Professionista dal 2007, soprannominato il Keniano bianco o Froomey, ha caratteristiche di scalatore e cronoman, è considerato uno dei migliori ciclisti della sua generazione, essendo uno degli otto corridori — con Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Felice Gimondi, Bernard Hinault, Vincenzo Nibali, Alberto Contador, Jonas Vingegaard — ad avere vinto tutti e tre i grandi Giri ciclistici: Giro d'Italia (nel 2018), Tour de France (nel 2013, 2015, 2016 e 2017) e Vuelta a España (nel 2011 e nel 2017); ha inoltre conquistato due medaglie di bronzo a cronometro ai Giochi olimpici in rappresentanza della Gran Bretagna (nel 2012 e 2016), mentre ai campionati del mondo è stato terzo nella cronosquadre 2013 in Italia, così come anche nelle cronometro a squadre e individuale 2017 in Norvegia.
Biografia Nato a Nairobi, Kenya, da Jane Flatt e Clive Froome, entrambi britannici, Chris è il più giovane di tre fratelli: Jonathan e Jeremy. A quindici anni si trasferisce con la sua famiglia a Johannesburg, in Sudafrica, dove corre le sue prime gare di ciclismo. Sposato con Michelle dal novembre 2014, ha due figli, nati il 15 dicembre 2015 e il 1º agosto 2018. Ha vissuto per diversi anni in Italia e parla un discreto italiano.
Carriera Gli esordi e i primi anni nel professionismo La sua carriera ciclistica inizia gareggiando con licenza del Kenya, federazione che rappresenta ai campionati del mondo Under-23 nel 2006 e nel 2007. Nel 2007 passa professionista con una piccola squadra sudafricana, il Team Konica Minolta, vincendo subito due corse.
Nella stagione successiva passa alla Barloworld, diretta dall'italiano Claudio Corti, con cui prende parte al Tour de France 2008, e al Giro d'Italia 2009, classificandosi rispettivamente ottantatreesimo e trentaduesimo. È proprio nella Corsa Rosa che ottiene il primo piazzamento di rilievo: durante la quattordicesima tappa con traguardo posto sul San Luca, entra nella fuga di giornata piazzandosi al sesto posto, a 36" dal vincitore australiano Simon Gerrans. Nel 2008 sceglie la licenza ciclistica britannica, venendo così convocato ai campionati del mondo di Varese come membro della nazionale britannica: nell'occasione non riesce però ad arrivare al traguardo della prova in linea.
2010-2011: il debutto con Sky e la vittoria alla Vuelta
Al termine del 2009, essendosi sciolta la Barloworld, Froome firma per la neonata formazione inglese Sky. Nella stagione 2010 ottiene, come migliore prestazione, un secondo posto al campionato britannico a cronometro. Nel maggio dello stesso anno partecipa al Giro d'Italia, dal quale viene però espulso per essersi fatto trainare dalla propria ammiraglia durante un tratto di salita.
Nel 2011 offre buone prestazioni in diverse gare, in particolare nei tratti in salita. Nella seconda parte di stagione prende parte alla Vuelta a España in appoggio al capitano e connazionale Bradley Wiggins. Al termine della decima tappa, una cronometro a Salamanca in cui si piazza secondo alle spalle del tedesco Tony Martin, riesce a fare sua la maglia rossa, simbolo del primato in classifica generale. Cede la maglia il giorno dopo a Wiggins, mentre nelle tappe seguenti svolge il doppio lavoro di gregario in salita e contemporaneamente di atleta di classifica.
Nell'ultima settimana di corsa si aggiudica la diciassettesima tappa, quella con arrivo a Peña Cabarga, non riuscendo però a superare in classifica lo spagnolo e maglia rossa Juan José Cobo. La corsa verrà vinta proprio da Cobo, con Froome che ottiene il secondo posto finale a soli 13", davanti al proprio capitano Wiggins: tuttavia il 18 luglio 2019 viene dichiarato vincitore, in seguito alla squalifica per doping dello stesso Cobo, vedendosi attribuita anche la classifica combinata della corsa e diventando così il primo britannico a conquistare un grande Giro.In seguito alla squalifica di Cobo per doping, in base alla sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport, allo spagnolo sono stati annullati tutti i risultati ottenuti alla Vuelta a España 2011, oltre a quelli della Vuelta a España 2009 e dei campionati del mondo 2009. cfr. In ottobre si classifica quindi terzo al Tour of Beijing, gara a tappe conclusiva del calendario World Tour.
