Lo Tsu-11 era un motoreattore costruito in soli 3 esemplari in Giappone durante la seconda guerra mondiale. Fu sviluppato per equipaggiare l'unità kamikaze Yokosuka MXY-7 Ohka Tipo 22.

Storia A partire dal 1937, il Giappone si impegnò attivamente nello studio e sviluppo di motori aeronautici a reazione, fondando un gruppo di ricerca costituito da ingegneri provenienti dall'università di Tokyo, dalla Hitachi, dalla Nakajima, dalla Mitsubishi e dalla Ishikawajima Shipyards presso il Kūgishō a Yokosuka..

Nel 1938, sotto la supervisione di Tokiyasu Tanegashima, vennero studiati diversi modelli sperimentali di compressori e turbine a gas. Abbandonato quasi subito lo studio del compressore a pistone libero, gli sforzi vennero indirizzati sul più promettente compressore assiale. Le notizie sul volo dell'aereo sperimentale italiano Campini-Caproni C.C.2 (equipaggiato con un motoreattore ideato da Secondo Campini) portarono alla costruzione della versione giapponese Tsu-11 modificandone alcune parti del motore originale, e che avrebbe dovuto poi equipaggiare il velivolo-bomba Ohka Tipo 22. e l'addestratore Yokosuka MXY9 Shuka ("Fuoco d'autunno")..

La versione 22 dell'Ohka si rendeva necessaria per ovviare alla limitata portata utile della Ohka Tipo 11. Il Tipo 11 era dotato di motori a razzo che fornivano una notevole accelerazione ma avevano un tempo di funzionamento molto limitato. A causa della conseguente breve autonomia di volo l'aereo che portava le Ohka doveva avvicinarsi molto all'obbiettivo da colpire, rendendosi vulnerabile agli intercettori e venendo spesso abbattuto prima ancora di poter lanciare le armi. Per questa ragione fu sviluppato il motore a getto Tsu-11 che garantiva alte velocità e un raggio d'azione sufficiente al bombardiere a lanciare gli ordigni e tornare alla base indenne.

Tecnica

Lo Tsu-11 era basato su un motore Hitachi Hatsukaze Ha 11 4 cilindri in linea invertito che azionava uno stadio di compressore. A valle del compressore era installato il sistema di iniezione del carburante che veniva bruciato in quattro camere di combustione. I gas di scarico venivano poi lasciati espandere nell'ugello generando la spinta..

Esemplari esistenti L'unico modello di Ohka Tipo 22 sopravvissuto è esposto presso lo Smithsonian National Air and Space Museum a Washington. Un'analisi ingegneristica condotta nel 1997 durante i lavori di restauro sull'esemplare esposto suggerisce che il contributo della combustione a valle del compressore (in una configurazione riconducibile ad un postbruciatore) forniva un modesto contributo alla spinta che era sostanzialmente generata dalla ventola intubata mossa dal motore a pistoni.

Velivoli utilizzatori

Yokosuka MXY-7 Ohka Tipo 22 Yokosuka MXY9

Motori comparabili

Motogetto Campini

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

Categoria:Motori aeronautici giapponesi