Ha vestito le maglie di , , , , , , , e , vincendo una Supercoppa italiana nel 2003 con la Juventus. Ha segnato più di 220 reti in carriera, 81 delle quali con il Palermo, squadra alla quale ha legato la maggior parte della sua carriera e di cui è il miglior marcatore di tutti i tempi, il miglior marcatore in Serie A (74 reti) ed il giocatore con più presenze (165) in massima serie. Con la maglia del Perugia è stato, invece, capocannoniere della Coppa Italia 2002-2003.

Dal 2003 al 2004 ha fatto parte della nazionale italiana, totalizzando 10 presenze e 2 reti.

Biografia Nato a Nardò, è cresciuto a San Donato di Lecce. È soprannominato Il Romário del Salento e il Pibe di Nardò.

Sposato dal 2002 con Flaviana Perrone, ha due figli, Swami (nata nel 2003) e Diego (nato nel 2008), chiamato così in onore di Diego Armando Maradona e che ha seguito le orme paterne (al 2026 gioca come centrocampista offensivo nel Guidonia Montecelio). Ha un fratello, Federico (nato nel 1984), anch'egli attaccante, che fu acquistato dal Perugia insieme a lui.

Il 24 settembre 2009 è stato insignito della cittadinanza onoraria del comune di Corleone, in provincia di Palermo, per meriti sportivi, riconoscimento revocato il 1º luglio 2013 in seguito alle polemiche suscitate dagli insulti proferiti dal giocatore nei confronti del magistrato Giovanni Falcone., Corriere della Sera, 1º luglio 2013.

Dopo aver iniziato a gestire uno stabilimento balneare a Santa Maria di Leuca,Paolo Vannini, Corriere dello Sport, 13 aprile 2010. a San Donato, il paese di cui è originario, nel 2010 ha aperto una scuola calcio per bambini, l'A.S.D. Fabrizio Miccoli.

È stato uno dei testimonial di Nike. Dal settembre 2009 fa parte dell'azienda Pikà insieme all'ex compagno di squadra Giovanni Tedesco. Il 30 novembre 2011 ha stretto un accordo con l'azienda automobilistica francese Citroën: al decimo gol segnato nella stagione 2011-2012 sarebbe diventato designer per la realizzazione di un modello di Citroën DS3 Just Black, da devolvere in beneficenza.

È appassionato di wrestling, in particolare dei lottatori della WWE Rey Mysterio e John Cena (di Cena, in particolare, imitava l'esultanza), e di poker Texas hold 'em.

Nel gennaio 2010 ha acquistato all'asta per 25.000 euro un orecchino sequestrato a Maradona. In seguito Miccoli ha dichiarato di volerlo restituire al suo proprietario originale, a patto che la consegna avvenisse di persona. Il 26 febbraio 2013 Maradona, in visita a Napoli, in conferenza stampa ha ringraziato Miccoli per aver acquistato il suo orecchino pignorato con l'intento di restituirglielo.

Sulla gamba sinistra ha un tatuaggio di Che Guevara. A tale riguardo ha dichiarato: «Lo avevo visto su Maradona, ma non sapevo chi fosse Che Guevara».

Caratteristiche tecniche Trequartista o attaccante spiccatamente tecnico, rapido e scattante, dal tiro molto potente ed eccellente nel dribbling, giocava prevalentemente come seconda punta, posizione dalla quale forniva anche svariati assist. Le sue doti risaltavano soprattutto durante i contropiede, in quanto era molto abile con la palla al piede preferendo allargarsi e partire dall'esterno del campo.Paolo Vannini, Corriere dello Sport, 10 novembre 2010. Molto freddo sotto porta, era un valido tiratore di rigori e punizioni; nei calci di punizione ricorreva spesso alla tecnica della palla a giro sopra la barriera, mentre come rigorista era molto abile nel gesto tecnico del cucchiaio, simile a quello di Francesco Totti, ed era solito interrompere la rincorsa e inscenare delle finte fino a quando non arrivava alla distanza utile per calciare e segnare.Gianluca Murgia/infopress, Corriere dello Sport, 4 agosto 2010.