2012: il secondo posto al Tour de France e il bronzo olimpico
Nella prima parte della stagione 2012 non coglie successi. Come unico piazzamento ottiene il quarto posto nella classifica finale del Giro del Delfinato. Nel mese di luglio partecipa al Tour de France nuovamente come gregario di Wiggins. Nel corso della Grande Boucle vince la settima tappa, con arrivo a La Planche des Belles Filles, e due giorni dopo si piazza al secondo posto nella cronometro di Besançon, alle spalle del proprio capitano. Ottiene lo stesso piazzamento anche nella diciannovesima tappa, la cronometro di Chartres, superato anche in questa occasione dal compagno di squadra. Conclude la Grande Boucle al secondo posto, alle spalle dello stesso Wiggins di 3'21" e davanti al siciliano Vincenzo Nibali; ciò nonostante si dimostra il corridore più performante nelle tappe in salita, tanto da rallentare per attendere il proprio capitano in diverse occasioni.
Concluso il Tour, partecipa ai Giochi olimpici di Londra, conquistando la medaglia di bronzo nella prova a cronometro alle spalle di Wiggins e di Tony Martin. In agosto prende il via, da capitano e con ambizioni di classifica, alla Vuelta a España, lottando per la maglia rossa di leader della generale con gli spagnoli Joaquim Rodríguez, Alejandro Valverde e Alberto Contador. È uno dei protagonisti fino alla quattordicesima tappa quando, per la prima volta, perde contatto dal terzetto di spagnoli. Nelle tappe seguenti il suo divario dai tre rivali in classifica aumenta: chiude la corsa al quarto posto, ma a 10'16" da Contador e molto distanziato dal gradino più basso del podio, occupato da Rodríguez.
2013: le vittorie al Romandia, al Delfinato e al Tour de France
Froome comincia la stagione 2013 vincendo una tappa e la classifica finale del Tour of Oman. In marzo partecipa alla Tirreno-Adriatico: in questa gara conquista il successo nella tappa con arrivo in salita a Prati di Tivo e conclude al secondo posto in classifica generale, alle spalle dell'italiano Nibali e davanti allo spagnolo Contador. Nello stesso mese vince anche una tappa e la classifica finale del Critérium International in Corsica, precedendo in graduatoria l'australiano e compagno di squadra Richie Porte.
In aprile corre il Giro di Romandia in Svizzera: dopo aver vinto il prologo, Froome porta per tutti i sei giorni di gara la maglia gialla di leader, aggiudicandosi infine la vittoria davanti allo sloveno Simon Špilak. Non partecipa al Giro d'Italia (nella "Corsa Rosa" il capitano della Sky è Wiggins), e corre invece il Giro del Delfinato. In questa gara si aggiudica la quinta frazione, quella con arrivo in salita a Valmorel, e il successo finale, precedendo in classifica il proprio "scudiero" Porte. Stante la serie di successi ottenuti nel corso della prima parte di stagione, si presenta al Tour de France in qualità di principale favorito per la vittoria. Già nella prima tappa di montagna, l'ottava, con arrivo ad Ax 3 Domaines, stacca i principali avversari (Valverde, Contador e l'olandese Bauke Mollema) di più di un minuto, conquistando la maglia gialla.
