Le elezioni presidenziali in Romania del 1992 si tennero il 27 settembre (primo turno) e l'11 ottobre (ballottaggio).
Furono le prime elezioni per la scelta del capo di stato dall'entrata in vigore della Costituzione della Romania del 1991. Il presidente uscente, già in carica per un mandato temporaneo di due anni in seguito al successo alle elezioni del 1990, nonché leader del Fronte Democratico di Salvezza Nazionale, Ion Iliescu, fu il candidato più votato già al primo turno, mentre al ballottaggio sconfisse il rappresentante della coalizione di centro-destra della Convenzione Democratica Romena, Emil Constantinescu. Iliescu ottenne un incarico per un mandato di quattro anni fino al 1996.
Il primo turno delle elezioni presidenziali si tenne in concomitanza alle elezioni parlamentari, vinte dal Fronte Democratico di Salvezza Nazionale, che formò un governo con a capo Nicolae Văcăroiu, sostenuto anche da diverse forze minori.
Sistema elettorale Le elezioni si svolsero secondo le disposizioni delle leggi 68/1992 (per il parlamento) e 69/1992 (per il presidente della repubblica) promulgate nel giugno 1992, che sostituirono la legge 92/1990 emanata dal governo provvisorio, ma dalla quale riprendevano numerosi punti. L'art. 34 della costituzione del 1991 prevedeva che avevano diritto al voto i cittadini di almeno 18 anni di età, mentre secondo l'art. 35 per candidarsi alle camere erano necessari 23 anni (deputati) e 35 anni (senatori).
La legge 68/1992 manteneva il sistema di voto proporzionale, ma introduceva una soglia di sbarramento al 3%, inesistente nella precedente legislazione. L'art. 59 della costituzione, inoltre, prevedeva che alle organizzazioni che rappresentavano le minoranze etniche fosse garantito un rappresentante nella camera dei deputati, a prescindere dal raggiungimento della soglia di sbarramento.
L'elezione del presidente della repubblica si svolgeva su due turni. Il ballottaggio tra i due candidati più votati era previsto solamente nel caso in cui nessuno dei due avesse ottenuto il 50% + 1 dei voti al primo turno. Per candidarsi alla funzione di presidente della repubblica era necessario presentare all'Ufficio elettorale centrale le firme di almeno 100.000 sostenitori.
Quadro politico In seguito alla rivoluzione romena del 1989 il potere fu assunto ad interim da un organo provvisorio, il Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale, i cui membri nel gennaio 1990 decisero di costituire in partito politico, il Fronte di Salvezza Nazionale (FSN) che, malgrado le proteste dell'opposizione che per contiguità ideologica lo considerava il continuatore del Partito Comunista Rumeno, vinse con una maggioranza bulgara le elezioni del 1990 per la legislatura costituente e quelle per la nomina del primo presidente della repubblica dell'era democratica, Ion Iliescu. Nel 1991 fu adottata la nuova costituzione che istituiva una repubblica semipresidenziale.
Nel settembre 1991 il primo ministro e presidente del FSN Petre Roman fu costretto alle dimissioni in conseguenza della quarta mineriada e sostituito da Theodor Stolojan, mentre i rapporti tra l'ex premier e il capo di stato iniziarono a deteriorarsi per via di divergenze politiche. Nell'aprile 1992, quindi, l'ala del partito facente capo ad Iliescu fondò un nuovo partito, il Fronte Democratico di Salvezza Nazionale (FDSN), nel quale confluirono le personalità più conservatrici del FSN e più vicine alla nomenklatura del passato regime. Nonostante la recente fondazione, nell'estate 1992 il nuovo partito di Iliescu aveva già la maggioranza dei seggi al senato e oltre 50 alla camera, ma nessun esponente nel gabinetto di governo.
Per una più efficace azione di contrasto al governo le maggiori forze di opposizione, cioè i gruppi di centro-destra del Partito Nazionale Contadino Cristiano Democratico (PNȚCD) di Corneliu Coposu e del Partito Nazionale Liberale (PNL), nel novembre 1991 formarono una coalizione trasversale chiamata Convenzione Democratica Romena (CDR), che includeva numerose organizzazioni non governative militanti per il consolidamento della società civile e partiti di diverse ideologie (tra i quali i neoliberali del PAC, gli ambientalisti del PER, i socialdemocratici del PSDR e gli etnoregionalisti dell'UDMR) riuniti dalla comune avversità alle iniziative del FSN. Nell'aprile 1992 il PNL si ritirò dalla CDR nella quale, però, entrarono due sue correnti scissioniste, il PNL-CD e il PNL-AT.
Prima del voto generale del 27 settembre il primo appuntamento elettorale dell'anno fu quello delle amministrative locali del febbraio 1992, che videro la vittoria del FSN, forte nei centri rurali, mentre si registrò anche il successo della CDR nei maggiori centri urbani del paese, compresa la capitale Bucarest. La divisione dell'elettorato fu sintomo della nascita di una prima divisione sull'asse destra-sinistra in un clima politico che, invece, nel 1990 subito dopo la rivoluzione era stato completamente dominato dal FSN.
Previste in un primo momento per l'estate, le elezioni generali del 1992 furono posticipate al mese di settembre per via del prolungarsi del dibattito parlamentare sulla nuova legge elettorale, i cui tempi furono influenzati dal contesto politico caratterizzato dalla scissione in seno al partito di governo e dall'addio del PNL alla CDR, eventi che spinsero i partiti rimandare la data per motivi di calcolo politico. Interessato ad organizzare le elezioni in autunno era specialmente il FDSN che, fondato in aprile, aveva bisogno di un periodo più ampio per consolidarsi.
