Il cartesianesimo è un movimento filosofico-intellettuale che ha avuto origine dal pensiero del filosofo Cartesio (1596-1650). Il cartesianesimo ha raggiunto il suo apice tra il XVII e il XVIII secolo, anche se non mancano varianti anche nei secoli successivi.
I seguaci di questo movimento vengono chiamati "cartesiani".
Caratteri generali
Il cartesianesimo, da un punto di vista metafisico ed epistemologico, è considerato una sorta di razionalismo dato che i cartesiani ritengono che una conoscenza certa derivi dalla ragione attraverso le idee innate. Questo si oppone all'empirismo tradizionale, che ebbe origine con Aristotele, secondo il quale la conoscenza umana deriva dall'esperienza sensibileRichard A.Watson, "Cartesianism", voce dell’Enciclopedia Britannica, 1998.. Secondo Cartesio, invece, l'esperienza poteva fallire, riducendo la conoscenza ricavata in questo modo a una probabilità e non a una certezza.
Ciononostante i cartesiani svilupparono teorie scientifiche probabilistiche conseguite a una osservazione e a una sperimentazione, come facevano gli empiristi. Essi furono costretti ad accettare una conoscenza incerta, poiché credevano nell'onnipotenza di Dio e nella libertà della sua volontà; Dio, quindi, potrebbe, se lo desiderasse, trasformare una verità apparente in una falsità e una falsità apparente in una verità. Gli esseri umani, dotati di un intelletto umano finito, sono certi solo di ciò che Dio rivela e del fatto che essi e Dio esistano.
I cartesiani adottarono una sorta di dualismo composto da due sostanze finite: mente e materia. L'essenza della mente è il pensiero autocosciente; l'essenza della materia è l'estensione in tre dimensioni. Dio è una terza sostanza, dotata di esistenza come essenza. Egli crea gli esseri umani unendo mente e corpo.
Per i cartesiani la conoscenza del mondo è indiretta. Essa dipende da alcuni movimenti del corpo che vengono comunicati dagli organi sensoriali al cervello (tramite i nervi), per produrre quindi idee sensibili, nonché sensazioni, nella mente.
Diffusione geografica Olanda
La filosofia di Cartesio si diffuse dapprima in OlandaPaul Dibon et al. (a cura di), Descartes et le cartésianisme hollandais, Parigi, Presses universitaires de France, 1951; Theo Verbeek, Descartes and the Dutch: Early Reactions to Cartesian Philosophy: 1637-1650, Carbondale, Southern Illinois University Press, 1992, Wiep van Bunge, The Early Dutch Reception of Cartesianism", in Steven Nadler, Tad M. Schmaltz, Delphine Antoine–Mahut (eds.), The Oxford Handbook of Descartes and Cartesianism, New York, Oxford University Press, 2019, pp. 417-433., dove Cartesio aveva abitato per gran parte della sua vita. Tra i primi a insegnare filosofia cartesiana in Olanda furono Henricus Reneri e Henricus Regius, entrambi insegnanti, il primo di filosofia e il secondo di medicina presso l'università di Utrecht. Regius probabilmente doveva la sua nomina di professore di medicina teorica in quell'università proprio grazie al suo essere un cartesiano. Negli anni a seguire si affermò come il principale sostenitore del cartesianesimo a Utrecht e fu protagonista dei primi contrasti che la filosofia cartesiana dovette affrontare dopo essere stata incolpata di ateismo da Gisberto VoezioTheo Verbeek, Descartes and the Problem of Ateismː The Utrecht Crisis, Dutch Review of Church History, Vol. 71, No. 2 (1991), pp. 211-223..
Con la divulgazione del cartesianesimo in Olanda nacque una controversia molto famosa per quanto riguarda l'interpretazione delle Sacre Scritture. Nella sua opera Philosophia S. Scripturae interpres, pubblicata nel 1666, il cartesiano Lodewijk Meyer (amico stretto del filosofo Spinoza) sostenne che, nonostante la Sacra Scrittura fosse l'unico deposito in cui risiedevano le verità di Dio, era compito della ragione darne la giusta interpretazione, mettendo quindi in discussione tutto ciò che non poteva concordare con essa. In teologia questa manifestazione di estremo razionalismo diede vita ad aspre reazioni.
