La pallavolo è uno sport di squadra in cui si sfidano due squadre ciascuna formata da 6 giocatori in campo e massimo 6 in panchina. Una squadra segna punto quando la palla tocca terra nel campo dell'avversaria.
La pallavolo è nel programma dei Giochi olimpici estivi dal 1964 ed è uno degli sport più praticati al mondo.
Le più importanti manifestazioni sportive per le nazionali sono il Campionato mondiale di pallavolo maschile e femminile, con cadenze biennali; il Volleyball Nations League maschile e femminile, con cadenze annuali; il Campionato europeo maschile di pallavolo e femminile, con cadenze biennali. Le più importanti manifestazioni sportive per club sono il Campionato mondiale per club FIVB maschile e femminile, il CEV Champions League maschile e femminile, ognuno dei quali con cadenza annuale.
Generalità Si gioca in un campo (terreno di gioco) rettangolare , diviso in due metà-campo (campi) quadrate occupate dalle squadre. I due campi sono separati da una rete lunga 9 m e alta nella pallavolo maschile e in quella femminile. Ogni squadra è composta da massimo 14 giocatori, di cui 6 titolari e 6 in panchina; 1 o 2 ulteriori giocatori (di cui solo 1 nel terreno di gioco) possono giocare come libero, cui è permesso rimpiazzare temporaneamente qualsiasi difensore senza limiti sul numero di sostituzioni. Ogni squadra ha a disposizione massimo 3 tocchi per inviare la palla nel campo nemico (il tocco nel muro di difesa a rete, effettuato da un giocatore sospeso in aria, non si conteggia come tocco). I giocatori non possono bloccare, lanciare o trattenere la palla, che invece giocano con tocchi netti e ogni parte del corpo. I giocatori non possono eseguire due tocchi consecutivi: costituisce un fallo di doppia, che comporta punto per la squadra rivale.
La partita si divide in set: una squadra vince un set quando arriva a 25 punti, purché sia avanti almeno 2 punti rispetto alla rivale; in caso contrario il set prosegue finché una squadra non realizza due punti di vantaggio sull'altra (26-24, 27-25, 28-26, etc). La squadra che per prima vince 3 set chiude la partita e vince l'incontro. L'eventuale quinto set (denominato tie break, cioè decisivo) termina al raggiungimento del 15º punto, sempre con un vantaggio di minimo 2 punti sui rivali.
I ruoli in squadra sono cinque: opposto, centrale, schiacciatore (o banda), palleggiatore e libero. Tutti i giocatori dovrebbero avere preferibilmente una statura elevata (non il libero), elemento fondamentale per le posizioni di attacco (come per esempio lo schiacciatore); una buona struttura muscolare, che deve essere forte ma leggera, per garantire al giocatore di spostarsi velocemente ed essere sempre efficace in campo. Infine, ogni pallavolista deve avere una buona prontezza di riflessi e un ottimo affiatamento con i compagni di squadra.
Oltre alla pallavolo propriamente detta esistono differenti versioni adottabili in specifiche circostanze, che possono avere regole simili, ma non identiche, come il beach volley (pallavolo da spiaggia), giocata 2 contro 2, e il Minivolley, una variante semplificata per i bambini.
Storia
L'origine della pallavolo è recente, ma già nell'antichità esistevano giochi con la palla, che possono essere considerati predecessori della pallavolo. Negli antichi giochi greci e romani, per esempio, venivano eseguiti esercizi con la palla allo scopo di divertimento e svago, come il follis. In Germania fu introdotto nel 1893 un gioco chiamato Faustball, ma il merito dell'invenzione della pallavolo in forma moderna, nata ufficialmente nel 1895, va riconosciuto allo statunitense William Morgan, istruttore di educazione fisica presso un college dell'YMCA di Holyoke, nel Massachusetts.