Carriera Giocatore Club Gli inizi

Si dimostrò portato per il calcio fin da bambino, tanto che nelle giovanili giocava con ragazzi più grandi: i dirigenti del San Donato, la sua prima squadra, falsificavano i suoi documenti incollando la sua foto in tesserini di altri ragazzini che rientravano nella categoria giusta, ad esempio un certo Gianluca Luceri, facendolo risultare più vecchio del reale. Nel 1992, a quattordici anni, entrò nel settore giovanile del , che lo acquistò per dieci milioni di lire, restandovi per due anni. In maglia rossonera si distinse: vinse il campionato nella categoria Giovanissimi segnando 28 gol in una stagione, e facendo anche il raccattapalle a San Siro.

Decise però di tornare in Puglia, ma nelle giovanili del , squadra per la quale ha sempre tifato, ma i dirigenti non poterono garantirgli un posto da titolare. Passò così, a soli diciassette anni, al del direttore sportivo Pantaleo Corvino, con cui dapprima vinse uno scudetto con la categoria Berretti, quindi esordì in Serie C1 a 16 anni diventando titolare fin dal suo primo anno, nel quale mise a segno 8 reti. Ripeté anche la stagione successiva i risultati del suo esordio nel calcio professionistico, tanto che nel 1998 fu acquistato dalla , in Serie B.

In quattro stagioni a Terni, tutte in serie cadetta, Miccoli realizzò 32 gol, di cui 15 solo nell'ultima stagione, quando realizza anche la sua prima tripletta in carriera nella gara in trasferta contro il (1-3) nel campionato 2000-2001.

Perugia, Juventus e Fiorentina

Nell'estate 2002 viene acquistato dalla , che lo gira in prestito al Perugia del presidente Luciano Gaucci, con il quale non ebbe un buon rapporto. Coi Grifoni debuttò in Serie A conquistando un nono posto, segnando 9 reti in campionato e 5 in Coppa Italia; queste ultime, che contribuirono a portare i biancorossi allo storico traguardo delle semifinali, gli valsero il titolo di capocannoniere dell'edizione 2002-2003. L'allenatore che lo ha guidato in quella stagione, in cui si è dimostrato rivelazione, era Serse Cosmi, che Miccoli ha ritenuto un mentore, definendolo il miglior allenatore che abbia mai avuto. Il 21 dicembre 2009 proprio Cosmi guidò la squadra formata da Miccoli per un'amichevole di beneficenza per la raccolta fondi da destinare agli alluvionati di Messina di quasi tre mesi prima.

Tornato alla Juventus, giocò un ottimo campionato, nel quale, pur avendo un ruolo diverso, si dimostrò un'ottima alternativa alle punte titolari Alessandro Del Piero e David Trezeguet. Vinse la Supercoppa Italiana e realizzò 8 reti nel campionato 2003-2004 più una rete in Champions League contro l'.

Mai particolarmente benvoluto dalla dirigenza bianconera (allora guidata dalla triade Moggi-Giraudo-Bettega), con la quale ebbe diversi screzi, dopo l'acquisto di Zlatan Ibrahimović da parte dei bianconeri, che gli chiuse praticamente lo spazio in squadra, nel 2004-2005 fu ceduto a titolo definitivo alla neopromossa per € 14 milioni, e contemporaneamente fu stipulato un accordo di partecipazione per 7 milioni di euro. Solo successivamente dichiarò che la sua annata in bianconero fu «una tragedia».

Con la maglia viola disputò un'ottima stagione mettendo a segno 12 reti in 35 partite di campionato, risultando il capocannoniere della sua squadra e contribuendo alla salvezza, ottenuta all'ultima giornata con la vittoria per 3-0 sul , contro cui Miccoli sblocca la partita su calcio di rigore. Alcuni mesi prima un suo errore dal dischetto ai rigori sancì l'eliminazione della squadra dai quarti di finale di Coppa Italia contro la Roma.

A fine annata viene riscattato alle buste dalla Juventus per 2 milioni di euro contro 1,5 milioni offerti dalla Fiorentina.

Il rilancio al Benfica Nella stagione 2005-2006 ebbe la sua prima esperienza all'estero, passando in prestito oneroso (900 000 euro) al , nel campionato portoghese. Con la squadra di Lisbona si mise in luce anche in UEFA Champions League, segnando due gol.

