Era soprannominato il Dottore.

Biografia Le origini e la formazione Umberto Agnelli nacque il 1º novembre 1934 a Losanna, ultimo dei sette figli di Edoardo Agnelli e di Virginia Bourbon Del Monte, e visse a lungo nella casa di famiglia in corso Oporto 26 (ora corso Matteotti). Rimase orfano del padre, morto in un incidente aereo il 14 luglio 1935, e perse la madre in un incidente automobilistico il 30 novembre 1945, quando aveva undici anni. Ebbe come padrino di battesimo il principe di Piemonte, futuro re d'Italia, Umberto II. Crebbe sotto la tutela del fratello maggiore Gianni, di tredici anni più anziano.

Compì il servizio militare presso la Scuola di applicazione di cavalleria di Pinerolo, seguendo una tradizione di famiglia. Si laureò in giurisprudenza all'Università degli Studi di Catania.

La Juventus e la federazione calcistica Nel 1955, a ventuno anni, fu eletto presidente della Juventus, divenendo il più giovane dirigente nella storia del club. La sua gestione fu caratterizzata dall'acquisto di calciatori di rilievo come John Charles e Omar Sívori, con i quali la squadra conquistò tre campionati di Serie A e due Coppe Italia tra il 1958 e il 1961.

Nel 1959 venne eletto presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, carica che mantenne fino al 1961. Dopo le dimissioni dalla presidenza della Juventus nel 1962, rimase legato al club, tornando in seguito con il ruolo di presidente onorario nel 1994. In questa veste, Umberto Agnelli supervisionò l'insediamento a Torino della nuova Triade dirigenziale formata da Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Roberto Bettega. Sotto tale gestione, la Società conquistò cinque titoli di campione d'Italia, una Coppa Italia, quattro Supercoppe italiane, una UEFA Champions League, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa UEFA e una Coppa Intertoto UEFA; disputò inoltre quattro finali confederali consecutive tra il 1995 e il 1998, la prima in Coppa UEFA e le restanti tre in Champions League, raggiungendone un’altra quarta finale nel 2003.

Nel 2015 è stato inserito postumo nella Hall of Fame del calcio italiano.

Il primo matrimonio Il 25 novembre 1959 Umberto Agnelli sposò a Pontedera (nella tenuta di Varramista) Antonella Bechi Piaggio, esponente dell'omonima famiglia di industriali. Dal matrimonio nacque un figlio: Giovanni Alberto, destinato a ricoprire ruoli di primo piano nelle aziende di famiglia, ma prematuramente scomparso per malattia. L'unione con Antonella Bechi Piaggio si concluse con il divorzio nei primi anni Settanta.

Il secondo matrimonio Nel 1974 Umberto Agnelli sposò a Losanna Allegra Caracciolo Di Castagneto, appartenente al ramo dei principi Caracciolo. Dal matrimonio nacquero due figli: Andrea, nato nel 1975 e che è stato il presidente della Juventus Football Club dal 2010 al 2023, e Anna, nata nel 1977. La sposa era cugina di Marella Caracciolo, moglie di Gianni Agnelli.

Curiosamente, Antonella Bechi Piaggio, prima moglie di Umberto Agnelli, si risposò con Uberto Visconti Di Modrone, lontano parente materno di Allegra Caracciolo.

L'attività politica e industriale

Dal 1970 al 1976 fu l'unico amministratore delegato della FIAT, per poi spartire la carica (in quanto venne eletto senatore della Repubblica italiana nelle file della Democrazia Cristiana) con Cesare Romiti e Carlo De Benedetti (suo vecchio compagno di scuola al San Giuseppe in terza media e quarta e quinta ginnasio, nonché appoggiato anche da Gianni Agnelli, ma che resterà alla FIAT solo per quattro mesi) e abbandonarla del tutto nel 1980 con la sua nomina a vicepresidente (ruolo che manterrà fino al 1993). Parallelamente ricoprì incarichi di rilievo in società del gruppo FIAT e in aziende collegate, tra cui la SAI e la Fiat France.

Negli anni Ottanta, assunse anche la presidenza di Fiat Auto, contribuendo alla strategia di espansione internazionale.

Alla morte del fratello Gianni, il 24 gennaio 2003, Umberto Agnelli assunse la presidenza della FIAT. Fu ufficialmente nominato il 28 febbraio 2003, in un momento critico per l'azienda, caratterizzato da un debito superiore ai quattro miliardi di euro e dal calo dei titoli azionari. Scelse di concentrare le risorse sul comparto automobilistico, affidando la gestione operativa a Giuseppe Morchio. Determinante fu il suo contributo per l'arrivo in FIAT di Sergio Marchionne, il quale prima assunse la carica di consigliere d’amministrazione e poi quella di amministratore delegato a seguito del decesso dello stesso Umberto Agnelli.

Gli ultimi anni e la morte Affetto da un carcinoma polmonare, trascorse gli ultimi mesi assistito dalla moglie e dai figli. La sua ultima apparizione pubblica risale al 26 aprile 2004, in occasione della cerimonia di conferimento ad Allegra Caracciolo di una laurea honoris causa in medicina veterinaria all'Università degli Studi di Torino. Morì nella villa "I Roveri" (situata all'interno del parco naturale La Mandria a Venaria Reale) il 27 maggio 2004. È sepolto nella cappella di famiglia ubicata al cimitero di Villar Perosa.

Discendenza Dalla prima moglie, Antonella Bechi Piaggio, ebbe tre figli: due gemelli (Alberto e Enrico), nati nel luglio 1962 e vissuti entrambi per pochissimi giorni; Giovanni Alberto, detto Giovannino, morto di tumore nel 1997.

Dalla seconda moglie, Allegra Caracciolo, ebbe un figlio e una figlia: Andrea; Anna.

Onorificenze

Note

Bibliografia

Voci correlate Agnelli (famiglia) Giorgio Agnelli Susanna Agnelli

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