Il 9 febbraio 1895 Morgan radunò alcuni insegnanti nel college di Springfield per la dimostrazione di un nuovo sport, da lui chiamato Mintonette. Con l'aiuto di due squadre composte da cinque membri avvenne il battesimo di un nuovo gioco di squadra con caratteristiche profondamente diverse dagli altri sport di moda in quel tempo. Una caratteristica particolare era quella di non prevedere il contatto fisico tra i partecipanti, per cui la destrezza, la prontezza dei riflessi, la capacità di concentrazione e l'agilità prendevano il posto della forza, qualità fino ad allora primaria nelle attività sportive. Fu però Alfred F. Halstead, il 10 marzo del 1896, a cambiare il nome da Mintonette, giudicato un po' troppo femminile, in volleyball (letteralmente palla al volo). Egli riuscì a imporre il nuovo gioco di squadra nei college YMCA dislocati in tutti gli Stati Uniti.
Due anni dopo la pallavolo si praticava anche nella maggior parte dell'America meridionale (Brasile, Argentina, Uruguay). Nel 1898 la pallavolo giunse a Manila, nelle Filippine, grazie a un insegnante di educazione fisica americano; proprio ai filippini viene attribuita l'invenzione della "schiacciata". In Cina e in Giappone ottenne un successo strabiliante. In Europa arrivò durante la prima guerra mondiale, importata dalle truppe americane. Anche in Italia la pallavolo arrivò con l'esercito americano. A Porto Corsini, lo scalo di Ravenna, nel 1917-18 i soldati statunitensi della locale base idrovolanti praticarono regolarmente tale sport.
Per un lungo periodo è stata giocata in due modi differenti, all'occidentale e all'orientale, con la cosiddetta "regola dei tre tocchi" ovvero l'obbligo di toccare tre volte la palla prima di mandarla dall'altra parte della rete. Nel 1938 venne introdotta una fondamentale tecnica che rivoluzionò il modo di giocare, il muro. Furono soprattutto i paesi dell'Europa orientale che lo utilizzarono con sistematicità. Nel 1947 i rappresentanti di 15 federazioni si ritrovarono a Parigi e crearono la Fédération Internationale de Volleyball (FIVB). Ancora oggi la pallavolo ha grande seguito, soprattutto nei paesi dell'estremo Oriente (Giappone, Cina, Corea del Sud), nei paesi dell'Europa orientale e dell'Europa meridionale, e in Brasile. Questi paesi possono anche vantare i migliori risultati internazionali sia a livello di club sia a livello di squadre nazionali. Paesi come il Brasile, l'Italia, gli Stati Uniti d'America, la Russia, la Serbia e Cuba, hanno le proprie nazionali ai primi posti del ranking sia maschile sia femminile; altri paesi possono vantare solo una squadra nazionale (maschile o femminile), ai vertici del ranking (Giappone e Cina nel femminile, Argentina nel maschile). Molti altri paesi restano comunque ai margini e, tranne rari casi, sono sempre gli stessi paesi a contendersi gli allori dei tornei più importanti.
La Federazione Italiana di Pallavolo nel 2013 ha registrato praticanti.
Struttura del campo da pallavolo Terreno di gioco
Organizzazione del campo:
Il terreno di gioco della pallavolo è rettangolare, fatto in un materiale sintetico e legno e le sue misure sono 18 metri per 9 metri.
Il terreno di gioco deve avere uno spazio libero sovrastante, spazio aereo senza nessun ostacolo, di 9 metri dal suolo nella serie A1 maschile e di 8 metri dal suolo nella serie A1 femminile.
Il terreno di gioco è suddiviso in:
Linea centrale: che suddivide il terreno in due zone di forma quadrata dalle dimensioni di 9 metri per 9 metri, ciascuna chiamata campo di gioco. La linea di attacco: distante 3 metri da quella centrale divide ogni metà del campo in una zona di difesa e una zona di attacco. Le linee laterali, di fondo campo, di attacco e centrale sono larghe 5 centimetri e le linee perimetrali fanno parte del campo a tutti gli effetti. Zona libera: Una fascia larga 3 metri lateralmente e 5 metri a fondo campo, che circonda tutto il terreno di gioco, ma i giocatori possono inseguire e colpire la palla ovunque con esclusione della metà campo avversaria. Zona di sostituzione: è delimitata dalla linea laterale e dal prolungamento ideale delle due linee di attacco. Zona di servizio: è delimitata dalla linea di fine campo o fondo campo e dal prolungamento ideale delle due linee laterali.
