Nella storia moderna, i viaggi di Cristoforo Colombo rappresentano i fondamentali della colonizzazione europea delle Americhe, nonché uno degli eventi più significativi della storia dell'uomo. Il navigatore Cristoforo Colombo era un ammiraglio al servizio dei sovrani di Spagna, per i quali intraprese quattro viaggi verso il Nuovo Mondo: il primo nel 1492, in cui scoprì il continente americano,I Vichinghi avevano già stabilito alcuni insediamenti a L'Anse aux Meadows verso la fine del X secolo. il secondo viaggio nel 1493, in cui scoprì nuove isole e il terzo nel 1498, che lo condusse nell'America meridionale e che fu quindi il primo nel quale Colombo raggiunse la parte continentale. Nel quarto viaggio, nel 1502, raggiunse l'America centrale.
In realtà Colombo morirà nel 1506 convinto di essere arrivato nelle Indie. Il primo ad intuire, invece, che quelle terre non erano l'Oriente ma un nuovo continente fu nel 1507 il fiorentino Amerigo Vespucci, in onore del quale il nuovo continente fu battezzato America.
La scoperta di Colombo permise alle potenze marinare europee dell'epoca di impostare un sistema di commerci con il "Nuovo Mondo", avviare la colonizzazione delle nuove terre e dare inizio alla conversione dei nativi americani al Cristianesimo. Gli assetti economici e politici che si vennero a creare furono regolamentati dal trattato di Tordesillas del 1494, siglato dall'Impero spagnolo e dall'Impero portoghese.
Premesse
Realizzazione del progetto
Nel 1483 Cristoforo Colombo presentò i suoi piani al re Giovanni II del Portogallo, proponendogli di equipaggiare tre robuste navi con le quali, entro un anno, sarebbe salpato verso ovest attraverso l'Oceano Atlantico, cercando una via per le Indie. Giovanni II espose la proposta ai suoi consiglieri, i quali espressero un parere negativo, principalmente perché convinti che la distanza da percorrere stimata da Colombo, circa , fosse troppo breve rispetto alla realtà.
Nel 1485, dopo la morte della moglie, Colombo si recò insieme al figlio in Spagna a Palos,Lasciò il Portogallo in segreto, come racconta il figlio, si veda: e quindi a Siviglia. Colombo era alla ricerca di qualcuno che potesse finanziare l'impresa: dapprima provò con Don Enrique de Guzmán duca di Medina Sidonia, ma questi, non avendo Colombo ottenuto l'appoggio della Corona, si trovò costretto a rifiutare. In seguito tentò con Don Luis de la Cerda, duca di Medinaceli, che convinse parzialmente la regina Isabella di Castiglia, la quale decise quindi ad incontrare Colombo.La regina chiese al Medinaceli di cederle le navi nel frattempo costruite (); si trattava di tre o quattro caravelle, come in Recatosi a Cordova, Colombo attese fino ai primi del maggio 1486 i regnanti di Spagna Isabella di Castiglia e Ferdinando II di Aragona, che decisero di incontrarlo.Durante la riunione Ferdinando abbandonò nel mentre l'udienza lasciando la questione ad Isabella che si occupava degli affari riguardanti l'oceano. L'incontro, descritto da Andrea Bernaldez, vide Colombo che esponeva la sua fantasia facendo in modo che la regina desiderasse ancora di sentirlo parlare, di favole e terre lontane. Las Casas affermava che con il suo parlare induceva gli altri a considerarlo con amore, e che era questa la sua virtù. L'esploratore presentò il suo progetto di raggiungere per mare il Catai (Cina) ed il Cipango (Giappone). Una commissione si riunì per vagliare le effettive possibilità di riuscita del viaggio, ma la decisione, negativa, arrivò solo alla fine del 1490.Colombo stesso scrisse che veniva ritenuto rispetto ai dotti come un marinaio ignorante, mentre Lopez de Gomara scrisse di lui «no era docto ma bien entendido», si veda , altri dicevano che la difficoltà maggiore di Colombo era nel far disimparare le conoscenze acquisite. Vedi
Nel 1488 Colombo provò di nuovo ad appellarsi al re del Portogallo il quale, sebbene lo avesse invitato a corte, in seguito lo respinse a causa del ritorno di Bartolomeu Dias dalla circumnavigazione a sud dell'Africa.Dias aveva quindi aperto una nuova rotta commerciale. Negli anni seguenti cercò diverse volte di farsi ascoltare dalla corte castigliana decidendosi di rivolgersi pure, tramite il fratello Bartolomeo, sia ad Enrico VII d'Inghilterra che ai sovrani di Francia. Intanto conobbe Martín Alonso Pinzón. Nel 1492, col protrarsi dell'attesa, il navigatore era giunto oramai ai limiti della resistenza, e, dopo sette anni di soggiorno in Spagna, anche le sue risorse economiche si erano ridotte, al punto da non essere quasi più in grado di provvedere alla sua famiglia..
