La IG Farben (abbreviazione di Interessen-Gemeinschaft Farbenindustrie AG, chiamata anche IG. Farbenfabriken) è stata un'azienda chimica tedesca. Costituita nel 1925 dalla fusione di alcune delle principali industrie chimiche tedesche, divenne uno dei maggiori conglomerati chimici del mondo e svolse un ruolo centrale nell'economia della Germania nazista, contribuendo al riarmo tedesco e alla produzione di materiali strategici per lo sforzo bellico. Durante la seconda guerra mondiale fu direttamente coinvolta nello sfruttamento del lavoro forzato e nella gestione dello stabilimento di Monowitz, presso Auschwitz, dove migliaia di deportati furono impiegati nella produzione di gomma sintetica e combustibile sintetico.

Per il suo coinvolgimento nell'economia di guerra e nei crimini del regime nazista, la IG Farben fu oggetto di un processo nel corso del procedimento per crimini di guerra del 1947-1948 presso Norimberga. Nel dopoguerra, le autorità alleate ne disposero la liquidazione e la disarticolazione: il 1º gennaio 1952 la IG Farben entrò formalmente in liquidazione e, nell'ambito del processo di smantellamento, furono costituite dodici società succeditrici, tra cui BASF, Bayer, Hoechst, Agfa, Cassella e altre imprese chimiche tedesche.

Storia La IG Farben fu un conglomerato di aziende tedesche formato nel 1925, alcune delle quali attive dalla I guerra mondiale. Il nome deriva dalla parola tedesca Farben, che significa "vernici", "tinture", o "colori". Inizialmente infatti molte di queste aziende producevano tinture, ma ben presto iniziarono a dedicarsi a una chimica sempre più avanzata. Prima della prima guerra mondiale, le aziende tedesche produttrici di coloranti per tessuti avevano praticamente il monopolio del mercato mondiale, che persero durante il conflitto.

Una soluzione per riottenere questo primato fu quella di effettuare una grossa fusione. La fondazione della IG Farben fu una reazione alla sconfitta della Germania nel primo conflitto mondiale. La IG Farben detenne un monopolio quasi totale sulla produzione chimica durante il periodo della Germania nazista. L'azienda chimica tedesca fu il cuore finanziario del regime di Hitler e durante la Shoah fu la principale fornitrice al governo tedesco dello Zyklon-B, l'insetticida e topicida utilizzato nelle camere a gas dei lager. La IG Farben fu anche una delle società che più richiesero deportati come schiavi per le loro fabbriche (in particolare nel campo di lavoro di Monowitz, del tutto consapevoli della barbarie in atto) cavie per esperimenti e test di medicinali di vario genere, per mezzo dei quali furono inventati il gas nervino, il metadone e altre sostanze (specialmente a opera della Bayer, una delle società costitutive).

La I.G. Farbenindustrie AG Il 21 novembre 1925 le seguenti industrie chimiche sottoscrissero l'accordo per fondersi nella IG Farben:

Actien-Gesellschaft für Anilin-Fabrikation (oggi: Agfa) (Berlino); Badische Anilin- und Sodafabrik AG (oggi: BASF) (Ludwigshafen); Farbenfabriken vorm. Friedr. Bayer & Co. (oggi: Bayer) (Leverkusen); Farbwerke vorm. Meister Lucius und Brüning AG (oggi: Sanofi) (Frankfurt-Höchst). Ammoniakwerk Merseburg GmbH - Leuna Werke (Merseburg, Leuna); Chemische Fabrik Griesheim-Elektron (Griesheim); Chemische Fabrik Kalle & Co. AG (Biebrich); Chemische Fabriken Weiler-ter Meer (Uerdingen); Farbwerke Leopold Cassella & Co. (Fechenheim).

La IG Farben venne fondata con data costitutiva il 25 dicembre 1925. Il Palazzo IG Farben, quartier generale del conglomerato a Francoforte sul Meno, fu progettato dall'architetto tedesco Hans Poelzig nel 1928 e terminato nel 1931. Durante la pianificazione dell'invasione di Cecoslovacchia e Polonia, la IG Farben cooperò strettamente con gli ufficiali nazisti e indicò quali stabilimenti chimici dovessero essere catturati e consegnati alla IG Farben.