Francia Il cartesianesimo in Francia prese fin dall'inizio caratteri molto diversi dal cartesianesimo olandeseTad M. Schaltz, Radical Cartesianism. The French Reception of Descartes, Cambridge, Cambridge University Press, 2002; Tad M. Schaltz, Receptions of Descartes. Cartesianism and Anti-Cartesianism in Early Modern Europe, New York, Routledge, 2005., poiché si sviluppò al di fuori delle scuole e in netta contrapposizione rispetto a esse. Infatti esso si diffuse nei salotti, nei circoli scientifici e in ambienti religiosi non dominanti, ma di alto spessore, come gli oratoriani e i giansenisti. Quindi, mentre i docenti cartesiani olandesi producevano opere di commento e manuali in lingua latina, i cartesiani francesi si occupavano della stesura di saggi e trattati, principalmente in francese, rivolti a un pubblico che non era quello scolastico. Solamente negli anni successivi la filosofia cartesiana riuscì a imporsi nelle scuole e nelle università.
In Francia le questioni più importanti intorno alle quali si svolsero le battaglie decisive in favore o contro il cartesianesimo furono tre: il problema dell'eucaristia; il problema dell'anima delle bestie; il problema dei rapporti fra sostanza pensante (anima) ed estesa (corpo).
Il problema dell'eucaristia
Il filosofo Antoine Arnauld aveva mosso nelle sue Obiezioni alle quarte Meditazioni una critica a CartesioRené Descartes, Opere 1637-1649 a cura di Giulia Belgioioso, Milano, Bompiani, 2009, pp. 973-975 (ed. Adam-Tannery [AT]), vol. VII, pp. 217-218 basata sull'idea che la dottrina cartesiana dell'estensione dei corpi appariva inconciliabile con il principio cattolico della transustanziazione. Da qui nacque la controversia sull'Eucaristia.Jean-Robert Armogathe, Theologia cartesiana. L'explication physique de l'Eucharistie chez Descartes et dom Desgabets, La Haye: Nijhoff, 1977
Secondo Cartesio, figura e estensione sono qualità primarie che pertengono ai corpi e l'eucaristia non possiede né la figura né l'estensione del Corpo di Cristo. Tuttavia, egli dichiarò di credere nella transustanziazione e che le qualità secondarie (colore, odore, sapore, pesantezza, ecc.) non appartengono ai corpi, ma sono semplici accidenti non reali delle specie eucaristiche, che vengono percepiti dai sensi. Dio sarebbe quindi l'autore di un inganno dei sensi teso ad occultare la vera sostanza del pane e del vino consacrati, che è la reale presenza di Cristo. (al n. 72)
Alla critica di Arnauld, Cartesio fornì una replica ampia, ma oscura e non convincente.René Descartes, Opere 1637-1649, cit. pp. 1013-1022 AT, vol. VII, pp. 249-256 I tentativi di altri cartesiani non furono più fortunati. In conclusione, il problema, invece di essere risolto, fu dissolto portando a una netta distinzione fra ciò che è di competenza della fede e ciò che è di competenza della filosofia.
Dopo uno scambio epistolare con Claude Clerselier, su impulso di quest'ultimo, Cartesio redasse una nutrita serie di scritti sull'eucaristia. Citazione: "La spiegazione dell'eucaristia, confidata da Descartes al gesuita Denis Mesland e a Claude Clerselier in alcune lettere che questi non pubblicò, diede luogo, su impulso dello stesso Clerselier, ad un nutrito dossier di scritti cartesiani sull'eucaristia." Secondo Desgabets, la spiegazione dell'eucaristia confidata da Cartesio a Mesland rifletteva pienamente la dottrina di san Giovanni Damasceno.
