La diocesi di Cammin () è una sede soppressa della Chiesa cattolica e un antico principato ecclesiastico del Sacro Romano Impero Germanico.

Storia

Origini della diocesi Secondo il Thietmari merseburgiensis episcopi chronicon, un primo tentativo di organizzare una diocesi in Pomerania fu fatto all'epoca del re Boleslao I di Polonia, attorno all'anno 1000, con sede a Kołobrzeg. Questa sede, approvata da papa Silvestro II come suffraganea della metropolia di Gniezno, ebbe vita breve e già nel 1013 il suo vescovo fu fatto prigioniero e morì in Russia. Bolesław Kumor, Granice metropolii i diecezji polskich (966-1939), Archiwa, Biblioteki i Muzea Kościelne, 18, 1969, pp. 338-339.

Il consolidamento e l'espansione dell'organizzazione ecclesiastica in Pomerania occidentale si devono a Boleslao III di Polonia, che conquistò e sottomise alla corona polacca la Pomerania, e a Ottone di Bamberga, che condusse due missioni nella regione fondando diverse chiese e creando i presupposti per la fondazione di una diocesi. Grzegorz Wejman, Dzieje kościoła katolickiego na Pomorzu Zachodnim i północnym do 1945 roku. Zarys problemu, Colloquia teologica ottoniana, 2/2016, pp. 222-226. Diversi autori sostengono che questa istituzione ecclesiastica cattolica fu eretta prima del 1140, probabilmente attorno al 1133. Ne è conferma la bolla Sacrosancta Romana di papa Innocenzo II, del 4 giugno 1133, che menziona, tra le altre, due diocesi in Pomerania, Stettino e Pomerania, sottomesse all'arcidiocesi di Magdeburgo. Kodeks Dyplomatyczny Wielkopolski, T. I, 1877, nº 6.

Per iniziativa del cappellano Adalberto di Pomerania, Innocenzo II, con la bolla Ex commissa nobis del 14 ottobre 1140 confermò l'esistenza della diocesi, a cui dava il nome di "diocesi di Pomerania", consacrò Adalberto come suo vescovo, e pose la sede della diocesi a Wolin sull'isola omonima, dove fu eretta a cattedrale la chiesa di sant'Adalberto. Monumenta Poloniae historica, Vol. I, Leopoli, 1872, pp. 19-20 (in nota).

Innocenzo II, per evitare che gli arcivescovi di Magdeburgo e di Gniezno avanzassero pretese sulla diocesi, dispose che questa fosse soggetta direttamente alla sola Santa Sede.

La bolla Ex commissa nobis definisce anche i confini della diocesi e i territori di appartenenza, tra cui Demmin, Tribsees, Gützkow, Wolgast, Groswin, Ziethen, Stargrod, Stettino e Kammin. Ad ovest essa doveva estendersi fino alla rocca di Tribsees e ad est fino al fiume Łeba. Essa racchiudeva in Pomerania il territorio fino a Rügen, parte del Meclemburgo Orientale, dell'Uckermark e del Neumark.

A causa della distruzione di Wolin nel 1176 ad opera dei danesi, la sede episcopale fu trasferita a Kammin. Questo trasferimento fu approvato da papa Clemente III il 24 febbraio 1188 con la bolla Ex iniuncto nobis, che confermò l'immediata soggezione della diocesi di Kamin alla Santa Sede. Patrologia latina, vol. 204, coll. 1301-1303. Il duomo di San Giovanni Battista a Kammin divenne la nuova cattedrale diocesana; e qui venne istituito un capitolo di canonici, a cui nel 1176 fu conferito il diritto di eleggere il vescovo.

XIII secolo All'inizio del XIII secolo ebbe luogo una controversia fra il Regno di Polonia e quello di Danimarca, del quale i duchi di Pomerania erano feudatari.

Per cautelarsi da un'invasione ed una presa di possesso da parte della diocesi di Gnesen, il vescovo Sigwin sottomise la diocesi di Cammin, come suffraganea, a quella di Magdeburgo. Successivamente tuttavia egli cercò di por fine a questo stato di dipendenza ed ignorò le disposizioni di papa Innocenzo III, di seguire il giuramento prestato di fronte alla diocesi di Magdeburgo. Tuttavia il successore di Innocenzo III, papa Onorio III confermò il 20 marzo 1217 tutti i precedenti privilegi e trattò i suoi vescovi come principi indipendenti. Contemporaneamente riuscì a Sigwin di ampliare il territorio della diocesi con le terre dei Circipani, che prima dipendevano dalla diocesi di Schwerin: il fiume Ryck divenne il confine fra le due diocesi.

