Larte babilonese, sviluppatasi in Mesopotamia tra i fiumi Tigri ed Eufrate, succede all'arte e alla civiltà sumera, anche se per lungo tempo prosegue sullo stesso modello culturale e iconografico del periodo precedenteLa storia dell'arte - Le prime civiltà, vol. 1, cap.4, La Biblioteca di Repubblica, Milano, Electa, 2006..

L'arte babilonese si divide in tre periodi: Periodo Paleobabilonese (2004 a.C.-1595 a.C.), Periodo Cassita (1595 a.C.-1150 a.C.) e della II dinastia di Isin (1150 a.C.-1025 a.C.), Periodo Neobabilonese (625 a.C.-539 a.C.). Il periodo che parte dal 1025 a.C. e arriva al 625 a.C. vede la Mesopotamia sotto il dominio degli Assiri

Periodo Paleobabilonese

Dopo potere della città di Ur e della sua dinastia di sovrani, periodo nel quale si fa finire anche la civiltà sumera, dovuta all'invasione di popoli elamiti e amorrei, numerose città della Mesopotamia meridionale (Isin, Larsa, Mari e Babilonia) si spartiscono e si alternano il dominio sull'intera regione.

Nella città di Isin sale al trono il sovrano Ishbi-Erra (2017 - 1985 a.C.), il quale inizia una guerra contro i popoli invasori che porterà alla cacciata di questi ultimi dalla Mesopotamia meridionale. Il sovrano libera la città di Ur dagli elamiti ed estende i confini del suo regno fin sulle coste del Golfo Persico.

Successivamente alla cacciata degli invasori la città di Larsa si scontra con i sovrani di Isin e nel XIX secolo a.C. li sottomette, inglobando il loro regno ai propri territori.

Successivamente i sovrani della prima dinastia di Babilonia estendono la loro influenza ai territori circostanti la città e sotto il sovrano Hammurabi (1792 - 1750) regneranno su una Mesopotamia unificata. I successori di Hammurabi dovranno combattere e difendere i propri confini dall'ascesa dei Cassiti e degli Ittiti. Il popolo ittita, proveniente dall'entroterra anatolico, invaderà infine Babilonia, la saccheggerà e deprederà il suo santuario principale, dedicato al dio Marduk. Intorno al 1595 a.C. i Cassiti, approfittando del caos lasciato dal popolo ittita, conquisteranno Babilonia e tutta la regione meridionale della Mesopotamia.

Architettura Lo sforzo edilizio dei sovrani di questo periodo è rivolto soprattutto al restauro e all'ampliamento di vecchi edifici di epoche precedenti.

L'edilizia religiosa amplia e modifica i canoni ideati nella tradizione neosumerica: tre ambienti riservati al personale del tempio, posti trasversalmente all'asse principale, che sono di introduzione ad un'ampia corte centrale, la quale a sua volta introduce a un'antecella e alla cella vera e propria del santuario, dove è posta la statua della divinità adorata nel complesso religioso, mentre nel perimetro del tempio si sviluppano numerosi vani minori. Esternamente le mura degli edifici religiosi erano decorati con contrafforti e lesene, tipologia ripresa dalla tradizione sumerica di decorare le mura degli edifici cultuali.

Statuaria La statuaria di questo periodo è ad oggi scarsamente documentata sia sul piano delle fonti antiche sia dai ritrovamenti archeologici, i quali hanno riportato alla luce solo parti frammentarie e spesso al di fuori dei loro contesti originari.

Gli esemplari più antichi a noi pervenuti giungono dalla città di Eshnunna e possiedono una struttura volumetrica molto piatta, del tutto simile a quella riscontrata nella precedente arte neosumerica: sopracciglia unite a lisca di pesce, capelli uniti e divisi equamente sulla fronte, tiara del tutto simile alle sculture di Gudea di Lagash, baffi incisiLa storia dell'arte - Le prime civiltà, vol.1, cap.4, p. 136 La Biblioteca di Repubblica, Milano, Electa, 2006.

Dal XVIII al XVII secolo a.C. la scultura paleobabilonese si evolve e presenta una struttura volumetrica più accentuata, con l'introduzione dell'incisione per la realizzazione di particolari legati all'anatomia dei corpi e delle vesti.