Il problema dell'anima delle bestie La tesi degli animali-macchina era retta da Cartesio in base alla contrapposizione da lui eseguita fra res cogitans e res extensa, eliminando qualsiasi possibilità di termine medio fra spirito e corpo. Di conseguenza, o si assegnava agli animali un'entità spirituale del tutto paragonabile a quella dell'uomo o la si negava completamente. Assegnare un'anima alle bestie era del tutto inaccettabile per un cristiano perché in tal modo si identificavano gli animali con gli uomini, facendo partecipi gli uni allo stesso destino sovrannaturale degli altri, oppure riducendo gli uomini alla natura puramente materiale delle bestie.Per i testi di Descartes vedere la quinta parte del Discorso sul metodo e le lettere al marchese di Newcastle del 23 novembre 1646 (René Descartes, Tutte le lettere 1619-1650, a cura di Giulia Belgioioso, Milano, Bompiani, 2005, n. 587, pp. 2346-2353) ed a Henry More del 5 febbraio 1649 (Tutte le lettere 1619-1650, cit. n. 677, pp. 2614-2625.Gary Hatfield, "Animals", in Janet Broughton, John Carriero (eds.), A Companion to Descartes, Malden, Blackwell, 2008, pp. 404-425.
I padri oratoriani Nicolas-Joseph Poisson (1637-1710)Commentaire ou remarques sur la méthode de M. Descartes, Parigi, 1670 e MalebrancheDefense de l'Auteur de la Recherche de la Vérité. (1684). credevano che se la tesi animale-macchina non fosse stata accettata, la stessa idea di un Dio buono e giusto sarebbe venuta meno. L'uomo, che si è raffigurato come il solo colpevole del peccato originale, è l'unico che merita di patire il dolore, nonché giusta punizione per la sua colpa.
Il problema dei rapporti intercorrenti fra sostanza pensante (anima) ed estesa (corpo) Secondo le regole della fisica cartesiana, ogni modifica del mondo dei corpi richiedeva una causa per contatto, omogenea con l'effetto. Eliminando quindi ogni rapporto fra anima e corpo, si eliminava anche una loro qualsiasi diretta influenza.
La soluzione che una gran parte dei cartesiani dette al problema fu l'occasionalismo: è Dio che da una parte, in occasione di alcuni movimenti e cambiamenti presenti nei corpi umani, genera certe sensazioni e sentimenti nell'anima, e dall'altra, in occasione delle volizioni, fa coincidere esse con movimenti presenti nelle componenti dei corpi. Quindi Dio è la sola causa che genera tutti i cambiamenti presenti nell'universo.
Questa concezione trovò la sua più coerente applicazione nella filosofia di Nicolas Malebranche.
Germania In Germania e nelle zone di confine coi Paesi Bassi l'influsso del cartesianesimo non fu rilevante. I cartesiani scelsero di pubblicare le loro opere nei Paesi Bassi, ad esempio il iatromatematico Yvo Gaukes (c. 1660–1738).
Italia Tolto il vivace contesto culturale del Regno di Napoli, in Italia il cartesianesimo non attecchì significativamente, per via del fatto che nel 1663 le opere di Descartes furono inserite nellIndex Librorum Prohibitorum.
Regno Unito Nel Regno Unito il cartesianesimo non fu largamente accettato, soprattutto per motivi religiosi. Sebbene Henry More fosse inizialmente attratto dalla dottrina, i suoi atteggiamenti mutevoli nei confronti di Descartes rispecchiavano quelli del Paese: "accettazione rapida, esame serio con ambivalenza crescente, rifiuto finale".
Cartesianesimo e scienza In aggiunta agli sviluppi metafisici e filosofici, furono importanti anche gli sviluppi scientifici del pensiero di Cartesio.
In questa prospettiva si riconobbero opere come Traité de physique (1671) di Rohault (cartesiano francese) e le Conversazioni sulla pluralità dei mondi (1686) di Fontanelle. A queste si aggiunge anche la Logica di Port-Royal (1662) di Arnauld e Pierre Nicole, testo esemplare che si impose come manuale di logica nelle scuole di metà Europa per più di un secolo.Gianfranco Cantelli, Cartesianesimo, L'Enciclopedia Volume 4 Capit-Classe, La Biblioteca di Repubblica, Mondadori, 2003, pp. 192.
Di questi cartesiani nessuno ebbe interesse per le esperienze, con l'eccezione di Rohault, la cui interpretazione dei fenomeni nei cosiddetti «vasi capillari» occupò un posto importante nello sviluppo della fisica sperimentale del XVII secolo.
Una prova che in quel periodo l'Europa ebbe un'epoca cartesiana, in particolare per la fisica, si ha nel fatto che Newton per attestare definitivamente le proprie tesi sul sistema del mondo e imporre quella che sarà la scienza moderna della natura, fu costretto a fare i conti con la fisica cartesiana.