Rete
La rete è posta sopra la linea centrale a un'altezza del suo bordo superiore di 2,43 metri per le gare maschili e 2,24 metri per le gare femminili. La misurazione deve essere effettuata nella parte centrale e in corrispondenza delle due linee laterali. L'altezza deve risultare esatta nel punto centrale, mentre è ammissibile una tolleranza di 2 cm ai lati, purché l'altezza resti simmetrica. Nei campionati giovanili l'altezza della rete varia a seconda della categoria e del comitato d'appartenenza.
La rete è fissata a pali rotondi e lisci alti 2 metri e 55 centimetri ed è lunga 9 metri e 50 centimetri e alta un metro. Due bande bianche verticali, larghe cinque centimetri e alte 80 centimetri, sono fissate alla rete esattamente al di sopra delle linee laterali. Al bordo esterno di ogni banda è fissata una bacchetta di materiale flessibile, denominata "antenna", che si estende 80 cm al di sopra della rete. Le antenne sono dipinte a bande alternate (ognuna di 10 cm) e delimitano lateralmente lo spazio di passaggio, ossia il piano attraverso il quale la palla deve andare da una porzione del campo all'altra senza toccare le antenne.
Pallone
Secondo il regolamento della FIVB, la palla deve essere di cuoio vero o sintetico e deve avere una forma sferica, una circonferenza di 65–67 cm, un peso di 260-280 grammi, la sua pressione interna deve essere di 0,300~0,325 kg/cm² (4,26~4,61 psi – 294,30~318,82 mbar o hPa). Il suo colore può essere uniforme e chiaro o una combinazione di colori. Il materiale sintetico e la combinazione dei colori per i palloni utilizzati nelle competizioni internazionali ufficiali sono stabiliti dalla FIVB.
Le singole federazioni nazionali richiedono tipicamente che le proprie gare vengano disputate con palloni ufficiali, di determinati modelli e marche. La lista dei modelli approvati è stabilita annualmente dalle normative federali e varia a seconda della serie e della categoria. Per esempio in Italia le gare delle leghe maggiori maschili e femminili devono essere disputate esclusivamente con palloni Mikasa o Molten di determinati modelli.
Posizioni e ruoli dei giocatori Nei regolamenti ufficiali i giocatori per ruolo e posizione vengono indicati solamente come giocatori di attacco e di difesa e il solo libero viene identificato come ruolo per le sue specifiche limitazioni.
Posizioni dei giocatori La posizione dei giocatori all'inizio di ogni set determina l'ordine di rotazione, che deve essere mantenuta per tutta la durata del set. Le posizioni (o posti) sono numerate da 1 a 6 partendo dal difensore destro in senso antiorario; in questo modo si avranno tre giocatori in prima linea (attaccanti ufficiali, posti 2, 3 e 4) e 3 giocatori in seconda linea (difensori ufficiali, posti 1, 6 e 5).
I giocatori di entrambe le squadre devono trovarsi all'interno del campo e nel proprio posto al momento del colpo di servizio, per non incorrere nel fallo di posizione, che comporta la perdita dell'azione e l'assegnazione di un punto alla squadra avversaria. Il giocatore a servizio è esonerato dall'ordine di rotazione. Dopo il servizio i giocatori sono liberi di muoversi.
Non esistono aree assegnate a ogni posto: ciò che conta sono le posizioni relative dei giocatori. Il difensore a destra (posto 1) deve quindi trovarsi più indietro dell'avanti destro (posto 2) e più a destra del difensore in centro (posto 6); il centro avanti (posto 3) deve stare più a sinistra dell'avanti destro (posto 2), più a destra dell'avanti sinistro (posto 4) e più vicino alla rete del difensore centrale (posto 6). Il fatto che la posizione di ogni giocatore sia definita solo dai suoi vicini di posto rende molto più libera la scelta nella disposizione dei giocatori di quanto possa sembrare plausibile.
Quando la squadra che non ha servito conquista il punto (e quindi anche il servizio) deve ruotare in senso orario: in questo modo i ruoli ruotano, andando a formare i vari schemi di gioco.