Rilievo

In questo periodo si assiste alla diffusione di stele che raccolgono varie sentenze giudiziarie, affiancate alle tradizionali stele evocanti vittorie, guerre e costruzioni cultuali.

Gli scultori delle stele prediligono un modellato accentuato con superfici tonde e un marcato realismo delle figure rappresentate.

La stele più nota del periodo paleobabilonese è il codice di Hammurabi, proveniente da Susa e ora conservato a Parigi al Museo del Louvre.

Il rilievo in pietra celebrativo dei sovrani è affiancato dal rilievo coroplastico, rappresentante le divinità del pantheon mesopotamico.

Glittica La glittica paleobabilonese eredita lo stile dell'arte neosumerica, ma rielabora i temi delle lotte tra gli eroi e le fiere. La superficie dei sigilli viene arricchita dalla realizzazione di esseri mitologici e si assiste alla quasi totale sostituzione delle fiere, capovolte e abbattute dall'eroe, con le raffigurazioni di capridi, anch'essi assoggettati da un eroe nudo e con lunga barba.

L'iconografia presente nei sigilli reali mantiene la scena d'introduzione o intercessione riscontrabile nel periodo precedente, attuando però alcune modifiche stilistiche e iconografiche: le figure divine non vengono più rappresentate sedute ma stanti, di dimensioni maggiori al fedele e con offerte poste dietro a questo, con una gamba appoggiata sopra una testa di leone, uno sgabello oppure una montagna; inoltre vengono introdotti simboli che ne permettono l'identificazione.

Le divinità maggiormente rappresentate sono Ishtar e ShamashLa Storia dell'Arte - Le prime civiltà, vol. 1, cap. 4, La Biblioteca di Repubblica, Milano, Electa, 2006, p. 144..

Periodo cassita e della II dinastia di Isin

Dopo la conquista della città di Babilonia da parte degli Ittiti e successivamente al suo abbandono, i Cassiti provenienti dai monti Zagros occupano e conquistano la Mesopotamia meridionale, mantenendo il potere per almeno quattrocento anni.

Verso il 1150 a.C. il popolo cassita viene cacciato e prende il dominio la II dinastia di Isin che governerà la regione fino al 1025 a.C. circa, data della conquista Assira.

Architettura I sovrani cassiti realizzano i palazzi e gli edifici di culto sullo stesso modello stilistico del periodo precedente; inoltre i re si dedicano al restauro degli edifici e dei santuari già esistenti, soprattutto in città come Ur, Uruk, Isin, Nippur e BabiloniaLa Storia dell'Arte - Le prime civiltà, vol. 1, cap. 4, La Biblioteca di Repubblica, Milano, Electa, 2006, p. 149..

L'unica testimonianza giuntaci di architettura laica di questo periodo riguarda il palazzo rinvenuto a Dūr-Kurigalzū, fatto erigere dal sovrano Kurigalzu I e risalente al termine del XV secolo a.C., si discosta dal tradizionale schema del palazzo babilonese per la mancanza della centralità della corte interna e dall'organizzazione degli ambienti, posti in nove settori con distinte funzionalità: cerimoniali, rappresentanza, amministrativi e residenziali.

Rilievo

In epoca cassita l'arte del rilievo è rappresentata principalmente da numerose stele o kudurru di forma ovoidale lavorate nella diorite nera, recanti testi incisi riguardanti donazioni elargite dal sovrano verso un dignitario o un principe o un funzionario. I kudurru presentano nella zona superiore simboli di divinità.

I kudurru si possono distinguere in tre diversi periodi di esecuzione in base allo stile e all'accuratezza dei rilievi e alle raffigurazioni presenti:

XIV-XIII secolo a.C.: si riscontrano esecuzioni molto caotiche con collocazioni casuali dei simboli divini;

prima metà XII secolo a.C.: si assiste alla comparsa di simboli divini posti su podi che vengono sorretti dall'animale assimilato alla divinità, iconograficamente fa la sua comparsa l'uccello di Kharbe, l'aratro e il busto femminile, lo spazio decorativo non viene più diviso in vari registri, solitamente tre, privilegiando invece la scena unica;

fine XII e XI secolo a.C.: l'iconografia si standardizza e le figure rappresentate divengono massicce, grossolane e squadrate, perdendo in vivacità, in scioltezza e in realismo.