Il trend iniziato nel 1990 si confermò nei due anni successivi, segnati dall'enorme numero di fondazione di nuovi piccoli partiti. Al 1992 erano attivi 144 partiti politici, mentre alle elezioni legislative si candidarono 79 gruppi alla camera e 65 al senato.
Campagna elettorale La campagna elettorale iniziò il 31 agosto e si concluse il 24 settembre.
Il 29 agosto il neoistituito Consiglio nazionale degli audiovisivi (CNA) stabilì le regole per la programmazione televisiva e radiofonica per la campagna elettorale. Le interviste radiofoniche dei candidati alla presidenza si sarebbero svolte settimanalmente presso la trasmissione Radio România Actualități tra le 19:00 e le 19:40. Le apparizioni televisive seguirono uno schema simile. Mentre la televisione di stato il 21 settembre invitò tutti e sei i candidati ad un programma di un'ora sui problemi dei giovani, tra il 23 e il 24 settembre furono mandati in onda dei messaggi di circa sette minuti da parte di ogni candidato, che presentò individualmente la propria offerta elettorale. A differenza del 1990, non fu realizzato un dibattito a chiusura della campagna elettorale, né prima del voto generale del 27 settembre, né prima del ballottaggio dell'11 ottobre.
La correttezza delle elezioni generali del 1992 fu assicurata dalla presenza di 7.572 osservatori romeni e 562 stranieri, nonché dalla partecipazione di 15 organizzazioni romene indipendenti per la difesa dei diritti dell'uomo e di 20 organizzazioni internazionali, tra le quali il Consiglio d'Europa, il Parlamento europeo, l'Assemblea parlamentare della NATO, l'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti dell'uomo dell'OSCE, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, l'UNICEF, il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, la Federazione internazionale dei diritti umani, l'Organizzazione internazionale della francofonia, la Lega araba e l'Open Society Foundations.
Fronte Democratico di Salvezza Nazionale Fondato in aprile, il partito di Iliescu ebbe la capacità di cooptare la maggior parte delle sezioni del FSN e diventare subito un agente elettorale di primo piano. A due anni dal plebiscito del 1990, tuttavia, il presidente della repubblica in carica Ion Iliescu aveva perso parte della sua influenza ed iniziava ad essere visto dai suoi oppositori, nonché da una crescente stampa indipendente, come un populista e antiriformista, retaggio del suo recente passato nei quadri del Partito Comunista Rumeno. Iliescu conservava, però, la sua completa autorità sulla televisione di stato, che rimaneva lo strumento principale della sua propaganda elettorale. A tal riguardo il Consiglio nazionale degli audiovisivi (CNA), voluto fortemente dal capo di stato, era costituito per la maggior parte da esponenti del suo partito.
Unico nome possibile, Iliescu fu ufficialmente indicato come candidato alla presidenza nel corso del primo congresso del FDSN del 27-28 giugno 1992, che elesse formalmente Oliviu Gherman a capo del partito. Il 21 agosto si registrò alla corsa elettorale presso l'Ufficio elettorale centrale, presentando un programma dal titolo «Credo nel cambiamento in bene della Romania» («Cred în schimbarea în bine a României»). Oltre che dal FDSN, la sua candidatura fu sostenuta anche da altre formazioni minori: il Partito Socialista Democratico Romeno, il Partito del Libero Cambiamento e il Partito dell'Unità Social-Democratica.
Subito dopo la sua nascita, il gruppo di Iliescu condusse una strategia su due fronti. Da una parte tentò di screditare il FSN di Petre Roman, accusando la sua amministrazione di non essere stata capace di porre un freno alla corruzione e sottolineando l'approccio moderato del FDSN in politica economica, contrario ai programmi di ampia liberalizzazione portati avanti da Roman e Stolojan. Gli attacchi maggiori, ad ogni modo, furono riservati contro gli esponenti dell'opposizione di centro-destra, ritenuti troppo anziani per guidare il paese e pronti a dare inizio ad una caccia alle streghe contro gli ex militanti del PCR. Lo stesso Iliescu più volte rimproverò i leader della CDR di nascondere i loro presunti reali obiettivi: vendicarsi e perseguire chi aveva simpatizzato per il PCR, restaurare la monarchia (sebbene si trattasse di una corrente minoritaria e non ufficiale del PNȚCD), ripristinare l'aristocrazia terriera (argomento particolarmente sensibile per gli elettori delle zone rurali, che supportavano in massa Iliescu per aver decollettivizzato e redistribuito le terre in seguito alla rivoluzione), vendere la Transilvania all'Ungheria e voler sfruttare le risorse della Romania contro l'interesse nazionale.
Nel proprio programma il FDSN garantì un lento processo di riforma dell'economia e di privatizzazione degli enti di stato, ponendo un particolare accento sulle misure di protezione sociale, placando i timori dell'elettorato più tradizionalista. Iliescu utilizzò un linguaggio diretto, semplice, rivolto anche ai cittadini che vivevano nelle zone più remote del paese e impregnato di una retorica rivoluzionaria che evocava gli scenari del 1989. Iliescu rimaneva il personaggio più carismatico e preparato della campagna elettorale, superiore a quello di tutti i suoi avversari nelle apparizioni televisive.
Convenzione Democratica Romena
Mentre la popolarità di Iliescu era in lieve calo, la CDR, guidata dal leader del PNȚCD Corneliu Coposu, mostrò la propria forza in occasione delle elezioni amministrative del febbraio 1992, vincendo nelle città principali e scoprendo la propria base elettorale tra la popolazione urbana, la classe media e i professionisti, categorie sociali più preparate ad una rapida transizione all'economia di mercato.