFL, si staccò dal gruppo armato e fondò l'INPFL (Independent National Patriotic Front of Liberia).
Nel settembre del 1990 Johnson prese la capitale Monrovia, privando così Taylor di una vittoria assoluta. Doe fu catturato e torturato a morte da Johnson e le sue forze. Tutto ciò causò una violenta frammentazione politica del paese. La guerra civile si tramutò in un conflitto etnico, con sette fazioni che combattevano per il controllo delle risorse della Liberia (in particolare ferro, diamanti, legname e gomma). In accordo con un articolo del 2 giugno 1999 del “The Virginian-Pilot”,Sizemore, Bill. "Robertson, Liberian Leader Hope to Strike Gold in Coastal Africa." The Virginian-Pilot. 2 June 1999. ( Copy found at .) Charles Taylor... Taylor ebbe importanti contatti d'affari con il televangelista Pat Robertson durante la guerra civile. Secondo l'articolo, Taylor diede a Robertson i diritti per l'estrazione dei diamanti nella regione diamantifera del paese.
Da quanto dichiarato da due piloti di “Operation Blessing”, che riportarono questo fatto al Commonwealth della Virginia per un'indagine nel 1994, Robertson utilizzò i suoi aerei di “Operation Blessing” per portare macchinari per l'estrazione dei diamanti nelle sue nuove miniere in Liberia, nonostante lui stesso raccontasse ai telespettatori del suo programma televisivo “700 Club” che gli aerei servivano per portare beni di prima necessità alle vittime del genocidio in Ruanda. L'indagine che ne conseguì da parte del Commonwealth della Virginia concluse che Robertson deviò le donazioni alle operazioni di estrazione dei diamanti in Liberia ma il procuratore generale della Virginia Mark Earley bloccò ogni ulteriore azione contro Robertson, dato che furono effettivamente inviati anche beni di prima necessità.
Presidenza Dopo la fine ufficiale della guerra civile nel 1996, Taylor concorse per la presidenza nelle elezioni generali del 1997. Divenne famoso il suo slogan “He killed my ma, he killed my pa, but I will vote for him" (“Lui uccise mia madre, lui uccise mio padre, ma voterò per lui”). Le elezioni furono sorvegliate dalla missione di pace delle Nazioni Unite “United Nations Observer Mission in Liberia” insieme ad un contingente del Economic Community of West African States. Taylor vinse le elezioni in modo schiacciante, ottenendo il 75% dei voti. Il più forte avversario di Taylor, Ellen Johnson Sirleaf, ottenne solamente il 10% dei voti. La vittoria di Taylor è attribuita al fatto che si temeva che egli avrebbe fatto di nuovo scoppiare la guerra se avesse perso le elezioni.
Durante la sua legislatura, Taylor licenziò 2.400-2.600 militari delle Forze Armate della Liberia, molti di questi di etnia Krahn, portati nelle forze armate dal precedente Presidente Doe.Adebayo, Liberia's Civil War, International Peace Academy, 2002, p.235 Al loro posto creò l'Unità Anti-Terrorismo, la Divisione Operazioni Speciali della Polizia Nazionale Liberiana (LNP), che utilizzò come esercito privato. Numerose dichiarazioni furono fatte contro Taylor durante la sua presidenza, in particolar modo riguardanti il suo coinvolgimento nella Guerra Civile della Sierra Leone. Fu accusato di aiutare i ribelli del Fronte Unito Rivoluzionario (RUF) attraverso la vendita di armi in cambio di “diamanti di sangue”. Grazie all'embargo delle Nazioni Unite contro la vendita di armi alla Liberia in quel periodo, queste armi furono in gran parte acquistate al mercato nero attraverso contrabbandieri come Viktor Bout.
Fu inoltre accusato del reato di favoreggiamento delle atrocità compiute dai ribelli del RUF contro i civili, che uccisero e mutilarono migliaia di persone e rapirono e torturarono un numero imprecisato di esseri umani. Oltretutto, Taylor fu accusato di aiutare il RUF nel reclutamento di bambini soldato. Oltre a questi aiuti al RUF, Taylor ha riferito di operazioni del RUF dirette personalmente da lui in Sierra Leone.Merchant of death: money, guns, planes, and the man who makes war possible. Douglas Farah, Stephen Braun. p. 167 Taylor fu seguito e consigliato, anche spiritualmente, dall'evangelista Kilari Anand Paul. Come presidente, era noto per il suo stile vistoso ed ostentato. Oltre ad essere stato accusato dalla Nazioni Unite di aver svolto traffico e contrabbando d'armi durante la sua presidenza, apparve pubblicamente vestito con un abito bianco, supplicando Dio per il perdono, mentre contemporaneamente negava tutte le accuse. È stato riferito che abbia anche detto “Anche Gesù Cristo è stato accusato di essere un assassino ai suoi tempi”.
Ribellione e accuse Nel 1999 una ribellione contro Taylor scoppiò nel Nord della Liberia, guidata da un gruppo che si faceva chiamare Liberians United for Reconciliation and Democracy (LURD). Questo gruppo è stato spesso accusato di atrocità e si crede fosse appoggiato dal governo dell'adiacente Guinea. Questa sollevazione segnò l'inizio della Seconda Guerra Civile Liberiana. Dall'inizio del 2003 il LURD prese il controllo del Nord della Liberia. Quell'anno un secondo gruppo ribelle, questa volta appoggiato dalla Costa d'Avorio, il Movement for Democracy in Liberia (MODEL), emerse nel Sud della Liberia ed ottenne velocemente numerosi successi. In estate il governo di Taylor controllava solo un terzo del territorio nazionale: Monrovia e la zona centrale del paese.