Nell'estate del 2006 il prestito al Benfica fu rinnovato per un'ulteriore stagione a fronte di un esborso di ulteriori 250 000 euro, nella quale Miccoli scese in campo 22 volte segnando 10 reti in campionato, disputando un campionato di alto livello e diventando uno dei giocatori preferiti della tifoseria del club lusitano, che lo salutò calorosamente nell'ultima partita di campionato contro l'. Nella stagione totalizzò 5 presenze e 2 reti in UEFA Champions League e 6 presenze e una rete in Coppa UEFA.

L'esperienza lusitana di Miccoli è stata segnata da infortuni a catena, che gli hanno fatto prendere seriamente in considerazione l'idea di smettere di giocare, poi abbandonata grazie al supporto morale della moglie.

Palermo

Il 1º luglio 2007, dopo la fine del prestito al Benfica e il conseguente rientro alla Juventus, fu ufficializzato il suo acquisto a titolo definitivo dal Palermo, che se lo aggiudicò per 4,3 milioni di euro pagabili in tre anni.

Esordì ufficialmente in Serie A con la maglia rosanero il 26 agosto, in occasione della sconfitta casalinga per 0-2 contro la Roma e valida per la prima giornata di campionato, mentre i suoi primi gol arrivarono sette giorni più tardi, quando firmò una doppietta contribuendo alla vittoria esterna sul campo del Livorno (4-2). Malgrado le buone prestazioni, si ritrova nuovamente con una stagione costellata da infortuni, che non gli garantiscono una buona continuità di forma, chiudendo il campionato con 22 presenze ed 8 reti. Nella stagione 2008-2009 indossa anche la fascia di capitano nella partita giocata al Via del mare contro il Lecce. Il 15 agosto 2009 sigla due reti alla nel terzo turno di Coppa Italia. Nel novembre seguente, è ufficialmente designato capitano del Palermo.

Il 27 marzo 2010, nella vittoria casalinga per 3-1 contro il , realizza la sua prima tripletta in A, che è anche la prima in maglia rosanero e la seconda in carriera. Segna due reti l'11 aprile seguente in Palermo-Chievo (3-1). Termina l'annata con 22 reti complessive (3 in Coppa Italia) in 38 presenze. Nella stagione 2010-2011 debutta in Europa con la maglia del Palermo nella seconda giornata della fase a gironi di Europa League contro gli svizzeri del disputata il 30 settembre (sfida vinta 1-0). La stagione, che non lo ha visto in perfette condizioni fisiche e mentali,Paolo Vannini, Corriere dello Sport, 17 maggio 2011. si chiude con 28 presenze e 10 gol fra campionato, Coppa Italia (persa in finale contro l'Inter per 3-1) ed Europa League; molte delle sue reti sono state decisive per le vittorie della sua squadra.

Il 28 luglio 2011, in occasione della sfida di andata del terzo turno preliminare di Europa League al Barbera contro gli svizzeri del , realizza su calcio di punizione il suo primo gol internazionale col Palermo che vale il pareggio per 2-2 al 92'. Il 1º febbraio 2012, in Inter-Palermo (4-4), realizza la sua seconda tripletta in rosanero. Il 6 maggio, alla penultima giornata, manda a segno tre gol al Chievo. Chiude la stagione con 30 presenze (28 in campionato e 2 in Europa League) e 17 gol (16 in campionato ed uno in coppa) che lo rendono il miglior marcatore della stagione del Palermo. Realizza anche 12 assist in campionato, risultando secondo in questa graduatoria. Il 18 agosto apre la stagione 2012-2013 con la doppietta nel 3-1 contro la in Coppa Italia. In questa annata fa tre reti al Chievo (4-1). Chiude la stagione con 29 presenze in campionato e una in Coppa Italia, mentre le reti sono rispettivamente 8 e 2, l'ultima delle quali all'ultima giornata contro il su punizione: sua è la rete dei rosanero sconfitti per 3-1. Del Palermo è il giocatore con più assist vincenti, nove.

In scadenza di contratto, lascia il Palermo dopo sei stagioni con 179 partite e 81 gol.

È ritenuto, dalla stampa specializzata, il miglior giocatore della storia del Palermo.

Lecce Svincolatosi dal Palermo, il 15 luglio raggiunge un accordo con il Lecce, squadra dei suoi luoghi d'origine e per la quale ha sempre tifato, militante in Lega Pro Prima Divisione; il contratto, di durata annuale, viene formalizzato il 17 luglio. Della squadra diventa subito il capitano, per decisione del tecnico Francesco Moriero, che lo reputa «leader» della squadra.