Padre Juan Pérez, confessore personale della regina, tramite Sebastiano Rodriguez. fece recapitare una missiva alla stessa regina, la quale due settimane dopo fece convocare il padre. Il tesoriere Luis de Santangel, Ferdinando Pinello e altri assicurarono la copertura finanziaria richiesta.Vi è una statua a Santo Domingo che raffigura Isabella che dona lo scrigno dei suoi gioielli come pegno per la pecunia richiesta (a Santangel), ma tale raffigurazione non corrisponde al vero, si veda anche Si riunirono nuovamente gli esperti, mentre Colombo ricevette tramite lettera la comunicazione di una nuova udienza. Decisivo fu altresì il contributo del vescovo Alessandro Geraldini, anche lui confessore della regina Isabella e amico personale di Colombo e del fratello Antonio; grazie alla sua insistenza, la regina si convinse definitivamente a consentire il viaggio del grande navigatore.
Colombo si recò a Siviglia, ma i reali, nel frattempo, si erano trasferiti a Santa Fe. Colombo li raggiunse e nell'incontro i reali furono propensi ad accettare di finanziare l'impresa. Colombo dettò le sue condizioni: chiese il titolo di ammiraglio e la carica di viceré e "governatore delle terre scoperte", titolo che doveva essere ereditario, la possibilità di conferire ogni tipo di nomina nei territori conquistatiTali privilegi vennero poi tolti dalla corona. e, inoltre, una rendita pari al 10% di tutti i traffici marittimi futuri. Le richieste furono considerate eccessive e non si fece alcun accordo. Successivamente le richieste vennero accettate a patto della buona riuscita del viaggio. Il contratto, definito, Capitolaciones, venne firmato il 17 aprile 1492. La somma necessaria per l'armamento della flotta, pari a 2.000.000 di maravedí,Il maravedì, moneta spagnola in oro 24 carati, pesava circa 3,85 grammi. Considerando esclusivamente il valore dell'oro attualmente alla valuta del 4 marzo 2017, di 37,37 € al grammo, questo finanziamento corrisponderebbe oggi a circa 287 milioni di €. sarebbe stata versata metà dalla corte e metà da Colombo, finanziato da alcuni banchieri genovesi, tra cui il Banco di San Giorgio e il Berardi.
Dopo la firma, Colombo lasciò la città il 12 maggio 1492, quando già si era deciso il luogo di partenza, Palos (dal 1642 Palos de la Frontera), in quanto i porti maggiori erano occupati dal tribunale della Santa Inquisizione che prevedeva l'espulsione degli ebrei anche tramite mare..
Le navi del primo viaggio Le imbarcazioni della prima spedizione, definite caravelleMartinez-Hidalgo nota differenze minime fra i tre velieri, ma afferma che non esistono possibilità di riprodurle fedelmente e non esistono quadri o raffigurazioni fedeli delle caravelle. Nel 1892 e altre successivamente, furono ricostruite alcune copie con particolari inesatti. Fra le tante copie nel corso dei tempi quella dello stesso Martinez-Hidalgo esposta poi a Caracas e una di Julio Gallien poi esposta nel porto di Barcellona. Si veda erano: Niña di 100 tonnellate,Di Juan Ninò che partecipò all'impresa, vedi al comando di Vicente Yáñez Pinzón, e, come pilota, Sancho Ruiz, con a bordo 24 persone; Pinta, di 140 tonnellate, che insieme alla Niña fu l'imbarcazione richiesta alla città di Palos, da ordine del 23 maggio 1492, come segno di riscatto per varie accuse più o meno fondate, con capitano Martín Alonso Pinzón e pilota Rafael Sarmiento; in totale salirono a bordo 27 persone; Santa María, di proprietà di Juan de la Cosa; l'imbarcazione era chiamata inizialmente Gallega in quanto costruita in Galizia, e fu lo stesso Colombo a darle il nome di Santa MaríaSi veda . Si trattava di una caracca di 150 tonnellate, capitanata da Colombo, sulla quale salirono 39 persone.