Pochi giorni dopo, nella cronometro di Le Mont-Saint-Michel vinta da Tony Martin, infligge ulteriori distacchi – sopra i due minuti – ai rivali, consolidando il primato e ipotecando ancor prima delle Alpi il successo finale. Ancora quattro giorni e, sulle rampe del Mont Ventoux, fornisce una chiara dimostrazione di forza: nell'occasione stacca gli altri uomini di classifica, va a riprendere il fuggitivo colombiano Nairo Quintana, lo supera e si invola verso il successo in solitaria. Suggella infine il dominio in occasione della cronometro di Chorges — ottiene la terza vittoria di tappa nella Grande Boucle — e nell'ultima tappa di montagna, quella con arrivo ad Annecy-Semnoz, chiudendo al terzo posto, alle spalle di Quintana e Rodríguez. A Parigi sono proprio il giovane colombiano e lo spagnolo, nell'ordine, ad accompagnarlo sul podio finale (in notturna), staccati in classifica rispettivamente di 4'20" e 5'04". Grazie alla vittoria del Tour a ottobre, dopo essersi piazzato al terzo posto nella cronosquadre dei campionati del mondo in Toscana, riceve il premio Vélo d'Or come miglior ciclista dell'anno.
2014: il ritiro al Tour e il secondo posto alla Vuelta
Froome inizia il 2014 all'insegna del successo, confermandosi subito ad alti livelli con la vittoria della quinta tappa del Tour of Oman, bissando la vittoria nella generale dell'anno precedente. A marzo rinuncia alla Tirreno-Adriatico per un infortunio. Dopo essere rientrato alla Volta Ciclista a Catalunya, conclusa in sesta posizione finale, torna al successo vincendo, nel mese di maggio, il Tour de Romandie, bissando così il successo dell'anno precedente; giunge secondo nella tappa regina, battuto in una volata a due da Špilak vincendo l'ultima frazione a cronometro e sfilando la maglia di leader proprio allo sloveno.
In giugno prende parte al Giro del Delfinato, gara a tappe a cui partecipano anche Nibali e Contador, suoi diretti rivali per la conquista del Tour de France, suo grande obiettivo stagionale. Dopo aver vinto a Lione la cronometro iniziale, si ripete il giorno successivo vincendo sul traguardo in salita di Pays d'Olliergues-Col du Béal, superando Contador, il solo in grado di resistere alle accelerazioni del britannico, e l'olandese Wilco Kelderman, consolidando così la maglia di leader. Durante la settima frazione, però, perde la leadership della corsa in favore del madrileno, che, sull'ultima salita di Finhaut-Emosson, lo attacca riuscendo a staccarlo, complici anche le non perfette condizioni fisiche del britannico, caduto nel finale della tappa precedente. Nell'ultima tappa va in crisi, venendo attaccato sia dallo statunitense Andrew Talansky, che grazie ad una fuga riuscirà ad aggiudicarsi la corsa, che dal rivale spagnolo, uscito come vincitore morale in vista della Grande Boucle.
Al via del Tour è considerato uno dei tre favoriti assieme a Nibali e Contador, ma già durante la quarta tappa è vittima di una caduta, riportando numerose escoriazioni su tutto il corpo; ciò nonostante riesce a concludere la tappa nel gruppo principale. Durante la successiva frazione, la temutissima tappa del pavé, da Ypres a Arenberg Porte du Hainaut, è costretto al ritiro per colpa di altre due cadute. Nei giorni successivi, esami più approfonditi evidenziano due fratture: una al polso sinistro e una alla mano destra.
Nel mese di agosto riesce a recuperare dagli infortuni per prendere il via della Vuelta a España, venendo inserito di diritto tra i favoriti al successo finale, assieme a Valverde, Rodríguez e al vincitore del Giro d'Italia Quintana. Dopo aver sofferto nelle prime tappe entra in forma al termine della seconda settimana, non riuscendo, tuttavia, ad ottenere alcuna vittoria di tappa. Si rende comunque protagonista nelle due tappe "regine": la sedicesima, con arrivo in salita a La Farrapona/Lagos de Somiedo, distanziato nel finale dal solo Contador, e nella ventesima e penultima frazione con arrivo in quota a Puerto de Ancares, sempre sopravanzato dallo spagnolo. Termina la corsa con altri due secondi posti parziali; a Santiago di Compostela, luogo di arrivo dell'ultima frazione a cronometro, si piazza per la seconda volta in carriera sul secondo gradino del podio preceduto di 1'10" da Contador, mentre terzo si classificherà l'altro spagnolo Valverde.
2015: il bis al Tour de France