Verso il 1200, a Kolberg (attuale Kołobrzeg), fu istituito, presso la chiesa dedicata a Maria, un altro Capitolo. Nel corso del XIII secolo le zone intorno a Kolberg e nel XIV quelle intorno a Bublitz vennero ampliate.

Nella seconda metà del XIII secolo il vescovo Ermanno di Gleichen rafforzò decisamente le basi del vescovato. Egli riuscì a perfezionare la sua signoria come amministrazione civile in quella che era normalmente attribuita ai vescovi-principi per un determinato territorio. La sua politica di autonomia era spesso in contrasto con quella dei principi pomerani.

Ermanno di Gleichen promosse un insediamento tedesco pianificato nel territorio relativamente disabitato del vescovato, il che, attraverso i crescenti tributi dei coloni, portò ad un incremento delle entrate del vescovato. Il vescovo Ermanno nel 1255 conferì a Kolberg lo status di città libera secondo il diritto di Lubecca.

Nel 1266 due capi coloni fondarono su suo incarico la città di Köslin. L'insediamento di Massow ottenne nel 1278 lo status di città libera secondo il diritto di Magdeburgo. Nel vescovato giunsero dalla Turingia alcuni membri delle dinastie nobili dei Kirchberg, dei Käfernburg e Eberstein. Nel 1274 Ermanno concesse al suo parente Ottone di Eberstein il territorio di Naugard e 700 HufeAntica unità di misura agricola di superficie, di valore diverso a seconda della regione in cui veniva utilizzata. Per la Pomerania un Hufe corrispondeva a poco meno di 20 ettari di terra. La contea di Naugard era un feudo del vescovato di Cammin e rimase tale fino all'estinzione della dinastia che la governava, avvenuta nel 1663.

XIV secolo Verso il 1300 il vescovo eletto Enrico di Wacholz, già arcidiacono di Demmin, dispose fin dall'inizio del suo periodo di episcopato, il rinnovo dell'amministrazione della diocesi.

In un documento del 1303 egli definì i confini e gl'introiti dei cinque diaconati della diocesi: Demmin, Usedom, Stettino e Stargard. Georg Winter, Pommersches Urkundenbuch, Band 4, I. Abteilung 1301–1310, Paul Niekammer, Stettin, 1903, pp. 88–89

Nel 1319 venne eletto vescovo di Cammin il decano pomerano Corrado e la sua nomina fu confermata da papa Giovanni XXII. Egli dovette difendersi dai rinnovati tentativi dell'arcidiocesi di Gnesen, di includere Cammin nell'area della sua provincia ecclesiastica. Dopo il suo rientro da Avignone anche i duchi pomerani cercarono di stabilire legami più stretti con il vescovato di Cammin. Il 16 agosto 1320 Vartislao IV di Pomerania- Wolgast ed Ottone I di Pomerania-Stettino presero in feudo l'intero territorio dal vescovo di Cammin. Il loro scopo era quello di porre la Pomerania sotto la protezione della Chiesa e così difendersi dalle aspirazioni del Brandeburgo ad assorbire il ducato di Pomerania come feudo brandeburghese.

Il 14 novembre 1324, dopo la morte del vescovo Corrado, papa Giovanni XXII, in disaccordo con l'imperatore Ludovico IV, esercitò il suo diritto di nomina del vescovo di Cammin, conferendo la cattedra episcopale al domenicano Arnoldo di Eltz. Ciò condusse ad un conflitto interno alla diocesi. I canonici seguaci del papa, che insieme ai duchi pomerani contrastavano il margravio Ludovico V di Baviera, appartenente come l'imperatore al casato dei Wittelsbach, si trovarono a fronteggiare coloro che, nella diocesi, parteggiavano per il Brandeburgo. Questi erano in gran parte membri di dinastie nobiliari presenti sia in Pomerania che nella marca brandeburghese. Arnoldo di Eltz entrò nel suo vescovato nel 1327 ed intervenne contro i suoi avversari con punizioni canoniche. La sua deposizione da parte dell'antipapa Niccolò V del 27 gennaio 1329, che proclamò vescovo in sua vece Enrico di Bamberga, rimase priva di efficacia.