Nel reclutare i marinai, 90 in tutto,Le fonti discordano sul numero in totale: D. Ferdinando cita 90; altri, come Pietro Martire e Agostino Giustiniani, citano 120. Si veda Altri ancora portano 87, 26 sulla Pinta, 22 sulla Niña; si veda Colombo fu aiutato da Martin Pinzón, che godeva di ottima fama nella città.A lui venne dedicato un monumento a Palos. Testimonianze come quella di Yanez de Montilla vedevano in lui un fervore tale che sembrava fosse per lui l'impresa. Il pilota della flotta era il cantabrico Juan de la Cosa.
Conoscenze geografiche di Colombo L'impresa navale di Colombo, motivata dal desiderio di raggiungere le Indie e commerciarvi direttamente e più velocemente, fu resa possibile dalla determinazione del viaggiatore genovese, ma anche da un suo errore.
Sosteneva infatti che la Terra avesse un diametro più piccolo di quello reale, e che il continente euroasiatico fosse più esteso di quanto non lo sia in realtà: il combinato disposto di questi due errori, originati rispettivamente da Paolo dal Pozzo Toscanelli e Marco Polo, ebbe come effetto l'infondata convinzione di poter compiere la traversata dall'Europa all'Asia. A quell'epoca, in effetti, nessuna nave sarebbe stata in grado di compiere gli oltre che separano la Spagna dal Giappone, se non altro perché non esisteva una nave capace di stoccare a bordo un quantitativo di provviste sufficienti al compimento del viaggio, che avrebbe richiesto, in condizioni ottimali, più di quattro mesi. I calcoli di Colombo erano sbagliati, mentre quelli dei suoi avversari erano sostanzialmente corretti: Colombo stimava in appena la distanza dalle isole Canarie alla costa asiatica, un valore cinque volte più piccolo di quello reale. La grande fortuna di Colombo fu che il suo viaggio venne molto ridotto, perché sulla strada per le Indie trovò le Americhe, altrimenti la sua spedizione sarebbe perita in mezzo all'oceano o tornata indietro.
La forte opposizione incontrata da Colombo derivava dal fatto che la traversata oceanica era considerata troppo lunga per essere fattibile, e non già perché Colombo fosse il solo a sostenere che la Terra fosse sferica. Infatti, la consapevolezza della sfericità della Terra era opinione comune della gente colta del basso Medioevo:Per tutti, si possono citare Tommaso d'Aquino e Dante Alighieri. le osservazioni degli astronomi e matematici ellenistici, risalenti all'antichità,Tra i quali Eratostene, che misurò accuratamente la circonferenza della Terra. erano state riprese e perfezionate tanto dagli scienziati musulmani, che avevano tradotto e studiato quei testi, quanto dagli studiosi occidentali. Oltretutto, all'epoca in cui Colombo effettuò i suoi calcoli per il compimento del primo viaggio, il procedimento di Eratostene, che fornisce una stima della misura della circonferenza terrestre con un margine di errore minore del 5%, era disponibile e avrebbe potuto essere ripetuto.
Colombo stesso non si rese conto di essere su un continente diverso da quello che si aspettava: in seguito, come annotò sui suoi diari, battezzò le terre scoperte nuevo mundo, e nel suo ultimo viaggio riconobbe le coste di ciò che lui definì "il continente"; questa è la versione ufficiale, riportata dalla maggior parte dei libri di storia. Ci si potrebbe domandare a questo punto perché Colombo chiamò questa terra "nuevo mundo" se era convinto di essere giunto in Catai o Cipango.