Glittica I sigilli cassiti si ispirano principalmente alle realizzazioni paleobabilonesi, anche se si riscontrano alcune innovazioni di stile come l'allungamento delle figure che divengono alte e slanciate.

Intorno al XVI - XIII secolo a.C. le scene raffigurate sui sigilli subiscono l'influsso dell'arte assira e guadagnano in naturalezza e vivacità compositiva.

Periodo Neobabilonese

Dal IX al VII secolo a.C. la Mesopotamia viene conquistata e assoggettata al dominio degli Assiri. Babilonia viene saccheggiata e distrutta nel 689 a.C. sotto il dominio del sovrano assiro Sennacherib.

L'autonomia babilonese viene raggiunta a seguito del crollo dell'impero assiro nel 614 a.C. Il sovrano neo-babilonese Nabucodonosor II rifonda la città di Babilonia, ricostruisce e restaura i templi e i maggiori centri cultuali cittadini, dando inizio ad un nuovo periodo di prosperità e benessere. La potenza babilonese termina nel 539 a.C. con la conquista di Babilonia da parte di Ciro il Grande, re dei Persiani.

Architettura I sovrani di questo periodo intraprendono un vasto programma di restauro e di ricostruzione dei maggiori edifici religiosi della città di Babilonia e dell'intera Mesopotamia meridionale. Nabucodonosor II riedifica e restaura Babilonia: edificazione delle doppie mura di fortificazione, vari edifici sacri, l'Esagila e l'Etemenanki, palazzi reali.

Tra i palazzi reali edificati in questo periodo, il complesso di maggiori dimensioni è il palazzo Meridionale, iniziato dal sovrano Nabopolassar (625-605 a.C. circa) e ricostruito dal suo successore Nabucodonosor II (605 - 562 a.C. circa). Il palazzo reale misurava 300x150 m e si articolava in cinque blocchi con ambienti dislocati attorno a cinque corti centrali: le residenze del re e delle regina, le stanze dei funzionari di corte, gli uffici amministrativi, le stanze di rappresentanza e ricevimento, la sala del trono, le abitazioni dei dignitari di alto lignaggio e le stanze del Tesoro.

Tra i complessi religiosi i più importanti, attestati archeologicamente in scarsi ritrovamenti ma ampiamente descritti nelle fonti antiche, sono l'Esagila e l'Etemenanki. Il primo era il santuario del dio Marduk, il principale degli dei babilonesi; luogo in cui si svolgevano i rituali di consacrazione del sovrano e dove, secondo la tradizione babilonese, si riunivano in assemblea tutte le divinità. Le fonti indicano la presenza all'interno del tempio di una cella decorata in oro e pietre preziose e di un soffitto realizzato in legno di cedro del Libano. Il santuario rimase in uso fino all'invasione di Serse (482 a.C.) che lo sconsacrò; mentre Alessandro Magno dopo la conquista di Babilonia ne ordinò la riapertura e il restauro. Il secondo edificio religioso, presente nel testo biblico conosciuto anche come Torre di Babele e descritto da Erodoto, era un colossale ziqqurat a pianta quadrata che misurava 91,5 m per lato e 91,5 m di altezza con sette terrazzamenti sovrapposti. La sommità della costruzione era dominata da un tempio che misurava più di 20 m per lato.

Altra importante testimonianza architettonica di questo periodo è la porta di Ishtar, edificata per volontà di Nabucodonosor II come ottava porta d'ingresso nelle cinte di mura di Babilonia, ora è conservata a Berlino al Pergamon Museum. La porta è completamente decorata da un rivestimento di mattoni invetriati lisci di colore blu e di mattoni invetriati decorati con figure di tori, leoni e draghi di colore bianco e giallo. Questo tipo di decorazione a mattoni invetriati sarà ampiamente diffusa nei palazzi di epoca persiana, come a Susa e Persepoli.

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