Quando Arnoldo di Eltz, nell'estate del 1330, morì, venne eletto vescovo il canonico del Capitolo del Duomo Federico di Eickstedt che in settembre venne consacrato ad Avignone. Egli riuscì a risolvere in gran parte le controversie interne alla Curia diocesana. Queste avevano pregiudicato la solidità della diocesi, nuove pretese venivano avanzate da Gnesen ed era anche divenuta problematica la riduzione delle entrate. Al termine del suo episcopato Giovanni di Sassonia- Lauenburg, uno zio di Boghislao IV di Pomerania, divenne suo coadiutore ed alla sua morte, nel 1343, papa Clemente VI lo nominò vescovo di Cammin.

Giovanni di Sassonia- Lauenburg riuscì a respingere con successo le pretese della diocesi di Schwerin sul territorio di Schwerin e l'indipendenza della diocesi di Cammin da quella di Gnesen.

Con uno scritto dell'agostiniano Angelus da Stargard Szczeciński, egli riuscì a farsi confermare nel 1349 da papa Clemente VI i privilegi della diocesi.

Il tentativo di ottenere la dipendenza diretta della diocesi dall'impero da parte dell'imperatore Carlo IV fallì. Dopo un nuovo tentativo Giovanni fu costretto dal duca di Pomerania Boghislao V, nel 1355, a riconoscere la protezione ducale come il diritto di supervisione e quello di approvazione su tutte le scelte importanti all'interno della diocesi.

Negli anni 1370 sorse una disputa fra la Pomerania ed il Brandeburgo sull'Uckermark. Nel 1372 Filippo di Rehberg, eletto vescovo di Cammin con l'approvazione dei duchi di Pomerania, prese partito per i brandeburghesi. Nel 1373 la Pomerania fece pace con il Brandeburgo. I duchi di Pomerania ed il vescovo di Cammin si riunirono il 17 maggio a Kaseburg per valutare insieme i propri interessi e le proprietà comuni. Nel medesimo periodo si scatenò una faida fra le nobili famiglie Schöning e Köller ed il Capitolo del Duomo di Cammin. Le numerose liti ed un lungo e difficile processo contro la diocesi di Gnesen portarono quasi all'esaurimento le risorse finanziarie della diocesi. A causa dell'indebitamento della diocesi il castello di Gülzow dovette essere alienato.

Nel 1385 il Capitolo del Duomo elesse come vescovo il duca Boghislao VIII di Pomerania, ma papa Urbano VI, su richiesta dell'imperatore Venceslao, nominò vescovo Johannes Brunonis, fino ad allora prevosto di Lebus e cancelliere di Venceslao. Questi investì Johannes Brunonis del vescovato e lo inserì nell'Impero. Per evitare la separazione della diocesi dal ducato di Pomerania, Boghislao VIII rinunciò al titolo episcopale e venne considerato dagli altri signori come protettore e presidente della diocesi. Johannes Brunonis, che giunse nella diocesi dopo lungo tempo, lasciò gli affari della diocesi in gran parte alle cure dei suoi vicari e degli amministratori ducali.

In quel periodo s'insediarono in Pomerania ed anche all'interno del territorio della diocesi alcuni Valdesi. L'inquisitore Petrus Zwicker giunse per questo nel 1393 al fine di condurre ricerche in merito. Johannes Brunonis abbandonò infine le sue pretese sulla diocesi e papa Bonifacio IX trasferì il vescovo Giovanni di Posen a Cammin. Boghislao VIII rinunciò ai beni temporali, trattenendo tuttavia alcuni castelli. A causa delle misere condizioni della diocesi, Giovanni di Posen si fece trasferire e il suo successore fu l'allora vescovo di Pelplin, Mikołaj Schieffenburg, O.T..

XV secolo Il vescovo Mikołaj incontrò nella diocesi un'intensa resistenza, allorché scomunicò Boghislao VIII che non voleva lasciare i castelli di Massow, Gülzow ed Arnhausen. Anche la città di Kolberg si inserì nella faida, schierandosi contro il vescovo.

Nel 1410 l'antipapa Alessandro V destituì il vescovo, seguace di Gregorio XII, dal suo incarico e lo sostituì con Magnus di Sachsen-Lauenburg. Questi fece condurre la diocesi prevalentemente da vescovi ausiliari e da vicari generali. Fra questi si distinse Corrado Bonow, che nel 1413 strinse un'alleanza con l'Ordine Teutonico. Al termine dello Scisma d'Occidente Magnus fu confermato e consacrato il 26 maggio 1417 a Costanza da papa Martino V. Il contemporaneo infeudamento del vescovato avvenne alla presenza, e senza alcuna obiezione, del duca Vartislao.