Il ruolo nella seconda guerra mondiale Nel 1941, un'inchiesta negli USA portò alla luce gli stretti rapporti tra la statunitense Standard Oil Co. e la IG Farben, che comprendevano accordi di cooperazione industriale, scambi di brevetti e tecnologie e attività nel settore dei combustibili sintetici e della gomma sintetica. L'inchiesta fornì inoltre nuove prove riguardo a complessi accordi sui prezzi e sulla commercializzazione tra la DuPont, uno dei suoi maggiori investitori e produttrice di carburante, la U.S. Industrial Alcohol Co. e la sua sussidiaria Cuba Distilling Co. L'indagine venne infine abbandonata, come numerose altre riguardanti diverse industrie, a causa della necessità di ottenere il sostegno dell'industria allo sforzo bellico; nell'ambito del compromesso raggiunto, tuttavia, alcuni dei principali dirigenti delle compagnie petrolifere accettarono di dimettersi e le partecipazioni azionarie delle compagnie petrolifere in società produttrici di melassa vennero cedute.

Nella primavera del 1941, la IG Farben iniziò ad Auschwitz la costruzione di un grande complesso industriale destinato alla produzione di gomma sintetica (Buna) e combustibile sintetico a partire dal carbone, con l'intenzione di utilizzare lavoro forzato proveniente dal vicino campo di concentramento di Auschwitz. La IG Farben investì oltre 700 milioni di Reichsmark nello stabilimento e, a partire dal maggio 1941, i prigionieri di Auschwitz furono impiegati nel cosiddetto «Distaccamento Buna»; nell'ottobre 1942 le SS istituirono il sottocampo di Monowitz, successivamente denominato Auschwitz III, per ospitare i prigionieri destinati al lavoro forzato nello stabilimento. Il complesso industriale costituì uno dei principali luoghi di sfruttamento della manodopera dei prigionieri di Auschwitz durante la Shoah; nel 1944 gli stabilimenti della IG Farben nell'area impiegavano complessivamente circa 83.000 lavoratori forzati e prigionieri.

Nel libro Critical Mass, di Carter Hydrick, citato in un articolo di Liberazione del 20 agosto 2000, si sostiene che l'impianto di Auschwitz fosse destinato alla produzione di uranio arricchito e non di gomma e che avesse consumi elettrici simili a quelli dell'impianto statunitense di Oak Ridge. Il libro sostiene inoltre che il progetto Manhattan avrebbe ricevuto contributi decisivi per la costruzione dell'atomica attraverso il carico di materiali e scienziati trasportato dal sommergibile U-234 e che parte di tale materiale sarebbe stato costituito da uranio arricchito proveniente da Auschwitz.

L'insetticida Zyklon B, utilizzato nelle camere a gas per gli omicidi di massa, era prodotto dalla Degesch (Deutsche Gesellschaft für Schädlingsbekämpfung), società della quale la IG Farben possedeva il 42,2% delle azioni e nel cui consiglio di amministrazione sedevano dirigenti della IG Farben. La IG Farben deteneva inoltre il brevetto relativo allo Zyklon B.

Gli anni successivi A causa della gravità dei crimini di guerra commessi dalla IG Farben nel corso della II guerra mondiale e dell'ampio coinvolgimento della direzione nelle atrocità naziste, la compagnia fu ritenuta troppo corrotta per continuare ad esistere e pertanto gli alleati considerarono l'ipotesi di confiscarne tutti i beni e chiuderla. Invece, nel 1951, la compagnia fu divisa nelle componenti originali. Le quattro più grosse comprarono rapidamente quelle più piccole e oggi restano solo Agfa, BASF e Bayer, mentre la Hoechst si è fusa con la francese Rhône-Poulenc, dando vita alla Sanofi Aventis, con sede a Strasburgo, in Francia.

