Biografia Prese il potere nel 1196, a seguito della nomina da parte della Corona de Logu, dopo la morte senza eredi di suo fratello, il precedente giudice Costantino II di Torres. Se si dà credito alle notizie riportate nel Condaghe di San Gavino, la dinastia turritana aveva avuto un capostipite di nome Comita. Comita, fratello di Costantino, dovrebbe essere chiamato quindi Comita II.
Cercò di utilizzare la diplomazia per uscire dalla difficile situazione in cui si trovava il Giudicato, e si rialleò con il giudice di Cagliari Guglielmo I Salusio IV, che aveva rotto in modo molto cruento l'alleanza con Costantino, favorendo il matrimonio del proprio figlio Mariano con Agnese, figlia del cagliaritano. Comita fu attento riguardo alla politica matrimoniale: nel 1204 divorziò da Sinispella di Arborea, sposata nel 1185, per sposare una figlia del marchese di Saluzzo Manfredo II.
Nel 1205 Comita I de Lacon fondò l'Abbazia di Santa Maria di Paulis, affidandola ai Cistercensi di Clairvaux. La donazione è attestata dalla Lettera di Pietro, conservata nel primo volume del Grand Cartulaire di Clairvaux presso gli Archives départementales de l'AubeArchives départementales de l'Aube, Grand Cartulaire de Clairvaux, 3 H 9, pp. 79-80: doc. 31.. Si tratta «dell'unico documento noto che attesti una donazione diretta da parte di un giudice sardo all'abbazia di Clairvaux». Pietro, vescovo di Sorres, notifica la volontà di Comita I di costruire un monastero cistercense, figlio diretto dell'abbazia di Clairvaux, e di far arrivare monaci e conversi dall’abbazia-madre, con l’autorizzazione di questa, dotando la nuova comunità monastica di diverse proprietà, compresi servi e animali, nella curtis di Paúlis e nelle curatorie di Romangia, Nurra e Nulauro, e di soldi per il vestiario e i libri, e dispone il rimborso delle spese sostenute da Pietro per il loro sostentamento iniziale. Inoltre, il giudice dedica il monastero a Dio e a Maria, concedendo la libertà ai servi secondo la normativa dell’ordine, ed esentandoli dal prestare servizio nelle sue terre.
Nel 1218 muore, lasciando il trono al figlio Mariano II di Torres.
Note
Bibliografia Francesco Cesare Casula, La Storia di Sardegna , Sassari 1994. AA.VV., la Grande enciclopedia della Sardegna, Sassari, 2007. Giuseppe Meloni e Andrea Dessì Fulgheri, Mondo rurale e Sardegna del XII secolo. Il Condaghe di Barisone II di Torres, Napoli, Liguori Editore, 1994. Mauro G. Sanna, "La cronotassi dei giudici di Torres" in 'La civiltà giudicale in Sardegna nei secoli XI-XIII. Fonti e documenti scritti' (Atti del Convegno di Studi. Sassari-Usini 17-18 marzo 2001), Sassari 2002, pp. 97–113.
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