Dei 24 consiglieri della IG Farben indiziati nel cosiddetto processo all'IG Farben (1947-1948), davanti a un tribunale militare statunitense al processo di Norimberga, 13 vennero condannati alla prigione con pene dai 6 mesi agli otto anni, 10 furono assolti ed uno rilasciato per motivi di salute. I 13 responsabili della IG Farben condannati furono dichiarati colpevoli di complicità di genocidio, di schiavitù ed altri crimini. Un anno dopo la condanna, nel 1952, tutti i responsabili furono liberati, grazie alla mediazione dell'ex ministro delle Finanze Schacht, e negli anni successivi tornarono ad essere attivi nell'economia tedesca.

Dopo l'Olocausto, la IG Farben ha partecipato a progetti statunitensi per la creazione di agenti chimici per l'uso bellico. Fondò la Chemagrow Corporation a Kansas City, Missouri, che impiegava specialisti tedeschi e statunitensi per conto dell'U.S. Army Chemical Corps. Il dottor Otto Bayer coprì la posizione di direttore della ricerca della IG Farben, dove sviluppò e testò numerose armi chimiche insieme al dott. Gerhard Schrader.

Secondo The Crime and Punishment of I.G. Farben, di Joseph Borkin, la IG Farben, prima della guerra, strinse degli accordi segreti con i maggiori vertici delle forze armate statunitensi perché non fossero bombardati i suoi stabilimenti in GermaniaL'esistenza di questi accordi è ben documentata anche da un ufficiale statunitense (I.G. Farben di Richard Sasuly, Boni & Gaer Publ., N.Y. N.Y, 1947).. .

Nonostante la compagnia sia stata ufficialmente liquidata nel 1952, continuò a essere trattata alla Borsa di Francoforte come un trust, che conteneva alcune proprietà immobiliari, e venne dichiarata in bancarotta il 10 novembre del 2003 dai suoi liquidatori, dopo aver versato 500.000 marchi (circa 200.000 euro) a una fondazione per gli ex lavoratori forzati del regime nazista. Le restanti proprietà, del valore di 21 milioni di marchi (circa 9 milioni di euro), sono state messe all'asta. Durante tutto questo periodo la compagnia è stata soggetta a continue critiche per non aver pagato il lavoro dei prigionieri, unico motivo per cui sarebbe stata mantenuta in vita dopo il 1952.

La compagnia da parte sua imputava all'esistenza delle dispute legali l'impossibilità dello scioglimento, distribuendo così a ricompensa i beni fallimentari come compenso agli aventi diritto. Ogni anno per 49 anni consecutivi la sede della compagnia è stata sede di dimostrazioni da parte di centinaia di manifestanti.

La struttura societaria della IG Farben L'apparato burocratico della IG Farben si può suddividere in tre parti: il livello superiore, le fabbriche e i servizi centrali.

La Farben controllava una holding, la IG America, fondata nel 1926 per gestire le attività statunitensi della tedesca IG Farben.

Membri del suo Direttivo: Edsel Ford, Charles E. Mitchell (Rockfeller Bank), Walt Teagle (Presidente di Standard Oil), Paul Warburg (capo della Federal Reserve), Herman Metz, direttore della Bank of Manhattan, controllata da Warburg. Direttore era Max Warburg, fratello di Paul.

Il livello superiore Si trattava dell'apparato burocratico responsabile dell'organizzazione, ed era costituito da 3 centri direttivi ben distinti: l'ufficio di Krauch, da dove veniva diretta l'espansione di tutta l'industria chimica; il TEA (o Technischer Ausschuss o Comitato tecnico), che era diretto dal dott. Fritzter Meer e si occupava della produzione; la KA-Krauch (o Kaufmannischer Ausschuss o Comitato commerciale), che era diretto dal dott. Georg von Schnitzer e trattava questioni commerciali e aspetti finanziari.

Le fabbriche In tutto all'epoca c'erano 56 fabbriche, che erano suddivise in: 3 reparti, a seconda della specializzazione della loro produzione; e settori di attività, che erano raggruppati territorialmente.

I servizi centrali amministrativi Erano suddivisi in reparti, che a loro volta erano raggruppati in due uffici principali siti a Berlino, dove venivano trattati i problemi del personale, il protocollo, le questioni giuridiche, le esportazioni e l'economia politica, e a Francoforte, dove ci si occupava della contabilità centrale, dei servizi centrali delle assicurazioni e della gestione degli elenchi della clientela.

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